Ministero (cristianesimo)

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In termini cristiani, la parola ministero indica un servizio svolto da un fedele appartenente a una chiesa.

Etimologicamente, ministero significa "servizio". La radice di ogni ministero cristiano sta in Cristo, che, secondo le sue parole, non è "venuto per essere servito, ma per servire e dare la vita in riscatto per molti" (Matteo 20,28; Marco 10,45).

Nella Chiesa cattolica esistono ministeri ordinati, ministeri istituiti e ministeri de facto.

Sono ministeri ordinati quelli che appartengono al sacramento dell'Ordine:

Sono ministeri istituiti:

Il conferimento dei ministeri ordinati è riservato al vescovo, mentre i ministeri istituiti sono conferiti dal vescovo oppure, per i membri degli Istituti religiosi clericali, dal Superiore Maggiore; possono ricevere i ministeri i cresimati di sesso maschile.

I compiti dei ministeri istituiti possono essere esercitati senza istituzione formale anche da parte di ministranti, animatori, coristi o lettori laici di entrambi i sessi (ministeri de facto).

Il ministro straordinario della santa comunione assolve ad alcune delle funzioni di un accolito, anche se in questo caso la Chiesa cattolico-romana preferisce evitare di parlare di "istituzione" in questo ministero, e lo considera invece un incarico affidato, per un tempo più o meno lungo, a fedeli di entrambi i sessi.

Fino alla riforma decretata da papa Paolo VI con la lettera apostolica Ministeria quaedam (1972)[1] esistevano anche altri ministeri, come l'esorcistato e l'ostiariato, che facevano parte degli ordini minori, mentre il suddiaconato era annoverato come il primo degli ordini maggiori.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lettera apostolica "Ministeria quaedam", su Santa Sede, Libreria Editrice Vaticana, 15 agosto 1972.
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