Ambrì

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il formaggio di latte bovino tipico del Canton Ticino, vedi Ambrì (formaggio).
Ambrì
frazione
Ambrì – Veduta
Localizzazione
StatoSvizzera Svizzera
CantoneFlag of Canton of Tessin.svg Ticino
DistrettoLeventina
ComuneQuinto
Territorio
Coordinate46°30′36″N 8°41′43″E / 46.51°N 8.695278°E46.51; 8.695278 (Ambrì)Coordinate: 46°30′36″N 8°41′43″E / 46.51°N 8.695278°E46.51; 8.695278 (Ambrì)
Altitudine1 003 m s.l.m.
Abitanti
Altre informazioni
Cod. postale6775
Prefisso091
Fuso orarioUTC+1
TargaTI
Cartografia
Mappa di localizzazione: Svizzera
Ambrì
Ambrì

Ambrì è una frazione del comune svizzero di Quinto, nel Canton Ticino (distretto di Leventina).

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

Il paese si trova nell'alta Valle Leventina.

Origini del nome[modifica | modifica wikitesto]

Il nome Ambrì deriva con molta probabilità dalla parola "ombra" per il fatto che il paese rimane in ombra per circa tre mesi all'anno nel periodo invernale[senza fonte].

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Gli insediamenti di Ambrì e Piotta furono originariamente creati sulla sponda più stabile del fiume, quella a sud. Questo fatto priva della luce del sole per circa due mesi all'anno poiché i due villaggi rimangono a bacìo ai piedi della montagna[senza fonte]. Poi con la bonifica del piano di Ambrì (1910 circa[1]) si è scelto di utilizzare il piano per uno scopo agricolo, mantenendo i due villaggi compatti contro la montagna. Con l'apertura della ferrovia del Gottardo i due paesi si sono espansi seguendone la linea e arrivando a toccarsi[senza fonte].

Un ulteriore sviluppo si ebbe durante la Seconda guerra mondiale, quando l'esercito svizzero costruì l'aeroporto di Ambrì con le sue altre infrastrutture, al centro del piano, in seguito rilevato dal comune di Quinto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Mario Fransioli, Quinto, in Dizionario storico della Svizzera, 13 gennaio 2012. URL consultato il 15 settembre 2017.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Bernhard Anderes, Guida d'Arte della Svizzera Italiana, Edizioni Trelingue, Porza-Lugano 1980, 110.
  • Flavio Maggi, Patriziati e patrizi ticinesi, Pramo Edizioni, Viganello 1997.
  • AA.VV., Guida d'arte della Svizzera italiana, Edizioni Casagrande, Bellinzona 2007, 138-139.

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