Confine tra l'Austria e l'Italia

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Confine tra l'Austria e l'Italia
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Il cippo indicante il triplice confine (Austria, Italia e Slovenia) sul monte Forno.
Dati generali
StatiAustria Austria
Italia Italia
Lunghezza430 km
Dati storici
Istituito nel1861
Attuale dal1919

Il confine tra l'Austria e l'Italia ha una lunghezza di 430 km. L'attuale confine fu definito con il Trattato di Saint-Germain-en-Laye del 1919 al termine della prima guerra mondiale.

Caratteristiche geografiche[modifica | modifica wikitesto]

La linea di confine è segnata in rosso.

Il confine ha inizio nei pressi del Passo di Resia dove vi è la triplice frontiera tra Austria, Italia e Svizzera[1] e mantenendo un andamento generale ovest/est termina al monte Forno dove si incontrano le frontiere dell'Austria, Italia e Slovenia.

Il confine segue generalmente lo spartiacque, con due eccezioni:

  1. la conca di San Candido, precisamente la sua frazione Prato alla Drava - ramo sorgentizio della Drava e il suo affluente rio Sesto (bacino idrografico del Danubio)[2]
  2. la conca di Tarvisio attribuite all'Italia benché poste oltre la linea di displuvio (bacino idrografico del Danubio)

Dal versante italiano si trovano principalmente i bacini idrografici dell'Adige, dell'Isarco, del Piave e del Tagliamento; dal versante austriaco i bacini dell'Inn e della Drava.

Il confine è attraversato dalla Strada europea E45 al passo del Brennero, dalla E55 presso Tarvisio e dalla E66 presso San Candido. Altri importanti valichi stradali sono il Passo di Resia, il Passo Stalle, il Passo del Rombo, il Passo di Monte Croce Carnico e il Passo di Pramollo.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Il confine prima della Grande Guerra (1866-1915)

Situazione preunitaria[modifica | modifica wikitesto]

A seguito del Congresso di Vienna, l'Impero d'Austria aveva ricevuto parte dell'Italia settentrionale, costituita in Regno lombardo-veneto. Il Regno era separato dai territori ereditari della Corona mediante un confine amministrativo che parzialmente riproduceva quello più antico tra impero d'Austria da una parte, ducato di Milano e Repubblica di Venezia dall'altra. Modificazioni erano per contro occorse nel tratto orientale della frontiera, che attraversava la Bassa friulana: per rimediare al suo tracciato ritenuto "illogico", perché frastagliato da molteplici enclavi e exclavi, l'amministrazione austriaca aveva tracciato una nuova frontiera che distingueva territori compatti, provincia del Friuli da una parte e contea principesca di Gorizia e Gradisca dall'altra[3].

Il confine italo-austroungarico (1861-1866)[modifica | modifica wikitesto]

Sistemazione del confine (1861-1866)[modifica | modifica wikitesto]

Quando fu creato nel 1861 il Regno d'Italia il confine tra Italia e Austria escludeva dal neocostituito regno il Trentino e il Veneto. La situazione non evolse prima della Terza Guerra d'Indipendenza, al termine della quale il Regno d'Italia ottenne il Veneto. Durante i preparativi dell'armistizio, il generale Petitti e il suo omologo austriaco Möring convennero che la frontiera tra Italia e Impero d'Austria avrebbe ricalcato quella che fin dal 1815 separava il Lombardo-Veneto dalle provincie ereditarie. La frontiera stabilita durante l'armistizio di Cormons fu confermata dalla Pace di Praga (1866) e andava dalla Svizzera fino a Porto Buso, nella laguna di Grado. Il trattato d'armistizio stabiliva che i due stati avrebbero favorito il più possibile le comunicazioni tra gli abitanti delle due parti della frontiera (che spesso parlavano la stessa lingua: italiano, sloveno o friulano) costruendo ferrovie o stabilendo esenzioni daziarie. Trascriviamo qui sotto l'articolo XIX del trattato in questione:

La frontiera italo-austriaca secondo i trattati del 1866. Il Trentino e parte dell'attuale Friuli Venezia-Giulia si trovavano nell'impero. Tale configurazione duro' fino alla Grande Guerra.

"Art. XIX. - Le alte potenze contraenti si obbligano ad accordare reciprocamente le maggiori possibili facilitazioni doganali agli abitanti limitrofi dei due paesi per l'usufrutto delle loro proprietà e l'esercizio delle loro industrie"[4]

Le commissioni di delimitazione (1867 e 1911)[modifica | modifica wikitesto]

Il tracciato del confine venne verificato nel 1867 da una commissione militare presieduta dal conte di Robilant per l'Italia e dal maggior generale Julius Manger di Hirchsberg per l'Austria-Ungheria. Certi tratti della frontiera rimasero contenziosi[5]. Il molteplicarsi degli incidenti di confine, che la stampa irredentista tendeva a pubblicizzare quasi fossero dei casus belli, incito gli stati limitrofi a indire una nuova commissione di delimitazione nel 1911. Presieduta dal maggior generale Tommaso Salsa per l'Italia e dal tenente generale Heinrich Tschurtschenthaler per l'Austria-Ungheria, quest'ultima commissione compi una laboriosa revisione dell'intera frontiera, dedicandosi principalmente a tre compiti: risolvere i contenziosi attorno a specifici tratti del confine, provvedere ad una migliore demarcazione di quelli per i quali i cippi esistenti non erano sufficienti, infine rettificare le discrepanze tra le mappe degli Istituti Geografici Militari di Vienna e Firenze[6].

Tra le due guerre[modifica | modifica wikitesto]

I trattati di pace del 1919[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la prima guerra mondiale il confine fu spostato a nord fino allo spartiacque alpino, secondo il Trattato di Saint-Germain-en-Laye del 1919, includendo nell'Italia l'attuale Regione Trentino-Alto Adige fino ai nostri giorni. L'Austria perdeva peraltro i suoi territori del Friuli e dell'Istria. Di conseguenza, l'Italia divenne limitrofa con la Jugoslavia in quella zona.

Vicissitudini del confine durante la Seconda Guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Zona d'operazioni delle Prealpi e Zona d'operazioni del Litorale adriatico.

Vi fu inoltre un confine provvisorio, non ratificato da Trattati internazionali, tra il settembre 1943 e l'aprile 1945, quando Hitler creò due zone d'operazione che ricalcavano più o meno le ex-regioni austroungariche. Le province di Bolzano, Trento e Belluno furono annesse nell'Austria nazista e formarono la Zona d'operazioni delle Prealpi (in tedesco OZAV o Operationszone Alpenvorland)[7]. Anche il confine con il Friuli-Venezia Giulia fu provvisoriamente modificato: le Province, tolte alla sovranità italiana, di Udine, Gorizia, Trieste, Pola, Fiume, a cui si sommava quella autonoma di Lubiana furono inserite nella Zona d'operazioni del Litorale adriatico (in tedesco OZAK o Operationszone Adriatisches Küstenland)[8]. A capo di questa regione era nominato il Gauleiter della Carinzia austriaca, Friedrich Rainer.

Il confine tra le due guerre mondiali. Quello con l'Austria non fu modificato dopo il 1945

Il confine nel secondo dopoguerra e la questione alto-atesina[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Trentino-Alto Adige.

A termine della Seconda Guerra Mondiale, l'Italia conserva il confine con l'Austria fissato nel 1919. Eppure, gli Altoatesini avevano sperato nella riunificazione con l'Austria; difatti, serbavano rancore della dura politica di snazionalizzazione condotta dai fascisti contro la popolazione germanofona della regione tra le due guerre. L'Alto-Adige resta ciononostante all'Italia a termine degli accordi de Gasperi-Gruber (1946) che garantivano uno statuto di autonomia alla provincia[9].

Gli anni cinquanta vedono svilupparsi l'autonomismo nell'Alto-Adige. Una parte della popolazione altoatesina, rappresentata dal Südtiroler Volkspartei, contesta il tracciato della frontiera e chiede di reintegrare l'Austria. Il secessionismo sudtirolese sbocca anche in azioni terroristiche come quelle della cosidetta Notte dei fuochi[10]. Nel 1972 la provincia ottiene un'ampia autonomia politica.

Letteratura sul confine[modifica | modifica wikitesto]

Di particolare interesse è il romanzo Storia di Tönle (1978), dell'autore trentino Mario Rigoni Stern[11]. La storia si svolge nella Valsugana, al confine tra regno d'Italia e impero austroungarico, e racconta la vita del contrabbandiere Tönle Bintarn, costretto a rifugiarsi nel territorio imperial-regio dopo essere stato sorpreso dalla guardia di finanza. Il libro ricostituisce con brio la vita quotidiana sul confine. Il libro offre chiaro valore storico: le "piccole storie" di Rigoni Stern si rivelano "capaci di riflettere con assoluta spontaneità i "grandi" fatti della storia"[12].

Le lingue alla frontiera tra Austria e Italia[modifica | modifica wikitesto]

La frontiera politica tra i due stati è lungi dal ricalcare quella linguistica. Difatti, varie isole e penisole linguistiche tedesche sono sparpagliate lungo la frontiera con l'Austria, residuo della colonizzazione germanica del Medioevo. Queste isole linguistiche si trovano in tre regioni:

Esistono anche due zone nelle quali il Tedesco è dominante: l'Alto Adige (70% germanofono, 26% italofono e 4% ladino) e la Val Canale.

Bisogna differenziare il Tedesco "standard" dai dialetti spesso parlati dalle popolazioni di confine[13].

Non esistono in compenso isole linguistiche italofone dal lato austriaco della frontiera.

Regioni, Länder, province e distretti interessati[modifica | modifica wikitesto]

La chiesa collocata sul confine al passo di Pramollo.

Partendo da occidente e andando verso oriente in Italia il confine con l'Austria interessa tre regioni e tre province:

In Austria il confine con l'Italia interessa tre Länder e otto distretti:

Sezioni alpine sul confine[modifica | modifica wikitesto]

Il monte Coglians è situato sul confine tra l'Austria e l'Italia.

Il confine è collocato lungo la catena alpina. Da ovest verso est si incontrano le seguenti sezioni e sottosezioni alpine:

Valichi tra Italia e Austria[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Questa triplice frontiera è collocata a ovest del passo Resia e sul fianco del Piz Lat.
  2. ^ Il confine naturale qui è dato dalla sella di Dobbiaco, ma era poco strategica e quindi si spostò il confine più a est.
  3. ^ Luciana Morassi, Il Friuli: una provincia ai margini (1814-1914), in Roberto Finzi, Claudio Magris e Giovanni Miccoli (a cura di), Il Friuli Venezia-Giulia, vol. 1, Einaudi, 2002, p. 8-10.
  4. ^ Vittorio Adami, Storia documentata dei confini d'Italia, III - Confine italo-austriaco, Roma, Istituto Poligrafico dello Stato, 1930, p. 380.
  5. ^ Vittorio Adami, Storia documentata dei confini d'Italia, Roma, Istituto poligrafico dello stato, 1930, p. 382.
  6. ^ Selva, Orietta, e Umek, Dragan,, Confini nel tempo : un viaggio nella storia dell'Alto Adriatico attraverso le carte geografiche (secoli XVI-XX) = Borders through time : a journey through the history of the Upper Adriatic with geographical maps (XVI-XX century), p. 147, ISBN 9788883035425, OCLC 898023793.
  7. ^ Karl Stuhlpfarrer, Le zone d'operazione Prealpi e Litorale adriatico, 1943-1945, Gorizia, Libreria Adamo, 1979, p. 63.
  8. ^ Cattaruzza Marina, L'Italia e il confine orientale, 1866-2006, Il mulino, 2007, p. 246-247, ISBN 9788815113948, OCLC 86075148.
  9. ^ Coordinamento e realizzazione informatica a cura dell’Ufficio Organizzazione e Informatica della Regione Autonoma Trentino-Alto Adige, Accordo Degasperi-Gruber, su www.regione.taa.it. URL consultato il 21 giugno 2018.
  10. ^ Steininger, Rolf, 1942-, South Tyrol : a minority conflict of the twentieth century, Transaction Publishers, 2003, ISBN 0765808005, OCLC 51892601.
  11. ^ Rigoni Stern, Mario., Storia di Tönle ; L'anno della vittoria, 20. ed, Einaudi, 2014, ISBN 9788806222567, OCLC 898744880.
  12. ^ Giovanni Raboni, Anche la scheggia riflette il mondo, in La Stampa, 16 dicembre 1978.
  13. ^ (IT) Dal Friuli alla Valle d’Aosta: le minoranze germaniche in Italia, in Treccani, l'Enciclopedia italiana. URL consultato il 21 giugno 2018.
  14. ^ Questa sezione alpina è interessata per breve tratto dal confine perché la triplice frontiera è collocata poco ad ovest del passo Resia, passo che la separa dalle Alpi Retiche orientali.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Adami (Vittorio), Storia documentata dei confini del regno d’Italia, t. III : Confine Italo-Austriaco, Roma, 1930.
  • Cattaruzza (Marina), L’Italia e il confine orientale, 1866-2006, Bologna, 2007 (ISBN: 978-88-15-11394-8).
  • Falzari (Giovanni Battista), L’armistizio di Cormons del 1866, Gorizia, 1957.
  • Regioni di frontiera nell’epoca dei nazionalismi : Alsazia e Lorena, Trento e Trieste: 1870-1914, dir. Angelo Ara et Eberhard Kolb, Bologna, 1995 (ISBN: 978-88-15-05046-5).
  • Rigoni Stern (Mario), Storia di Tönle, Torino, 1978.
  • Steininger (Rolf), South Tyrol: a Minority Conflict of the Twentieth Century, Transaction Publishers, 2003.
  • Stuhlpfarrer (Karl), Le zone d'operazione Prealpi e Litorale adriatico, 1943-1945, Gorizia, Libreria Adamo, 1979.
  • Valussi (Giorgio), Il confine nordorientale d’Italia, Trieste, 1972.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]