Val d'Aupa

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Val Aupa
StatiItalia Italia
RegioniFriuli-Venezia Giulia Friuli-Venezia Giulia
ProvinceUdine Udine
Località principaliMoggio Udinese
FiumeAupa
Superficie50 km²
Abitanti170 (2016)
Altitudine299-2066 m s.l.m.

Coordinate: 46°25′N 13°12′E / 46.416667°N 13.2°E46.416667; 13.2

Più basso è Val d'Aupa a Paradis.

La Val Aupa (Val Aupe in friulano, Aupatal in tedesco Aupaska Dolina in sloveno) è una vallata delle Alpi Carniche, che mette in comunicazione i comuni di Moggio Udinese e Pontebba, in provincia di Udine.

Lunga 15 km, ha direzione nord-sud ed è attraversata dall'omonimo torrente. Inizia presso la Sella di Cereschiatis e si apre prima verso sud-ovest, poi verso sud, fino alla confluenza con il Canal del Ferro presso Moggio.

La valle è tutta a fianchi piuttosto scoscesi, ricchi di boschi, a brevi tratti sfruttata per prati. Nonostante la selvaggia bellezza, non ha goduto di un grande sviluppo turistico come la vicina Val Canale, ed è assai scarsamente popolata (175 ab.). Nella bella stagione tuttavia raggiunge i 500 abitanti grazie a un flusso di villeggianti estivi. Venendo da sud si incontrano i villaggi di Pradis (470 m), Chiaranda (420 m), (Grauzaria 520 m), Dordolla (612 m), Galizzis (660 m), Bevorchians (690 m) e (Saps 720 m).

Costruzioni storiche[modifica | modifica wikitesto]

Le costruzioni antiche in Val Aupa sono state danneggiate e quasi scomparse a causa dei terremoti del 1908, 1928 e 1976, ma si possono tuttavia trovare degli edifici di un discreto valore architettonico: a Dordolla la chiesa di San Floriano del 1895, il paese stesso di Dordolla con il suo agglomerato di case strette a sé stesse in un garbuglio di viuzze, il Mulino dell'Ors a Bevorchians del 1797 e la casermetta militare in Sella Cereschiattis risalente al 1913. L'edificio più antico, tuttora esistente, è una casa della borgata Gallizis, a Bevorchians, datata 1727. Probabilmente anche a Dordolla esiste qualche edificio risalente almeno in parte al seicento o settecento; Non esistono tuttavia datazioni o riferimenti che le individuino. A Bevorchians, in località Gravons ed in località Coset, si possono intuire i siti in cui esistevano fino agli anni dieci del secolo scorso la segheria dei Pelis e la segheria del coset presenti rispettivamente dal 1597 e dal 1620 ed attive rispettivamente fino al 1916 e fino alla fine degli anni venti.

Il patrimonio zootecnico[modifica | modifica wikitesto]

Al 1º gennaio 2017 il patrimonio zootecnico era di 38 bovini, 90 caprini e 45 ovini. In Val Aupa vengono sfalciati circa 40 ettari di prato sui circa 80 esistenti, a causa della mancanza di incentivi da parte della provincia e dell'amministrazione comunale per lo sfalcio dei prati incolti con condizioni e pendenze caratteristiche montane. Tuttavia in val Aupa si ha l'ultimo caso in tutto il Canal del Ferro dell'antica pratica dell'utilizzare lo stavolo di mezza costa per il bestiame prima della monticazione (aprile-maggio) e dopo la monticazione (settembre-ottobre). Lo stavolo dei Forans 857 m (in alta Val Aupa dopo Bevorchians) viene utilizzato per questa antica pratica, 50 anni fa comune a quasi tutte le famiglie, da un agricoltore di Pradis che vi porta le mucche prima e dopo la monticazione in Casera Glazzat.

Paesi[modifica | modifica wikitesto]

Dordolla e Creta Grauzaria.

Pradis è la prima frazione in sinistra orografica del torrente Aupa; Essa è adagiata in 4 agglomerati su ampi terrazzi prativi. La borgata superiore (480 m), orientata in bella esposizione verso Est, offre un bel panorama sul versante sud della Creta Grauzaria. La presenza di un'azienda agricola di medie dimensioni consente di apprezzare i prati falciati e concimati in tutta la frazione. Da qui si può proseguire per raggiungere la riserva della Val Alba incontaminata e selvaggia a differenza delle vallate carniche ( in val Alba sono numerose le testimonianze del primo conflitto mondiale fra cui un ospedale militare e numerose postazioni; degna di nota la borgata disabitata di Riolada che rappresenta il dramma dell'abbandono della montagna, inoltre lungo il torrente Alba si trovano i resti delle antiche "Stue" che servivano alla fluitazione del legname fino all'inizio del secolo scorso). Da Pradis si raggiungono anche le borgatelle di Drentus (720 m) e Virgulins (700 m) che nonostante lo spopolamento generale sono ancora abitate da tenaci famiglie legate ai loro "focolari". L'altitudine media è di 450 m. Viene citato fin dal 1448 col nome di Seletti Pradis (prati saliceti). L'origine dei casali di Pradis alto come abitazioni permanenti sono da far risalire attorno alla prima metà del settecento da parte dei Fabbro cui si aggiunsero verso la fine del settecento i Faleschini. L'rorigine dei casali di Pradis basso invece è risalente alla seconda metà dell'ottocento.

Chiaranda è la seconda frazione in Val Aupa ed è situata un po' più a nord della precedente a 420 m di quota. È riunita in un agglomerato di circa 20 case e altre abitazioni nella piana sottostante. Citata dal 1691 come Stauli Cjaranda (cjarande=siepe). L'origine dei casali come abitazioni permanenti sono risalenti alla prima metà del settecento da parte dei Biancolini.

Grauzaria, 520 m, si trova sulla confluenza del Rio della Forcja con il torrente Aupa ed è un agglomerato di case disposte su un terrazzo prativo. Grauzaria, sicuramente sorta come stavolo o pascolo stagionale si è sviluppata come insediamento stabile fra il cinquecento ed il seicento. Grauzaria è la località abitata più svantaggiata nel periodo invernale: ha infatti meno di due ore di insolazione nelperiodo invernale. Oltre l'Aupa vi è la località Frattis, ameno luogo con bei prati; nelle vicinanze è presente anche un allevamento di trote marmorate grazie alle caratteristiche dell'acqua particolarmente adatte a questo scopo. Prende il nome dal celtico Gravhuz (terreno ghiaioso). L'origine del paese come insediamento stabile si ha intorno alla prima metà del seicento da parte dei Not. In località Plan da la Staipie vi era una casale fondato intorno nella seconda metà dell'ottocento da parte dei Moretti.

Dordolla è situata a 630 m ed è il centro più caratteristico della valle con l'abitato tutto stretto a sé e percorso da viuzze simili alle calli veneziane. A Dordolla si trova la chiesa di San Floriano del 1895 collocata in cima alla rupe che da sul torrente Aupa. Proprio di fronte a Dordolla abbiamo la minuscola borgata di Fassoz (624 m) e più in basso la borgata di Zais (540 m). A Dordolla è da poco nata la "Cort dai Gjats" una associazione per la tutela e la salvaguardia del paese. Molto belle le passeggiate che si possono fare intorno a Dordolla. Dalla provinciale, circa 500 metri dopo il ponte di Dordolla, sulla destra c'è un ponte pedonale: attraversarlo e risalire il bel sentiero scavato nella roccia denominato "La Cengle", quindi si arriva a Dordolla e si può ridiscendere alla provinciale e quindi all'auto. Altre passeggiate si possono fare agli stavoli Soval (750 m) e alle borgatelle di Drentus e Virgulins. Proprio a Drentus negli ultimi anni è nata una azienda agricola che in collaborazione della cort dai gjaz opera per il mantenimento delle superfici prative e la sistemazione degli antichi manufatti agricoli, quali muretti di sostegno, sentieri interpoderali. È citata la prima volta nel 1335 con il nome di Dardola (dallo slavo Dar (fino, col significato di in prossimità) dol (valle). L'origine di Dordolla come insediamento stabile si fa risalire al cinquecento da parte dei Di Gallo e Della schiava in un primo tempo e dei Tolazzi il secolo successivo. I Tolazzi si espansero fondando i Casali di Fassoz, Drentus (assieme ai Treu da Monticello), Costa dell'Andri e Saps ( tutti intorno alla fine del settecento). I casali di Zais (Della Schiava) e Virgulins (Virgolino-Vergolini) risalgono invece all'inizio del settecento.

Bevorchians, ultimo abitato della valle, è formato da una quindicina di borgate e casali disseminati sui pendii e i pianori per circa 2 km di lunghezza della valle. L'altitudine media è di 690 m, fu l'abitato più benestante della valle grazie ai ricchi boschi(Griffon-Laduset-Valeri-Lius) (qui possiamo aggiungere che la Val Aupa ha avuto la penultima teleferica tipo Valtellina per il trasporto del legname in Friuli-Venezia Giulia nel tracciato Gravons-Nais-Griffon nel periodo 1972-1980) e alle realtà estrattive minerali (miniere attive nel rio da li Fous dal 1872 al 1953) così come per l'agricoltura. Ciò porto a farlo diventare il paese più popoloso della valle dal 1870 al 1990 quando Dordolla prese il suo posto. Nella vallata Bevorchians ebbe numerosi primati: il maggior numero di casere (10), il maggior numero di mulini (4), le uniche segherie in valle (2), il più alto numero di bovini allevati (210 nel 1925) e quindi anche dei prati falciabili (circa 220 h), la prima società cooperativa casearia della valle (1922) nonché l'ultima (fino al 1976), abitanti effettivi (604-nel 1946), le case stabili più alte dell'intero Canal del Ferro-Val Canale (località Gran cuel 963 m e Costa De L'Andri 971 m) ( Tali località furono abitate stabilmente fino agli anni trenta), la prima istituzione scolastica (1880) e l'ultima scuola in valle (fino al 1970), menzionata fin dal 1338 (Bavorchans) (da Bavorch=bivio, diramazione, in riferimento al bivio fra la strada che conduceva in val d'Incaroio e la strada che proseguiva per sella Cereshiatis. L'Origine delle molte borgate è quanto mai varia: l'origine dei casali come abitazioni permanenti è ordinata cronologicamente con i relativi cognomi dei fondatori: Gallizis-Frucs: seconda metà del seicento (Gallizia), Culos: prima metà del settecento (Gallizia) Saps: 1750 (Tolazzi da Dordolla), Matanins: 1760 (Faleschini) Costa dell'Andri: 1790 (Tolazzi da Dordolla) Coset: 1790 (Di Gallo- Not dal 1894), Cjampiui: 1825 ( anno dell'acquisto da parte dei Filaferro ma fondato nella seconda metà del settecento) Nanghez:1845 (Filaferro) Ors: 1852 (Gardel), Gran Cuel: 1855 (Filaferro), Pacol da la Citte: 1860 (Filaferro), Belcis: 1890 (Filaferro), Gravons: 1890 (Gallizia)

In teoria anche borgo Aupa e Moggio Basso farebbero parte della val Aupa perché poggiano su depositi alluvionali appunto del torrente Aupa, però con la costruzione dell'argine nel 1770 rientrano nel bacino idrografico del fiume Fella.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Virgulins superiore Drentus. 2016 con un solo abitante.
Il Creta Grauzaria domina la valle.
Borgo di Mezzo imu Monticello.
L'inverno è mite con poca neve
Prima e ultima scuola elementare nella valle Bevorchians

La storia della valle è legata a Moggio, probabilmente ancora prima dell'arrivo dei Romani ci furono passaggi e piccoli stanziamenti di Celti-Galli, in seguito cacciati dai Romani nel II secolo a.C. Nel periodo che va dal II secolo a.C. al 1200 si esclude la presenza di insediamenti stabili anche se sicuramente la valle veniva percorsa e vi era qualche capanna.

Dopo il 1200 la valle, sotto il dominio dell'abbazia di Moggio, viene sfruttata per il legname e l'allevamento dai moggesi che costruiscono i primi "stavoli", che poi diventano insediamenti stabili. Tuttavia, forse, l'origine di Dordolla si differenzia da quella degli altri paesi perché potrebbe essere successiva, dato che si trova in una posizione piuttosto infelice per quanto riguarda l'agricoltura e l'allevamento: a causa della minaccia turca e degli attacchi negli anni 1452-80, parte della popolazione potrebbe essersi insediata nel sito di Dordolla per difendersi poiché il luogo appunto presenta caratteristiche adeguate a questo scopo. Comunque essa è già citata nel 1335, Bevorchians nel 1338, Grauzaria nel 1420, Pradis nel 1448 e Chiaranda nel 1691.

Sotto la Repubblica Veneta vennero sfruttati i boschi di pino nero, di abete bianco e di larice presenti; vennero costruite anche due segherie (nel 1597 e nel 1620) e una strada carrabile per il trasporto del legname nei pressi di Bevorchians, poiché la bassa portata e irregolarità del regime del torrente impediva di praticare la fluitazione.

Negli anni tra '500 e '600 si costruirono le prime casere, e in questo periodo si stima che la popolazione della valle non dovesse superare i 100 abitanti; Alla fine del settecento la comunità di Dordolla, che aveva superato le 100 unità eresse una cappella; fino ad allora le popolazioni di Dordolla ed anche di Bevorchians dovevano recarsi a Moggio per le funzioni religiose; dal quel momento in poi di tanto in tanto un sacerdote si recava a celebrare le funzioni.

Nel 1805, secondo i registri parrocchiali, le varie località abitate avevano il seguente numero di famiglie:

Pradis: 2

Chiaranda: 3

Grauzaria: 10

Zais: 3

Fassoz: 2

Virgulins: 3

Drentus:1

Dordolla: 16

Salez di Bevorchians (Coset): 1

Culos: 2

Frucs: 5

Gallizis: 3

Matanins: 2

Saps:3

Costa Andri: 2

moltiplicando per un numero di componenti medio intorno alle 6 unità per famiglia gli abitanti potevano essere circa 350.

Nel 1815 la zona passò all'Austria e la popolazione crebbe fino a circa 400 unità.

Nel 1820 venne concessa la realizzazione del cimitero attiguo alla cappella: fino ad allora gli abitanti di Dordolla e di Bevorchians dovevano trasportare i loro morti fino al cimitero della chiesa abbaziale con percorsi da 8 fino a 13 chilometri per le borgate piu lontane.

Nel 1851 la popolazione della valle era di 787 unità in 130 famiglie; di seguito sono elencate le borgate ed i casali esistenti con rispettivo numero di abitanti e famiglie (i dati sono stati elaborati dalla consultazione degli stati d'anime parrocchiali).

Pradis: ab. 35 (7 famiglie)

Chiaranda: ab. 38 (6 famiglie)

Grauzaria: ab. 115 (17 famiglie)

Zais: ab. 44 (6 famiglie)

Fassoz: ab. 14 (2 famiglie)

Dordolla: ab. 248 (40 famiglie)

Virgulins: ab. 29 (7 famiglie)

Drentus: ab. 24 (4 famiglie)

Salez di Bevorchians (località Coset): ab. 11 (1 famiglia)

Cjampiui: ab. 6 (1 famiglia)

Nanghez: ab. 7 (1 famiglia)

Culos: ab. 28 (5 famiglie)

Frucs: ab. 28 (5 famiglie)

Gallizis: ab. 56 (9 famiglie)

Matanins: ab. 30 (6 famiglie)

Saps: ab.43 (7 famiglie)

Cueste da l'Andri: ab. 31 (6 famiglie)

Nel 1865 venne concesso il fonte battesimale e dallo stesso anno venne concesso un cappellano che risiedeva a Dordolla.

Dopo il passaggio al Regno d'Italia nel 1866 ( Ciononostante a Bevorchians e Dordolla, ma anche a Grauzaria, dopo il 1866 furono almeno 40 i bambini battezzati con i nomi degli eredi al trono d'Austria, es. Rodolfo, Ferdinando, Francesco-Giuseppe) nel 1880 venne istituita la prima scuola della valle a Bevorchians, insegnante la signorina Grappin Augusta di Udine poi sposatasi con Faleschini Fiorenzo di Matanins; dal 1880 al 1905 i bambini di Dordolla si recheranno a scuola a Bevorchians; la scuola si trovava in un ampio fienile in località Salez (Coset). Finalmente una seconda scuola viene istituita a Dordolla nel 1905; Grappin Anna, maestra di Bevorchians, tiene le lezioni alternandosi con Dordolla; Faleschini Fiorenzo, cognato di Grappin Augusta, nel periodo invernale insegnerà nella scuola di Bevorchians per sgravare la cognata dal peso di dover insegnare in entrambe le scuole. Nel 1908 la vecchia scuola di Bevorchians, pur essendo l'aula grande (50 mq), diventa insufficiente; I bambini in età scolare sono oltre 80. Viene costruita cosi una nuova scuola in località Culos, in posizione baricentrica. Solamente i pochi bambini (circa una decina) abitanti in località Gran Cuel e Costa de l'Andri si trovano a circa 3 km dalla scuola mentre tutti gli altri sono entro 1,5 km (all'epoca 20 minuti di cammino).

Nel 1908 si registrò un forte terremoto che colpi soprattutto le frazioni di Dordolla e Bevorchians, la prima scossa del 10 luglio e le successive repliche, protrattesi per circa due mesi e mezzo, causarono molto spavento e disagio tra la popolazione. le scosse furono comprese fra il 7º e l'8º grado della scala Mercalli con una magnitudo di circa 5,5. Furono evacuate molte case divenute insicure e si dovette provvedere ad alloggiare la popolazione in tende o altri edifici. Il prefetto di Udine incaricò l'ingegnere Valentinis e l'architetto Vio, del Genio civile, di eseguire un sopralluogo della zona della valle dell'Aupa. Le rilevazioni furono condotte dal 17 al 20 luglio 1908, e quantificarono i danni subiti dagli edifici in 45.000-50.000 lire. I danni complessivi furono sicuramente maggiori, poiché le scosse continuarono fino alla fine del settembre 1908, aggravando la situazione iniziale.

La maggior parte della popolazione maschile abile della valle d'Aupa, che si trovava all'estero per lavori stagionali nei cantieri edili, fu costretta a un improvviso rientro. Questo causò la rottura dei contratti di lavoro, con forte danno economico per le famiglie.

Il ministero dell'Interno concesse agli abitanti della valle d'Aupa un sussidio di 1.000 lire; la Deputazione provinciale di Udine un sussidio di 500 lire e la giunta municipale di Udine un sussidio di 5.000 lire. Nella valle d'Aupa l'autorità militare inviò un reparto di soldati per i lavori e i soccorsi più urgenti. Il sindaco di Moggio dispose per il legname occorrente a costruire baracche per accogliere gli abitanti delle case rese inabitabili e destinate alla demolizione . All'inizio di ottobre Papa Pio X fece pervenire 500 lire per il restauro della chiesa curaziale di Dordolla.

Nel 1915 venne sostituita la vecchia carrozzabile, distrutta in vari punti (alcuni tratti risalivano a 1870, altri addirittura al 1595), che da Moggio portava a Sella Cereschiattis, da una strada rotabile larga circa 5 m. Nel 1915 scoppiò la guerra e la testata della val Aupa era sulla linea di confine, perciò tutta la zona che va dal Monte Cullar, al Palon di Lius, alla Crete dal Crons divenne prima linea: vennero costruiti presidi, infermeria, salmerie e alloggi per i soldati impiegati sul fronte (a Bevorchians); anche qui come in Carnia furono le portatrici ad alleviare le fatiche degli alpini, furono 50: 19 da Dordolla, 18 da Bevorchians, 9 da Grauzaria, 4 da Pradis ed 1 da Chiaranda. Ci fu qualche esplosione di proietti di medio calibro nella zona di Bevorchians ma senza danni per la popolazione.

Passò la guerra e il Ventennio fascista portò la sistemazione della strada (1928) della valle danneggiata dalle alluvioni e all'istituzione delle scuole di Pradis, Grauzaria e Chiaranda. Subito dopo il secondo dopoguerra la Val d'Aupa toccò il suo massimo storico demografico: 1250 abitanti. Di seguito è riportata una tabella con i dati riguardanti la popolazione dei paesi della vall'Aupa nel 1851 e poi dal 1936 al 2011. Tali dati sono ricavati dai censimenti dell'istituto nazionale di statistica. NOTA BENE: Grauzaria comprende anche la popolazione della località Plan da la Staipie, abitata fino al 1954; Dordolla comprende anche la popolazione delle borgate: Zais, Fassoz (disabitata dal 2014), Virgulins e Drentus; Bevorchians comprende la popolazione delle seguenti borgate: Nanghez (disabitata dal 1995), Citte, Plan di Bevorchians, Cjampiui, Ors, Coset, Belcis, Culos, Frucs (disabitata dal 2012), Galizis, Gravons (disabitata dal 1980), Matanins (disabitata dai primi anni novanta), Saps, Gran Cuel (disabitata dal 1937) e Costa de l'Andri (disabitata dal 1938).

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anno

Località

1936 1951 1961 1971 1981 1991 2001 2011
Pradis 88 128 124 99 92 78 58 44
Chiaranda 57 74 84 56 38 43 29 24
Grauzaria 158 155 115 89 55 44 33 22
Dordolla 346 344 260 149 90 85 66 58
Bevorchians 380 392 327 180 105 73 57 36
totale Vall'Aupa 1029 1093 910 573 380 323 243 184

Qualche anno più tardi sarebbe iniziato il fenomeno dell'emigrazione più pesante e la popolazione della valle, nel giro di 10 anni, si ridusse a 900 abitanti, per poi calare progressivamente fino agli attuali 220. Il terremoto del 1976 portò gravi danni alle abitazioni ed accentuò il già marcato spopolamento.

Nel 2003 l'alluvione del 29 agosto distrusse circa 5 km della strada da Moggio a Bevorchians, provocando un isolamento della zona che durò 15 giorni.

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Bevorchians
Fassoz

Nel 1916 il Re Vittorio Emanuele III venne a controllare il presidio di Bevorchians e quella fu la prima volta, sia che arrivava un re in valle, sia che ci arrivava un'auto.

Il 27 ottobre 1917 la popolazione della valle venne obbligata a evacuare i villaggi non perché gli austriaci stavano avanzando ma per paura di sabotaggi a sfavore dell'esercito italiano (caso unico in tutto il Friuli); La popolazione che lasciò i paesi si può riassumere nella metà dei paesi di Grauzaria, Pradis, Chiaranda e Dordolla mentre gli abitanti di Bevorchians vennero obbligati tutti ad evacuare il paese anche se dopo pochi giorni venne accordato loro il permesso di rimanere perché invece di evacuare si nascondevano nei fienili nelle località Pustots-Broili-Gjardonaz. Il nemico non arrecò nessun disturbo alla popolazione rimasta.

Nel 1923 Dordolla fu il primo paese ad avere la corrente elettrica.

La strada della val Aupa venne asfaltata nel 1968.

La prima latteria sociale turnaria della valle venne istituita nel 1922 a Bevorchians.

La Creta Grauzaria fu ascesa nel 1893 da Arturo Ferrucci ed Emilio Pico guidati dai fratelli Giovanni (1855-1938) e Giacomo Filaferro (1870-1942) di Bevorchians.

L'alluvione del 1920 asportò tutti i ponti e le passerelle sull'Aupa, una decina di case, una scuola (Pradis) e 2 mulini.

Dal gennaio 1944 all'aprile 1945 i tedeschi si stabilirono nella scuola di Bevorchians costituendo un presidio fisso per contrastare l'azione dei partigiani presenti nella zona ma senza disturbare la popolazione del paese con la quale il rapporto era buono (Lo stesso Filaferro Guido detto "Mucul", che parlava uno stentato carinziano, si intratteneva scambiando le sue uova con tabacco da pipa per sé e cioccolate per i figli oltre ad altri generi vari). Quando se ne andarono i tedeschi dichiararono, a Guido Filaferro (abitante in Belcis, 1900-1968), che sapevano dov'erano i partigiani in ogni casa e se avessero voluto avrebbero ucciso tutti. (Testimonianza Filaferro Andreina cl. 1932).

Nel 1953 cessava l'attività l'ultimo mulino della vall'Aupa quello dell'Ors dopo oltre 150 anni di esistenza. Sempre nello stesso anno venivano chiuse le miniere del Rio da li Fous e dell'Andri. Il minerale di Fluorite, Galena e Piombo estratto dal 1928 al 1953 ammontava a circa 17.444 tonnellate (12866 t Fous, 4758 t Andri). (Nel gennaio 1951 perì tragicamente Gallizia Rita di 26 anni, unica vittima del lavoro in miniera).

Per quanto riguarda i mulini, ricordiamo che erano 8 in tutta la valle, il primo a Pradis, asportato dalla piena del 1920, il secondo a Grauzaria dove ora ha sede un allevamento di trote, 2 a dordolla, uno detto "dal Dognit" che sorgeva alla confluenza del rio di Val con il torrente Aupa e il mulin dal Pâgno, situato sempre sullo stesso rio ma 100 metri di quota più a monte (il primo funzionante fino al 1930 circa, il secondo fino al 1915); a Bevorchians se ne trovavano quattro: il primo, detto dell'Ors, situato alla confluenza del rio Fontanaz con il torrente Aupa attivo fino al 1953, il secondo, quello del "Coset", attivo circa fino ai primi anni venti, il mulin dal Dodoine alla confluenza del rio Moroldo con il torrente Aupa attivo fino al 1919 e poi trasformato in Latteria, e infine il mulin dal cucjâr che si trovava in località Pustote e traeva forza dalle acque dell'Aupa; quest'ultimo asportato come quello di Pradis dalla piena del 1920.

In val Aupa passa il metanodotto che giunge dalla Russia. È stato costruito nel 1974 e in seguito rimodernato.

Le migliori vedute sulla Creta Grauzaria (2066 m) si hanno da più punti in modi diversi: Da Pradis alto si vedono il gran circo e i contrafforti sud che degradano verso cimadors; Dall'imbocco della galleria del metanodotto sul monte Masereit si ha una bella visione frontale del complesso; Da Dordolla si vede l'imponente mole della montagna e gli enormi ghiaioni sottostanti; Mentre dalle località di Belcis, Saps e Costa dell'Andri, a Bevorchians, si ha la visione della parete nord, delle pareti verticali di 7-800 metri che sono la vedute più belle per la loro maestosità e grandezza.(tutte le località sopraindicate sono raggiungibili in auto).

Alla base della parete nord della Creta Grauzaria rimane fino ad estate inoltrata un nevaio considerevole per l'altitudine (1225 m); Nel luglio 2009 misurava circa 70 metri di lunghezza e 25 di spessore; Lo stesso anno un lembo(circa 10 per 5 m) è rimasto fino all'arrivo delle nuove nevicate in dicembre.

Nella valle ci sono circa 480 edifici: 160 a Bevorchians, 130 a Dordolla, 75 a Grauzaria, 45 a Chiaranda e 70 a Pradis.

L'edificio più alto è il "Cjasut da Siòr" situato su una spalla del monte Forcjadice a quota 1732 m. Era una costruzione risalente alla prima guerra mondiale ed è stato poi sistemato da volontari come ricovero sempre aperto.

La chiesa di Dordolla è stata costruita fra il 1891 e il 1895 dai capifamiglia di Bevorchians (all'epoca 72) e da quelli di Dordolla (all'epoca 63) in comune accordo fra loro nel ricostruire la chiesa nel medesimo posto dove sorgeva l'antica cappella. Questo perché essendo l'abitato di Bevorchians molto dispersivo non metteva d'accordo i capifamiglia sul luogo in cui sarebbe dovuta sorgere la chiesa, perciò si decise di costruirla insieme agli abitanti di Dordolla nel luogo in cui si trova tuttora.

In località Bevorchians sono nati e/o vissuti gran parte della loro vita sette centenari. Ciò deriva probabilmente da fattori genetici così come da fattori derivanti dall'ambiente in cui vivevano; Tuttavia è unica la concentrazione, non riscontrabile in altre frazioni e nemmeno nel capoluogo, se fatti i rapporti fra numero di centenari e popolazione. Risulta infatti che fra il 1900 ed il 1915 a Bevorchians siano nate 5 persone poi diventate centenarie, ed essendo i nati fra il 1900 ed il 1915 circa 230 risulta un rapporto di circa 1 centenario ogni 45 nati vivi. Lo stesso rapporto, esteso al territorio nazionale è circa 1:1800 ed a livello regionale circa 1:670.

Elenco dei centenari

Gallizia Angela fu Silvestro "Veci" in Mariani 13/09/1903-23/11/2005 (102 e 2 mesi) - nata a Frucs (l'ultima portatrice della grande guerra vivente d'Italia)

Gallizia Elena fu Adamo "Peli" in Faleschini 01/09/1904-06/05/2005 (100 e 8 mesi) - nata a Gravons

Gallizia Ida fu Pietro "Vuliti" in Gallizia 02/09/1910-12/11/2010 (100 e 2 mesi) - nata a Culos

Moretti Jolanda fu Guglielmo "Blancje" in Filaferro 10/08/1911-22/07/2015 (103 e 11 mesi) - nata a Plan da la Staipie -(sposata nel 1934 con Filaferro Evelino a Nanghez)

Faleschini Carolina fu Luigi "Dregon/Gasc" in Della schiava 04/08/1911-15/01/2013 (101 e 5 mesi) - nata a Matanins

Tolazzi Ines fu Pierantonio "Pizul" in Gallizia 21/08/1914-15/01/2015 (100 e 4 mesi) - nata a Dordolla - (sposata nel 1934 con Gallizia Renato a Galizis)

Tolazzi Irmes fu Ernesto "Laude" in Faleschini 01/12/1914-vivente (102 e 11 mesi) - nata a Costa dell'Andri

Tutti i centenari sono di sesso femminile, vi è vissuta inoltre la prima donna a superare i 95 anni di età,Tolazzi Maria Elisabetta fu Daniele "Batistis" ved. Filaferro deceduta a quasi 96 anni (1862-1958).

La persona più anziana di sesso maschile mai vissuta è stato Gallizia Giordano fu Pietro "Stoch", deceduto a quasi 98 anni (02/12/1914-16/10/2012), nato frazione Gallizis), mentre il primo a raggiungere i 90 anni sembra sia stato Gallizia Pietro di Innocente nato a Gallizis nel 1721 e deceduto il 17 giugno 1813 a 92 anni.

Ogni famiglia aveva un soprannome per consuetudine e per distinguere i componenti da quelli di altre famiglie in caso di omonimia ( per esempio emblematico riportiamo che nella seconda metà dell'800 c'erano 11 Filaferro Giovanni, 16 Gallizia Pietro, 13 Di Gallo Pietro, 8 Not Tommaso, 19 Tolazzi Pietro (12 a Dordolla e 7 a Bevorchians)).

Qui di seguito i soprannomi delle famiglie alla metà dell'800:

Pradis

Faleschini: Brusaz

Fabbro: Colavins

Chiaranda

Biancolini: Zanets, Zanetuts, Zanetons

Grauzaria

Not: Vuarins, Zuandomenis, Macans, Zottos o zuets, Gneus, Botui

Moretti: Vuarins, Blancs

Tolazzi: Saputs, Fasots

Vittore: Michelandos

Dordolla e borgate circostanti (Zais, Drentus, Fasoz e Virgulins)

Della Schiava: Zais,Nadai, Buzulis, Galups, Bigoz, Zocui, Gras, Dus

Tolazzi: Fassoz, Malicie, Batistis, Pizul, Dognits, Faitelis

Di Gallo: Virui, Bonçs, Zins, Grandonios, Gnochits, Svuiglis, Dreguzis, Bastianeris, Poldos, Casui, Chilognis, Bulos, Cjaradors, Masins, Vugs, Zans, Chides

Treu: Drentos.

Virgolino: Furmiars, Blasons, Moros, Favatis, Bachs, Mazolets

Bevorchians e casali circostanti

Filaferro: Belcis, Nanghez, Puduz

Gallizia: Volitis, Fisuts, Slencjos, Vuarbis, Glacins, Vecis, Riciots, Bufs, Cospetins, Pelis, Stochs, Pierinats

Faleschini: Matanins, Gians

Tolazzi: Saps, Laudis, Scecos, Sap Pierinoscis, Sap Cjamoz, Sap Cinitis

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