Trattamento d'onore

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Un trattamento d'onore, o semplicemente trattamento, è un appellativo onorifico utilizzato nella vita sociale verso personaggi che presentano un titolo. Viene erroneamente utilizzata la locuzione predicato d'onore come sinonimo: in realtà con predicato si intende in realtà una località geografica, che può costituire parte del cognome di tutta la discendenza di chi detiene un titolo nobiliare.

I trattamenti erano stati distinti dai titoli nobiliari veri e propri nell'ultimo Ordinamento dello stato nobiliare italiano,[1] (articoli 38 e 39) al pari delle "qualifiche nobiliari".[2] In tale ordinamento, la distinzione tra "titolo" e "trattamento" non è tuttavia specificata, ma sul piano storico-giuridico i due termini si possono distinguere facilmente: il titolo indica una funzione, mentre il trattamento è un appellativo utilizzato nella vita sociale. Questa differenza tra i due piani è visibile e tuttora presente, ad esempio la differenza tra "re" (funzione pubblica, titolo) e "maestà" (appellativo onorifico, trattamento), così come tra "vescovo" (funzione pubblica, titolo) ed "eccellenza" (appellativo onorifico, trattamento), o anche tra "deputato" (funzione pubblica, titolo) ed "onorevole".[2]

Per i titoli accademici[modifica | modifica sorgente]

Chiarissimo[modifica | modifica sorgente]

Viene utilizzato come titolo dei professori universitari, derivato dall'età tardo romana come attributo nobiliare. Molte volte viene utilizzato anche riferendosi a persone illustri. Viene abbreviato anche in Chiar.mo, specialmente nella corrispondenza.

Amplissimo[modifica | modifica sorgente]

Viene utilizzato come titolo dei Presidi di Facoltà Universitarie, derivato dall'età romana come attributo riconducibile al rango senatorio. Viene abbreviato anche in Ampl.mo, specialmente nella corrispondenza.

Magnifico[modifica | modifica sorgente]

Il titolo veniva utilizzato durante il Medioevo genericamente per i principi e i signori locali; al giorno d'oggi è assegnato ai rettori delle università.

Per i titoli ecclesiastici[modifica | modifica sorgente]

  • Santità, santo padre, beatissimo padre: riferito al pontefice regnante ed emerito di Roma
  • Eminenza reverendissima, eminentissimo signor cardinale: riferito a un cardinale
  • Beatitudine: riferito a un patriarca orientale
  • Eccellenza reverendissima: riferito a un arcivescovo o un vescovo
  • Reverendissimo padre: per un abate
  • Reverendo: per un sacerdote secolare, un diacono o un seminarista
  • Reverendo padre: riferito a un frate, se presbitero regolare.

Eminenza[modifica | modifica sorgente]

Il titolo è riservato esclusivamente ai cardinali della Chiesa cattolica, in qualità di principi della Chiesa, ed è valido anche per quelli appartenenti alla Chiesa Orientale. Inoltre spettava anche agli arcivescovi di Magonza, Treviri e Colonia in quanto elettori del Sacro Romano Impero. Dal 1607 il Gran Maestro dei cavalieri di Malta, in quanto capo di stato e sovrano dell'ordine, ha un grado ecclesiastico equiparato a quello cardinalizio ed è considerato principe sovrano, e dunque gode del titolo di Sua Altezza Eminentissima[3].

Reverenza[modifica | modifica sorgente]

Ci si riferisce così ad una badessa o priora di un monastero di clausura.

Carità[modifica | modifica sorgente]

Il titolo è riservato ad una qualsiasi monaca di clausura.

Santità[modifica | modifica sorgente]

Derivato dal latino "sanctitas", originariamente veniva utilizzato per tutti i vescovi ma dal VII secolo il titolo venne riservato al Papa, ai Patriarchi e ad altri ruoli particolari; dal XIV secolo, e ancora oggi, viene utilizzato esclusivamente per il Papa e per il "Romano Pontefice Emerito", ovvero il vescovo di Roma che ha rinunciato al ministero petrino. La Chiesa ortodossa copta in realtà utilizza la stessa definizione per il suo Papa. Si può usare anche l'appellattivo "Beatissimo padre".

Fra gli sciiti, particolarmente nella corrente ismailita, il titolo è attribuito anche al Da'i al-Mutlaq, loro massima autorità.

Il Dalai Lama, massimo vertice del Buddhismo tibetano, riceve la stessa dicitura nel mondo occidentale, come anche il Sakya Trizin, capo del ramo Sakya.

Eccellenza[modifica | modifica sorgente]

Benché anticamente l'appellativo fosse utilizzato per gli imperatori e i monarchi, passò in breve a designare i suoi principali funzionari, tanto che a lungo con questo nome si designarono i ministri di uno Stato. Oggi spetta ai vescovi della Chiesa cattolica[4], mentre per il diritto internazionale si usa per gli ambasciatori.

Inoltre ci si rivolge con il "Sua Eccellenza" anche nei riguardi di un Prefetto.

Per i titoli nobiliari[modifica | modifica sorgente]

Don[modifica | modifica sorgente]

Dal latino dominus, è presente anche nella lingua francese, inglese, tedesca, spagnola e sarda; esiste anche nella versione di donno (giudicati) e di dom (portoghese e brasiliano).

L'ultimo "Ordinamento dello stato nobiliare italiano"[1] attribuisce questo trattamento a tutti i componenti delle seguenti famiglie:[5]

  • famiglie dei principi, dei duchi o dei marchesi di baldacchino;
  • famiglie sarde che godono insieme del cavalierato ereditario e della nobiltà;
  • famiglie dell'attuale Lombardia la cui nobiltà fu riconosciuta prima del 1796 in base alle disposizioni emanate dall'imperatrice Maria Teresa per la revisione nobiliare delle terre di Lombardia austriaca o confermata dopo il 1814 con sovrana risoluzione quale era stata goduta prima del 1796 o che si trovino nelle medesime condizioni anche in assenza di riconoscimento formale;
  • famiglie che godevano di tale trattamento nel Ducato di Milano prima del 1714, per quei territori allora passati sotto casa Savoia[6];
  • famiglie che ne hanno ottenuto speciale concessione.

Attualmente questo appellativo è usato generalmente[senza fonte] solo in alcuni casi per le grandi famiglie e ordinariamente per le famiglie sarde, mentre molto più raramente per le famiglie lombarde; inoltre, si usa per legge per i religiosi della chiesa cattolica a partire dal grado di diacono. Anticamente era anche un titolo che spettava ai principi e ai regnanti in genere.

Al femminile è Donna, dal latino domina.

Dom[modifica | modifica sorgente]

Dom, dal latino Dominus, è il trattamento riservato agli Abati Benedettini, Trappisti, Certosini e comunque agli Abati in genere, e dei Superiori di Comunità religiose.

Dona[modifica | modifica sorgente]

Appellativo onorifico portoghese e brasiliano, in inglese è reso come dame o lady, in italiano come donna e in spagnolo come doña.

Per i nobili e titolati[modifica | modifica sorgente]

Per i nobili e i titolati, esiste convenzionalmente una titolazione di cortesia che viene perlopiù utilizzata nei documenti ufficiali, nei proclami, negli inviti e nelle lettere. Essa è distinta a seconda del rango come segue:

  • Imperatore / Imperatrice: Sua/Vostra Maestà Imperiale
  • Re / Regina: Sua/Vostra Maestà
  • Principe:
    • Gran Principe/Gran Principessa: Sua/Vostra Altezza Reale (utilizzato in Russia)
    • Principe/Principessa Imperiale: Sua/Vostra Altezza Imperiale e Reale (usato in Germania, Austria, Sacro Romano Impero, Brasile e altri paesi)
    • Principe/Principessa Reale: Sua/Vostra Altezza Reale (usato perlopiù in Inghilterra per distinguere i figli di un monarca)
    • Principe/Principessa: Sua/Vostra Altezza Reale, se è regnante (come nel caso del Principato di Monaco o del Principato del Liechtenstein) ha il trattamento di Sua/Vostra Altezza Serenissima
    • Principe-Elettore: Sua/Vostra Altezza Serenissima
    • Infante / Infanta: Sua/Vostra Altezza Reale (usato in Spagna, Portogallo, Francia e Inghilterra per i figli di un monarca)
    • Delfino: Sua/Vostra Altezza Reale (usato in Francia per il primogenito del re)
  • Arciduca / Arciduchessa: Sua/Vostra Altezza Imperiale (usato in Austria e Russia)
  • Granduca / Granduchessa: Sua/Vostra Altezza Reale, se è regnante (come nel caso del Granducato del Lussemburgo) ha il trattamento di Sua/Vostra Altezza Serenissima
  • Duca / Duchessa: Sua/Vostra Altezza se membro di una famiglia reale; in caso contrario utilizza il trattamento di Sua/Vostra Eccellenza/Grazia/Illustre o illustrissimo o il trattamento di "Altezza"[7]
  • Marchese / Marchesa: Sua/Vostra Grazia/Eccellenza/Illustre
  • Conte / Contessa: Sua/Vostra Grazia/Eccellenza/Egregio
  • Visconte / Viscontessa: Sua/Vostra Grazia/Eccellenza/Egregio
  • Barone / Baronessa: Sua/vostra Grazia/Signoria
  • Baronetto / Baronetta: Sua/Vostra Signoria per il figlio di un barone, mentre nel Regno Unito viene preferito Sir
  • Nobile / Nobil Dama: Sua/Vostra Signoria
  • Cavaliere / Dama: Cavaliere in Italia, Sir in Inghilterra, Chevalier in Francia; in Spagna in caso di particolari concessioni ai singoli ordini può essere usato illustre señor don, mentre per i cavalieri di Malta si usa illustrísimo señor don

Illustrissimo[modifica | modifica sorgente]

Anche se non riferito a nessun merito particolare, viene utilizzato nelle missive, molte volte semplificato nella forma Ill.mo, come appellativo rispettoso.

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ a b Regio decreto del 7 giugno 1943 n. 651
  2. ^ a b Studio araldico genealogico Guelfi Camaiani, Trattamenti e qualifiche nobiliari in Il portale dell'araldica. URL consultato il 1 marzo 2013.
  3. ^ Sancito in Italia per esempio dall'articolo 38, comma 2, del r.d. 651/1943.
  4. ^ decreto Sanctissimus della Sacra Congregazione del Cerimoniale del 31 dicembre 1930
  5. ^ Articolo 39
  6. ^ Tale uso deve essere attestato da atti ufficiali di governo o del senato di Milano ed eventualmente da opere anteriori al 1714.
  7. ^ Altezza (titolo)#Altezza

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Paul Winninger, La vanità nella Chiesa, Cittadella, 1969
  • Dizionario De Mauro, Paravia, 2007

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]