Prelatura territoriale

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La prelatura territoriale è una tipologia di circoscrizione ecclesiastica della Chiesa cattolica di rito latino.

Normativa canonica[modifica | modifica wikitesto]

La prelatura territoriale è definita dal Codice di diritto canonico al canone 370:

« La prelatura territoriale, o l'abbazia territoriale, è una determinata porzione del popolo di Dio, circoscritta territorialmente, la cura della quale viene affidata, per circostanze speciali, ad un Prelato o ad un Abate che la governa a modo di Vescovo diocesano, come suo pastore proprio. »
(canone 370)

Si tratta di una forma di chiesa particolare, assimilabile ad una diocesi, definita dal suo territorio e dalla guida di un pastore suo proprio, detto prelato, che non necessariamente ha ricevuto la consacrazione episcopale.

Sono prelature territoriali:

Storicamente, sono esistite diverse sedi ecclesiastiche locali, per lo più di fondazione medievale, affidate alla cura di un prelato, arciprete o abate "mitrato", nominato e direttamente soggetto alla Santa Sede; tali circoscrizioni ecclesiastiche, che godevano del privilegio chiamato nullius dioecesis (ossia: erano esenti dalla giurisdizione del vescovo locale), sono paragonabili alle odierne prelature territoriali.

Per disposizione di papa Paolo VI del 10 ottobre 1977, ai prelati non è più assegnata, al momento della nomina, una sede titolare, come avveniva in precedenza, ma il titolo della prelatura territoriale cui è destinato.[1]

Prelature territoriali[modifica | modifica wikitesto]

Elenco delle attuali prelature territoriali della Chiesa cattolica:

Nullius Dioecesis soppresse[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Congregazione per i vescovi, Comunicazione sul titolo dei Prelati (nullius) del 17 ottobre 1977, in Communicationes 9 (1977), p. 224.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]