Alberto Contador

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Alberto Contador
2015 Tour de France team presentation, Alberto Contador (cropped).jpg
Contador alla presentazione del Tour de France 2015
Nome Alberto Contador Velasco
Nazionalità Spagna Spagna
Altezza 176[1] cm
Peso 62[1] kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada
Squadra Tinkoff
Carriera
Squadre di club
2002 ONCE Stagista
2003 ONCE
2004-2006 Liberty Seguros
2006 Würth Team
2006 Astana
2007 Discovery Channel
2008-2010 Astana
2011-2013 Saxo Bank
2014-2015 Tinkoff-Saxo
2016- Tinkoff
Nazionale
2008- Spagna Spagna
Statistiche aggiornate al agosto 2014

Alberto Contador Velasco (Madrid, 6 dicembre 1982) è un ciclista su strada spagnolo che corre per il team Tinkoff.

Soprannominato "El Pistolero"[2], ha caratteristiche di passista-scalatore e di cronoman[3]. È professionista dal 2003, ed è uno dei sei corridori[4] ad avere vinto tutti e tre i grandi Giri ciclistici: Giro d'Italia (nel 2008 e 2015), Tour de France (nel 2007 e 2009) e Vuelta a España (nel 2008, 2012 e 2014)[5]. È considerato come uno dei migliori ciclisti della sua generazione[6], nonché tra i più titolati nella storia dei grandi Giri[7][8].

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Cresce a Pinto, nella comunità autonoma di Madrid, dove la sua famiglia, proveniente da Barcarrota, si trasferì nel 1978; nato da Francisco Contador e Francisca Velasco, Alberto è il terzo di quattro fratelli: Francisco Javier, Alicia e Raúl. Sposato con Macarena nella sua città natale, è un appassionato di caccia ed è affezionato agli animali, in particolare agli uccelli, tanto da averne di diverse specie nella sua residenza[9].

Dopo aver praticato altri sport, quali il calcio e l'atletica, Contador scopre il ciclismo all'età di 14 anni, grazie al fratello maggiore Francisco. L'anno successivo inizia a correre nella formazione amatoriale Real Velo Club Portillo, dimostrando subito grandi qualità, soprattutto in salita. Nel 2000 arrivano i primi successi in diversi eventi del calendario dilettantistico spagnolo[10].

Dopo aver abbandonato gli studi della scuola di Bachillerato all'età di 16 anni per dedicarsi interamente agli allenamenti, gareggia con l'Iberdrola-Loinaz, una giovane squadra capitanata da Manolo Saiz, direttore sportivo della ONCE-Eroski. Nel 2002 si aggiudica il campionato spagnolo a cronometro Under-23, dimostrando di avere una particolare predisposizione anche per questo tipo di disciplina.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

2003-2007: i primi anni di professionismo[modifica | modifica wikitesto]

Gli inizi di carriera[modifica | modifica wikitesto]

Alberto Contador diventa professionista all'inizio del 2003 con il team spagnolo ONCE-Eroski, dopo aver gareggiato da stagista con la medesima formazione negli ultimi mesi del 2002. Ottiene la prima vittoria da pro proprio nel 2003, al Tour de Pologne, aggiudicandosi l'ultima tappa a cronometro della corsa.

Nel 2004 rimane tra le file della squadra di Manolo Saiz, divenuta Liberty Seguros. Quell'anno però, durante una tappa della Vuelta a Asturias, rischia di morire a causa di un aneurisma cerebrale[11]. Rientrato alle corse, nel 2005 vince diverse gare, tra cui la classifica generale della Setmana Catalana, una cronometro alla Vuelta al País Vasco e una tappa al Tour de Romandie. Si mette in evidenza anche durante il Tour de France, concludendo la manifestazione al 31º posto generale e al terzo della classifica giovani. Nel 2006 si aggiudica un'altra frazione al Tour de Romandie[12] – conclude secondo nella generale – e una al Tour de Suisse[13]. Intanto, in seguito alle vicende dell'Operación Puerto, la sua squadra, la Liberty Seguros, cambia nome diventando prima Würth e poi Astana.

2007: il trionfo al Tour de France[modifica | modifica wikitesto]

Contador nel 2007 durante un momento del Tour of Missouri

Nel 2007 Contador passa tra le file della Discovery Channel, la squadra di Johan Bruyneel. In avvio di stagione si aggiudica la Parigi-Nizza[14] e la Vuelta a Castilla y León. In luglio vince invece il suo primo Tour de France, facendo sua anche la tappa con arrivo a Plateau de Beille[15]. Autore di un avvincente duello con il danese Michael Rasmussen, a seguito della sospensione di quest'ultimo da parte della sua squadra, la Rabobank, dopo la diciassettesima frazione[16], conquista la maglia gialla e la porta sino a Parigi, indossando sul podio finale anche la maglia bianca di vincitore della classifica giovani[17]. A fine novembre gli viene assegnato il prestigioso Vélo d'Or[18].

2008-2010: Astana[modifica | modifica wikitesto]

2008: i successi al Giro e alla Vuelta[modifica | modifica wikitesto]

Contador in maglia oro sull'Alto de Navacerrada, nel corso della vittoriosa Vuelta a España 2008

Nella stagione 2008 passa all'Astana, seguendo Bruyneel dopo la chiusura della Discovery Channel. La squadra, in conseguenza del proprio coinvolgimento in numerosi scandali scoppiati l'anno precedente, con corridori quali Matthias Kessler, Aleksandr Vinokurov e Andrej Kašečkin risultati positivi a controlli antidoping, non viene invitata alle corse organizzate dall'ASO, tra cui lo stesso Tour de France; Contador non può quindi difendere il titolo conquistato l'anno precedente, ma continua comunque, nella prima parte di stagione, a mietere successi, con ben sei vittorie tra la fine di marzo e l'inizio di aprile: fra essi le classifiche finali alla Vuelta a Castilla y León e alla Vuelta al País Vasco[19].

All'ultimo momento l'Astana decide di farlo partecipare al Giro d'Italia, che inizialmente non era nei programmi della squadra[20]. Il 25 maggio, al termine della 15ª tappa, indossa la sua prima maglia rosa: la porta fino a Milano, dove ad affiancarlo sul podio finale ci sono gli italiani Riccardo Riccò e Marzio Bruseghin; Contador diventa così il secondo spagnolo dopo Miguel Indurain a vincere la Corsa Rosa. Presentatosi alla partenza in condizioni non ottimali[senza fonte], riesce però a difendersi durante la prima settimana di corsa; in seguito cresce fisicamente e nessuno dei suoi avversari riesce più a scalzarlo dalla vetta. Contador vince il Giro pur senza conquistare alcuna tappa, dimostrando una grande regolarità[21][22].

Nell'estate dello stesso anno prende parte ai Giochi olimpici di Pechino, dove arriva quarto nella prova a cronometro, a soli 8 secondi dalla medaglia di bronzo. A fine agosto si presenta al via della Vuelta a España[23]: il 13 settembre si aggiudica la tappa dell'Angliru[24], per poi ripetersi anche il giorno successivo con una nuova vittoria parziale[25], agguantando così la maglia oro, che porterà fino a Madrid, conquistando la corsa a tappe spagnola[26]. Contador entra così nella storia, riuscendo a vincere tutti e tre i grandi Giri e scrivendo il suo nome accanto a quelli di Eddy Merckx, Felice Gimondi, Jacques Anquetil e Bernard Hinault, gli unici corridori capaci in passato di conquistare la tripla corona (si aggiungerà, nel 2014, Vincenzo Nibali); lo spagnolo, però, riesce nel filotto in soli 14 mesi e in appena 5 anni di professionismo, diventando al contempo il terzo ciclista a vincere nella stessa stagione Giro e Vuelta (doppietta centrata in precedenza solo da Merckx e Giovanni Battaglin)[27][28]. In quest'edizione della Vuelta, oltre alla maglia oro, conquista anche la maglia bianca della classifica combinata. Al termine della stagione riceve, così come l'anno precedente, il Vélo d'Or[29].

2009: la seconda vittoria al Tour de France[modifica | modifica wikitesto]

Dopo i trionfi del 2008, apre la stagione 2009 con la vittoria alla Volta ao Algarve in Portogallo e con due successi di tappa alla Parigi-Nizza[30], che conclude al quarto posto. Si aggiudica poi due frazioni[31] e la classifica finale alla Vuelta al País Vasco[32], e il titolo nazionale a cronometro, il primo in carriera tra gli élite (aveva vinto da Under-23 nel 2002).

Alla vigilia del Tour de France è accreditato tra i favoriti, insieme al compagno di squadra e rivale Lance Armstrong, con il quale ben presto si manifesta una mancanza di collaborazione in corsa che sfocia in rivalità[33]. Dopo due settimane senza grandi occasioni, con Contador che comunque sferra un attacco sulla salita finale della tappa di Andorra, la svolta arriva nella quindicesima tappa, quando lo spagnolo conquista la maglia gialla vincendo sull'arrivo in salita a Verbier[34]. Tre giorni dopo domina la cronometro di Annecy, consolidando il primato[35], e nella penultima tappa, con arrivo previsto al Mont Ventoux, controlla agevolmente i ripetuti attacchi del più diretto avversario in classifica, il lussemburghese Andy Schleck[36].

Il 26 luglio porta il simbolo del primato a Parigi, ottenendo il quarto successo su cinque partecipazioni ai grandi Giri[37][38]; il trionfo del Tour lo fa anche salire al primo posto della classifica mondiale stilata dall'Unione Ciclistica Internazionale. Intanto scoppia mediaticamente la rivalità tra lo spagnolo e il sette volte vincitore del Tour[senza fonte]: dopo il podio, Contador dichiara di non provare alcuna ammirazione per Armstrong; di contro, su Twitter, il texano definisce il rivale un pistolero (chiaro il riferimento al classico gesto d'esultanza dello spagnolo) che dovrebbe imparare a rispettare gli altri[39]. A fine annata, grazie ai risultati conseguiti, si aggiudica la classifica finale del Calendario mondiale UCI[40] e viene insignito, per la terza volta consecutiva, del Velo d'Or[41].

2010: il terzo Tour de France e il caso doping[modifica | modifica wikitesto]

Contador alla Parigi-Nizza 2010, con indosso la maglia di campione spagnolo a cronometro

Contador apre la stagione 2010 con numerosi successi: tra febbraio e aprile si aggiudica infatti una tappa e la classifica finale della Volta ao Algarve[42], una tappa[43] e la graduatoria finale della Parigi-Nizza[44], una tappa e la classifica finale alla Vuelta a Castilla y León[45], e si piazza terzo alla Freccia Vallone, battuto in volata da Cadel Evans e Joaquim Rodríguez. In giugno partecipa quindi al Critérium du Dauphiné: in quella corsa fa sue due frazioni, la cronometro di apertura[46] e la tappa con arrivo all'Alpe d'Huez[47], veste la maglia di leader per tre giorni dovendo infine però accontentarsi del secondo posto finale alle spalle di Janez Brajkovič[48].

Dopo la performance dell'anno precedente, e considerati i risultati ottenuti in primavera, Contador si presenta al Tour de France con i favori del pronostico[49]. Durante la corsa lo spagnolo sembra però un po' meno brillante rispetto all'anno precedente[50], e nella tappa con arrivo a Morzine-Avoriaz viene per la prima volta staccato in salita, seppure di pochissimo, da Andy Schleck[51]. È proprio il lussemburghese l'avversario più ostico: Contador riesce a strappargli la maglia gialla solo al termine della quindicesima tappa, sfruttando un salto di catena del rivale[52]; ciò nonostante il rapporto tra i due rimane all'insegna del fair play e della stima reciproca[53]. Dopo aver preso la leadership Contador consolida l'esiguo vantaggio, di appena 8 secondi, nell'ultima e decisiva cronometro[54], non senza difficoltà[55]: arriva a Parigi con 39 secondi di vantaggio su Schleck e poco più di 2 minuti su Denis Men'šov, vincendo il quinto grande Giro consecutivo a soli 27 anni[56]. Il suo terzo Tour de France lo vede trionfare pur senza alcuna vittoria di tappa, come già gli era accaduto al Giro d'Italia 2008.

Dopo la fine del Tour, annuncia l'intenzione di lasciare l'Astana al termine della stagione[57][58]; qualche giorno più tardi, il manager del Team Saxo Bank Bjarne Riis annuncia di averlo messo sotto contratto a partire dal 2011[59][60][61]. Sempre a fine luglio Contador rinuncia alla possibilità di partecipare alla Vuelta a España dopo che, in un primo momento, sembrava propenso a disputarla. Il 30 settembre Contador viene a sorpresa sospeso provvisoriamente dall'Unione Ciclistica Internazionale in seguito ad una positività al clenbuterolo[62][63] riscontrata in un controllo antidoping del 21 luglio precedente, giorno di riposo del Tour de France. L'entourage del ciclista dichiara trattarsi di un caso di "contaminazione alimentare"[64][65]. È l'inizio del cosiddetto "Caso Contador".

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Caso Contador.

2011-2016: Saxo Bank/Tinkoff[modifica | modifica wikitesto]

2011: la seconda vittoria al Giro[modifica | modifica wikitesto]

Contador in maglia rosa festeggia la vittoria (poi revocata) al Giro d'Italia 2011

Il 27 gennaio 2011, in seguito alla positività riscontrata nel settembre precedente, Contador viene sospeso per un anno dalla Federciclismo spagnola (RFEC)[66]; tuttavia il 16 febbraio una sentenza definitiva della RFEC lo assolve permettendogli il ritorno alla corse[67]. In seguito a questa decisione, UCI e WADA presentano al Tribunale Arbitrale dello Sport un ricorso contro il provvedimento; l'udienza, inizialmente prevista dal 6 all'8 giugno 2011[68], viene successivamente posticipata e messa in agenda dal 1º al 3 agosto[69][70]. In attesa delle decisioni del TAS sulla presunta positività, lo spagnolo inizia la stagione gareggiando sub judice. In marzo vince due tappe e la classifica finale della Vuelta a Murcia[71], e la terza tappa[72] e la classifica finale della Volta Ciclista a Catalunya[73].

In maggio si presenta al Giro d'Italia, dove era assente dalla vittoria del 2008. Giunge secondo all'arrivo dell'ottava tappa a Tropea, battuto dal solo Oscar Gatto[74]; il giorno dopo, sull'Etna, stacca gli altri favoriti e vince in solitaria la sua prima tappa al Giro, conquistando al contempo la maglia rosa[75]. Rafforza la leadership al termine della tredicesima tappa, quando giunge in quota sul Großglockner col solo José Rujano, guadagnando oltre 1'30" sugli altri big[76], e pure quattro giorni dopo, aggiudicandosi la cronoscalata sul Nevegal[77]. Nella diciannovesima tappa, con arrivo a Macugnaga, recupera ancora una volta tutti i fuggitivi per concedere successivamente al suo ex gregario e amico Paolo Tiralongo la gioia della prima vittoria in carriera[78]. Il 29 maggio a Milano arriva terzo nella cronometro finale, e può festeggiare la conquista del suo secondo Giro d'Italia, vinto con oltre 6 minuti di vantaggio sul secondo classificato, Michele Scarponi, e quasi 7 sul terzo, Vincenzo Nibali[79]. Oltre alla classifica generale, Contador fa sue anche la classifica a punti e il Premio della Combattività.

Contador taglia il traguardo dell'Alpe d'Huez al Tour de France 2011

L'11 giugno conferma la sua intenzione di partecipare anche al Tour de France[80]. La partecipazione alla Grande Boucle non si rivela però fortunata come negli ultimi anni, dato che già nella prima tappa resta coinvolto in un caduta di gruppo che gli fa perdere 1'20" sui diretti avversari[81]. È vittima di un'altra caduta durante la nona tappa, in cui batte il ginocchio destro[82]: pur rimanendo in gara, l'infortunio gli impedisce di correre in perfette condizioni fisiche, e gli preclude la lotta coi migliori per la maglia gialla. Si rende comunque protagonista nella tappa dell'Alpe d'Huez[83] e nella cronometro di Grenoble[84], concluse entrambe al terzo posto. Termina quest'edizione del Tour al quinto posto in classifica generale, a 3'57" dal vincitore, l'australiano Cadel Evans[85].

2012: la squalifica retroattiva, il rientro e la vittoria alla Vuelta[modifica | modifica wikitesto]

Dopo aver aperto la stagione sportiva 2012 con due successi di tappa al Tour de San Luis in Argentina[86][87], il 6 febbraio seguente Alberto Contador viene squalificato dal Tribunale Arbitrale dello Sport per due anni. La squalifica ha effetto retroattivo, con inizio nell'agosto 2010 e conseguente scadenza in data 6 agosto 2012. A Contador vengono quindi revocate le vittorie conseguite nel periodo incriminato, tra cui il Tour de France 2010 e il Giro d'Italia 2011[88].

Contador nel 2012 al Challenge de Mallorca

Terminato il periodo di sospensione, Contador si presenta, il 6 agosto, al via dell'Eneco Tour[89], in cui termina quarto. Il 18 agosto è alla partenza della Vuelta a España con ambizioni di classifica. Fin dalle prime tappe tenta di conquistare la maglia rossa ma senza riuscire a imporsi. Nell'ottava tappa viene raggiunto e superato sul traguardo, proprio al fotofinish, da Alejandro Valverde[90]. Anche nell'undicesima frazione, una cronometro, chiude secondo, non riuscendo a scalfire la leadership di Joaquim Rodríguez[91]. Nella diciassettesima tappa, con una fuga da lontano, ottiene la prima vittoria dopo la squalifica, a Fuente Dé, superando in classifica lo stesso Rodríguez e vestendo la maglia rossa[92][93]. Nei giorni seguenti gestisce il margine accumulato, riuscendo a difendersi dagli attacchi dei suoi inseguitori nella penultima frazione di Bola del Mundo[94]: vince così per la seconda volta in carriera la corsa a tappe spagnola[95].

In settembre partecipa alla prova a cronometro dei campionati del mondo di Valkenburg, classificandosi al nono posto, a 2'30" di distanza dal vincitore, il tedesco Tony Martin[96]. Prende poi parte anche alla prova in linea iridata, che vede trionfare il belga Philippe Gilbert; Contador tenta di sorprendere tutti andando in fuga, ma il suo gruppo viene raggiunto a una trentina di chilometri dall'arrivo[97]. Il 26 settembre si aggiudica la prima corsa in linea della sua carriera da professionista, trionfando sul traguardo di Superga nella 93ª edizione della Milano-Torino[98].

2013: il ritorno al Tour[modifica | modifica wikitesto]

Come già un anno prima, nel 2013 Contador inizia la stagione sportiva in Argentina, al Tour de San Luis, facendo sua la sesta tappa della corsa[99]. Si piazza poi secondo al Tour of Oman, alle spalle di Chris Froome, e terzo alla Tirreno-Adriatico, preceduto da Vincenzo Nibali e dallo stesso Froome; in aprile si classifica quindi quinto alla Vuelta al País Vasco e terzo alla Klasika Primavera. Dopo la parentesi del Critérium du Dauphiné nel quale conclude decimo, ma con un secondo posto nella frazione con arrivo a Valmorel, partecipa nuovamente al Tour de France con ambizioni di vittoria[100].

Al primo arrivo in salita della Grande Boucle, nell'ottava tappa, Contador rimane già staccato dai migliori, perdendo poi altri minuti nei confronti della maglia gialla Froome nella cronometro di Le Mont-Saint-Michel. Riesce a recuperare 1'09" al capoclassifica nella tredicesima tappa, grazie a un'azione della sua squadra inventata a causa di un cambio di direzione del vento[101]; in seguito perde però altro terreno dai rivali nella frazione con arrivo sul Mont Ventoux. Si riprende nella crono di Chorges, dove termina a pochi secondi dal successo di tappa, battuto ancora una volta da Froome[102]; non riesce, suo malgrado, a restare con i migliori nelle tappe finali dell'Alpe d'Huez, dove perde altri 2 minuti da Joaquim Rodríguez e Nairo Quintana e 1 dal britannico, e nell'ultima frazione in salita con arrivo ad Annecy-Semnoz. Conclude così quarto nella classifica finale della Grande Boucle, distanziato di 6'27" dal vincitore.

2014: il tris alla Vuelta[modifica | modifica wikitesto]

Nel 2014 Contador gareggia ancora tra le file della formazione di Riis, divenuta Tinkoff-Saxo. Apre la stagione con una vittoria di tappa in febbraio alla Volta ao Algarve[103], mentre in marzo si aggiudica la Tirreno-Adriatico davanti al colombiano Quintana e al compagno di squadra Roman Kreuziger[104]: durante la corsa italiana fa sue le due frazioni "regine" con gli arrivi in salita di Cittareale/Selvarotonda[105] e di Guardiagrele[106]. Successivamente si aggiudica, nel mese di aprile, la Vuelta al País Vasco, vincendo la tappa iniziale[107] e amministrando il vantaggio accumulato nelle restanti frazioni[108].

A giugno prende parte al Critérium du Dauphiné vestendo la maglia da leader al termine della settima tappa, dopo un attacco nel finale, sfilandola al rivale e capoclassifica Chris Froome[109]. Tuttavia il giorno dopo è Andrew Talansky ad aggiudicarsi la corsa, vestendo la maglia gialla al termine dell'ottava e ultima frazione grazie a una fuga da lontano[110]; nella stessa tappa Contador si prodigherà in un'azione di rimonta partendo dalla penultima salita, senza riuscire però a raggiungere il gruppo di corridori di cui faceva parte Talansky[111].

In luglio si presenta da favorito, assieme al britannico-keniota Froome, per la conquista del Tour de France[112]. La sua Grande Boucle parte subito in salita perdendo oltre 2'30" da Vincenzo Nibali sul pavé della quinta tappa, una "mini Roubaix" con arrivo ad Arenberg Porte du Hainaut, frazione peraltro caratterizzata dal ritiro di Froome[113]. Nell'ottava tappa con termine a Gérardmer/La Mauselaine, lo spagnolo è protagonista di un duello con Nibali sull'ultima ascesa, che tuttavia lascia praticamente invariato il suo distacco in classifica generale dall'italiano[114]. Vittima poi di una caduta a 90 km dal traguardo, nella decima frazione con arrivo a Planche des Belles Filles, Contador è costretto ad abbandonare la corsa francese[115] a causa di una microfrattura alla tibia[116].

Nelle settimane seguenti riesce a recuperare per prendere il via, a fine agosto, alla Vuelta a España. Partito senza ambizioni di classifica[117], si rende tuttavia protagonista già nei primi arrivi in salita, conquistando la maglia rossa di leader della generale nella decima frazione, una cronometro con arrivo a Borja[118]. Nei giorni successivi non riesce ad allungare in classifica sui diretti rivali, Valverde, Froome e Rodríguez, venendo più volte sopravanzato sui traguardi di tappa dai due spagnoli. Nella sedicesima frazione, al termine di un impegnativo trittico sui Picos de Europa, si impone nella tappa "regina" con arrivo a La Farrapona/Lagos de Somiedo, incrementanto il vantaggio in classifica[119]. Nella ventesima frazione è protagonista di un duello con Froome sull'ultima salita di Puerto de Ancares, distanziando il rivale in prossimità dell'arrivo e aggiudicandosi la sua seconda vittoria di tappa, ipotecando di fatto la vittoria finale[120] che arriva il giorno dopo[121], quando fa sua la terza Vuelta; assieme alla maglia rossa, lo spagnolo conquista anche la classifica combinata.

Dopo aver concluso la classifica World Tour in seconda posizione alle spalle del connazionale Valverde[122], riceve, a fine stagione, il suo quarto Vélo d'Or, come miglior ciclista dell'anno[123].

2015: il bis al Giro[modifica | modifica wikitesto]

Contador inizia la stagione 2015 con l'obiettivo di centrare la "doppietta" Giro-Tour, riuscita solo a sei corridori nella storia e mai più verificatasi dal 1998[124]. Debutta alla Vuelta a Andalucía, dove vince una tappa con arrivo in salita[125] e veste la maglia di leader per tre giorni, perdendola poi in favore del suo rivale Froome, chiudendo la breve corsa a tappe in seconda posizione alle spalle del britannico per soli 2"[126]. In marzo si presenta poi alla Tirreno-Adriatico non riuscendo a difendere la vittoria conquistata l'anno precedente, chiudendo la corsa italiana al quinto posto della generale, a 39" dal vincitore finale Quintana[127]. A fine mese è poi protagonista alla Volta Ciclista a Catalunya, che conclude al quarto posto finale, benché distanziato di pochi secondi dal vincitore Richie Porte.

In maggio è alla partenza del Giro d'Italia, dov'è accreditato quale principale favorito alla vittoria finale[128]. Conquista la maglia rosa già nella quinta tappa, con arrivo in quota sull'Abetone[129]. Il giorno dopo, durante una frazione adatta ai velocisti, rimane coinvolto in una caduta a 300 metri dalla linea d'arrivo di Castiglione della Pescaia, riscontrando una sublussazione della spalla sinistra che però non gli preclude la prosecuzione della corsa[130]. Mantiene la leadership fino alla tredicesima tappa quando, rimasto coinvolto in una nuova caduta a poco più di 3 km dal traguardo, deve temporaneamente cedere il simbolo del primato all'italiano Fabio Aru[131], riappropriandosene il giorno dopo nella lunga cronometro da Treviso a Valdobbiadene, quando distanzia il rivale di 2'47" e sfiora la vittoria di tappa, andata al bielorusso Vasil' Kiryenka[132]. Durante la sedicesima tappa, da Pinzolo all'Aprica, sul Mortirolo – la Montagna Pantani dell'edizione – è protagonista di una notevole azione[133]: rimasto attardato nella discesa dopo il primo passaggio sull'Aprica per una foratura, comincia l'ascesa del Mortirolo con 53" di svantaggio sul gruppo di Aru, Mikel Landa e Steven Kruijswijk, riportandosi dopo 4 km di ascesa solitaria sul trio, che aveva staccato il resto del plotone; giunge al traguardo in terza posizione insieme all'olandese, a 38" dal connazionale e vincitore Landa, aumentando a 4'02" il vantaggio sullo stesso basco, diventato il più prossimo rivale nella generale[134][135]. Due giorni dopo, nella tappa con arrivo a Verbania, guadagna ulteriori 1'13" sugli altri uomini di classifica, ipotecando la maglia rosa[136]. Tuttavia nella ventesima e penultima frazione, l'ultima di montagna, lo spagnolo affronta la sua unica giornata di crisi al Giro, staccandosi nella salita verso il Colle delle Finestre – la Cima Coppi di quell'anno – e pagando all'arrivo del Sestriere 2'25" dal vincitore di tappa Aru; ciò nonostante Contador conserva un vantaggio nella generale di 2'02" sull'italiano, nuovamente secondo in graduatoria, e di 3'14" su Landa[137], vincendo il giorno dopo a Milano la sua seconda Corsa Rosa[138]. Grazie a questo nuovo successo, Contador diviene l'unico corridore, assieme a Bernard Hinault, ad aver vinto almeno due volte tutti e tre i grandi Giri[8].

Contador alla partenza di Rennes al Tour de France 2015

Dopo la vittoria alla corsa a tappe italiana, torna alle gare a metà giugno partecipando alla Route du Sud, in preparazione al Tour de France. In questa occasione vince la terza e penultima frazione, davanti al rivale Quintana, grazie a un attacco nell'ultima discesa, balzando al comando della classifica generale della breve corsa francese[139] che conquista il giorno seguente[140]. Si presenta al Tour in veste di favorito alla vittoria finale, assieme a Froome, Quintana e Nibali[141]. Già nella seconda tappa in Zelanda riesce a guadagnare sul colombiano e sull'italiano, staccandoli di 1'24" grazie ai ventagli formatisi dal vento[142]. Nella tappa seguente con traguardo sul Muro di Huy perde però qualche secondo dal trio, in particolare cede 18" a Froome, che andrà ad indossare la maglia gialla[143], perdendo altro tempo dal capoclassifica nella cronosquadre di Plumelec[144].

Nel primo vero arrivo in salita della decima tappa paga dazio giungendo a La Pierre Saint-Martin a 2'50" dal britannico e a 1'46" da Quintana, dimostrando di non aver recuperato dalle fatiche del Giro d'Italia[145]. Nelle seguenti tappe pirenaiche riesce a rimanere nei gruppi di Froome e Quintana, concludendo la seconda settimana in quinta piazza nella generale. Nell'ultima parte di corsa, sulle Alpi, prova qualche attacco sempre rintuzzato dagli avversari, rimanendo inoltre vittima di una caduta nella diciassettesima frazione[146] al termine della quale lascia ulteriori 2'17" al britannico, compromettendo le ultime velleità di vittoria[147]. Nelle ultime due tappe alpine non tiene il ritmo di Froome e Quintana, venendo scavalcato in classifica anche da Nibali. Termina la Grand Boucle al quinto posto, distanziato di 9'48" dall'alfiere della Sky e a più di quattro minuti dal podio[148], fallendo l'accoppiata con il Giro[149].

2016[modifica | modifica wikitesto]

Per la stagione 2016 Contador focalizza i propri obiettivi nel Tour de France e nei Giochi olimpici di Rio de Janeiro[150].

Il debutto stagionale avviene alla Volta ao Algarve: dopo un iniziale appannamento durante la prima tappa di montagna, si aggiudica in solitaria l'ultima frazione sull'Alto do Malhão, concludendo terzo nella classifica finale[151]. In seguito è protagonista alla Parigi-Nizza: dopo un terzo posto nell'unico arrivo in quota[152], cerca a più riprese di scalzare il leader della generale Geraint Thomas nell'ultima frazione di Nizza, sia con un attacco da lontano a 45 km dalla conclusione sia sulle rampe del Col d'Èze, dovendosi tuttavia accontentare di un secondo posto sia nella tappa, dietro Tim Wellens, sia nella generale, dove la rimonta si ferma a 4" da Thomas[153]. Successivamente è ancora secondo alla Volta Ciclista a Catalunya, terminando a 7" da Nairo Quintana[154]. In aprile si aggiudica invece la Vuelta al País Vasco, riuscendo a scalzare dalla testa della classifica il virtuale leader Sergio Henao grazie alla vittoria dell'ultima tappa a cronometro di Eibar[155]. Tale affermazione è la quarta in carriera nella breve corsa a tappe basca, il che gli permette di raggiungere il primato di José Antonio González[156].

Tornato alle competizioni dopo circa due mesi al Critérium du Dauphiné, dimostra subito un ottimo stato di forma, aggiudicandosi il breve prologo iniziale sulla salita di Les Gets[157]. Dopo aver tenuto la maglia di capoclassifica nelle seguenti quattro giornate, cede il simbolo del primato in favore di Froome, il quale riesce a staccarlo nell'arrivo in salita di Vaujany[158]. Nelle rimanenti due tappe non riesce più a scalfire la leadership del britannico, assestandosi al quinto posto finale a 35"[159]. Presentatosi al via del Tour de France come uno dei papabili alla vittoria finale[160], è subito vittima di una brutta caduta nel corso della prima tappa, la quale gli provoca numerose contusioni sparse sul corpo[161]. Nella frazione seguente è di nuovo a terra[162], pagando al traguardo 48" dal vincitore, il compagno di squadra Peter Sagan[163]. Nei giorni successivi non riesce a recuperare dai persistenti problemi fisici[164], perdendo costantemente terreno dai rivali e vedendosi perciò costretto ad abbandonare la Grande Boucle nel corso della nona tappa[165][166].

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

  • 2002 (ONCE-Würth Under-23)
Campionati spagnoli, Prova a cronometro Under-23
4ª tappa, 1ª semitappa Bidasoa Itzulia (Etxalar > Irun)
4ª tappa, 2ª semitappa Bidasoa Itzulia (Irun, cronometro)
Santiago-Mendi
5ª tappa Vuelta a Palencia (Velilla > Santuario de la Virgen del Brezo)
6ª tappa Vuelta a Palencia (Palencia, cronometro)
Escalada a Montjuïc Under-23
  • 2003 (ONCE-Eroski, una vittoria)
8ª tappa Tour de Pologne (Jelenia Góra > Karpacz, cronometro)
  • 2005 (Liberty Seguros-Würth Team, cinque vittorie)
5ª tappa Tour Down Under (Willunga > Willunga)
3ª tappa Setmana Catalana (Castelló d'Empúries > Coll de Pal)
Classifica generale Setmana Catalana
5ª tappa, 2ª semitappa Vuelta al País Vasco (Oñati, cronometro)
4ª tappa Tour de Romandie (Châtel-Saint-Denis > Les Paccots)
  • 2006 (Astana-Würth Team, due vittorie)
3ª tappa Tour de Romandie (Bienne > Leysin)
8ª tappa Tour de Suisse (Ambrì > Ambrì)
  • 2007 (Discovery Channel Pro Cycling Team, otto vittorie)
4ª tappa Volta a la Comunitat Valenciana (Albaida > Alt del Campello)
4ª tappa Parigi-Nizza (Maurs > Mende)
7ª tappa Parigi-Nizza (Nizza > Nizza)
Classifica generale Parigi-Nizza
4ª tappa Vuelta a Castilla y León (Valladolid > Alto de Navacerrada)
Classifica generale Vuelta a Castilla y León
14ª tappa Tour de France (Mazamet > Plateau de Beille)
Classifica generale Tour de France
  • 2008 (Astana Team, dieci vittorie)
1ª tappa Vuelta a Castilla y León (Valsaín > La Granja de San Ildefonso, cronometro)
4ª tappa Vuelta a Castilla y León (Carrión de los Condes > Montaña Palentina)
Classifica generale Vuelta a Castilla y León
1ª tappa Vuelta al País Vasco (Legazpi > Legazpi)
6ª tappa Vuelta al País Vasco (Orio, cronometro)
Classifica generale Vuelta al País Vasco
Classifica generale Giro d'Italia
13ª tappa Vuelta a España (San Vicente de la Barquera > Angliru)
14ª tappa Vuelta a España (Oviedo > Estación de Esquí Fuentes de Invierno)
Classifica generale Vuelta a España
  • 2009 (Astana Team, undici vittorie)
4ª tappa Volta ao Algarve (Castro Marim > Tavira, cronometro)
Classifica generale Volta ao Algarve
1ª tappa Parigi-Nizza (Amilly, cronometro)
6ª tappa Parigi-Nizza (Saint-Paul-Trois-Châteaux > La Montagne de Lure)
3ª tappa Vuelta al País Vasco (Villatuerta > Eibar/Arrate)
6ª tappa Vuelta al País Vasco (Zalla, cronometro)
Classifica generale Vuelta al País Vasco
Campionati spagnoli, Prova a cronometro
15ª tappa Tour de France (Pontarlier > Verbier)
18ª tappa Tour de France (Annecy, cronometro)
Classifica generale Tour de France
  • 2010 (Astana, otto vittorie)
3ª tappa Volta ao Algarve (Castro Marim > Alto do Malhão)
Classifica generale Volta ao Algarve
4ª tappa Parigi-Nizza (Maurs > Mende)
Classifica generale Parigi-Nizza
4ª tappa Vuelta a Castilla y León (Ponferrada, cronometro)
Classifica generale Vuelta a Castilla y León
Prologo Critérium du Dauphiné (Évian-les-Bains, cronometro)
6ª tappa Critérium du Dauphiné (Crolles > L'Alpe d'Huez)
Classifica generale Tour de France
  • 2011 (Saxo Bank-Sungard)
2ª tappa Vuelta a Murcia (Estrella de Levante > Sierra Espuña)
3ª tappa Vuelta a Murcia (Murcia, cronometro)
Classifica generale Vuelta a Murcia
3ª tappa Volta Ciclista a Catalunya (La Vall d'en Bas > Andorra/Vallnord)
Classifica generale Volta Ciclista a Catalunya
4ª tappa Vuelta a Castilla y León (Zamora, cronometro)
9ª tappa Giro d'Italia (Messina > Etna)
16ª tappa Giro d'Italia (Belluno > Nevegal, cronometro)
Classifica generale Giro d'Italia
  • 2012 (Team Saxo Bank-Tinkoff Bank, tre vittorie)
3ª tappa Tour de San Luis (Estancia Grande > Mirador del Potrero)
5ª tappa Tour de San Luis (La Toma > Mirador del Sol)
17ª tappa Vuelta a España (Santander > Fuente Dé)
Classifica generale Vuelta a España
Milano-Torino
  • 2013 (Team Saxo-Tinkoff, una vittoria)
6ª tappa Tour de San Luis (Quines > Mirador del Sol)
  • 2014 (Tinkoff-Saxo, nove vittorie)
4ª tappa Volta ao Algarve (Almodôvar > Alto do Malhão)
4ª tappa Tirreno-Adriatico (Indicatore > Cittareale/Selvarotonda)
5ª tappa Tirreno-Adriatico (Amatrice > Guardiagrele)
Classifica generale Tirreno-Adriatico
1ª tappa Vuelta al País Vasco (Ordizia > Ordizia)
Classifica generale Vuelta al País Vasco
16ª tappa Vuelta a España (San Martín del Rey Aurelio > La Farrapona/Lagos de Somiedo)
20ª tappa Vuelta a España (Santo Estevo de Ribas de Sil > Puerto de Ancares)
Classifica generale Vuelta a España
  • 2015 (Tinkoff-Saxo, quattro vittorie)
3ª tappa Vuelta a Andalucía (Motril > Alto de Hazallanas)
Classifica generale Giro d'Italia
3ª tappa Route du Sud (Izaourt > Bagnères-de-Luchon)
Classifica generale Route du Sud
  • 2016 (Tinkoff, quattro vittorie)
5ª tappa Volta ao Algarve (Almodôvar > Alto do Malhão)
6ª tappa Vuelta al País Vasco (Eibar, cronometro)
Classifica generale Vuelta al País Vasco
Prologo Critérium du Dauphiné (Les Gets, cronometro)

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

  • 2004 (Liberty Seguros)
Classifica scalatori Vuelta a Aragón
  • 2005 (Liberty Seguros-Würth Team)
Classifica combinata Setmana Catalana
Classifica a punti Vuelta al País Vasco
  • 2007 (Discovery Channel Pro Cycling Team)
Classifica giovani Parigi-Nizza
Classifica combinata Vuelta a Castilla y León
Classifica giovani Tour de France
Draai van de Kaai
Profronde van Surhuisterveen
Criterium Vall de Uxó
Criterium de la ACP
Amstel Curaçao Race (Kermesse)
Memorial Manuel Sanroma
  • 2008 (Astana Team)
Classifica combinata Vuelta a Castilla y León
Classifica combinata Vuelta a España
  • 2009 (Astana Team)
4ª tappa Tour de France (Montpellier, cronosquadre)
Profronde van Stiphout
RaboRonde Heerlen
Profronde van Surhuisterveen
Criterium van Bavikhove
Clásica Cancún
Amstel Curaçao Race (Kermesse)
Classifica generale Calendario mondiale UCI
Classifica combinata Vuelta a Castilla y León
Classifica a punti Critérium du Dauphiné
Criterium van Lommel
Critérium de Castillon-la-Bataille
Criterium Almaty
  • 2011 (Saxo Bank-Sungard)
Classifica a punti Vuelta a Murcia
Classifica a punti Giro d'Italia
Premio della Combattività Giro d'Italia
Premio Azzurri d'Italia Giro d'Italia
Critérium de Lacq-Audéjos
Rabobank Gouden Pijl
  • 2012 (Team Saxo Bank-Tinkoff Bank)
Premio della Combattività Vuelta a España
  • 2013 (Team Saxo-Tinkoff)
Criterium Dubai
Classifica a punti Tirreno-Adriatico
Critérium de Castillon-la-Bataille
  • 2014 (Tinkoff-Saxo)
Classifica combinata Vuelta a España

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

2008: vincitore
2011: vincitore revocato[88]
2015: vincitore
2005: 31º
2007: vincitore
2009: vincitore
2010: vincitore revocato[88]
2011: revocato[88]
2013: 4º
2014: ritirato (10ª tappa)
2015: 5º
2016: ritirato (9ª tappa)
2008: vincitore
2012: vincitore
2014: vincitore

Classiche monumento[modifica | modifica wikitesto]

2006: 81º
2007: 27º
2010: 9º
2013: 57º
2012: 9º
2013: ritirato
2014: 34º

Competizioni mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Medaglia d'oro al merito sportivo - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro al merito sportivo
— Madrid, 27 maggio 2008[167]
Gran Cruz de la Orden del Dos de Mayo - nastrino per uniforme ordinaria Gran Cruz de la Orden del Dos de Mayo
— Madrid, 2 maggio 2010[168]
Hijo Predilecto de Pinto - nastrino per uniforme ordinaria Hijo Predilecto de Pinto
— Pinto, 11 aprile 2011[169]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ Elia Modugno, Alberto Contador, El pistolero, su mondopallone.it, 14 settembre 2014.
  3. ^ Contador mette in riga Froome nella crono, su trentinocorrierealpi.gelocal.it, 30 agosto 2012.
  4. ^ Oltre a Contador, Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Felice Gimondi, Bernard Hinault e Vincenzo Nibali.
  5. ^ Andrea Tabacco, Contador al 7º Grande Giro: solo in 3 meglio di lui, su it.eurosport.com, 1º giugno 2015.
  6. ^ Gianluca Santo, Ciclismo, Spagna: il vuoto dopo la generazione di Valverde e Contador?, su oasport.it, 3 novembre 2014.
  7. ^ Luca Gialanella, Contador nell’olimpo: con la Vuelta centra il sesto grande giro in carriera, su gazzetta.it, 13 settembre 2014. URL consultato il 30 maggio 2015.
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  10. ^ (ES) Talento y sacrificio para llegar a lo más alto, su eldiariomontanes.es, 10 agosto 2007.
  11. ^ (ES) Carlos Arribas, Doble resurrección, su elpais.com, 14 maggio 2004. URL consultato il 21 luglio 2011.
  12. ^ Ciro Scognamiglio, Romandia, si rivede Contador, su gazzetta.it, 28 aprile 2006. URL consultato il 30 maggio 2015.
  13. ^ Contador, gigante sul Gottardo, su gazzetta.it, 17 giugno 2006. URL consultato il 30 maggio 2015.
  14. ^ Marco Pastonesi, Parigi-Nizza, Rebellin s'inchina a Contador, su gazzetta.it, 18 marzo 2007. URL consultato il 30 maggio 2015.
  15. ^ Luigi Panella, Sui Pirenei spunta Contador. Ma Rasmussen tiene bene, su repubblica.it, 22 luglio 2007.
  16. ^ Choc al Tour: Rasmussen cacciato dalla sua squadra, su gazzetta.it, 24 luglio 2007. URL consultato il 30 maggio 2015.
  17. ^ Luigi Panella, A Contador il Tour de France, su repubblica.it, 29 luglio 2007.
  18. ^ a b (EN) Karen Forman, Contador gets Vélo d'Or, su cyclingnews.com, 2 febbraio 2015.
  19. ^ Claudio Ghisalberti, Paesi Baschi a Contador. Cunego 4º col sorriso, su gazzetta.it, 12 aprile 2008. URL consultato il 30 maggio 2015.
  20. ^ Giro d’Italia: ci sarà Contador. Astana invitata alla corsa, su mondociclismo.com, 4 maggio 2008. URL consultato il 1º febbraio 2009.
  21. ^ Ciro Scognamiglio, Contador re d'Italia. La crono a Pinotti, su gazzetta.it, 1º giugno 2008. URL consultato il 6 giugno 2011.
  22. ^ (ES) Enrique Bernaola, Alberto I de Italia, su marca.com, 1º giugno 2008. URL consultato il 6 giugno 2011.
  23. ^ Claudio Ghisalberti, La Vuelta al via. Tutti a caccia di Contador, su gazzetta.it, 29 agosto 2008.
  24. ^ Claudio Ghisalberti, Contador re sull'Angliru. Si prende tappa e maglia, su gazzetta.it, 13 settembre 2008. URL consultato il 30 maggio 2015.
  25. ^ Claudio Ghisalberti, Vuelta: Contador padrone. In montagna concede il bis, su gazzetta.it, 14 settembre 2008. URL consultato il 30 maggio 2015.
  26. ^ (ES) Enrique Bernaola, Alberto, el 'Contador' de hazañas, su marca.com, 21 settembre 2008. URL consultato il 6 giugno 2011.
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  32. ^ Ciro Scognamiglio, Contador chiude da re, su gazzetta.it, 11 aprile 2009. URL consultato il 30 maggio 2015.
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  34. ^ Luigi Panella, Frustata di Contador. Nibali splendido terzo, su repubblica.it, 19 luglio 2009.
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  36. ^ Marco Pastonesi, Garate doma il Ventoux. Contador è il re del Tour, su gazzetta.it, 25 luglio 2009.
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  39. ^ Contador: "Mai stimato Lance", su gazzetta.it, 28 luglio 2009. URL consultato il 6 giugno 2011.
  40. ^ Classifica finale Uci 2009: primo Contador, 12esimo Cunego, su sportlive.it, 19 ottobre 2009.
  41. ^ a b Ciro Scognamiglio, Contador, terzo Velo d'Or. Solo Armstrong come lui, su gazzetta.it, 26 ottobre 2009.
  42. ^ Claudio Gregori, Super Contador in Algarve. Vince tappa e maglia, su gazzetta.it, 19 febbraio 2010.
  43. ^ Contador fa il numero. Vince tappa e maglia, su gazzetta.it, 11 marzo 2010. URL consultato il 30 maggio 2015.
  44. ^ La vittoria di Moinard incorona re Contador, su gazzetta.it, 14 marzo 2010.
  45. ^ Luigi Perna, Contador re in Castilla. "Inizio memorabile", su gazzetta.it, 18 aprile 2010. URL consultato il 30 maggio 2015.
  46. ^ Pro Tour 2010: Contador sa solo vincere: sempre..., su it.eurosport.yahoo.com, 6 giugno 2010.
  47. ^ Andrea Tabacco, Sull'Alpe d'Huez "spara" Contador, su eurosport.yahoo.com, 12 giugno 2010.
  48. ^ Brajkovic re del Delfinato. Anche Contador si inchina, su gazzetta.it, 13 giugno 2010.
  49. ^ Ciro Scognamiglio, Ecco il Tour del 2010. Contador: "Gara per scalatori", su gazzetta.it, 14 ottobre 2009. URL consultato il 6 giugno 2011.
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  52. ^ Claudio Bagni, Che jella Schleck. E Contador è giallo, su gazzetta.it, 19 luglio 2010. URL consultato il 6 giugno 2011.
  53. ^ Schleck: «Basta fischi a Contador». Pace fatta tra i duellanti del Tour, su corriere.it, 20 luglio 2010. URL consultato il 26 luglio 2010.
  54. ^ Claudio Bagni, Contador signore del Tour. Cancellara re della crono, su gazzetta.it, 24 luglio 2010. URL consultato il 6 giugno 2011.
  55. ^ Marco Pastonesi, Contador: "La vittoria più dura". Andy Schleck: "Ci riproverò", su gazzetta.it, 24 luglio 2010. URL consultato il 6 giugno 2011.
  56. ^ (EN) Contador claims third Tour de France title as Cavendish wins finale, su edition.cnn.com, 25 luglio 2010. URL consultato il 6 giugno 2011.
  57. ^ Contador lascia l'Astana. "Sul tavolo ha molte offerte", su gazzetta.it, 28 luglio 2010. URL consultato il 6 giugno 2011.
  58. ^ Contador lascia l'Astana e va con Riis, su repubblica.it, 28 luglio 2010. URL consultato il 6 giugno 2011.
  59. ^ Contador-Saxo Bank, è fatta. Lo spagnolo firma per 2 anni, su gazzetta.it, 3 agosto 2010. URL consultato il 6 giugno 2011.
  60. ^ (EN) Stephen Farrand, Tomas Nilsson, Contador to ride with Riis in 2011, su cyclingnews.com, 3 agosto 2010. URL consultato il 6 giugno 2011.
  61. ^ (EN) Alberto Contador signs for Bjarne Riis's Team Saxo Bank, su news.bbc.co.uk, 3 agosto 2010. URL consultato il 6 giugno 2011.
  62. ^ Doping, Contador positivo al Tour, su corriere.it, 30 settembre 2010. URL consultato il 4 ottobre 2010.
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  64. ^ La difesa di Contador: Sono pulito, vittima di un'intossicazione alimentare, su romagnaoggi.it, 30 settembre 2010.
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  75. ^ La legge di Contador. Fa il vuoto ed è rosa, su gazzetta.it, 15 maggio 2011. URL consultato il 6 giugno 2011.
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  77. ^ Claudio Bagni, Stefano Diciatteo, Contador detta legge. Battuti Nibali e Scarponi, su gazzetta.it, 24 maggio 2011. URL consultato il 6 giugno 2011.
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  79. ^ Contador rosa trionfale. E Scarponi batte Nibali, su gazzetta.it, 29 maggio 2011. URL consultato il 29 maggio 2011.
  80. ^ Contador annuncia: "Sì, farò il Tour", su gazzetta.it, 11 giugno 2011. URL consultato il 1º giugno 2011.
  81. ^ Ciro Scognamiglio, Tour, Gilbert da padrone. Contador a 1'20", Basso salvo, su gazzetta.it, 2 luglio 2011. URL consultato il 23 luglio 2011.
  82. ^ Marco Pastonesi, Voeckler: "Fuga per la maglia". Il ginocchio preoccupa Contador, su gazzetta.it, 10 luglio 2011. URL consultato il 23 luglio 2011.
  83. ^ Marco Pastonesi, Contador: "Per la gente". Merckx fa le pulci a Schleck, su gazzetta.it, 22 luglio 2011. URL consultato il 23 luglio 2011.
  84. ^ Ciro Scognamiglio, Evans ha le mani sul Tour. Schleck demoliti a cronometro, su gazzetta.it, 23 luglio 2011. URL consultato il 23 luglio 2011.
  85. ^ Ciro Scognamiglio, Evans sfila in giallo a Parigi. Cavendish ruggisce ancora, su gazzetta.it, 24 luglio 2011. URL consultato il 24 luglio 2011.
  86. ^ Claudio Ghisalberti, San Luis, Contador re in salita. Leipheimer battuto, Nibali a 26", su gazzetta.it, 25 gennaio 2012.
  87. ^ Claudio Ghisalberti, Impressionante Contador. Per gli altri non c'è spazio, su gazzetta.it, 27 gennaio 2012.
  88. ^ a b c d e f In seguito alla squalifica di Contador per doping, in base alla sentenza del Tribunale Arbitrale dello Sport, allo spagnolo sono stati annullati tutti i risultati ottenuti al Tour de France 2010 e quelli conseguiti dal 25 gennaio 2011. Si veda (EN) Press release: CAS decision in Contador case, su uci.ch, 6 febbraio 2012. URL consultato l'11 febbraio 2012., (EN) Alberto Contador case: the consequences of the CAS ruling, su uci.ch, 6 febbraio 2012. URL consultato l'11 febbraio 2012.
  89. ^ Dopo lo stop torna Contador. Al via al giro del Benelux, su repubblica.it, 5 agosto 2012.
  90. ^ Claudio Ghisalberti, Vuelta, spettacolo ad Andorra. Valverde beffa Contador, su gazzetta.it, 25 agosto 2012.
  91. ^ Claudio Ghisalberti, Vuelta, Contador batte Froome. Vince Kessiakoff, Purito leader, su gazzetta.it, 29 agosto 2012.
  92. ^ Claudio Ghisalberti, Contador, impresa alla Vuelta. Rodriguez crolla: tappa e maglia, su gazzetta.it, 5 settembre 2012.
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  97. ^ Andrea Tabacco, Mondiali Ciclismo. Gilbert, Contador, la GB e l'ItalBici, su it.eurosport.yahoo.com, 25 settembre 2012.
  98. ^ Claudio Ghisalberti, Contador stacca tutti. La Milano-Torino è sua, su gazzetta.it, 26 settembre 2012.
  99. ^ Claudio Ghisalberti, San Luis, è subito Contador. Santambrogio quinto, su gazzetta.it, 26 gennaio 2013. URL consultato il 3 settembre 2014.
  100. ^ Nicolò Persico, Tour de France 2013: duello Froome-Contador. E Rodriguez..., su oasport.it, 25 giugno 2013.
  101. ^ Luigi Panella, Tour de France, riscatto di Cavendish. Contador sorprende Froome, Valverde crolla, su repubblica.it, 12 luglio 2013.
  102. ^ Tour de France: Froome vince anche la crono, Contador si arrende per 9", su gazzetta.it, 17 luglio 2013.
  103. ^ Oman e Algarve grandi firme: tappe a Froome e Contador, su repubblica.it, 22 febbraio 2014. URL consultato il 15 marzo 2014.
  104. ^ Tirreno-Adriatico 2014: è Contador il nuovo Re dei Due Mari, su sportmediaset.mediaset.it, 18 marzo 2014. URL consultato il 22 marzo 2014.
  105. ^ Tirreno-Adriatico, il graffio di Contador. Kwiatkowski resta leader, su repubblica.it, 15 marzo 2014. URL consultato il 22 marzo 2014.
  106. ^ Luigi Panella, Contador, il grande ritorno. È lui il padrone della Tirreno-Adriatico, su repubblica.it, 16 marzo 2014. URL consultato il 22 marzo 2014.
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  108. ^ Claudio Ghisalberti, Paesi Baschi: Contador vola anche a crono, il Giro è suo, su gazzetta.it, 12 aprile 2014. URL consultato il 3 settembre 2014.
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