Papa Leone VI

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Papa Leone VI
123-Leo VI.jpg
123º papa della Chiesa cattolica
Elezione maggio 928
Insediamento maggio/giugno 928
Fine pontificato dicembre 928
Cardinali creati vedi categoria
Predecessore papa Giovanni X
Successore papa Stefano VII
Nascita Roma, ?
Morte dicembre 928
Sepoltura Basilica di San Pietro in Vaticano

Leone VI (Roma, ... – dicembre 928) è stato il 123º papa della Chiesa cattolica dal maggio/giugno 928 (mentre il suo immediato predecessore era ancora vivo ed incarcerato a Roma) alla sua morte. Fu il primo di una lunga serie di papi cortigiani.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini[modifica | modifica wikitesto]

Le fonti sono molto avare di notizie su Leone e gran parte di esse sono frutto di ipotesi successive al periodo in cui visse, e talvolta neppure fondate[1]. Di nobile famiglia, probabilmente romana, suo padre era un giurista (per l'esattezza, il primicerio[2][3]) di nome Cristoforo[4]. Secondo il Moroni, apparteneva alla famiglia Gemina, detta poi Sanguigna, che sarà parte del patriziato romano nel corso dei secoli a venire[5].

Premesse: la caduta di Giovanni X[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Papa Giovanni X.

Nell'elezione al papato influì certamente Marozia che, dopo la morte del padre Teofilatto († 924), aveva assunto il titolo di senatrice e patrizia[2] e di fatto governava Roma sia grazie a varie alleanze con la nobiltà sia grazie ai suoi matrimoni con sovrani e pretendenti al trono[1]. Nel 928 si era risposata con il marchese Guido di Toscana il quale, al comando dei suoi soldati, spodestò dal Soglio pontificio e rinchiuse in carcere Papa Giovanni X (maggio dello stesso anno), l'ultimo pontefice a dimostrare una notevole indipendenza politica dall'aristocrazia romana.

Il pontificato[modifica | modifica wikitesto]

L'elezione[modifica | modifica wikitesto]

Essendo dunque vacante il Soglio, Marozia presentò il cardinale di Santa Susanna Leone come il candidato dello stesso Giovanni X, dal quale asserì che fosse stato designato in punto di morte[1]. In età già avanzata, Leone venne eletto papa tra maggio e giugno 928[1][6].

Un pontificato cortigiano[modifica | modifica wikitesto]

Leone VI, disegno tratto da Bartolomeo Sacchi detto il Platina, Vite De' Pontefici, a cura di Onofrio Panvinio, per i tipografi Turrini, e Brigonci, Venezia 1663

Leone, probabilmente conscio della propria debolezza, non pare aver compiuto atti rilevanti contro il potere dell'aristocrazia[1]. Si limitò, come il successore Stefano VII, agli uffici divini. Il Platina, a tal proposito, disse di lui:

« ...non hebbe mai del tiranno, e tutta la vita sua fu modesta, e santa, e data tutta al culto divino, per quanto quei tempi così corrotti lo soffrivano. »
(Platina, p. 234)

Del suo breve pontificato non rimangono documenti diretti, fatta eccezione per una lettera inviata ad alcuni vescovi della Dalmazia e della Croazia con cui li invitava a sottomettersi all'arcivescovo Giovanni di Spalato, cui egli aveva conferito il pallio, e ricordava loro di contentarsi dei territori delle loro diocesi e di permettere al vescovo Gregorio di amministrare la chiesa di Scardona[2][7]. La situazione in quella zona era già stata affrontata da Giovanni X, ma la lettera non si discosta comunque da similari inviate da altri pontefici nello stesso periodo in caso di analoghe situazioni[1]. Quanto il pontificato di Leone VI fosse poco rilevante anche agli occhi dei suoi contemporanei si può desumere dal fatto che Liutprando da Cremona, nella sua Antapodosis, a Giovanni X fa seguire immediatamente Giovanni XI, omettendo sia Leone che Stefano VII[8].

Non è un caso che Ferdinand Gregorovius ebbe, sia per lui che per il suo successore, parole amare:

« ...l'esistenza di questi due papi andò perdura in un silenzio così profondo, che financo Liudprando, loro contemporaneo, sebbene d'alquanto più giovane, li trascurò per modo tale, che a Giovanni X ei fa tosto susseguire Giovanni XI. »
(Gregorovius, p. 1)

Leone VI morì nel dicembre 928[1] o, al massimo, nel gennaio del 929, dopo appena sette mesi di papato[6]. Fu sepolto nella Basilica di San Pietro[1] e il Moroni ricorda i languidi versi che Flodoardo di Reims scrisse in sua memoria:

(LA)

« Pro quo celsa Petri Sextus Leo / regmina sumens, / Mensibus haec septem servat, / quinisque diebus. »

(ITA)

« Perciò Leone VI assumendo le redini sacre, le mantiene per sette mesi e cinque giorni. »

(Moroni, p. 27)

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e f g h Piazzoni
  2. ^ a b c Rendina, p. 318
  3. ^ Gregorovius, p. 1
  4. ^ Un Cristoforo giurista viene citato ai tempi di Papa Giovanni VIII come avverso al vescovo (poi Papa) Formoso, ma non si ha la certezza che fosse la stessa persona.
  5. ^ Moroni, pp. 26-27
  6. ^ a b Leone VI, vatican.va. URL consultato il 5 novembre 2015.
  7. ^ Regesta Pontificum Romanorum, nr 3579
  8. ^ Liutprando, p. 852

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Leone VI, vatican.va. URL consultato il 5 novembre 2015.
  • (LA) Leo VI, documentacatholicaomnia.eu. URL consultato il 6 novembre 2015., Opera Omnia dal Migne Patrologia Latina con indici analitici.
Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Giovanni X maggio 928 - dicembre 928 Papa Stefano VII
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