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Ida Magli

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Ida Magli (Roma, 23 giugno 1925 – Roma, 20 febbraio 2016) è stata un'antropologa e filosofa italiana.

Conseguì il diploma in pianoforte presso il conservatorio di Santa Cecilia, poi si laureò in filosofia con una specializzazione in psicologia medica sperimentale a La Sapienza di Roma discutendo una tesi sperimentale sul linguaggio radiofonico. Divenne in seguito docente di psicologia sociale all'Università di Siena, dove insegnò per alcuni anni. Ottenne quindi la cattedra di antropologia culturale all'Università La Sapienza di Roma, cattedra che ricoprì fino al pensionamento nel 1988.[1][2]

Ida Magli fu la prima studiosa ad adoperare il metodo antropologico per analizzare la società europea e in particolare quella italiana, dall'antichità al medioevo fino alla contemporaneità, con gli stessi strumenti adoperati dall'antropologia per le società "primitive".[1]

Si servì della sua conoscenza della musica per comprendere in pieno e adoperare il concetto di "modello" culturale, messo a punto da Franz Boas e Alfred Kroeber, come "forma" chiusa e significante in sé stessa: la "cultura" come una specie di "fuga bachiana".[1] Riuscì, così, a mettere in luce l'importanza di moltissimi fenomeni di solito ignorati dagli storici, soprattutto quelli riguardanti il "Sacro", i tabù, l'impurità, l'evitazione delle donne, la "potenza della parola" legata al primato dell'organo sessuale maschile, le differenze nella concezione del tempo fra la religione giudaica, centrata sull'attesa della salvezza e quella cristiana centrata sul divenire...

I suoi scritti, quindi, rispecchiano il risultato di questo metodo e danno ampio spazio a fenomeni e a fatti di solito passati sotto silenzio: la storia delle donne non come mondo a parte ma come intrinseca al potere maschile, la predicazione popolare e la devozione mariana come importantissimo documento storico, il rapporto fra il Sacro e il Potere negli avvenimenti politici.

Ida Magli fu anche nota come forte polemista nei confronti dell'Unione europea. Fin dal 1994 sostenne tesi contrarie all'unificazione europea e cercò inutilmente di convincere i politici a desistere da quello che considerava un progetto fallimentare, foriero della fine della civiltà europea.

Nel 1982 vinse il Premio Brancati per la letteratura con il suo libro Gesù di Nazareth.[3]

Scrisse le principali voci di Antropologia culturale per l'Enciclopedia Garzanti di Filosofia e Scienze umane; la voce Sociologia e Religione e la voce Monachesimo cristiano femminile per l'Enciclopedia delle Religioni diretta da Alfonso M. Di Nola ed. Vallecchi; la voce Parentela nel volume Sistematica dell'Enciclopedia Einaudi; la voce Perfezione nel Dizionario enciclopedico degli Istituti di Perfezione; la voce Antropologia culturale e Psichiatria nell'Annuario della Scienza e della Tecnica Mondadori 1980-82.

Nel 1976 fondò e diresse la Rivista internazionale di studi antropologici sulla donna DWF Donna Woman Femme, ed. Bulzoni; fondò e diresse dal 1989 al 1992 la rivista Antropologia culturale AC, ed. Genovese. Collaborò per molti anni al quotidiano la Repubblica e al settimanale L'Espresso scrivendo decine di articoli di commento all'attualità politica e sociale con particolare riguardo agli aspetti antropologici. Dal 1994 collaborò al quotidiano il Giornale.

Morì a Roma, nella sua residenza, il 21 febbraio 2016.[1][4]

Dopo la cremazione le sue ceneri furono deposte, come da lei richiesto, nel Mausoleo del Vittoriale degli Italiani. Al Vittoriale donò il suo archivio.[5][6][7]

Nel 2025, a cento anni dalla nascita e quasi dieci dalla morte di Ida Magli, la Fondazione del Vittoriale le dedicò un convegno di due giorni.[7][8]

Riconoscimenti

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  • 1982 Premio Brancati per la letteratura per il libro Gesù di Nazareth[3]
  • 2015 Premio del Vittoriale[9]
  • 2016 Premio Impegno Civico "Libertà va cercando ch'è sì cara", alla memoria[10]
  • Gli uomini della penitenza. Lineamenti antropologici del Medioevo italiano, Bologna, Cappelli, 1967; Milano, Garzanti, 1977; Padova, Muzzio, 1995. ISBN 88-7021-723-X.
  • Saggio in La messa in casa, Assisi, Cittadella, 1969.
  • Religione, società e cultura. Raccolta di temi interdisciplinari di sociologia, psicologia sociale, antropologia culturale, Bologna, EDB, 1971.
  • La teoria della cultura, a cura di, Roma-Assisi, Carucci, 1972.
  • La donna, un problema aperto. Guida alla ricerca antropologica, Firenze, Vallecchi, 1974.
  • Matriarcato e potere delle donne, Milano, Feltrinelli, 1978. [con una carta etno-geografica delle società a "diritto materno", e in cui compare per la prima volta tradotto in italiano un capitolo di Das Mutterrecht di Johann Jakob Bachofen]
(FR) Matriarcat et/ou pouvoir des femmes?, Paris, Les Editions des Femmes, 1983.
  • Introduzione all'antropologia culturale. Storia, aspetti e problemi della teoria della cultura, Bari, Laterza, 1980.
(EN) Cultural Anthropology, McFarland & Company 2001.
  • Alla scoperta di noi selvaggi. Simboli e storia: giornale di un'antropologa, Milano, Rizzoli, 1981.
  • La femmina dell'uomo, Bari-Roma, Laterza, 1982.
  • Gesù di Nazaret. Tabù e trasgressione, Milano, Rizzoli, 1982; Milano, BUR, 2004. ISBN 88-17-00073-6.
(SV) Jesus från Nasaret, Italibro 2005, ISBN 91-974449-1-X; (EN) Taboo and Transgression, Ipoc 2009.
(DE) Die Madonna, Piper, 1990.
  • La sessualità maschile, Milano, A. Mondadori, 1989. ISBN 88-04-31023-5.
  • Sulla dignità della donna. La violenza sulle donne, il pensiero di Wojtyla, Parma, Guanda, 1993. ISBN 88-7746-700-2.
(ES) De la dignidad de la mujer, Icaria 1995.
  • La bandiera strappata. I totem infranti della politica, dalla Resistenza a Tangentopoli e oltre, Parma, Guanda, 1994. ISBN 88-7746-776-2.
  • Storia laica delle donne religiose, Milano, Longanesi, 1995. ISBN 88-304-1277-5.
(EN) Women and Self-Sacrifice in the Christian Church, McFarland & Company, 2003; (SV) Katolska kvinnor och offerrollen, Italibro, 2003. ISBN 91-974449-0-1.
(SV) MOT EU, Italibro, 2005. ISBN 91-974449-2-8.
  • Sesso e potere. La gogna della Santa Inquisizione multimediale, con un estratto dell'interrogatorio a Bill Clinton, Milano, Tascabili Bompiani, 1998. ISBN 88-452-3970-5.
  • Omaggio agli italiani. Una storia per tradimenti, Collana Saggi, Milano, BUR, 2005, ISBN 88-17-00624-6.
  • Il mulino di Ofelia. Uomini e Dei, Milano, BUR, 2007. ISBN 88-17-01494-X.
  • La dittatura europea. Mentre l'Unione mostra la sua inutilità, la politica tace. La più irriducibile avversaria di Maastricht racconta le storie, i dati, le testimonianze, di come il sogno comunitario ci stia togliendo la libertà, Collan Futuro passato, Milano, BUR, 2010, ISBN 978-88-17-04542-1.
  • Dopo l'Occidente. Lo strapotere della finanza, la fine della politica, il tramonto della Chiesa. Come possiamo riprendere in mano il nostro futuro, prima che i banchieri ce lo comprino a prezzi stracciati, Collana Futuro passato, Milano, BUR, 2012, ISBN 978-88-17-05578-9.
  • Difendere l'Italia. La politica incapace, la debolezza della Chiesa, la svendita ai burocrati e corrotti. Eppure il nostro Paese può ancora rinascere. Ecco come, Collana Futuro passato, Milano, BUR, 2013, ISBN 978-88-17-06677-8.
  • Figli dell'uomo. Duemila anni di mito dell'infanzia, Milano, BUR, 2015, ISBN 978-88-17-08073-6.
  1. 1 2 3 4 Franco Grilli, È morta Ida Magli, in il Giornale, domenica 21 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016.
  2. ↑ Ida Magli, in Treccani.it – Enciclopedie on line, Roma, Istituto dell'Enciclopedia Italiana. Modifica su Wikidata
  3. 1 2 Albo d'oro premio Brancati, su Comune di Zafferana Etnea. URL consultato il 14 ottobre 2019 (archiviato dall'url originale il 30 aprile 2019).
  4. ↑ ANSA, Lutto: morta l'antropologa e scrittrice Ida Magli, su Gonfialarete.com, 21 febbraio 2016. URL consultato il 21 febbraio 2016 (archiviato dall'url originale il 24 febbraio 2016).
  5. ↑ L'antropologa Ida Magli riposerà al Vittoriale, in il Giornale. URL consultato il 18 settembre 2017. Ospitato su Fondazione Il Vittoriale degli Italiani.
  6. ↑ Camillo Langone, Come l'ultima delle cassandre, Ida Magli mi svelò il futuro (nero), in Il Foglio, 23 febbraio 2016. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  7. 1 2 Federica Pacella, Una voce libera e coraggiosa: omaggio all'antropologa Magli. Antropologa controcorrente, filosofa, scrittrice: a Ida Magli, l'omaggio del Vittoriale in occasione del centenario della sua nascita. Sabato e domenica..., in Il Giorno, 16 settembre 2025. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  8. ↑ Mattia Morretta, Ida Magli o il lume della ragione. Ritratto a memoria di una mente prodigiosa, in Art a part of cult(ure) remove background noise, 10 ottobre 2025. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  9. ↑ Il Premio del Vittoriale 2015 a Ida Magli, in GardaPost, 11 settembre 2015. URL consultato il 10 febbraio 2026.
  10. ↑ Sabato 12/11/2016 Circolo Bononia di Bologna – Premio Impegno Civico in memoria di Ida Magli. Ritira il premio Giordano Bruno Guerri, su Fondazione Il Vittoriale degli Italiani, 12 novembre 2016. URL consultato il 10 febbraio 2026.

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