Bettola

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Bettola
comune
Bettola – Stemma Bettola – Bandiera
Bettola – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Regione-Emilia-Romagna-Stemma.svg Emilia-Romagna
Provincia Provincia di Piacenza-Stemma.png Piacenza
Amministrazione
Sindaco Sandro Busca (lista civica) dal 7-5-2012
Territorio
Coordinate 44°46′41.74″N 9°36′30.85″E / 44.77826°N 9.60857°E44.77826; 9.60857 (Bettola)Coordinate: 44°46′41.74″N 9°36′30.85″E / 44.77826°N 9.60857°E44.77826; 9.60857 (Bettola)
Altitudine 329 m s.l.m.
Superficie 122,37[2] km²
Abitanti 2 898[3] (30-9-2014)
Densità 23,68 ab./km²
Frazioni Bramaiano, Calenzano, Ebbio, Groppoducale, Leggio, Missano, Olmo, Padri, Pradello, Recesio, Revigozzo, Rigolo, Roncovero, Rossoreggio, San Bernardino, San Giovanni, Spettine, Vigolo, Villanova

Località: Badoni, Bellito, Bigotti, Bocito, Camminata, Casaleto, Case Camia, Castellana, Cordani, Costa, Costa Pradello, Forlini, Generesso, Grilli, Lugherzano, Maiolo, Montelana, Montesolio, Montosero, Murlo, Negri Olmo, Orlini, Padri Chiesa, Preventorio, Ronchi Revigozzo, San Boceto, Tollara, Vaio, Verogna, Vidonico, Zini[1]

Comuni confinanti Coli, Farini, Gropparello, Morfasso, Ponte dell'Olio, Travo, Vigolzone
Altre informazioni
Cod. postale 29021
Prefisso 0523
Fuso orario UTC+1
Codice ISTAT 033004
Cod. catastale A831
Targa PC
Cl. sismica zona 3 (sismicità bassa)
Cl. climatica zona E, 2 878 GG[4]
Nome abitanti bettolesi[2]
Patrono Madonna della Quercia[2]
Giorno festivo prima domenica di settembre[2]
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Bettola
Bettola
Posizione del comune di Bettola nella provincia di Piacenza
Posizione del comune di Bettola nella provincia di Piacenza
Sito istituzionale

Bettola (La Bëtla [lɐ'bətlɐ] o Bétula ['betulɐ] in dialetto piacentino[5]) è un comune italiano di 2 898 abitanti[3] della provincia di Piacenza.

Geografia[modifica | modifica wikitesto]

Il territorio del Comune di Bettola occupa un'ampia zona dell'alta Val Nure ed il suo capoluogo costituisce per così dire la "porta" della vallata, essendo situato nel punto in cui la valle comincia a restringersi e le montagne sostituiscono le colline. Due sono le importanti strade di valico che conducono a Bettola: la prima è quella che transita al Passo del Cerro provenendo da Perino, in Val Trebbia, la seconda è quella che scende dal Passo dei Guselli e che collega la Val Nure con le valli dell'Arda Morfasso e del Chero Gropparello.

È situato nella media val Nure, tra Ponte dell'Olio e Farini.

Il torrente Nure divide il paese in due rioni, San Giovanni (sulla sponda sinistra del Nure) e San Bernardino (sulla sponda destra), un tempo centri indipendenti collegati tra loro con un vero e proprio ponte solo nel 1878. Il comune venne ufficialmente istituito nel 1805, in seguito alla riorganizzazione amministrativa dei territori della Repubblica Cisalpina voluta da Napoleone Bonaparte. Nello stemma comunale, dove è raffigurata una donna che sta in mezzo alle due borgate separate dal Nure, viene ricordato questo atto di unificazione. Le due borgate mantengono le proprie chiese: quella di San Bernardino risale al Seicento, mentre quella di San Giovanni è ottocentesca e conserva le reliquie dell'estinto Santuario della Madonna della Quercia. Le due parrocchie bettolesi inizialmente dipendevano l'una da quella di Bramaiano, l'altra da quella di Revigozzo, parrocchie più antiche, sorte in un'epoca in cui la situazione era troppo instabile per consentire alle popolazioni di colonizzare i fondovalle, percorse da razziatori e soldataglie. L'isolata Pieve di Revigozzo, che sorge sul medio versante sinistro del Nure a sud del capoluogo, è tradizionalmente indicata come la chiesa più antica del territorio. A San Giovanni c'è l'enorme piazza principale di Bettola dedicata a Cristoforo Colombo e da sempre luogo deputato agli scambi commerciali.

Il territorio bettolese, nella parte meridionale, è tipicamente montano: alle colture di versante si alternano ampi boschi e spettacolari vallate secondarie dove la natura e la montagna assumono connotati più selvaggi; la parte settentrionale invece è dominata dai coltivi ed il territorio è punteggiato da numerosissimi insediamenti agricoli. In queste zone più basse la flora spontanea è quella più propriamente collinare: al faggio ed al castagno si sostituiscono il rovere, il frassino, l'ontano, il nocciolo ed alcuni rari esemplari di quercia da sughero.

Compresa nel Comune di Bettola sono anche una porzione della limitrofa Val Perino, un affluente di destra della Trebbia, e una parte della Val Riglio. La Val Perino, aspra e dai connotati naturalistici spesso spettacolari era fino a pochi anni or sono dominata dalla solitaria torre della rocca d'Erbia, che si innalzava dalla vetta di un promontorio. Purtroppo la torre, probabilmente eretta dai Nicelli nel Quattrocento, già notevolmente malandata, è recentemente crollata. Stesso destino ha avuto il vicino millenario castello di Villanova Valperino, anch'esso appartenuto ai Nicelli ed andato perduto attorno all'inizio degli anni Sessanta. Di questo imponente scacchiere difensivo sopravvive l'esile torre di S. Giovanni, che si incontra scendendo dal passo del Cerro nei pressi della località di Bacchetti, mentre di fronte, sul versante opposto della valle, incombe il possente bastione di roccia costituito dai monti Mangiapane, Gonio, Concrena e Belvedere.

Per giungere a Bettola da Piacenza si percorre la strada di Val Nure, lungo la quale è possibile incontrare numerose testimonianze storiche degne di nota. A Podenzano si trova un imponente castello a pianta rettangolare dotato di quattro torri angolari che attualmente ospita la sede comunale. In Comune di Vigolzone si trova il suggestivo borgo di Grazzano Visconti, cresciuto attorno ad un imponente castello di origine medievale. Le case del villaggio vennero costruite in stile medievale ai primi del secolo per volere del proprietario del castello, il duca Visconti di Modrone, con l'intenzione di ricreare l'atmosfera del borgo. Appena oltrepassato il paese di Ponte dell'Olio infine è possibile ammirare lo splendido castello di Riva.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Bettola si sviluppò a partire dalla metà del Quattrocento come luogo di sosta sulle rotte commerciali tra Piacenza e Genova.

Fin dall'epoca longobarda nella zona vi operano i monaci dell'Abbazia di San Colombano di Bobbio con il possedimento della corte di Calenzano[6][7], che includeva Missano e Montecicioni.

Attorno all'anno Mille il monastero piacentino di San Savino possedeva diverse terre e fortezze nella zona, tra cui quella scomparsa di Calenzano, in Valperino, e quella tuttora esistente, anche se in rovina, di Castelnardo. La zona passo sotto la famiglia dei Nicelli, i quali edificarono il castello di Erbia, sempre in Valperino, nel 1400 a difesa e controllo della stada che da Perino (Coli) dalla Val Trebbia porta attraverso la Val Perino in Val Nure. Successivamente, verso la metà del sec. XIV, la media Val Nure entrò nella sfera di influenza dei Visconti di Milano, che ridimensionarono le mire dei Nicelli e dei Landi di Val Ceno. L'abitato di Bettola si sviluppò a partire dalla metà del Quattrocento come luogo di sosta sulle rotte commerciali tra Piacenza e Genova. Il toponimo del resto testimonia queste vicende storiche: il termine "bettola", anche nell'italiano moderno, indica l'osteria, ed in questo caso l'osteria era il luogo di sosta ed il posto tappa per coloro che salivano o scendevano lungo la vallata. Per la sua strategica posizione di connessione tra la montagna e la pianura la zona di Bettola era infatti, sin dal Medioevo, area privilegiata di scambio tra i commercianti piacentini (che offrivano principalmente cereali) e quelli genovesi (che portavano l'olio d'oliva). Quest'asse commerciale Piacenza - Genova sin dal 1300 era denominato appunto "Via del Pane" per i liguri, "Via dell'Olio" per i piacentini.

Nel tardo medioevo Bettola fu sede della cosiddetta "Magnifica Università di Val Nure" ovvero un'istituzione comunitaria delle popolazioni vallive, comprendente 38 comuni, con parziale autonomia da Milano, privilegi fiscali e propri magistrati a cui il duca di Milano Filippo Maria Visconti concesse il riconoscimento nel 1441. Quest'istituto, che sopravvisse sino all'epoca napoleonica, si oppose per secoli alla famiglia nobiliare Nicelli che, grazie ai propri ampi possedimenti nella zona, mirava all'esercizio di un potere ancora prettamente feudale.

Nel 1496 la notizia dell'apparizione della Madonna ad una pastorella presso una quercia nei dintorni di Bettola determinò la nascita di un vastissimo e sentito culto popolare: sul colle della visione vennero fondati una chiesa ed un convento francescano. Soppressa l'istituzione religiosa in epoca napoleonica il santuario rovinò rapidamente assieme al convento, adibito per un breve periodo a carcere. Solo nel 1954 venne costruita una nuova cappella sul luogo dell'apparizione, vicino a quel che resta del convento. La quercia e la statua mariana oggetto di culto sono oggi conservate nel nuovo Santuario della Madonna della Quercia costruito nella piazza principale di Bettola.

La famiglia Nicelli, durante i secoli XV e XVI, estese i propri possedimenti anche su buona parte del territorio di Bettola: numerosi sono i castelli che i Nicelli rilevarono nella zona oppure edificarono ex novo per difendere i propri interessi. Gli edifici fortificati dei dintorni di Bettola sono spesso attinenti alla tipologia della "casa-torre". Abbiamo a che fare con robusti edifici in pietra, realizzati in maniera estremamente austera con le limitate tecniche costruttive della montagna, che nulla o quasi concedono alla decorazione ed alla rappresentanza, ma che nella loro essenzialità testimoniano il rapporto con l'architettura tipica dei borghi rurali e rappresentano la fase storica in cui queste vallate erano dominati dai "signori della montagna", primi fra i quali erano gli stessi Nicelli. Le continue feroci lotte tra i Nicelli e la famiglia dei Camia convinsero, attorno al 1540, papa Paolo III Farnese ad intervenire per riportare ordine nella zona. Si deve a questo fatto la costruzione della cosiddetta "Torre Farnese", fortilizio edificato nei pressi di Bettola sede degli inviati pontifici, simbolo di un potere centrale che veniva a cancellare le residue ambizioni feudali. La Torre fu presto bruciata dai Nicelli medesimi, approfittando della congiura che soppresse a Piacenza il duca Pier Luigi Farnese; Ottavio Farnese ne ordinò la ricostruzione nel 1562.

Dal 15/08/1881 al 27/04/1885 fu chiamata Borgonure.

Nel Novecento, Bettola era un importante centro di scambi agrari per tutta l'alta e media Val Nure (fiere di bestiami e mercato del lunedì) di cui testimonia tuttora l'ampiezza della piazza Cristoforo Colombo.

L'istituzione del Comune di Bettola avvenne alla fine del Settecento nell'ambito della napoleonica Repubblica Cisalpina.

Nel 1932 Bettola venne collegata a Piacenza da una linea ferroviaria elettrica (la "littorina") che toccava tutti i centri della bassa e media vallata; questa ferrovia elettrica sostituì una tranvia a vapore che prestava servizio sin dalla fine dell'Ottocento sulla strada di Val Nure. La ferrovia venne soppressa nel 1967.

Durante la Seconda guerra mondiale, vari gruppi di partigiani si erano formati nelle zone montane attorno a Bettola, riuscendo persino a costituire per 4 mesi da luglio 1944 una "libera repubblica di Bettola", sede del commando unificato della zona XIII della Resistenza.

L'alluvione del 2015[modifica | modifica wikitesto]

Nella notte fra il 14 settembre e il 15 settembre 2015 una parte della provincia di Piacenza fu devastata dalle esondazioni improvvise del Nure e del Trebbia dovute al maltempo e ad ammassi di detriti che causarono danni ingenti al paese e la morte di tre abitanti di Bettola.

Persone legate a Bettola[modifica | modifica wikitesto]

Curiosità[modifica | modifica wikitesto]

Secondo alcune fonti, sarebbe originario del comune di Bettola anche il navigatore Cristoforo Colombo, tanto è che al centro della piazza si trova una statua dedicata al famoso navigante. Nella frazione Pradello Colombo ancora oggi esiste una torre medievale che da sempre viene chiamata "Torre dei Colombo" o "Torre Colombo". Tradizionalmente viene indicata come dimora dei genitori di Cristoforo o addirittura come la casa natale dello scopritore; storicamente accertato è comunque che sia la torre che i terreni circostanti appartenessero effettivamente al ramo dei Colombo di Pradello. La torre ospita attualmente un piccolo museo di memorie colombiane.

Prodotti tipici[modifica | modifica wikitesto]

Per quanto riguarda i primi sono da menzionare gli anolini in brodo, i pisarei e fasö, i tortelli al burro e salvia, le tagliatelle al sugo di funghi; passando ai secondi, la tradizione di queste vallate presenta una serie di pietanze a base di carne: stracotto di manzo, selvaggina arrosto, cinghiale in umido, salame cotto.

Si trovano tra le "eccellenze" della zona il vino, i formaggi ed i salumi. Le numerose cantine presenti sul territorio offrono la possibilità di degustare ed acquistare sul posto i prodotti dei loro vigneti: i vini dei Colli Piacentini stanno acquisendo credibilità anche oltre i confini nazionali e si possono rivelare una piacevole sorpresa per gli appassionati del settore. I pochi caseifici rimasti nelle zone appenniniche si dedicano alla produzione del Grana Padano, della ricotta, di vari tipi di caciotte spesso vendute direttamente nei mercati settimanali di questi paesi. Il salame a grana grossa, la coppa e la pancetta trovano in questi posti il loro ambiente ideale per una corretta stagionatura. La qualità eccelsa delle carni e l'abilità dei maestri norcini si sposano con un clima mite, che vanta un giusto tasso d'umidità e l'influenza della brezza marina proveniente dalla Liguria.

Diffusa in molti ristoranti e trattorie la consuetudine di offrire la merenda pomeridiana in sostituzione della cena. In questi casi i sapori predominanti sono quelli dei salumi e dei formaggi accompagnati dalla bortellina o dalla torta fritta, tradizionali frittelle calde e gustose. Il tutto accompagnato da un buon bicchiere di Gutturnio o d'Ortrugo e dalla cordialità dei ristoratori.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]


Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Bettola è interessata dal percorso della Strada statale 654 di Val Nure; da tale località parte la strada del Passo del Cerro, che collega Bettola a Perino.

A partire dal 1882 la cittadina rappresentà il capolinea meridionale della tranvia Piacenza-Bettola, sostituita nel 1933 dalla stazione di Bettola, lungo la parallela nuova ferrovia gestita dalla Società Italiana Ferrovie e Tramvie e soppressa poi nel 1967.

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Di seguito è presentata una tabella relativa alle amministrazioni che si sono succedute in questo comune.

Periodo Primo cittadino Partito Carica Note
10 giugno 1985 15 giugno 1990 Celestino Scagnelli Partito Socialista Italiano Sindaco [9]
15 giugno 1990 24 aprile 1995 Celestino Scagnelli Partito Socialista Italiano Sindaco [9]
24 aprile 1995 14 giugno 1999 Gino Losi centro-destra Sindaco [9]
14 giugno 1999 7 gennaio 2002 Camillo Borotti lista civica Sindaco [9]
7 gennaio 2002 28 maggio 2002 Lorenzo De' Luca di Pietralata Comm. pref. [9]
28 maggio 2002 29 maggio 2007 Celestino Scagnelli Casa delle libertà Sindaco [9]
29 maggio 2007 7 maggio 2012 Simone Mazza Casa delle libertà Sindaco [9]
7 maggio 2012 in carica Sandro Busca lista civica Per Bettola Sindaco [10]

Comunità montana[modifica | modifica wikitesto]

Fa parte della Comunità Montana valli del Nure e dell'Arda.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Comune di Bettola - Statuto; le località sono definite "nuclei".
  2. ^ a b c d Comune di Bettola (PC), tuttitalia.it. URL consultato il 28 dicembre 2012.
  3. ^ a b Dato Istat - Popolazione residente al 31 dicembre 2010.
  4. ^ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Ente per le Nuove Tecnologie, l'Energia e l'Ambiente, 1 marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012.
  5. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 76.
  6. ^ Valeria Polonio Felloni Il monastero di San Colombano di Bobbio dalla fondazione all'epoca carolingia - Tabella I dei possedimenti in Italia - Pag 16a
  7. ^ Eleonora Destefanis Il Monastero Di Bobbio in Eta Altomedievale - Carte di distribuzione Fig. 44-44a-44b - Pag 67-70
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28-12-2012.
  9. ^ a b c d e f g http://amministratori.interno.it/
  10. ^ Bettola - Elezioni Comunali 6-7 maggio 2012 - la Repubblica.it

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN245879708