Südtiroler Volkspartei

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Südtiroler Volkspartei
(IT) Partito Popolare Sudtirolese
Edelweiß – Stella alpina
SVP
Leader Arno Kompatscher
Segretario Martin Alber
Presidente Richard Theiner
Vicepresidente Thomas Widmann
Martha Stocker
Daniel Alfreider
Stato Italia Italia
Fondazione 8 maggio 1945
Sede via Brennero, 7 - 39100 Bolzano
Ideologia Autonomismo[1]
Cristianesimo democratico[2][3]
Cristianesimo sociale[4]
Socialdemocrazia (corrente minoritaria)[5]
Collocazione Centro/Centro-sinistra[6]
Coalizione Democrazia Cristiana
(1946 - 1992)
L'Ulivo
(1996 - 2001)
Uniti nell'Ulivo
(2004)
L'Unione
(2006)
Partito Democratico
(2008 - 2012)
Italia. Bene Comune
(2013)
Grande coalizione (2013-attualmente)
Partito europeo Partito Popolare Europeo (osservatore)
Gruppo parlamentare europeo Gruppo PPE
Seggi Camera
5 / 630
 (2013)
Seggi Senato
2 / 315
 (2013)
Seggi Europarlamento
1 / 73
 (2010)
Seggi Consiglio provinciale
17 / 35
 (2013)
Testata mensile ZIS - Zukunft in Südtirol (Futuro in Alto Adige)
Iscritti 60 050
Colori nero-bianco-rosso
Sito web svp.eu

La Südtiroler Volkspartei (abbreviato SVP, letteralmente in italiano "Partito Popolare Sudtirolese") è un partito politico regionale italiano che rappresenta, per statuto, gli interessi delle minoranze tedesca e ladina della Provincia autonoma di Bolzano. Dato il suo simbolo, il partito è frequentemente identificato con l'appellativo di Edelweiß – Stella Alpina.

Ideologia[modifica | modifica sorgente]

La Südtiroler Volkspartei si rifà ai principi dell'autonomismo, riferito alla regione Trentino-Alto Adige e in particolare della provincia autonoma di Bolzano, e del cristianesimo democratico, nonché alla tutela della minoranza linguistica tedesca e ladina.

La SVP non è aperta a persone del gruppo linguistico italiano;[7][8] in occasione delle elezioni politiche ha però candidato più volte esponenti del Partito Autonomista Trentino Tirolese che sono divenuti parlamentari in diverse legislature.[9][10] Possono iscriversi al partito tutti i cittadini della provincia di Bolzano che hanno superato l'età di 15 anni e che s'impegnano a sostenere i capisaldi del partito.[11] La SVP si rifiuta di condannare le azioni dei terroristi sudtirolesi responsabili di vari omicidi e attentati dinamitardi negli anni 1960 e 1970 in Alto Adige.[12][13]

Struttura[modifica | modifica sorgente]

Luis Durnwalder, presidente della Provincia autonoma di Bolzano e leader del partito dal 1989 al 2013.
Da sinistra: il deputato e vicepresidente del partito Daniel Alfreider, l'Obmann Richard Theiner e il senatore Karl Zeller.

Tradizionalmente, i congressi annuali del partito vengono svolti a Merano, nella sala del Kursaal, alla presenza di leader di altri partiti autonomistici e cristiano-sociali italiani, austriaci e tedeschi. Tra gli ospiti più notabili che hanno partecipato a un congresso della SVP vi sono Helmut Kohl, Horst Seehofer, Wolfgang Schüssel. [14]

Alla guida del partito c'è l'Obmann (presidente), coadiuvato da tre vice (Obmannstellvertreter), uno dei quali di lingua ladina. Viene eletto dal congresso, e resta in carica cinque anni. Al 2013 l'Obmann del partito è Richard Theiner e i suoi vice sono Daniel Alfreider (in rappresentanza del gruppo etnico ladino), Thomas Widmann e Martha Stocker.

Lista degli Obmänner dal 1945 ad oggi
Erich Amonn (19451948)
Josef Menz (19481951)
Toni Ebner (19511952)
Otto Guggenberg (19521954)
Karl Tinzl (19541956)
Toni Ebner (19561957)
Silvius Magnago (19571991)
Roland Riz (19911992)
Siegfried Brugger (19922004)
Elmar Pichler Rolle (17 aprile 2004–18 aprile 2009)
Richard Theiner (18 aprile 2009in carica)

Il segretario provinciale (Landessekretär) ha funzioni di coordinamento, e viene eletto ogni quattro anni dall'assemblea dei delegati (Parteiausschuss). Al 2013 la carica è ricoperta da Martin Alber.

Vi è poi la Bezirksobleute-Konferenz (conferenza dei presidenti distrettuali), composta dal segretario provinciale e dai Bezirksobmanner (presidenti distrettuali), nominati nelle varie comunità comprensoriali altoatesine, che rappresentano il vertice del partito nella loro area di competenza. Tale conferenza ha funzioni di arbitro per dirimere le controversie sull'interpretazione dello Statuto del partito, di supervisione generale sulle attività del partito e di consulenza per l'Obmann stesso.

Al 2013 i Bezirksobmanner sono Albert Wurzer (Val Pusteria), Christian Egartner (Wipptal-Alta Valle Isarco), Roselinde Gunsch Koch (Val Venosta), Herbert Dorfmann (Bressanone e zone limitrofe), Christoph Perathoner (Bolzano e zone limitrofe - presidente della conferenza), Oswald Schiefer (Bassa Atesina), Karl Zeller (Burgraviato).

Dalle sezioni distrettuali dipendono poi i gruppi locali (Ortsgruppen), eletti comune per comune a suffragio diretto (con mandato triennale) da parte degli iscritti al partito residenti nel luogo. Tali gruppi si occupano di fare da portavoce delle istanze e delle problematiche locali, oltre a proporre i candidati per i vari turni elettorali.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Prima Repubblica (1945–1992)[modifica | modifica sorgente]

Il partito venne fondato l'8 maggio 1945 come continuatore dell'Andreas-Hofer-Bund ("Lega di Andreas Hofer"), un'organizzazione politica nata nel novembre del 1939, e che si era opposta all'emigrazione in Germania durante le opzioni in Alto Adige e si era attivamente battuta contro il nazismo ed il fascismo, venendo duramente perseguitata e decimata, ponendosi così nel solco delle associazioni cattoliche che negli anni precedenti avevano creato le Katakombenschulen (scuole clandestine in lingua tedesca). Tra i fondatori dell'SVP figurano gli antifascisti Hans Egarter, che dal 1943 era stato a capo del Bund, ed Erich Amonn, che fu il primo presidente del nuovo partito.

Un altro filone al quale il partito è riconducibile è il Deutscher Verband (DV, "Lega Tedesca"), unione tra i due principali partiti presenti sul territorio dopo l'annessione del Tirolo cisalpino all'Italia nel 1919.[15] Essi erano la Tiroler Volkspartei (TVP), composta da conservatori e cristiano-sociali e dalla Deutschfreiheitliche Volkspartei, formata da liberali e pangermanisti. Questi due partiti decisero - pur mantenendosi a livello locale indipendenti e distinti - di presentarsi alle elezioni nazionali italiane con un unico simbolo, la stella alpina. I socialdemocratici di lingua tedesca invece si erano presentati autonomamente alle elezioni politiche del 1921, essendosi inseriti come corrente nel Partito Socialista Italiano.[16] Il DV si presentò alle elezioni ancora nel 1924 portando quattro parlamentari a Roma, prima di essere dissolto dal fascismo.

A partire dalla metà degli anni cinquanta la guida del partito passò nelle mani della corrente dei "falchi", formata prevalentemente da optanti, che diversamente dai fondatori avevano scelto l'emigrazione nella Germania nazista.

Dal secondo dopoguerra le vicende della SVP sono strettamente intrecciate con quelle dell'Alto Adige.

La Südtiroler Volkspartei gode della maggioranza assoluta nel Consiglio provinciale senza interruzioni dalle prime elezioni del 1948.

Seconda Repubblica (1992–)[modifica | modifica sorgente]

Fino al 1992 la SVP è stata sempre alleata alla Democrazia Cristiana; dal 1995 ha scelto di stare nel campo del centro-sinistra: fino al 2005 è stata alleata dell'Ulivo e dal 2005 al 2008 dell'Unione.

XIV Legislatura[modifica | modifica sorgente]

Nell'autunno del 2003, come ininterrottamente dal secondo dopoguerra, l'SVP ha vinto le elezioni provinciali della Provincia autonoma di Bolzano ottenendo la maggioranza assoluta, perdendo tuttavia un numero consistente di voti, soprattutto nelle zone di campagna.

È rappresentata in Parlamento da parlamentari e senatori propri, che aderiscono ai gruppi parlamentari delle minoranze linguistiche alla Camera e "Per le autonomie" al Senato.

Sono espressione della Südtiroler Volkspartei 100 dei 116 sindaci dei comuni dell'Alto Adige ed anche il presidente della provincia e della Giunta regionale del Trentino-Alto Adige, Luis Durnwalder, nonché i presidenti di due delle 5 circoscrizioni di Bolzano.

Alle europee del 2004 è stato eletto rappresentante dalla SVP Michl Ebner grazie al collegamento con la lista Uniti nell'Ulivo. Per la prima volta dal dopoguerra, però, la SVP è rimasta al di sotto del 50% dei voti in provincia di Bolzano (46,7%).

Nel 2005 la SVP, alleata del centro-sinistra, è risultato il primo partito a Bolzano ed ha contribuito in maniera decisiva all'elezione del sindaco Luigi Spagnolli, candidato de L'Unione.

XV Legislatura[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni politiche del 2006 ha presentato le sue liste alla Camera dei deputati e nei collegi uninominali del Trentino-Alto Adige, in alleanza con L'Unione. Alla Camera conquista 182 000 voti (il 28,5% a livello regionale, lo 0,5% a livello nazionale) eleggendo 4 deputati grazie alla norma, prevista dalla legge elettorale appena entrata in vigore, sulla tutela delle minoranze linguistiche, in ottemperanza alla quale era necessario superare lo sbarramento del 20%. Risultò eletto alla Camera dei deputati anche Giacomo Bezzi, candidato al quarto posto nella lista SVP ed esponente trentino del Partito Autonomista Trentino Tirolese (PATT).

Al Senato la SVP ha presentato liste autonome in due collegi (Bressanone-Val Pusteria e Merano-Val Venosta) della Provincia autonoma di Bolzano, eleggendo entrambi i senatori; nell'altro collegio della provincia di Bolzano (Bolzano-Bassa Atesina) appoggiava invece un candidato insieme con le altre forze dell'Unione, anche in questo caso con successo. Il simbolo e il nome (L'Unione-SVP) sono stati utilizzati anche nei tre collegi della Provincia autonoma di Trento. Due dei tre candidati appoggiati risultarono eletti.

XVI Legislatura[modifica | modifica sorgente]

Alle elezioni politiche del 2008 la SVP si è presentata da sola alla Camera dei deputati e nei due collegi senatoriali di Bressanone-Val Pusteria e Merano-Val Venosta, mentre in alleanza con Partito Democratico, Italia dei Valori, Partito Autonomista Trentino Tirolese, Partito Socialista e Civica Margherita sotto le insegne della lista SVP - Insieme per le Autonomie nel collegio di Bolzano-Bassa Atesina e nei tre collegi trentini. I risultati sono stati deludenti, in particolare alla Camera: in campo provinciale, la SVP ha ottenuto il 44,3%, peggior risultato elettorale di sempre,[17] eleggendo due soli deputati contro i 4 uscenti. Al Senato sono stati invece confermati i tre senatori uscenti nei collegi della provincia di Bolzano (Helga Thaler Ausserhofer, Manfred Pinzger e Oskar Peterlini, tutti esponenti SVP, quest'ultimo con il simbolo «Insieme per le autonomie») mentre un solo senatore è stato eletto in Trentino (Claudio Molinari, nel collegio di Rovereto, con lo stesso simbolo di Peterlini).

Anche alle successive Provinciali del 2008, l'SVP - pur recuperando alcuni punti percentuali rispetto alle politiche - non è riuscita ad ottenere la maggioranza dei voti (48,1%), anche se ha mantenuto la maggioranza assoluta in consiglio provinciale con 18 consiglieri su 35.

In vista del congresso 2009, l'Obmann uscente Elmar Pichler Rolle ha rinunciato ad un secondo mandato[18], lasciando la carica all'unico candidato, Richard Theiner, eletto effettivamente il 18 aprile.

Alle elezioni europee del 2009 la SVP ha presentato una lista in alleanza con il Partito Autonomista Trentino Tirolese e lo Slovenska Skupnost raggiungendo il 52,1% dei voti in provincia di Bolzano e ottenendo un seggio al Parlamento europeo per il capolista Herbert Dorfmann grazie al collegamento con il Partito Democratico (PD).

La SVP si è astenuta in occasione del voto di fiducia al Governo Berlusconi IV, il 14 dicembre 2010,[19] citando gli esempi di collaborazione con l'esecutivo, quali l'introduzione della segnaletica turistica montana bilingue. Il PD e gli ambientalisti hanno accusato la SVP di essersi astenuta in cambio del via libera della maggioranza parlamentare alla suddivisione della gestione del Parco nazionale dello Stelvio tra enti regionali anziché a livello statale (approvata al Consiglio dei ministri del 22 dicembre). La SVP ha negato le accuse.[20][21]

XVII Legislatura[modifica | modifica sorgente]

In vista delle elezioni politiche 2013 il partito è entrato a far parte della coalizione Italia. Bene Comune assieme al Partito Autonomista Trentino Tirolese, formando alla Camera una lista unica con quest'ultimo.[22][23][24]. Il partito ha inoltre indetto un turno di primarie per decidere la disposizione dei candidati nelle liste da presentare nei due rami del Parlamento[25].

A febbraio, i risultati hanno visto l'elezione di cinque rappresentanti alla Camera dei Deputati: il capolista Albrecht Plangger, Renate Gebhard, Daniel Alfreider (primo deputato SVP della storia ad essere di lingua ladina), Mauro Ottobre (in rappresentanza del PATT) e Manfred Schullian; l'unico escluso è stato Klaus Ladinser. Al Senato della Repubblica, con l'appoggio anche dei Verdi del Sudtirolo, sono stati invece eletti Francesco Palermo (che si è presentato con un simbolo unificato col Partito Democratico), Karl Zeller ed Hans Berger, più l'esponente del PATT Franco Panizza. Percentualmente, in Alto Adige ha conquistato il 44,2% di consensi alla Camera (ovvero lo 0.43% a livello nazionale), risultati decisivi nella vittoria della coalizione di centro-sinistra, che ha superato quella di centro-destra con uno scarto dello 0.36%.

A seguito della decisione di Luis Durnwalder di non ricandidarsi alla carica di presidente della provincia autonoma di Bolzano, la SVP ha indetto per il 21 aprile 2013 un ulteriore turno di primarie per scegliere il nuovo esponente da presentare come capolista (e candidato presidente de facto, in quantotale elezione spetta poi al consiglio provinciale) alle elezioni provinciali; al contempo, tale consultazione è servita a ripartire le posizioni in lista dei candidati consiglieri. Per il ruolo di capolista si sono candidati il sindaco di Fiè allo Sciliar Arno Kompatscher, l'ex Obmann Elmar Pichler Rolle e l'Obmann in carica Richard Theiner (quest'ultimo poi ritiratosi dalla corsa)[26]. Al voto hanno partecipato 24,131 iscritti al partito, pari al 45,98% del totale; ha largamente vinto Arno Kompatscher, con l'82,8% dei consensi, contro il 17,16% di Pichler Rolle, che non ha nemmeno ottenuto la candidatura a consigliere[27].

Al congresso provinciale 2013 si concretizza il passaggio di consegne tra Luis Durnwalder (che lascia la politica attiva) e il nuovo capolista Arno Kompatscher[28], che assume de facto la leadership nel partito.

Alle elezioni provinciali del 27 ottobre 2013, la SVP si conferma primo partito della provincia, ma rimane al di sotto della maggioranza assoluta degli elettori (131.236 preferenze, pari al 45,7% del totale - peggior risultato elettorale di sempre in Alto Adige) e perde il primato anche in consiglio provinciale, con 17 consiglieri su 35. Le elezioni ratificano altresì l'arrivo di Arno Kompatscher alla guida della provincia[29].

Sindaci dell'SVP[modifica | modifica sorgente]

Nel 2013 l'SVP controllava ben 64 comuni sui 74 della provincia[30].

Risultati elettorali[modifica | modifica sorgente]

Elezioni provinciali[modifica | modifica sorgente]

Risultati elettorali
Elezione Parlamento Voti  % Seggi
1948

1952

1956

1960

1964

1968

1973

1978

1983

1988

1993

1998

2003

2008

2013
Consiglio provinciale di Bolzano 107.249

112.602

124.165

132.351

134.188

137.982

132.186

163.502

170.125

184.717

160.186

171.820

167.353

146.545

131.236
67,60

64,76

64,40

63,86

61,27

60,69

56,42

61,3

59,4

60,4

52,0

56,6

55,6

48,1

45,7
13 / 20

15 / 22

15 / 22

15 / 22

16 / 25

16 / 25

20 / 34

21 / 34

22 / 35

22 / 35

19 / 35

21 / 35

21 / 35

18 / 35

17 / 35

Elezioni politiche[modifica | modifica sorgente]

Risultati elettorali
Elezione Parlamento Voti  % Seggi
1948


1953


1958


1963


1968


1972


1976


1979


1983


1987


1992


1994


1996


2001


2006


2008


2013
Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato

Camera
Senato
124.385
95.406

122.792
107.139

135.495
120.086

135.458
112.023

152.954
131.080

153.764
102.018

184.390
158.659

204.899
172.577

184.940
157.478

202.022
171.539

198.447
168.153

231.842
217.250

col PPI
178.425

200.059
nell'Ulivo

182.703
nell'Unione

147.666
desistenza col PD

146.804
in Italia. Bene Comune
0,47
0,42

0,45
0,44

0,46
0,46

0,44
0,41

0,48
0,46

0,46
0,34

0,50
0,51

0,56
0,55

0,50
0,51

0,52
0,53

0,51
0,51

0,60
0,66

-
0,55

0,54
-

0,48
-

0,41
-

0,43
-
3
2

3
2

3
2

3
2

3
2

3
2

3
2

3
2

3
2

3
2

3
3

3
3

3
2

4
3

4
3

2
3

5[31]
4

Lista dei parlamentari eletti dalla SVP[modifica | modifica sorgente]

Nome Camera dei deputati Senato della Repubblica
Otto von Guggenberg 1948–1958
Friedl Volgger 1948–1953 1968–1972
Toni Ebner padre 1948–1963
Carl von Braitenberg 1948–1958
Josef Raffeiner 1948–1958
Karl Tinzl 1953–1958 1958–1963
Roland Riz 1958–1963; 1968–1987 1987–1996
Karl Mitterdorfer 1958–1976 1976–1987
Luis Sand 1958–1968
Karl Vaja 1963–1968
Hans Dietl 1963–1972
Hans Saxl 1963–1968
Peter Brugger 1968–1987
Hans Benedikter 1972–1992
Karl Zanon 1972–1976
Hugo Gamper 1976–1979
Michl Ebner 1979–1994
Hubert Frasnelli 1979–1983
Ferdinand Willeit 1987–1992
Hans Rubner 1987–1994
Helga Thaler Ausserhofer 1992–1994 1994–2013
Hans Widmann 1992–2008
Karl Ferrari 1992–1996
Siegfried Brugger 1994–2013
Karl Zeller 1994–2013 2013–
Armin Pinggera 1996–2001
Alois Kofler 2001–2006
Oskar Peterlini 2001–2013
Manfred Pinzger 2006–2013
Hans Berger 2013–
Daniel Alfreider 2013–
Renate Gebhard 2013–
Albrecht Plangger 2013–
Manfred Schullian 2013–

Elezioni europee[modifica | modifica sorgente]

Risultati elettorali
Elezione Parlamento Voti  % Seggi
1979

1984

1989

1994

1999

2004

2009
Parl. europeo

Parl. europeo

Parl. europeo

Parl. europeo

Parl. europeo

Parl. europeo

Parl. europeo
196.277

198.168

172.488

197.972

156.005

146.357

143.027
0,56

0,56

0,50

0,60

0,50

0,45

0,46
1

1

1

1

1

1

1

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ Südtiroler Volkspartei, un'introduzione in Sito ufficiale dell'SVP. URL consultato il 26 gennaio 2013.
  2. ^ (EN) ITALY in Parties and Elections in Europe. URL consultato il 5 ottobre 2010.
  3. ^ Sergio Salvi, L'Italia non esiste, Camunia, 1996. , p. 218, ISBN 978-8877-672-04-9
  4. ^ Sudtiroler Volkspartei in Enciclopedia Treccani on-line. URL consultato il 28 gennaio 2013.
  5. ^ Sito degli Arbeitnehmer, corrente socialdemocratica SVP
  6. ^ Antonio D'Atena, Sesto Rapporto sullo stato del regionalismo in Italia in Giuffrè Editore, 2011. URL consultato il 26 gennaio 2013.
  7. ^ Südtiroler Volkspartei (SVP) - Partei der deutschen und ladinischen Südtiroler/innen - News|324.html Keine Öffnung für Italiener –Bekenntnis zur Minderheitenpartei ("Niente apertura agli italiani - confermato il ruolo di partito delle minoranze").
  8. ^ riparte la campagna anti-italiani Corriere della Sera, 7 maggio 2009: SVP solo candidati tedeschi.
  9. ^ [1] Pagina ufficiale di Giacomo Bezzi sul sito della Camera.
  10. ^ [2] Pagina ufficiale di Mauro Ottobre sul sito della Camera.
  11. ^ Estratto dallo statuto del partito: "Jede/r Südtiroler/in hat mit Eintritt in das 15. Lebensjahr das Recht, Mitglied der SVP zu werden und soll zum Beitritt aufgefordert werden, sofern er/sie die Grundsätze und das Programm der SVP teilt.", per approfondire:programma e statuto
  12. ^ elogia i terroristi altoatesini, Corriere della Sera, 7 maggio 2009 [collegamento interrotto]
  13. ^ dopo il sì Repetto-Svp Tommasini duro: "Sbagliano", Alto Adige, 8 maggio 2009 [collegamento interrotto]
  14. ^ Parteiorgane - svp.eu
  15. ^ "Trattato di Londra del 1915" «Dans le traitè de paix l'Italie obtiendra le Trentin, le Tyrol cisalpin avec sa frontière géographique et naturelle (la frontière du Brenner)...»
  16. ^ Karl von Grabmayr, La passione del Tirolo innanzi all'annessione - con l'aggiunta del progetto d'autonomia presentato al governo italiano dalla Lega Tedesca (Deutscher Verband), Milano, Vallardi, 1920.
  17. ^ (DE) Schlechtestes Wahlergebnis für SVP seit 1945 - Amhof gescheitert, 15 marzo 2008. URL consultato il 15 marzo 2008.
  18. ^ Pichler Rolle si ritira a sorpresa. Theiner sarà l'Obmann Svp, 12 aprile 2009. URL consultato il 17 giugno 2009.
  19. ^ http://www.ansa.it/web/notizie/regioni/trentino/2010/12/08/visualizza_new.html_1672505682.html
  20. ^ La Repubblica, 22 dicembre 2010
  21. ^ Corriere della Sera, 8 dicembre 2010
  22. ^ Patto per l'autonomia Svp-Pd-Patt, ansa.it, 11 gennaio 2013
  23. ^ Accordo fatto SVP-Pd per senato Bolzano, ansa.it, 10 gennaio 2013
  24. ^ (DE) “Süd-Tiroler Freiheit” ortet in “SVP-PD” - Pakt Ausverkauf Südtirols, vol.at, 11 gennaio 2013
  25. ^ Vincitori e sconfitti, le primarie Svp Alto Adige - 6 gen 2013
  26. ^ Dopo Durnwalder: la Stella alpina conferma le primarie per il 21 aprile Alto Adige - 8 apr 2013.
  27. ^ Stravince Arno Kompatscher. Pichler Rolle sconfitto 2 volte Alto Adige - 22 apr 2013
  28. ^ [3] AGI.it - 27 set 2013.
  29. ^ Risultati elezioni provinciali 2013 - provincia.bz.it
  30. ^ Sindaci comuni provincia BZ
  31. ^ Di cui uno eletto con contrassegno SVP ma del Partito Autonomista Trentino Tirolese.

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Franco Boiardi, La Südtiroler Volkspartei 1945-1994 (Grande enciclopedia della politica, 3, n. 10), Roma, Ebe editore, 1994. ISBN 88-7977-030-6
  • (DE) Anton Holzer, Die Südtiroler Volkspartei, Thaur/Tirol, Kulturverlag, 1991. ISBN 3-85395-157-0.
  • (EN) Günther Pallaver, The Südtiroler Volkspartei and its ethno-populism, in Challenges to consensual politics: democracy, identity, and populist protest in the alpine region (Regionalism & federalism, 6), a cura di Daniele Caramani, Bruxelles et al., Peter Lang, 2005, pp. 187–208. ISBN 90-5201-250-4
  • (DE) Joachim Goller, Die Brixner Richtungen. Die Südtiroler Volkspartei, das katholische Lager und der Klerus, Innsbruck-Vienna-Bolzano, Studienverlag, 2007. ISBN 3-7065-4230-7.

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