Papa Giovanni IX

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Papa Giovanni IX
Giovanni IX
116º papa della Chiesa cattolica
Elezione dicembre 897/gennaio 898
Insediamento gennaio/febbraio 898
Fine pontificato 26 marzo 900
Predecessore papa Teodoro II
Successore papa Benedetto IV
Nascita Tivoli, ?
Morte 26 marzo 900
Sepoltura Basilica di San Pietro in Vaticano

Giovanni IX (Tivoli, 840 circa – 26 marzo 900) fu il 116º papa della Chiesa cattolica dall'aprile 898 alla sua morte.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Origini e la turbolenta elezione[modifica | modifica wikitesto]

Monaco benedettino, Giovanni era nato a Tivoli verso l'840[1], figlio di Rampoaldo[1][2]. Consacrato prete da Papa Formoso[2] e poi cardinale diacono, l'origine germanica lo rendeva il naturale successore di Formoso al soglio pontificio[3].

Il Papato[modifica | modifica wikitesto]

L'elezione contrastata[modifica | modifica wikitesto]

Alla morte di Papa Teodoro II (20 dicembre 897[4]), scoppiarono violente lotte tra la fazione formosiana e l'antiformosiana: se questi ultimi (partigiani del defunto Stefano VI) insediarono Sergio, vescovo di Caere (l'odierna Cerveteri), i primi elessero Giovanni. La diatriba durò poco tempo: nello stesso mese di dicembre, o nel mese seguente, il partito formosiano, aiutato da Lamberto di Spoleto, cacciò Sergio[5] ed elesse al suo posto Giovanni[2]. Questi si insediò così tra il gennaio e il febbraio dell'898[2], se non tra il dicembre dell'897 e il gennaio dell'898[6].

Il riavvicinamento a Lamberto[modifica | modifica wikitesto]

Una delle sue prime decisioni fu di confermare il giudizio del suo predecessore Teodoro, che aveva riconosciuto la validità delle ordinazioni fatte da Formoso[7]. Inoltre, inflisse la scomunica ai cardinali Sergio, Benedetto, Martino, Pasquale e a due Giovanni, rei di aver patrocinato la politica dissacratoria di Stefano VI nei confronti di Formoso con il sinodo del cadavere[7]. Per raggiungere questo scopo, saggiamente Giovanni venne incontro a Lamberto da Spoleto, consacrato imperatore da Formoso nell'892[8] a Ravenna ma poi rinnegato, quando nell'896 il papa consacrò il tedesco Arnolfo di Carinzia[9].

« Ciononostante egli ritenne innanzitutto che Arnolfo...non poteva costituire una garanzia di difesa per lo Stato della Chiesa [...] Più opportuno era un riavvicinamento alla casa spoletina, considerando che Lamberto dominava in Italia contrastato. »
(Rendina, p. 306)
Giovanni IX, disegno tratto da Bartolomeo Sacchi detto il Platina, Vite De' Pontefici, a cura di Onofrio Panvinio, per i tipografi Turrini, e Brigonci, Venezia 1663

Pertanto, seguendo questa linea basata sulla realpolitik, Giovanni IX e Lamberto si incontrarono, nel luglio dell'898[2], a Ravenna[10], ove il Papa tenne un concilio cui presiedettero 74 vescovi dell'Italia Settentrionale[1]. Al concilio il pontefice:

  • decretò che i documenti del "sinodo del cadavere" che lo aveva condannato venissero bruciati[11][1] e che le ordinazioni compiute da Formoso fossero ritenute legittime.
  • decretò che i prelati costretti a partecipare a tale sinodo (i vescovi di Albano, Porto, Velletri, Gallese, Orto e Tuscania[1]) fossero perdonati; i promotori del sinodo (Sergio vescovo di Cere, i preti Benedetto e Marino e altri prelati[11]) dovessero essere scomunicati[2].
  • dichiarò nulla l'incoronazione di Arnolfo di Carinzia e appoggiò Lamberto di Spoleto, riconoscendone la consacrazione dell'892[8]. In cambio, Lamberto promise la restituzione dei beni e dei territori che aveva sottratto illegalmente al Patrimonium Sancti Petri[11].
  • sancì che la consacrazione dei papi dovesse svolgersi solo alla presenza dei legati imperiali, ribadendo la costituzione dell'824 promossa da Ludovico il Pio[8].
  • dichiarò, da quel momento in poi, che nessun vescovo potesse essere trasferito in un'altra sede[2]. L'esempio di Formoso doveva essere un ammonimento per tentativi futuri.

Il fallimento della politica giovannea[modifica | modifica wikitesto]

Pochi mesi dopo (ottobre 898[8]), però, il giovane Lamberto ebbe un incidente fatale durante una battuta di caccia nei pressi di Marengo[11]. L'improvvisa morte dell'imperatore compromise le speranze che l'alleanza con il pontefice sembrava promettere. Giovanni morì tra il gennaio e il maggio 900[2][6][12], proprio mentre l'Italia stava sprofondando nel baratro dell'anarchia politica: nell'899 era morto Arnolfo e, nello stesso anno, un'orda di ungari batté severamente il debole pretendente al trono Berengario del Friuli[13]. Fu sepolto in un elegante sarcofago marmoreo nei pressi della Porta Santa nel quadriportico della Basilica Vaticana[2].

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b c d e Rendina, p. 306
  2. ^ a b c d e f g h i Gnocchi
  3. ^ In quanto Formoso aveva consacrato imperatore Arnolfo di Carinzia. (Cfr. Papa Formoso)
  4. ^ cfr. Teodoro II
  5. ^ Sergio riuscì a salire sul Soglio di Pietro sei anni dopo divenendo Sergio III.
  6. ^ a b Giovanni IX, vatican.va. URL consultato il 5/1/2015.
  7. ^ a b Moroni, p. 50
  8. ^ a b c d Carpegna Falconieri, DBI
  9. ^ Cfr. Papa Formoso
  10. ^ Moroni, p. 51 ritiene che la scelta della città romagnola per il suddetto concilio risiedesse nel timore dei partigiani del latitante Sergio III, animato da rancore verso Giovanni a causa della scomunica
  11. ^ a b c d Rendina, p. 307
  12. ^ Moroni, p. 51 fornisce una data precisa, cioè il 26 marzo
  13. ^ Rendina, p. 308

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni IX, vatican.va. URL consultato il 1 novembre 2015.
Predecessore Papa della Chiesa cattolica Successore Emblem of the Papacy SE.svg
Papa Teodoro II dicembre 897/gennaio 898 - 26 marzo 900 Papa Benedetto IV
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