Gianclaudio Bressa

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Gianclaudio Bressa
Gianclaudio Bressa daticamera.jpg

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
con delega agli affari regionali
Durata mandato 26 luglio 2017 –
1º giugno 2018
Presidente Paolo Gentiloni
Predecessore Paolo Gentiloni (ad interim)
Successore Erika Stefani (ministro per gli affari regionali e le autonomie)

Sottosegretario di Stato del ministero per gli affari regionali e le autonomie
Durata mandato 28 febbraio 2014 –
26 luglio 2017
Presidente Matteo Renzi
Paolo Gentiloni
Predecessore Walter Ferrazza
Successore Stefano Buffagni

Sottosegretario di Stato alla Presidenza del Consiglio dei ministri
con delega alla funzione pubblica e agli affari regionali
Durata mandato 22 ottobre 1998 –
25 aprile 2000
Presidente Massimo D'Alema
Predecessore Enrico Micheli
Successore Dario Franceschini

Sindaco di Belluno
Durata mandato 22 dicembre 1990 –
7 giugno 1993
Predecessore Aldo Da Rold
Successore Maurizio Fistarol

Deputato della Repubblica Italiana
Durata mandato 9 maggio 1996 –
22 marzo 2018
Legislature XIII, XIV, XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
L'Ulivo
Coalizione L'Unione
Circoscrizione Trentino-Alto Adige
Incarichi parlamentari
Vicecapogruppo;
Componente della giunta delle elezioni;
Componente della I commissione (affari costituzionali della presidenza del Consiglio e interni);
Comitato parlamentare per i servizi d'informazione e sicurezza per il segreto di Stato
Sito istituzionale

Senatore della Repubblica Italiana
In carica
Inizio mandato 22 marzo 2018
Legislature XVIII
Gruppo
parlamentare
Per le Autonomie (SVP-PATT, UV)
Circoscrizione Trentino-Alto Adige
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (dal 2007)
In precedenza:
Democrazia Cristiana (fino al 1994)
Partito Popolare Italiano (1994-2002)
La Margherita (2002-2007)
Titolo di studio Diploma di Liceo classico
Professione Consulente aziendale

Gianclaudio Bressa (Belluno, 16 gennaio 1956) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la maturità classica ha lavorato per vari anni come consulente aziendale.

Ha iniziato la carriera politica con la Democrazia Cristiana nel 1988 nell'Amministrazione comunale di Belluno dove è stato eletto consigliere il 18 luglio 1988 e ha ricoperto la carica di assessore fino al 1990[1]. Successivamente viene eletto a sindaco dal 1990 al 1993[1]. Ricopre nuovamente la carica di consigliere comunale fino al luglio 1995[1].

Dopo lo scioglimento della DC e la fondazione del Partito Popolare Italiano, viene eletto deputato alle elezioni politiche del 1996.

È stato Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel primo governo D'Alema e nel secondo governo Amato, occupandosi soprattutto dei diritti delle minoranze linguistiche e autonomie speciali, di funzione pubblica e affari regionali[2] e redigendo, nell'ambito della riforma del Titolo V della Costituzione, il nuovo comma 3 dell'articolo 116 dedicato all'autonomia differenziata.[3]

Dopo aver confermato il suo seggio a Montecitorio nelle politiche del 2001, nelle liste della Margherita, è stato vicepresidente della Commissione Affari Costituzionali. Nel 2005 ha scritto il libro Quel "pasticciaccio brutto" della riforma costituzionale. 164 motivi per non volerla, in riferimento al tentativo di riforma costituzionale della Casa delle libertà[4].

È stato eletto per la terza volta alla Camera dei deputati nel 2006 con la lista dell'Ulivo, nella circoscrizione Trentino-Alto Adige-Südtirol. È presidente della Commissione dei Sei per l'autonomia della provincia autonoma di Bolzano e uno dei vicepresidenti del gruppo parlamentare dell'Ulivo-Partito Democratico.

Alle Elezioni politiche italiane del 2013 è eletto alla Camera dei deputati come capolista della lista del Partito Democratico nella circoscrizione Trentino-Alto Adige.[5] In quell'occasione è stato l'artefice dell'accordo elettorale tra il Partito Democratico e Südtiroler Volkspartei.[6]

Già membro della Commissione paritetica per le norme di attuazione dello statuto del Trentino Alto Adige, ne è diventato presidente il 4 febbraio 2014[2].

Il 28 febbraio 2014 è stato nominato sottosegretario agli Affari Regionali[2], carica che lascia il 12 dicembre 2016, quando contestualmente diventa Sottosegretario alla Presidenza del Consiglio nel Governo Gentiloni. In seguito alle dimissioni del ministro per gli affari regionali Enrico Costa assume la delega il 26 luglio 2017.

Alle elezioni politiche italiane del 2018 è candidato nel collegio uninominale di Bolzano per il Senato della Repubblica, dove risulta eletto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c Trento: I politici della tua città, su Corriere del Trentino. URL consultato l'8 febbraio 2015.
  2. ^ a b c Governo italiano: biografia di Gianclaudio Bressa, su governo.it.
  3. ^ Autonomie, firmato l’accordo tra Governo e Regioni
  4. ^ La Margherita contro la devolution: è un pasticciaccio, in Il Mattino di Padova, 1º ottobre 2006.
  5. ^ Paolo Micheletto, Elezioni regionali, vince l'idea di coalizione, L'Adige, 26 febbraio 2013. URL consultato il 26 febbraio 2013.
  6. ^ Bressa: l’accordo non è un regalo alla Svp, Alto Adige, 29 dicembre 2012. URL consultato il 3 marzo 2013.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Gianclaudio Bressa, Quel "pasticciaccio brutto" della riforma costituzionale. 164 motivi per non volerla., Belluno, Tip. Piave, 2005.

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