Giovanni Battista Lercari (1576-1657)

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Giovanni Battista Lercari
Giovanni Battista II Lercari-doge.jpg

Doge della Repubblica di Genova
Re di Corsica
Durata mandato 4 luglio 1642 –
4 luglio 1644
Predecessore Giovanni Agostino De Marini
Successore Luca Giustiniani

Dati generali
Prefisso onorifico Serenissimo doge

Il Serenissimo Giovanni Battista Lercari (Genova, 1576Genova, 1657) fu il 106º doge della Repubblica di Genova e re di Corsica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Orfano di padre in età giovanile, Giovanni Battista Lercari nacque a Genova nel 1576. Intorno al ventiquattresimo anno d'età fu deputato alla Redenzione degli Schiavi, un organo istituzionale dedicato a quei genovesi caduti in mano turca. Fu probabilmente un'unica parentesi temporanea "d'impegno statale" in quanto, nel decennio seguente, il Lercari preferì dedicarsi ai suoi interessi economici e della sua famiglia (cospicua fu l'eredità avuta al decesso del padre) nelle terre del sud d'Italia, del Portogallo e della Spagna.

Intorno agli anni venti del Seicento fece ritorno nella capitale genovese dove ricoprì nuovi incarichi d'ufficio per la repubblica. Nel 1625 partecipò agli scontri tra lo stato genovese e il Ducato di Savoia e, nel 1627, fece parte degli Inquisitori di Stato: ente fondato dopo la scoperta della cosiddetta "congiura del Vachero".

Il 4 luglio 1642 fu chiamato dal Gran Consiglio a guidare la massima carica dello stato: la sessantunesima in successione biennale e la centoseiesima nella storia repubblicana. In qualità di doge fu investito anche della correlata carica biennale di re di Corsica.

Del suo mandato dogale viene ricordata l'apertura a Genova della nuova Via Giulia (l'odierna via XX Settembre) e la proibizione del "gioco del Seminario", legato quest'ultimo all'estrazione dei senatori della Repubblica.

Terminato il biennio il 4 luglio 1644, non si conoscono dettagli aggiuntivi della vita di Giovanni Battista Lercari post dogato. Morì a Genova nel 1657 e fu sepolto all'interno della chiesa della Consolazione. Non avendo lasciato prole i suoi beni, per volontà testamentarie, furono devoluti all'ospedale di Pammatone.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Sergio Buonadonna, Mario Mercenaro, Rosso doge. I dogi della Repubblica di Genova dal 1339 al 1797, Genova, De Ferrari Editori, 2007.
Predecessore Doge di Genova Successore
Giovanni Agostino De Marini 4 luglio 1642 - 4 luglio 1644 Luca Giustiniani
Predecessore Re di Corsica Successore
Giovanni Agostino De Marini 4 luglio 1642 - 4 luglio 1644 Luca Giustiniani