Bernard Fellay

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Bernard Fellay
vescovo della Fraternità Sacerdotale San Pio X
Bernard Fellay FSSPX.jpg
Monsignor Bernard Fellay a Villepreux, in Francia, nel giugno del 2012.
Coat of Arms of Bishop Bernard Fellay.svg
Spes Nostra
Incarichi attuali Superiore della Fraternità sacerdotale San Pio X
Nato 12 aprile 1958 a Sierre
Ordinato presbitero 29 giugno 1982 dall'arcivescovo Marcel Lefebvre
Consacrato vescovo 30 giugno 1988 dall'arcivescovo Marcel Lefebvre (senza mandato pontificio)

Bernard Fellay (Sierre, 12 aprile 1958) è un vescovo svizzero appartenente alla Fraternità Sacerdotale San Pio X. Fu scomunicato da papa Giovanni Paolo II nel 1988 perché consacrato senza mandato pontificio dall'arcivescovo Marcel Lefebvre e dal vescovo Antônio de Castro Mayer, iniziativa che la Santa Sede considerò al pari di un atto scismatico.[1] Ha ottenuto la remissione della scomunica da papa Benedetto XVI il 21 gennaio 2009.[2]

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Monsignor Bernard Fellay è nato a Sierre il 12 aprile 1958.

Formazione e ministero sacerdotale[modifica | modifica wikitesto]

Nell'ottobre del 1977 è entrato nel seminario internazionale della Fraternità sacerdotale San Pio X di Ecône, in Svizzera.

Il 29 giugno 1982 è stato ordinato presbitero dall'arcivescovo Marcel Lefebvre. Dopo la sua ordinazione è stato nominato economo generale della Fraternità sacerdotale San Pio X con residenza a Rickenbach, la sede della Fraternità in Svizzera. Ha ricoperto l'incarico per i successivi dieci anni. Allo stesso tempo è stato cappellano di diversi gruppi di giovani e in parrocchia. Ha compiuto diversi viaggi nei paesi del Terzo Mondo.

Consacrazione e scomunica[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Consacrazioni di Ecône.

Nel giugno del 1988 l'arcivescovo Marcel Lefebvre ha annunciato la sua intenzione di consacrare Bernard Fellay e altri tre preti - Bernard Tissier de Mallerais, Alfonso de Galarreta e Richard Williamson - come vescovi. Monsignor Lefebvre tuttavia non aveva il mandato pontificio - ovvero il permesso del papa - per conferire il sacramento come normalmente richiesto dal canone 1382 del Codice di diritto canonico. Il 17 giugno 1988 il cardinale Bernardin Gantin, prefetto della Congregazione per i vescovi, ha inviato ai quattro sacerdoti un avviso canonico formale che notificava loro che sarebbero incorsi automaticamente nella pena della scomunica se fossero stati consacrati da monsignor Lefebvre senza il permesso del papa.

Il 30 giugno 1988 padre Fellay e gli altri tre sacerdoti sono stati comunque consacrati vescovi da monsignor Lefebvre e da monsignor Antônio de Castro Mayer. Il 1º luglio 1988 il cardinale Gantin ha pubblicato una dichiarazione in cui affermava che Lefebvre, de Castro Mayer, Fellay e gli altri tre vescovi appena ordinati "hanno subito ipso facto la scomunica latae sententiae riservata alla Sede Apostolica".

Il 2 luglio 1988 papa Giovanni Paolo II ha pubblicato il motu proprio Ecclesia Dei in cui ha riaffermato la scomunica e descritto la consacrazione come un atto di "disobbedienza al Romano Pontefice in una questione molto grave e di suprema importanza per l'unità della Chiesa" e che "tale disobbedienza - che implica in pratica il rifiuto del primato romano - costituisce un atto scismatico". Il cardinale Darío Castrillón Hoyos, capo della commissione incaricata dell'attuazione del documento, ha affermato che ciò ha comportato una "situazione di separazione, anche se non si trattava di uno scisma formale".

La Fraternità sacerdotale San Pio X ha negato la validità delle scomuniche, affermando che le consacrazioni erano necessarie a causa di una crisi morale e teologica nella Chiesa cattolica.[3][4][5]

Ministero episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Nel giugno del 1994 il capitolo generale della Fraternità sacerdotale San Pio X si è riunito a Ecône e lo ha eletto superiore generale della Fraternità. È succeduto a padre Franz Schmidberger.

Il 28 settembre 2000 ha fondato la Fraternità San Giosafat d'Ucraina con sede a Leopoli e di rito bizantino.

Il 29 agosto 2005 monsignor Fellay è stato ricevuto in udienza da papa Benedetto XVI a Castel Gandolfo.[6] All'udienza hanno partecipato anche il cardinale Darío Castrillón Hoyos e padre Franz Schmidberger. Hanno discusso lo stato attuale della Chiesa e della Fraternità sacerdotale San Pio X, delle preoccupazioni della Fraternità sul modernismo nella Chiesa, della restaurazione della messa tridentina e del possibile riconoscimento della Fraternità da parte della Santa Sede.

Il 12 luglio 2006 è stato rieletto per un altro mandato di 12 anni, che scade nel 2018.

Monsignor Bernard Fellay a Lourdes nel 2008.

Con decreto del 21 gennaio 2009 (protocollo n. 126/2009), emesso in risposta alla sua rinnovata richiesta a nome di tutti e quattro i vescovi che monsignor Lefebvre aveva consacrato il 30 giugno 1988, il cardinale Giovanni Battista Re, prefetto della Congregazione per i vescovi, con il potere espressamente concesso a lui da papa Benedetto XVI, ha rimesso la scomunica automatica che avevano subito e ha espresso l'auspicio che a ciò sarebbe seguita rapidamente il rientro in piena comunione dell'intera Fraternità sacerdotale San Pio X con la Chiesa cattolica, testimoniando così unità visibile, vera lealtà e il vero riconoscimento del magistero e dell'autorità del papa. Come tutti i membri della Fraternità rimane tuttavia sospeso a divinis sine die.[2][7]

Le remissioni non sono state accolte all'unanimità da tutti i membri della Fraternità sacerdotale San Pio X. Padre Florian Abrahamowicz, decano della Fraternità dell'Italia nord-orientale, ha definito l'azione "offensiva", poiché pretendeva di rimettere una scomunica di questi quattro vescovi che la Fraternità nel 1988 aveva ufficialmente ritenuto invalida.[8] Padre Abrahamowicz poco dopo è stato espulso dal capitolo italiano della Fraternità per quel commento e per le sue opinioni negazioniste dell'Olocausto.[9]

Il cardinale Antonio Cañizares Llovera, prefetto della Congregazione per il culto divino e la disciplina dei sacramenti, ha riferito che monsignor Fellay aveva dichiarato che se l'arcivescovo Marcel Lefebvre avesse visto come si celebra la messa in un'abbazia vicino a Firenze in stretta conformità con il Messale del 1970, egli non avrebbe intrapreso le azioni da lui compiute.[10]

In un'intervista del luglio del 2009, parlando in relazione ai colloqui con Roma, monsignor Fellay circa il significato del Concilio Vaticano II ha detto: "Non faremo alcun compromesso con il Concilio, non ho intenzione di fare un compromesso. Non vogliamo un compromesso, vogliamo la chiarezza per quanto riguarda il Concilio". Nel febbraio del 2011 monsignor Fellay ha affermato che i colloqui di riconciliazione con la Santa Sede si sarebbero presto conclusi, con pochi cambiamenti nelle opinioni di entrambe le parti. Oltre alle dispute sulle modifiche introdotte dal Concilio Vaticano II nuovi problemi sono stati creati dai piani per la beatificazione di papa Giovanni Paolo II. Monsignor Fellay ha infatti affermato che la prevista beatificazione di papa Giovanni Paolo II il 1º maggio 2011 ha posto "un problema serio, il problema di un pontificato che ha fatto andare avanti le cose nella direzione sbagliata, lungo linee progressiste, verso tutto ciò che chiamano lo spirito del Vaticano II".[11] Monsignor Richard Williamson, nel suo messaggio settimanale, ha attaccato Fellay per essere stato troppo aperto al dialogo tra la Fraternità sacerdotale San Pio X e la Santa Sede.[12] Tuttavia, il 12 ottobre 2013, monsignor Fellay ha dichiarato: "Ringraziamo Dio, siamo stati preservati da qualsiasi tipo di accordo dello scorso anno", affermando che la società aveva ritirato il testo di compromesso presentato a Roma il 15 aprile 2012.[13]

Monsignor Bernard Fellay in occasione delle ordinazioni presbiterali del 2009.

Il 28 dicembre 2012, in un'intervista radiofonica trasmessa dalla cappella Nostra Signora del Monte Carmelo a New Hamburg, nell'Ontario, in Canada, monsignor Fellay ha dichiarato: "Chi, in quel periodo, fu il più contrario che la Chiesa avesse riconosciuto la Fraternità ? I nemici della Chiesa. Gli ebrei, i massoni, i modernisti". Questo è stato considerato da varie entità mediatiche come un attacco al popolo ebraico.[14] La Fraternità sacerdotale San Pio X ha emesso la seguente risposta: "La parola "nemici" qui usata dal vescovo Fellay è naturalmente un concetto religioso e si riferisce a qualsiasi gruppo o setta religiosa che si oppone alla missione della Chiesa cattolica e ai suoi sforzi per adempiere a essa: la salvezza delle anime. Riferendosi agli ebrei, il commento del vescovo Fellay era rivolto ai leader delle organizzazioni ebraiche e non al popolo ebraico, come viene sottinteso dai giornalisti, di conseguenza la Società di San Pio X denuncia le ripetute false accuse di antisemitismo o di incitamento all'odio fatte nel tentativo di mettere a tacere il suo messaggio".[15]

Ha parlato del terzo segreto di Fátima come "apparentemente profetico di un castigo materiale e di una grande crisi nella Chiesa" e ha descritto papa Francesco come "un vero e proprio modernista". Con lo stesso pontefice tuttavia alla fine di luglio del 2013, aveva iniziato un serie di contatti, su cui monsignor Fellay ha detto: "Potremmo non avere l'intero quadro a questo punto, abbiamo abbastanza per essere spaventati a morte".[13] Ha espresso un'opinione diversa su papa Francesco l'11 maggio 2014, dopo che egli aveva affermato di aver letto due volte una biografia dell'arcivescovo Marcel Lefebvre e di averla apprezzata: "L'attuale papa, poiché è un uomo pratico, guarda le persone. Ciò che crede è alla fine una questione indifferente per lui. Ciò che conta è che questa persona sia comprensiva nel suo punto di vista, che gli sembra corretto, si può dire così. E quindi ha letto due volte il libro di Tissier de Mallerais sull'arcivescovo Lefebvre e questo libro gli è piaciuto, è contro tutto ciò che rappresentiamo, ma, come vita, le è piaciuta". Ha anche affermato che papa Francesco aveva avuto una visione tollerante della Fraternità sacerdotale San Pio X in Argentina dicendo anche che "non li condannava e non impediva a nessuno di visitarli".[16]

Il 5 giugno 2015 la Congregazione per la dottrina della fede ha accordato a monsignor Fellay, in qualità di superiore generale della Fraternità sacerdotale San Pio X, i poteri di giudice di prima istanza in un processo canonico nei confronti di un sacerdote della Fraternità.[17]

Il 24 maggio 2017 è stato riferito che i vescovi della Fraternità sacerdotale San Pio X sono stati autorizzati dalla Santa Sede a ordinare sacerdoti senza il permesso del vescovo locale.[18]

Nel mese di luglio del 2017 monsignor Fellay ha firmato un documento insieme ad altri membri del clero ed accademici definito "correzione filiale" nei confronti di papa Francesco. Il documento di venticinque pagine, che è stato reso pubblico a settembre dopo non aver ricevuto alcuna risposta dalla Santa Sede, criticava il papa per aver presumibilmente promosso l'eresia attraverso varie parole, azioni e omissioni durante il suo pontificato.[19]

Parla correntemente francese, italiano, inglese, tedesco e conosce lo spagnolo.

Genealogia episcopale[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Lettera apostolica "Ecclesia Dei"
  2. ^ a b Remissione della scomunica latae sententiae ai vescovi della Fraternità sacerdotale San Pio X
  3. ^ SSPX FAQ Question 11 (29 giugno 1987). SSPX.org. consultato il 1º gennaio 2008 Archiviato il 12 aprile 2011 in Internet Archive.
  4. ^ The 1988 consecrations: a theological study (luglio e settembre 1999). Sì sì no no via SSPX.org. Consultato il 1º gennaio 2008 Archiviato il 7 agosto 2011 in Internet Archive.
  5. ^ The 1988 consecrations: a canonical study (novembre 1999). Sì sì no no via SSPX.org. Accessed 1º gennaio 2008 Archiviato il 7 agosto 2011 in Internet Archive.
  6. ^ Interview with Bishop Fellay about Papal Audience Archiviato il 24 febbraio 2006 in Internet Archive.
  7. ^ L'Osservatore Romano, Nota della Segreteria di Stato, 05 febbraio 2009. URL consultato il 18 febbraio 2009.
  8. ^ Homily on 25 January 2009 Archiviato il 3 giugno 2009 in Internet Archive.
  9. ^ "Padre Florian Abrahamowicz ha da tempo espresso opinioni diverse dalle opinioni ufficiali della Società di San Pio X. La dolorosa decisione di espellerlo è diventata necessaria per evitare di avere ulteriormente l'immagine della Società di San Pio X distorta con conseguenti danni al suo lavoro al servizio della Chiesa". Lefebvriani, Fraternità San Pio X espelle prete negazionista 5 febbraio 2009
  10. ^ Catholic News Agency: "Cardinal: If Lefebvre had seen proper Mass, he may not have split"
  11. ^ Traditionalist bishop cites lack of progress in talks with Vatican
  12. ^ Bishop Williamson, "Doctrine Undermined", 26 May 2012 Archiviato il 28 maggio 2015 in Internet Archive.
  13. ^ a b John Vennari, "Bishop Fellay on Pope Francis 'What we have before us is a genuine Modernist!'" in Catholic Family News, ottobre 2013
  14. ^ Cavan Sieczkowski, Bernard Fellay, Head Of Traditionalist Catholic Sect, Says Jews Are ‘Enemies Of The Church’, The Huffington Post, 8 gennaio 2013. URL consultato il 19 maggio 2017.
  15. ^ Archived copy, su sspx.org. URL consultato il 18 marzo 2013 (archiviato dall'url originale il 22 marzo 2013).
  16. ^ SSPX Bp. Fellay on Pope Francis: "He has read the biography of Abp. Lefebvre twice and he liked it." And Some Other Important Revelations, Rorate Caeli, maggio 2015
  17. ^ Fellay incaricato dalla Santa Sede di processare un suo sacerdote
  18. ^ https://www.catholicculture.org/news/headlines/index.cfm?storyid=31663
  19. ^ Conservative Theologians Accuse Pope of Spreading Heresy, in New York Times. URL consultato il 25 settembre 2017.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN88379791 · ISNI (EN0000 0001 0996 9342 · LCCN (ENn2009027141 · GND (DE135842875 · BNF (FRcb161435979 (data)