Giovanni Stefano Doria

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Giovanni Stefano Doria

Doge della Repubblica di Genova
Durata mandato 5 luglio 1633 –
5 luglio 1635
Predecessore Leonardo Della Torre
Successore Giovanni Francesco Brignole Sale

Dati generali
Prefisso onorifico Serenissimo doge

Il Serenissimo Giovanni Stefano Doria (Genova, 1578Genova, 1643) fu il 101º doge della Repubblica di Genova.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Stemma nobiliare dei Doria

Primi anni[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Genova intorno al 1578, non si conoscono con esattezza dettagli precisi della sua vita privata e pubblica pre dogato. Certamente fu estratto tra i senatori della Repubblica, nominato procuratore e ricoprì inoltre un'importante ambasceria presso la corte papale di Gregorio XV assieme a Ottavio Sauli, Giovanni Francesco Brignole Sale (futuro doge nel biennio 1635-1637) e Agostino Pallavicini (anch'esso doge nel 1637-1639).

Amante della poesia e della letteratura, lasciò infatti diversi scritti e versi poetici, fu considerato tra gli uomini più ricchi della Repubblica di Genova e persino d'Italia.

Il suo nome figurò in Senato tra i più favorevoli sostenitori della condanna capitale per i presunti colpevoli della cosiddetta "congiura di Giulio Cesare Vachero" contro Genova nelle fasi cruciali della guerra del 1625 tra la repubblica e il Ducato di Savoia, nonostante lo stato sabaudo e la corona di Spagna minacciassero ritorsioni contro i Genovesi; tra i condannati imprigionati nelle terre piemontesi vi fu pure il nipote Carlo Salvago, suo prediletto figlio di sua sorella.

Il dogato[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 luglio del 1633 il Gran Consiglio scelse Giovanni Stefano Doria alla guida della massima carica dello stato: la cinquantaseiesima in successione biennale e la centounesima nella storia repubblicana.

Nonostante le trattative di pace con il Ducato di Savoia - e conseguentemente con la Spagna - avviate dal suo predecessore Leonardo Della Torre, il biennio dogale del Doria si concentrò a nuove alleanze economiche-finanziarie con il Regno di Francia ed in particolare con il primo ministro e cardinale Richelieu.

Terminato il mandato il 5 luglio 1635 si presume che continuò a servire lo stato in diversi incarichi ufficiali. Deceduto a Genova nel 1643, il suo corpo ebbe sepoltura all'interno della (non più esistente) chiesa di San Domenico.

Si sposò con Ottavia Spinola.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Buonadonna, Mario Mercenaro, Rosso doge. I dogi della Repubblica di Genova dal 1339 al 1797, Genova, De Ferrari Editori, 2007.