Robert Kišerlovski

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Robert Kišerlovski
Robert Kiserlovski TR 2011.jpg
Robert Kišerlovski al Tour de Romandie 2011
Nazionalità Croazia Croazia
Altezza 179 cm
Peso 65 kg
Ciclismo Cycling (road) pictogram.svg
Specialità Strada
Squadra Tinkoff
Carriera
Squadre di club
2005-2008 Adria Mobil
2009 Amica Chips
2009 Fuji
2010 Liquigas
2011-2012 Astana
2013 RadioShack
2014 Trek
2015 Tinkoff-Saxo
2016- Tinkoff
Statistiche aggiornate al febbraio 2016

Robert Kišerlovski (Fiume, 9 agosto 1986) è un ciclista su strada croato che corre per il team Tinkoff. Ha caratteristiche di scalatore, ed è professionista dal 2009.

Carriera[modifica | modifica wikitesto]

Incomincia a correre in bici a 13 anni, quando a metà stagione smette con l'atletica e si iscrive alle giovanili del B.K. Rijeka. Vince diversi campionati nazionali giovanili, sia su strada che ciclocross, e partecipa a europei e mondiali come capitano della Croazia.[senza fonte] All'età di 19 anni passa alla squadra slovena Adria Mobil, in cui rimane fino al 2008; conquista una sola vittoria, il Gran Premio Palio del Recioto per Under-23. Nel 2009 fa il salto nel professionismo passando all'Amica Chips-Knauf, squadra di San Marino, ma non consegue successi. Conclude la stagione alla Fuji-Servetto, squadra ProTour spagnola.

Nel 2010 viene messo sotto contratto dalla più quotata Liquigas-Doimo, squadra italiana in cui va a svolgere funzioni di gregario. In quella stagione, oltre a vincere il Giro dell'Appennino, prende parte al Giro d'Italia. Nella corsa aiuta i capitani Ivan Basso e Vincenzo Nibali soprattutto in salita, assieme ai compagni Valerio Agnoli e Sylwester Szmyd; dimostra ottime capacità di scalatore, riuscendo sempre a rimanere nei gruppi dei migliori e infilandosi anche nella fuga dell'undicesima tappa. Anche grazie a questo ottiene il decimo posto nella classifica finale, terzo piazzato della Liquigas.

Cambia squadra nel 2011, trasferendosi tra le file del team Astana insieme a Roman Kreuziger, già suo compagno alla Liquigas. Proprio per il ceco svolge un discreto ruolo di gregario in occasione del Giro d'Italia; conclude inoltre sesto al Giro del Trentino e diciottesimo, migliore tra gli uomini Astana, alla Vuelta a España. L'anno dopo non consegue successi. Si classifica però quinto alla Freccia Vallone, nono alla Paris-Nice e settimo alla Volta Ciclista a Catalunya; partecipa anche al Tour de France, ma è costretto al ritiro a causa di una caduta (si frattura la clavicola).[1]

Nel 2013 si trasferisce al team lussemburghese RadioShack-Leopard, classificandosi quindicesimo al Giro d'Italia e vincendo il titolo nazionale in linea. Con la stessa squadra, divenuta Trek Factory Racing, nel 2014 ottiene la decima piazza finale al Giro d'Italia (eguagliato il risultato del 2010), con il secondo posto nella frazione di Montecopiolo vinta da Diego Ulissi. Nel 2015 passa alla formazione russa Tinkoff-Saxo: durante l'anno non ottiene però vittorie, e non va oltre alcuni piazzamenti Top 20 in brevi gare a tappe del calendario World Tour.

Palmarès[modifica | modifica wikitesto]

  • 2007 (Adria Mobil, una vittoria)
Gran Premio Palio del Recioto
  • 2010 (Liquigas-Doimo, una vittoria)
Giro dell'Appennino
  • 2013 (RadioShack-Leopard, una vittoria)
Campionati croati, Prova in linea

Altri successi[modifica | modifica wikitesto]

  • 2009 (Amica Chips-Knauf, una vittoria)
Classifica giovani Settimana Internazionale di Coppi e Bartali
  • 2010 (Liquigas-Doimo, una vittoria)
4ª tappa Giro d'Italia (Savigliano > Cuneo, cronosquadre)

Piazzamenti[modifica | modifica wikitesto]

Grandi Giri[modifica | modifica wikitesto]

2010: 10º
2011: 43º
2013: 15º
2014: 10º
2012: ritirato (14ª tappa)
2009: non partito (5ª tappa)
2011: 18º
2013: 17º

Classiche monumento[modifica | modifica wikitesto]

2015: 18º

Competizioni mondiali[modifica | modifica wikitesto]

Hamilton 2003 - In linea Juniores: 74º
Verona 2004 - In linea Juniores: 37º
Madrid 2005 - In linea Under-23: ritirato
Salisburgo 2006 - In linea Under-23: 132º
Stoccarda 2007 - In linea Elite: ritirato
Varese 2008 - In linea Under-23: 44º
Copenaghen 2011 - In linea Elite: 76º

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Cerruti, Chiodi sulle strade del Tour de France Il fair play di Wiggins salva Evans, su Lastampa.it, 16 luglio 2012. URL consultato il 14 febbraio 2016.

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