Crocifero

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Nella liturgia della Chiesa cattolica il crocifero o più raramente crucifero (dal tardo latino crucĭfer, termine composto da crux (croce) e fer (suffisso derivato dal verbo portare)[1]) è il ministrante che ha l'incarico di portare la croce astile.[2]

Compiti[modifica | modifica wikitesto]

Crucifero affiancato da due ceroferari.

Il crocifero durante la processione liturgica segue il turiferario ed è affiancato dai ceroferari, che si dispongono ai suoi lati. Una volta raggiunto l'altare passando sulla destra si va a disporre dietro allo stesso, rivolto verso il popolo, facendo un breve inchino con il capo al celebrante. Colloca poi la croce nei pressi dell'altare e si siede al proprio posto. La croce astile viene ripresa dal crocifero nei riti conclusivi della celebrazione, durante i quali accompagna il celebrante nel precorso che questo fa per baciare l'altare, deporre eventualmente il Santissimo Sacramento nel tabernacolo e ritirarsi in sacrestia[2].

I crociferi oltre che durante la processione liturgica che si svolge all'interno della chiesa possono venire incaricati di portare la croce anche nel corso di processioni esterne[1].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b crocifero, in Vocabolario on-line, Treccani. URL consultato il 7 novembre 2017.
  2. ^ a b Ruggero Dalla Mutta, Manuale del ministrante (PDF), su www.chiesadigenova.it, Ufficio liturgico diocesano, 2006. URL consultato il 6 novembre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]