Pier Silverio Leicht

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Pier Silverio Leicht (Venezia, 25 giugno 1874Roma, 3 febbraio 1956) è stato un giurista, storico e bibliotecario italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pier Silverio Leicht nacque a Venezia nel 1874 da Michele Leicht (un patriota veneto) e da Maria Teresa Arnulfi. Dopo gli studi elementari e medi a Venezia e a Torino, nel 1896 si laureò in giurisprudenza all'Università di Padova con una tesi intitolata "Diritto romano e diritto germanico nel diritto privato friulano".

Appena ventiseienne fu nominato direttore della Biblioteca civica di Udine dal 1900 al 1902.

Nel 1903 iniziò la sua carriera accademica insegnando Storia del diritto italiano prima all'Università di Camerino, poi a Siena, Cagliari, Modena, Bologna (dove divenne anche presidente della Facoltà di Giurisprudenza dal 1926 al 1934) e infine alla Sapienza di Roma (dove pure fu presidente della Facoltà di Giurisprudenza dal 1938).

Dal 1920 fu socio dell'Accademia dei Lincei e dal 1936 al 1938 ne fu vicepresidente.

Dal 1930 al 1944 fu il primo presidente dell'Associazione Italiana Biblioteche (AIB).

Nell'arco della sua vita Pier Silverio Leicht ricoprì diverse cariche politiche. Dopo essersi iscritto al Partito nazionale fascista nel 1923, l'anno successivo divenne deputato. Per poco più di un anno (dal luglio 1928 al settembre 1929) fu sottosegretario al ministero della Pubblica Istruzione e dal 1934, anno in cui divenne senatore del Regno, al 1936 fu membro della Commissione permanente per l'esame dei disegni di legge per la conversione dei decreti legge.

La sua carriera politica e accademica si interruppe bruscamente con la riconquista alleata della penisola durante la seconda guerra mondiale. Nel 1944, su ordinanza del commissario regionale del governo militare alleato, fu esonerato dall'insegnamento universitario e, nello stesso anno, venne anche radiato dall'Accademia dei Lincei e non fu più confermato alla presidenza dell'Associazione Italiana Biblioteche, pur rimanendone socio fino alla morte.

Ad ogni modo, i suoi studi e le sue pubblicazioni non si fermarono nel dopoguerra. Nel 1948 venne chiamato a insegnare istituzioni giuridiche medievali presso la Scuola speciale per bibliotecari e archivisti paleografi di Roma e nel 1952 presiedette il II Congresso di studi altomedievali tenutosi a Spoleto.

Morì a Roma il 3 febbraio 1956.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • M. D'Amelio, Gli studi di storia del diritto italiano nel ventennio fascista. Introduzione, in Il Pensiero giuridico italiano, vol. I, 1941, pp. 7 s.
  • C. Costantini, Presentazione, in P.S. Leicht, Operai artigiani agricoltori in Italia, Milano 1946, pp. III s.
  • G. Ermini, Ricordo di Pier Silverio Leicht, in Il monachesimo nell'Alto Medioevo e la formazione della civiltà occidentale, Spoleto 1957, pp. 37 s.
  • F. Calasso, Commemorazione del socio Pier Silverio Leicht, in Atti dell'Acc. nazionale dei Lincei. Rendiconti, cl. di scienze morali, storiche e filologiche, s. 8, vol. XIII, 1968, pp. 281-288.
  • G. Astuti, L'opera scientifica di Pier Silverio Leicht, in Commemorazione di Pier Silverio Leicht, Udine 1958, pp. 15 s.
  • C.G. Mor, Gli scritti minori di storia agraria di Pier Silverio Leicht, in P.S. Leicht, Studi sulla proprietà fondiaria nel Medio Evo, Milano 1964, pp. V s.
  • AA.VV., Atti del Convegno per il centenario della nascita di Pier Silverio Leicht e di Enrico Del Torso: 1-3 novembre 1975, Deputazione di storia patria per il Friuli, Udine 1977.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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