Esarcato arcivescovile

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Un esarcato arcivescovile è una forma di diocesi della Chiesa cattolica in uso presso le Chiese di rito orientale che hanno a capo un arcivescovo maggiore.

È una tipologia di circoscrizione ecclesiastica cattolica analoga all'esarcato apostolico e all'esarcato patriarcale.

Descrizione[modifica | modifica wikitesto]

La normativa ecclesiastica relativa agli esarcati arcivescovili è sancita dal Codice dei canoni delle Chiese orientali agli articoli 85 (comma 3), 146 (comma 1), 152 e 311-321.

L'esarcato arcivescovile è una porzione del popolo di Dio costituita in circoscrizione ecclesiastica all'interno del "territorio proprio", ossia il territorio di nascita di una Chiesa arcivescovile maggiore. Il diritto di erezione di un esarcato arcivescovile compete all'arcivescovo maggiore, che lo esercita con il consenso del Sinodo della propria Chiesa sui iuris.

L'esarcato arcivescovile è retto da un vescovo, chiamato esarca, al quale viene assegnata una sede titolare. Questi non dipende da nessun metropolita, ma direttamente dall'arcivescovo maggiore che lo ha nominato. La sua nomina è accompagnata dall'assenso dato dal Romano Pontefice, constatata la regolarità della sua elezione, a norma del Codice dei canoni delle Chiese orientali.

Elenco[modifica | modifica wikitesto]

Sono cinque gli esarcati arcivescovili attestati al 2017, tutti appartenenti alla Chiesa greco-cattolica ucraina:

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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