Enrico Morse

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Sant'Enrico Morse
Henry Morse.jpg
 

Gesuita e martire

 
Nascita1595
Morte1º febbraio 1645
Venerato daChiesa cattolica
Beatificazione15 dicembre 1929 da papa Pio XI
Canonizzazione25 ottobre 1970 da papa Paolo VI
Ricorrenza1º febbraio

Enrico Morse, Henry Morse in lingua inglese (Brome, 1595Tyburn, 1º febbraio 1645), è stato un religioso e presbitero inglese. Fu uno dei Santi quaranta martiri di Inghilterra e Galles.[1]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato protestante nel 1595 a Brome, nel Suffolk (Inghilterra),[2] Morse si convertì al cattolicesimo nel Collegio inglese di Douai, in Francia, il 5 giugno 1614.

Dopo alcuni viaggi, venne ordinato a Roma e partì per la Missione Cattolica Inglese. Fu ammesso nella Compagnia di Gesù a Heaton, nel West Yorkshire, dove fu arrestato ed imprigionato per tre anni nel castello di York. Egli terminò il suo noviziato sotto la guida del compagno di prigionia, padre John Robinson, e prese i voti semplici di gesuita. Dopo i tre anni di prigionia, venne bandito dal Paese e prestò servizio come missionario al reggimento inglese nei Paesi Bassi.[3]

Tornò in Inghilterra alla fine del 1633 ed operò a Londra e nel 1636 aveva già convertito al cattolicesimo circa novanta famiglie protestanti. Contrasse la peste ma ne guarì. Venne arrestato il 27 febbraio 1636 ed imprigionato a Newgate. Il 22 aprile fu portato in giudizio con l'accusa di essere prete e di aver distolto sudditi del re dalla loro fede e dalla loro lealtà. Fu ritenuto colpevole solo per la prima accusa e la sentenza venne rinviata. Il 23 aprile egli fece i voti solenni davanti a padre Edward Lusher. Il 20 giugno 1637, per l'insistenza della regina Enrichetta Maria, fu lasciato libero versando una cauzione di 10.000 fiorini.

Per liberare la sua fideiussione andò volontariamente in esilio allorché un proclama reale ordinava a tutti i preti di lasciare il Paese entro il 7 aprile 1641 e divenne cappellano di un reggimento inglese in servizio in Spagna.[4]

Nel 1643 rientrò in Inghilterra, ma dopo circa un anno e mezzo venne imprigionato prima a Durham, poi a Newcastle ed infine tradotto via mare a Londra.

Il 30 gennaio fu nuovamente portato in giudizio e condannato come alla volta precedente. Il giorno della sua esecuzione, la carretta che lo portava al patibolo era tirata da quattro cavalli e l'ambasciatore francese fu presente con il suo seguito, come pure quello portoghese e Lois, conte di Egmont. A Morse venne concesso di rimanere appeso fino a che fosse giunta la morte. Al momento del suo squartamento i valletti dell'ambasciatore francese e del conte di Egmont immersero i loro fazzoletti nel sangue del martire.[4]

Culto[modifica | modifica wikitesto]

Enrico Morse venne beatificato a Roma da papa Pio XI il 15 dicembre 1929 e canonizzato il 25 ottobre 1970 da papa Paolo VI.

Nel 2012 venne costruita una chiesa cattolica dedicata a St. Henry Morse in Shelfanger Road in Diss, in sostituzione della chiesa della Trinità.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ (EN) Malcolm Pullan (30 April 2008). The Lives and Times of Forty Martyrs of England and Wales 1535 - 1680. Athena Press. pp. xvii–xxii. ISBN 978-1-84748-258-7.
  2. ^ (EN) The Jesuits: Saints and Martyrs (retrieved 22 August 2013).
  3. ^ (EN) Supremacy and Survival: The Englsh Reformation (retrieved 22 August 2013).
  4. ^ a b (EN) Stephen Donovan, Ven. Henry Morse, in Charles Herbermann, Catholic Encyclopedia, Robert Appleton Company, 1913.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Sant', in Santi, beati e testimoni - Enciclopedia dei santi, santiebeati.it.
Controllo di autoritàVIAF (EN32733680 · ISNI (EN0000 0000 4617 7670 · LCCN (ENno2001009451 · GND (DE115753478 · CERL cnp00381116