Omicidio di Meredith Kercher

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L'omicidio di Meredith Kercher (Londra, 28 dicembre 1985 - Perugia, 1º novembre 2007), noto anche come delitto di Perugia, è un caso di cronaca nera avvenuto a Perugia la sera del 1º novembre 2007[1]. Meredith, studentessa inglese in Italia nell'ambito del progetto Erasmus presso l'Università di Perugia, fu ritrovata priva di vita con la gola tagliata nella propria camera da letto, all'interno della casa che condivideva con altri studenti[1]. La causa della morte fu un'emorragia a seguito di una ferita al collo provocata da un oggetto acuminato usato come arma[1]. Per l'omicidio è stato condannato in via definitiva con rito abbreviato il cittadino ivoriano Rudy Guede (Abidjan, Costa d’Avorio, 26 dicembre 1986).

Il processo ha avuto un iter giudiziario particolarmente travagliato. In primo grado, come concorrenti nell'omicidio, furono condannati dalla Corte d'Assise di Perugia nel 2009 anche la statunitense Amanda Knox (Seattle, 9 luglio 1987), e l'italiano Raffaele Sollecito (Giovinazzo, 26 marzo 1984). I presunti coautori del delitto furono successivamente assolti e scarcerati dalla Corte d'Assise d'appello nel 2011 per non avere commesso il fatto (relativamente all'omicidio), mentre per Amanda Knox fu confermata la condanna a tre anni per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba (da lei accusato dell'omicidio e risultato estraneo ai fatti). Decisive furono le perizie che escludevano la certezza della presenza sulla scena del crimine dei due imputati. La Corte di Cassazione, accogliendo il ricorso della Procura Generale di Perugia, il 26 marzo 2013 annullò la sentenza assolutoria d'appello e rinviò gli atti alla Corte d'Assise d'Appello di Firenze. Per il procuratore generale di Perugia Giovanni Galati, la sentenza di assoluzione era "da cassare" poiché minata da "tantissime omissioni", "errori" e, quindi, da "inconsistenza delle motivazioni".[2] Il 30 gennaio 2014 la Corte d'Assise d'Appello di Firenze sancisce nuovamente la colpevolezza degli imputati condannando Amanda Knox a 28 anni e 6 mesi di reclusione e Raffaele Sollecito a 25 anni di reclusione e applicando a quest'ultimo la misura cautelare del divieto di espatrio con ritiro del passaporto. Il 27 marzo 2015 la quinta sezione penale della Suprema Corte di Cassazione, presieduta dal consigliere Gennaro Marasca, annulla senza rinvio le condanne a Raffaele Sollecito e Amanda Knox, assolvendoli[3] per non aver commesso il fatto, affermando la "mancanza di prove" certe e la presenza di numerosi errori nelle indagini, e ponendo così fine al caso giudiziario.

Il caso è ricordato anche a livello internazionale, per la grande risonanza mediatica nel mondo anglosassone (in particolare per la nazionalità di Amanda Knox).[4]

La vittima[modifica | modifica wikitesto]

Meredith Susanna Cara Kercher, nata il 28 dicembre 1985 a Southwark, Londra, residente a Croydon, Londra, era una studentessa presso l'Università di Leeds, presso la quale frequentava il corso di laurea in Studi Europei[5]. Era figlia di John Kercher, giornalista freelance britannico, e dell'ex moglie Arline, di origini anglo-indiane; aveva due sorelle e un fratello.[6]

Meredith aveva aderito al programma Erasmus, ed era giunta in Italia nel settembre 2007 per completare il corso.[1][7][8]. Meredith è sepolta nel cimitero di Croydon, alla periferia sud di Londra[9]. L'Università per stranieri di Perugia ha istituito nel 2012 una borsa di studio alla memoria della studentessa.[10][11] Il padre John Kercher ha dichiarato invece la volontà di costituire una fondazione.[12]

Modalità e circostanze dell'omicidio[modifica | modifica wikitesto]

Piantina della casa dell'omicidio

Meredith Kercher è stata assassinata la sera del 1º novembre 2007 nell'appartamento che condivideva con altre tre ragazze, una statunitense e due italiane, quella notte assenti. Dal primo esame dell'autopsia, il patologo Luca Lalli stabilì che la morte era "intervenuta a distanza di non più di 2-3 ore dall’ultimo pasto", a causa dell'emorragia carotidea o del successivo soffocamento causato dal sangue, il tutto in seguito a circa 47 coltellate subite.[13] Sulla base delle testimonianze delle ragazze con le quali la vittima aveva trascorso il pomeriggio, Meredith aveva cominciato a consumare il pasto serale tra le 17,30 e le 18,00 per terminare non oltre le 19,30.[14]

L'ora della morte viene inizialmente stabilita tra le 21,00 e mezzanotte circa (alle ore 23,00-23,30 circa una vicina riferisce di aver sentito un urlo).[14] Per la sentenza del 2009, il delitto avvenne tra le 23 e le 2 di notte (fissando le 23,15 come ora più probabile), mentre secondo la ricostruzione della difesa, accolta dalla prima sentenza d'appello (2011), la morte sarebbe invece da collocare tra le 21,30 e le 22,30, preferibilmente intorno alle 22,15.[15][16] Secondo la sentenza del 2014, il delitto avvenne tra le 22,30 e le 23,30 circa: risulterà determinante la circostanza, in quanto potrà rendere valido l'alibi della presenza al computer di Sollecito e la presenza dei due giovani (da essi però negata) in piazza Grimana durante l'omicidio (secondo le sentenze di condanna, tra le 21,30 e le 23,30); pur essendo la piazza molto vicina, la sentenza di condanna del 2014 finì per favorire la tesi innocentista, in quanto, eliminando il riferimento alla mezzanotte e alle 2 di notte, rendeva difficile la consumazione dell'omicidio, che sarebbe stato effettuato in una manciata di minuti.[17]

La stessa sera in cui avvenne il delitto, una signora residente in via Sperandio ricevette una telefonata anonima da parte di un soggetto che le riferisce della presenza di una bomba nel suo bagno.[14] La polizia, giunta sul posto intorno alle 21,45/22,00 del 1º novembre, orario in cui secondo i consulenti delle difese sarebbe avvenuto già l'omicidio, perlustrò il giardino e lasciò la villa tranquillizzando la signora. La mattina seguente la stessa signora consegnò alla Polizia Postale due cellulari ritrovati la mattina del 2 novembre abbandonati nel giardino di sua proprietà. Le informazioni ricavate da uno dei due cellulari indirizzarono gli agenti della Polizia Postale di Perugia verso la casa di Meredith Kercher, dove si recarono intorno alle ore 13,00 per riconsegnare i due cellulari alla proprietaria, Meredith Kercher.[14] Al loro arrivo i poliziotti trovarono all'esterno della casa, seduti su una staccionata, Amanda Knox, coinquilina statunitense di Meredith Kercher, e il suo amico italiano, Raffaele Sollecito, con il quale la Knox aveva iniziato una relazione sei giorni prima. I due giovani dichiararono di essere in attesa dell'arrivo dei carabinieri, chiamati da Raffaele Sollecito con due telefonate successive (ore 12:51 e ore 12:53), asserendo che, avendo trovato il vetro di una finestra rotto e la porta di casa aperta, avevano sospettato un furto.[14] I ragazzi, in apparente attesa dell'arrivo dei carabinieri, invitarono gli agenti della postale a entrare in casa. Durante l'ispezione giunsero in via della Pergola le altre due coinquiline allertate telefonicamente dalla Knox. Allarmati per la presenza in bagno di alcune tracce ematiche, constatando l'assenza di Meredith e la chiusura della porta della sua camera, venne sfondata la porta. Venne quindi rinvenuto il cadavere della ragazza, quasi interamente coperto da un piumone.[14][18]

L'arresto di Knox, Sollecito e Lumumba[modifica | modifica wikitesto]

Il 5 novembre Amanda Knox viene portata in questura per essere interrogata come testimone, e solo in seguito viene formalmente accusata del delitto assieme a Sollecito e Patrick Lumumba, il titolare del bar dove Amanda lavorava.[14]

Raffaele Sollecito, che aveva chiamato i carabinieri, si presenta spontaneamente in questura come persona informata per rilasciare la sua dichiarazione, ma viene trattenuto come testimone, poi come indagato, venendo fermato e arrestato assieme alla Knox. Il motivo è che ha dichiarato che si trovava, forse, con la Knox, già accusata, anche se non ricordava molto bene la serata avendo fatto uso di droga.[14] Afferma, in maniera confusa, che erano a casa sua e non in quella di Amanda, a guardare un film e al computer, che risulta difatti usato da qualcuno nel lasso di tempo.[14]

Secondo la sua dichiarazione, gli viene impedito inizialmente di chiamare un avvocato e suo padre, e viene, sempre a suo dire, minacciato e colpito da un poliziotto (anche Amanda riferirà cose simili, ma a differenza di Sollecito lei verrà denunciata per calunnia; non verrà invece intentata causa per tale affermazione nei confronti dell'italiano); gli vengono sequestrati il cellulare e un coltellino tascabile, che però non si rivelerà l'arma del delitto. A suo dire, Amanda, che vide brevemente, era completamente sconvolta.[19] Secondo Mario Spezi e Douglas Preston, che riportano sempre le testimonianze dello stesso Sollecito, un poliziotto lo avrebbe minacciato gridandogli «se provi ad alzarti, ti pesto a sangue e ti ammazzo. Ti lascio in una pozza di sangue».[20]

A Sollecito venne fatto firmare un verbale in cui si lasciava intendere che lui dicesse che, la notte del delitto, Amanda era uscita da casa sua durante la notte per andare in via della Pergola. Raffaele e i suoi legali sostennero invece che aveva solo detto che, visto che lui dormiva, non poteva sapere che cosa avesse fatto la ragazza nello stesso tempo, pur sapendo che non poteva essere uscita, perché, non avendo le chiavi dell’appartamento, avrebbe dovuto suonare per rientrare. Questa parte fu omessa nel verbale.[20]

Secondo il suo racconto, Sollecito sarebbe stato con Amanda quella sera, ma non a casa di lei. Dalle 21,00 alle 21,30-22,00, lo studente sarebbe stato al computer a guardare un film d'animazione (un episodio dell'anime Naruto), come dimostrerebbe una schermata del PC (screenshot); quest'ultima prova fu presentata agli atti solo nel 2015. Poi Amanda lo avrebbe raggiunto e sarebbero rimasti lì. In seguito si disse che, tra le 21,30 e le 23,30, si sarebbero recati in piazza Grimana (dove furono visti dal clochard Antonio Curatolo; sebbene fosse una discrepanza, era però anche un possibile alibi, nonostante la vicinanza alla scena del delitto), poi di nuovo a casa di Raffaele dove, secondo Sollecito (che nega di essere andato in piazza), avrebbero fatto uso di marijuana, guardato il film Il favoloso mondo di Amélie, mangiato cena, infine letto un romanzo della serie Harry Potter e passato la notte insieme (dalle 23,30 circa in poi).[21] Questo sarebbe accaduto mentre la vittima veniva uccisa, in via della Pergola; secondo le perizie informatiche, il pc portatile di Sollecito era comunque rimasto acceso dalle 18,30 fino alle 5,32.[22][23]

L'interrogatorio di Amanda Knox e il caso Lumumba[modifica | modifica wikitesto]

Gli interrogatori iniziali non furono registrati e non fu presente nessun avvocato, nemmeno durante le ore seguenti. Secondo i legali degli imputati, ciò era contrario alla legge, che impone la registrazione e la presenza del legale perché le dichiarazioni possano essere usate (queste procedure, di utilizzare e raccogliere dichiarazioni senza avvocato, in origine furono introdotte - tramite leggi apposite - esclusivamente per combattere il terrorismo politico negli anni di piombo e i delitti mafiosi, ma poi vennero estese di fatto a crimini comuni, sempre che il giudice le consideri valide), a meno che il sospetto non voglia rendere dichiarazioni spontaneamente e in piena libertà.[24][25] Tale affermazione fu considerata errata dall'accusa, poiché Amanda e Sollecito furono esaminati come persone informate sui fatti. La presenza del difensore è indispensabile solo quando la persona esaminata è formalmente indagata ma in questo caso, quando emersero indizi di reità nelle dichiarazioni di Amanda Knox, l'esame fu sospeso a norma dell'art. 63 c.p.p. Raffaele Sollecito fu indagato dopo l'esame della Knox. Inoltre, è prevista come obbligatoria la registrazione solo quando viene interrogato un detenuto. Queste contestazioni furono fatte principalmente da giornalisti stranieri, a volte confondendo il sistema americano con quello italiano, dove a norma delle citate regole, sono utilizzabili processualmente anche le dichiarazioni auto-incriminanti rese senza legale, ma solo se la persona non era ancora indagata (ma solo sentita come testimone o persona informata).

Nel caso venne inizialmente coinvolto anche Patrick Dija Lumumba, proprietario del locale dove lavorava Amanda Knox; secondo dichiarazioni di quest'ultima, dimostratesi poi false, egli si sarebbe trovato nel luogo del delitto la sera dell'omicidio[26]. Le accuse si sono successivamente rivelate infondate e la testimonianza inattendibile. A coinvolgere il congolese sono state le false dichiarazioni della Knox e l'errata traduzione di un SMS inviatogli dalla Knox, «see you later», che nell'inglese degli Stati Uniti sta per «ci vediamo», interpretato erroneamente come «ci vediamo dopo», dunque come un appuntamento per la sera del delitto.[27]

Sede principale dell'Università per stranieri di Perugia, frequentata da Amanda Knox nel 2007

La conduzione dell'interrogatorio alla Knox è stata discussa.[27] L'ultima attività sul telefono della Knox la notte dell'omicidio era un SMS al proprietario del pub Le Chic, Lumumba.[28] Il giorno in cui il corpo è stato scoperto, la polizia aveva chiesto alle amiche inglesi di Meredith se lei conosceva uomini di colore. Secondo Nina Burleigh e altri, la polizia potrebbe aver ricercato una connessione a un immigrato africano[29] come conferma della linea di indagine[30], forse in seguito a una testimonianza di alcuni vicini che affermano di aver visto fuggire un uomo dal volto scuro, poi identificato dalla difesa con Rudy Guede.[14]

Gli inquirenti, tra cui il pm Giuliano Mignini e l'ispettore capo Oreste Volturno, chiesero a Knox perché non aveva lavorato in quella notte; lei rispose che Lumumba le aveva mandato un messaggio dicendo che non era necessario perché gli affari andavano a rilento. Knox ha spiegato che il motivo per cui aveva spento il cellulare era di impedire a Lumumba di contattarla nuovamente, se cambiava idea, poiché ormai aveva deciso di rimanere libera quella notte.[31] Knox aveva cancellato l'SMS di Lumumba dalla memoria del telefono. Ha detto agli investigatori che non ricordava come avesse risposto.[32] Gli investigatori guardarono i messaggi del telefono e scoprirono che la Knox aveva risposto. Follain rende la risposta di Knox al testo come "Certo. Ci vediamo più tardi. Buona serata!".[27] I detective interpretarono la parte "Ci vediamo più tardi" (See you later) del messaggio, non come una frase di arrivederci, ma come prova di un accordo per incontrarsi la notte dell'omicidio.[30] Gli inquirenti mostrarono alla Knox la sua risposta a Lumumba sul display del suo cellulare.[33] In realtà il pm Giuliano Mignini non era presente al momento esatto quando Amanda fece il nome di Patrick, alla sola presenza dei poliziotti.

Contraddizioni della presunta "confessione"[modifica | modifica wikitesto]

Anna Donnino, interprete per la polizia di Perugia, disse al processo che la Knox ebbe un "shock emozionale" quando le venne mostrato l'SMS di Lumumba, e avrebbe detto: «È lui, lo ha fatto, me lo sento».[34] All'interrogatorio, secondo il legale di Sollecito, avv. Bongiorno, avrebbe assistito anche una medium: «Amanda Knox fu pressata da una stranissima medium nella stanza della polizia di Perugia, e una medium non ci deve stare in una stanza di polizia», disse nel 2015 il legale.[35] Secondo i difensori della correttezza dell'inchiesta, questa sarebbe un'altra grave inesattezza sostenuta, in Cassazione, unicamente dal legale dell'ingegnere pugliese (la quale non era però presente), in quanto nel verbale si notano la presenza del pm, dell'ispettore Rita Ficarra, della Knox e di Anna Donnino, mentre non è segnalata quella della nominata "medium" o di altri "consulenti".

Amanda descrisse, il 5 novembre, una presunta scena di omicidio descritta poi come una "narrazione confusa di un sogno", dagli inquirenti attribuita alla droga[36]; il pm sottolinea che nella confessione di due ore prima, Amanda ha rivelato che Lumumba Diya, "dopo aver avuto un rapporto sessuale con la vittima, l’ha uccisa»" e che il rapporto sessuale "deve ritenersi di natura violenta, considerato il contesto particolarmente intimidatorio"; il 6 novembre il presunto resoconto Amanda venne scritto in un memorandum di cinque pagine, dattiloscritto e poi in seguito fatto firmare alla Knox come parte del verbale, in cui si legge che «Patrick e Meredith si sono appartati nella camera di Meredith, mentre io mi pare che sono rimasta nella cucina. Non riesco a ricordare quanto tempo siano rimasti insieme nella camera ma posso solo dire che a un certo punto ho sentito delle grida di Meredith e io, spaventata, mi sono tappata le orecchie (...) Non sono sicura se fosse presente anche Raffaele ma ricordo bene di essermi svegliata a casa del mio ragazzo, nel suo letto, e che sono tornata al mattino nella mia abitazione dove ho trovato la porta dell’appartamento aperta».[37] Poco dopo negherà di aver pronunciato queste parole.[36][27]

Contemporaneamente alla stesura del verbale, la Knox ritrattò però queste dichiarazioni in una lettera che scrisse, questa volta a mano, non appena fu lasciata sola, in cui nega che il "sogno" corrisponda ad un evento accaduto: «Per quanto riguarda questa "confessione" che ho fatto ieri sera, voglio essere molto chiara che sono molto dubbiosa della veridicità delle mie affermazioni perché sono state fatte sotto la pressione dello stress, dello shock, e di estremo esaurimento»; questa ritrattazione di poche ore dopo in cui sosteneva di avere cambiato idea a mente lucida,fu considerata non credibile, fino alla verifica dell'alibi di Lumumba, e quindi verrà denunciata per calunnia.[36]

Niente nelle confessioni rese il giorno prima indicava, però, che avesse una conoscenza certa del colpevole. Le dichiarazioni attribuite alla Knox erano sbagliate e contraddittorie nei particolari (si leggeva che Lumumba l'avrebbe sgozzata davanti a lei e al contempo che lei era altrove e non aveva visto nulla. Altra inesattezza: Amanda ha detto solo che sentiva le grisa di Meredith e che ha capito che Patrick la stava uccidendo) e auto-incriminanti (si disse colpevole e innocente nella stessa dichiarazione), specie riguardo ai particolari centrali (citò come complice un uomo che era sospettato, ma che successivamente si dimostrò avere un alibi inoppugnabile; non riuscì a citare un altro uomo, sconosciuto dalla polizia, il cui DNA fu trovato ulteriormente sulla vittima; si trattava di Guede). Ciononostante, Knox, Sollecito, e l’uomo innocente da lei coinvolto, Lumumba, furono tutti subito arrestati senza ulteriori prove o verifiche. Alla conferenza-stampa il capo della polizia annunciò la chiusura del caso[36], cosa questa criticata vivacemente dal pm, oltre che da avvocati e stampa americana (del resto, il questore e il capo della Polizia non hanno alcuna attribuzione in materia di chiusura delle indagini).

Il rapporto tra Amanda e Lumumba non era buono, secondo la testimonianza dello stesso Lumumba: Amanda Knox avrebbe infatti lavorato nel locale di lui per essere presto licenziata a causa di comportamenti troppo disinvolti con la clientela e perché giudicata non capace. Patrick Lumumba è stato successivamente rilasciato e prosciolto da ogni accusa, in quanto aveva un alibi (era in compagnia di un amico e cliente, un professore svizzero, che lo vide al bancone del pub) e non furono trovate sue tracce nella casa. In seguito all'ingiusta detenzione della durata di 14 giorni, Lumumba è stato risarcito con la somma di 8 000 euro, ritenuti però insufficienti dal suo legale[38]. Per questa calunnia Amanda Knox è stata condannata in primo grado a un anno di carcere, pena incrementata a tre anni di reclusione dalla corte d'appello. Amanda e Raffaele, dopo essere stati arrestati, assieme al detto Lumumba, vengono condotti in carcere il 6 novembre. In seguito al rilascio di Lumumba, viene sospettato e poi arrestato Rudy Guede, dopo l'individuazione di abbondanti tracce genetiche sulla scena del delitto.[39]

La condanna per calunnia alla Knox è rimasta comunque basata sulle dichiarazioni rese dagli inquirenti e sulle trascrizioni successive dell'interrogatorio, senza tener conto della ritrattazione del giorno seguente; tuttavia nessuna registrazione vocale della Knox che accusa Lumumba è mai stata effettuata e l'unico memoriale scritto di suo pugno e a lei attribuibile con certezza fu quello in cui ritratta ogni possibile accusa riferita.[27]

Il procedimento giudiziario[modifica | modifica wikitesto]

I tre indagati avranno due procedimenti distinti.

Raffaele Sollecito[modifica | modifica wikitesto]

Raffaele Marco[40] Sollecito, originario della Provincia di Bari, studente universitario in ingegneria informatica di 23 anni, all'epoca dell'omicidio[41]; suo padre Francesco è un medico ospedaliero specializzato in urologia e medicina legale; la madre, separata dal marito, è invece deceduta nel 2005[42]; sua sorella Vanessa è tenente dei Carabinieri, posizione lavorativa che terminerà per ragioni che verranno collegate alla vicenda processuale famigliare, venendo nei fatti congedata dopo 10 anni di servizio[43]; nel processo venne difeso principalmente da Giulia Bongiorno e Luca Maori. Assolto definitivamente nel 2015, lavora come ingegnere informatico ed elettronico, in particolare nell'ambito della progettazione di siti internet, videogiochi e droni, dopo aver conseguito la laurea specialistica discutendo una tesi sull'analisi dei flussi di opinione nei social network in relazione alla propria vicenda giudiziaria.[44] Ha scritto inoltre due libri sulla propria storia.

Amanda Knox[modifica | modifica wikitesto]

Il carcere di Capanne a Perugia

Amanda Marie Knox, studentessa statunitense in letteratura, 20 anni, figlia di Curt Knox, impiegato (ex vice-direttore dell'ufficio fiscale di una succursale locale di Macy's, una catena di grandi magazzini) e di Edda Mellas, insegnante di matematica, sposata in seconde nozze con Chris Mellas, consulente informatico[45]; con Sollecito, conosciuto due settimane prima, aveva una relazione al momento del delitto[46]; nel processo venne difesa da Carlo Dalla Vedova e Luciano Ghirga. Assolta definitivamente nel 2015, attualmente è giornalista freelance per un giornale di Seattle, oltre ad avere scritto un libro autobiografico e a collaborare con il National Innocence Project, una organizzazione non governativa statunitense che si occupa di errori giudiziari.

Rudy Guede[modifica | modifica wikitesto]

Rudy Hermann Guede, ivoriano[39]; nato in una famiglia cristiana ma con il padre che praticava la poligamia[47], arrivò in Italia molto giovane lasciando la madre, venditrice di libri, per raggiungere il padre Roger, musicista; durante una vacanza in Costa d'Avorio rischiò di venire ucciso in una sommossa di musulmani; da allora non volle mai più tornare al suo paese[47]; dopo essere scappato per non vivere con la matrigna, venne affidato nel 2004 alla famiglia di Paolo Caporali, imprenditore perugino, proprietario della Liomatic s.p.a. (azienda di macchine per caffè dell'indotto Lavazza) e patron di una squadra locale di basket, dove Rudy giocava.[47] In seguito al comportamento indisciplinato, al suo rifiuto di studiare e alle menzogne nel rapporto con i famigliari (anche se non presentava allora comportamenti violenti), sarà cacciato di casa poco dopo dal padre affidatario, allo scadere della maggiore età.[47] Trascorse allora un periodo insieme ad una zia.[47] Verrà condannato anche per furti e per spaccio di droga.[47][48] Secondo Nina Burleigh, Rudy potrebbe aver subito degli abusi, e faceva ogni tanto uso di droghe personalmente, ma soffriva anche di disturbi della personalità, in particolare una forma di dissociazione (fuga psicogena) e sonnambulismo.[47] Con altri, fu sospettato di furti in appartamento, vandalismo e di un incendio accidentale in una casa dove avevano rubato.[47] Poco tempo prima del delitto di Meredith, Rudy litigò con un conoscente e lo avrebbe poi minacciato con un coltello tascabile.[47] Subito dopo il delitto lasciò Perugia per la Germania.[47] Fu arrestato il 20 novembre, dopo che la scientifica riuscì a identificare il suo DNA[49], ed estradato in Italia il 6 dicembre 2007[50][51]. Come da richiesta dei suoi avvocati, Nicodemo Gentile e Walter Biscotti, Guede ha ottenuto dal giudice per l'udienza preliminare Paolo Micheli la concessione del rito abbreviato di giudizio[52]. Guede si sta per laureare in Lettere (corso di Storia) in carcere e potrebbe ottenere la semilibertà o un permesso premio già nel 2016.

Detenzione[modifica | modifica wikitesto]

La Knox e Guede sono stati detenuti nel carcere di Capanne[52], vicino Perugia; Sollecito, dopo essere stato anch'egli in custodia al carcere di Capanne, è stato trasferito dall'inizio del 2008 presso il carcere di Terni. Guede, dopo il 2010, venne trasferito nel carcere di Mammagialla a Viterbo.[53] Knox e Sollecito hanno scontato quattro anni di carcerazione preventiva. Sollecito ha lamentato di essere stato, senza fondati motivi (a suo avviso), detenuto in un carcere di massima sicurezza, con i primi sei mesi in isolamento e le prime due settimane senza poter incontrare nessuno, né i parenti, né i legali (al di fuori delle udienze).[54] Le difese della Knox e di Sollecito hanno impugnato le ordinanze di custodia cautelare dinanzi al Tribunale del Riesame di Perugia che ha respinto i loro ricorsi. Poi hanno impugnato la decisione del Truibunale per il Riesame presso la Corte di Cassazione, Prima Sezione penale, che, anch'essa, ha respinto i ricorsi della Knox e di Sollecito.

La condanna di Guede e la sentenza di I grado di condanna di Knox e Sollecito[modifica | modifica wikitesto]

Knox, Sollecito e Guede vengono rispettivamente condannati a 26, 25 e 16 anni di reclusione. Rudy Hermann Guede, che ha optato per il rito abbreviato, è stato definitivamente condannato per concorso in omicidio e violenza sessuale con sentenza della Corte di Cassazione, Prima Sezione penale, in data 16 dicembre 2010 (in primo grado 30 anni, appello 16). Per gli altri due concorrenti, si è richiesto il processo d'appello. Le sentenze ricostruiscono dettagliatamente le modalità e le circostanze dell'omicidio, definito a movente "erotico sessuale violento". La sentenza di condanna di primo grado riguardante Sollecito e la Knox, emessa il 5 dicembre 2009 dalla Corte di Assise di Perugia presieduta da Giancarlo Massei con Beatrice Cristiani, è basata, secondo la Corte, su perizie, riscontri oggettivi e testimonianze.[55]

Durante il dibattimento l'ispettore Oreste Volturno afferma che i famigliari di Sollecito hanno fatto pressioni politiche al telefono, ma non vengono rilevate tracce di presunte telefonate, come fa rilevare lo stesso pm; Volturno afferma altresì - per corroborare l'accusa - che Sollecito è un violento, e che a scuola aveva ferito una compagna con delle forbici, alcuni anni prima; attribuisce ciò a "un confidente" di cui si rifiuta categoricamente di rivelare il nome, ma sostiene che i registri della scuola superiore sono andati al macero, e non può quindi dimostrare la sua accusa.[56]

Si parlò in dibattimento anche di "scenari rituali" (era la notte seguente quella di Halloween e il pm si era già occupato del caso del Mostro di Firenze[57]), ma poi si abbandonò questa pista per quella del "gioco erotico"; il pm chiede l'ergastolo.[36][58] Vengono ventilate, da parte dei mass media e della stampa scandalistica, che si impadroniscono subito del caso, anche motivazioni bizzarre come quella che Sollecito (appassionato di manga) avesse preso ispirazione da un fumetto giapponese.[59] Il PM Mignini ha sempre sostenuto invece che il delitto va ricondotto ad un rapporto di profonda ostlità tra Meredith e Amanda.

Uno dei testimoni dell'accusa, Hekuran Kokomani, di nazionalità albanese, che viene rilevato essere gravemente inattendibile già dal gup Paolo Micheli, viene convocato in aula (nel frattempo era stato arrestato per fatti di droga) e racconta di aver incontrato Knox e Sollecito armati di coltello assieme a Guede, ma la testimonianza è ritenuta completamente infondata e inventata. Lo stesso Kokomani afferma di aver già visto la giovane americana e il ragazzo pugliese a luglio, insieme ad uno zio americano di Amanda: in realtà è stato accertato che Amanda arrivò in Italia solo nel settembre 2007 e aveva conosciuto Sollecito da poco. I pm convocarono in aula anche il suo avvocato, Antonino Aiello, che tentò di ribadire che il suo cliente era credibile.[60]

Questa testimonianza e quella di un altro teste dell'accusa, il clochard Antonio Curatolo che affermò di averli visti tra le 21,30 e le 23,30 in piazza Grimana, sembrarono apparentemente incrinare il teorema del pubblico ministero. Curatolo in passato fece uso di droghe, ma al momento era disintossicato, e aveva già testimoniato in maniera attendibile e credibile a un altro processo per omicidio, sempre per l'accusa. Seppur proposto come testimone dall'accusa, in quanto riferiva che erano in piazza anziché a casa di Sollecito (provando che le dichiarazioni del giovane erano false; in seguito Sollecito ha affermato di non ricordare molto bene poiché aveva assunto droga, tuttavia non ha mai cambiato completamente la sua versione), la deposizione finisce per fornire un possibile alibi a Knox e Sollecito, che tuttavia non vale ad assolverli, perché, per la Corte, la piazza è vicina alla casa e l'ora del delitto non è precisa e sicura come secondo la difesa.[60][14]

L'istruttoria dibattimentale di primo grado è stata lunghissima e secondo la corte esauriente. Nonostante alcune incongruenze, vengono rifiutate nuove contro-perizie scientifiche su DNA, chieste dalla difesa, e l'accusa regge.[61] Secondo la ricostruzione finale accolta dalla sentenza, Knox e Sollecito, la sera del 1º novembre 2007, hanno appuntamento in piazza Grimana con Guede, conoscente della Knox, il quale decide di unirsi a loro per la serata. I tre si recano nella casa della studentessa, dove la sua coinquilina Meredith Kercher, dopo una serata trascorsa con delle amiche britanniche, era da poco rientrata, presenza immediatamente notata in quanto la porta della sua camera era socchiusa.[62][63]

Come sostenuto in sede di indagini e dalla sentenza, questa è la ricostruzione di primo grado, come espressa dalle motivazioni di condanna: «È quindi possibile che Rudy, uscendo dal bagno, si sia lasciato trascinare da una situazione avvertita come carica di sollecitazioni sessuali e cedendo alla propria concupiscenza, abbia cercato di soddisfare le proprie pulsioni portandosi nella stanza di Meredith che era sola nella propria camera con la porta quantomeno socchiusa. La reazione e il rifiuto di Meredith dovettero essere stati sentiti da Amanda e Raffaele, i quali anzi ne dovettero essere disturbati ed intervennero, per quanto evidenziano gli eventi, spalleggiando Rudy, diventando i suoi aggressori e i suoi uccisori (...) la prospettiva di aiutare Rudy nel proposito di soggiogare Meredith per abusarne sessualmente,poteva apparire come un eccitante particolare che, pur non previsto, andava sperimentato».[63][17]

Sempre secondo la ricostruzione della corte e della sentenza, alle grida della Kercher, Knox e Sollecito si sarebbero quindi uniti a Guede nell'azione criminosa, in quella che avrebbero trovato una "situazione eccitante", tentando così di immobilizzarla con la minaccia di un coltello.[62] La perizia sulle ferite inferte evidenzia che l'arma in possesso di Sollecito era verosimilmente piccola, mentre la Knox impugnava un coltello da cucina, successivamente ritrovato, sul quale sono state trovate le sue tracce genetiche insieme a quelle della Kercher: le perizie effettuate per il processo di secondo grado, al contrario, sostenevano che quel coltello da cucina non aveva né il DNA della Knox né si poteva considerare l'arma del delitto.[64] Discussa è stata anche la presunta traccia di DNA di Sollecito sul gancetto del reggiseno della vittima, spiegata anche come contaminazione accidentale. La situazione sarebbe degenerata per il persistere della resistenza della Kercher. La Knox con il coltello da cucina avrebbe colpito la vittima al collo la vittima arrecandole ferite mortali, seppure il decesso avvenga dopo una lunga agonia.[62]

I tre imputati, subito dopo l'omicidio, sempre secondo la sentenza, le sottraggono i telefoni cellulari, per timore di generare allarme da parte di qualcuno che la chiamasse senza avere risposta, apparecchi che saranno poi ritrovati in una scarpata distante poche centinaia di metri dalla scena del delitto. I tre si dirigono in direzioni diverse, Guede in una discoteca, Knox e Sollecito a casa di quest'ultimo. La mattina seguente i due tentano di cancellare le tracce del delitto e poi rompono una finestra dell'abitazione per inscenare un finto furto onde depistare le indagini[65].

L'assoluzione in appello di Amanda Knox e Raffaele Sollecito[modifica | modifica wikitesto]

La sezione penale del Tribunale di Perugia, sede dei primi due processi

Il 3 ottobre 2011, alle ore 21:43, la Corte di Assise di Appello di Perugia, presieduta da Claudio Pratillo Hellmann, dopo aver disposto la parziale rinnovazione dell'istruttoria dibattimentale, in parziale riforma della sentenza di primo grado, ha condannato Amanda Knox a 3 anni di reclusione per il reato di calunnia, già scontati, ma ha assolto con la formula di non aver commesso il fatto entrambi gli imputati dalle accuse di omicidio e di violenza sessuale, e per insussistenza del fatto dall'accusa di simulazione di reato, e ne ha ordinato conseguentemente la scarcerazione immediata.[66]

I due hanno lasciato le case di reclusione, dove erano stati riaccompagnati per espletare le formalità e prelevare gli effetti personali là rimasti, prima della mezzanotte, mentre nella piazza Matteotti, di fronte all'uscita dell'aula d'udienza si scatenava una protesta contro la sentenza e contro i difensori degli imputati. Amanda Knox ha lasciato l'Italia diretta a Seattle il 4 ottobre 2011 alle ore 11:45 facendo scalo proprio nel Regno Unito, nella sala riservata alle alte personalità, per motivi di sicurezza, dell'aeroporto internazionale di Heathrow. Lo stesso giorno, prima della partenza, la Knox ha scritto una lettera al segretario generale della Fondazione Italia USA, Corrado Maria Daclon, nella quale ringrazia pubblicamente gli italiani che le sono stati vicini[67]: «A tenermi la mano e a offrirmi del sostegno e del rispetto attraverso le barriere e le controversie c’erano degli italiani. C’era la Fondazione Italia USA, e molti che hanno condiviso il mio dolore e che mi hanno aiutato a sopravvivere con speranza. Sono sempre grata della loro premurosa ospitalità e del loro coraggioso impegno. Chi mi ha scritto, chi mi ha difesa, chi mi è stato vicino, chi ha pregato per me. Vi sono sempre grata. Vi voglio bene». Al suo arrivo a Seattle ha tenuto una breve dichiarazione all'aeroporto ai giornalisti presenti, ringraziando nuovamente quanti le sono stati vicino, visibilmente commossa.[66]

Nelle motivazioni della sentenza viene affermata la probabilità che Guede sia l'unico colpevole:

« Senonché, l'analisi di ciascuno dei singoli elementi, sui quali riposa l'ipotesi del concorso, induce quanto meno a dubitare della partecipazione di più persone (...) e ad escludere, pertanto, che la sentenza concernente Rudy Guede possa rappresentare un elemento di valutazione determinante ai fini dell'accertamento della responsabilità degli attuali imputati; e comunque, a anche a voler tenere ferma l'ipotesi del concorso necessario di persone, non per questo la sentenza assume valore probatorio determinante per riconoscere negli attuali imputati i correi di Rudy Guede. Ne deriva che tale sentenza, condivisibile per quanto riguarda la responsabilità di Rudy Guede (che non viene certo meno dal ritenere maggiormente attendibile l'ipotesi dell'unico agente) in quanto gli elementi a carico di lui sono numerosi ed univoci (...) non assume rilevanza probatoria per quanto concerne l'accertamento della responsabilità degli attuali imputati »
(Sentenza Pratillo Hellmann-Zanetti, pagg. 28-29)

Forti critiche ha suscitato la sentenza e, nella stessa requisitoria, i pubblici ministeri avevano sottolineato l'anomalia di una vicenda giudiziaria nella quale si dava per scontata l'assoluzione prima ancora che la Corte si ritirasse in camera di consiglio. Benché la Corte d'Assise d'Appello avrebbe dovuto essere presieduta da Sergio Matteini Chiari, presidente della Sezione Penale della Corte d'Appello di Perugia, a presiedere la corte fu chiamato Claudio Pratillo Hellmann, che presiedeva la Sezione Lavoro. Anche il Consigliere a latere della Corte, Massimo Zanetti, proveniva dalla Sezione Civile ed entrambi avevano avuto una esperienza penale piuttosto remota nel tempo, a Spoleto e a Orvieto.

Rilevanza mediatica e internazionale[modifica | modifica wikitesto]

Amanda Knox lascia il carcere di Perugia su un'auto insieme a Corrado Maria Daclon, segretario generale della Fondazione Italia USA

Il processo Knox-Sollecito fu un processo mediatico e internazionale. Ci fu infatti chi accusò le presunte pressioni fatte dal segretario di stato Hillary Clinton per l'assoluzione, peraltro mai provate, nonché il ruolo dei mass media americani, che descrissero quello di Perugia come un'edizione moderna del processo alle streghe di Salem.[68] Alcuni anni dopo, Pratillo Hellmann lanciò accuse di "linciaggio mediatico" e insulti nei suoi confronti, da parte dei suoi stessi colleghi e da alcuni abitanti di Perugia. Hellmann lasciò la magistratura per il clima di ostilità da lui percepito, poco dopo la sentenza del 2011.[69]

Per i colpevolisti, due assassini venivano rimessi in libertà, mentre gli innocentisti descrissero il caso Knox-Sollecito, per il livello di celebrità e importanza internazionale, come "il più rilevante errore giudiziario del ventunesimo secolo", paragonandolo al caso Dreyfus del XIX secolo o al caso di infanticidio noto come "Dingo Baby" (Australia, 1980) per il XX secolo.[70] Inoltre, come spesso in questo tipo di casi, il tutto venne scandito anche da epiteti ingiuriosi o poco gentili rivolti dalla stampa ad Amanda Knox.[71][72][73]

Interventi dell'OSCE e polemiche giornalistiche[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti fece scalpore anche il breve arresto di un giornalista investigativo italoamericano, Frank Sfarzo, avvenuto a Perugia nel settembre 2010, in seguito alle sue indagini di tono innocentista; al giornalista sarebbero stati sottratti materiali e sarebbe stato malmenato dalla polizia.[74] Violazioni attribuite alla procura di Perugia furono denunciate dal Committee to Protect Journalists (CPJ) di New York[75], un’organizzazione non governativa statunitense; nell’aprile del 2011 il CPJ segnalò alle autorità italiane «alcune gravi violazioni della libertà di informazione compiute in Italia».[76] Le stesse violazioni vennero il mese successivo dall’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) che segnalò «i comportamenti del sostituto procuratore di Perugia Giuliano Mignini a danno del blogger Frank Sfarzo e di alcuni giornalisti e commentatori che sarebbero stati minacciati o trattati in modo persecutorio dallo stesso magistrato», alcuni in Toscana «mentre seguivano le inchieste sul cosiddetto mostro di Firenze e altri a Perugia» mentre seguivano le indagini giudiziarie dirette dallo stesso Mignini[76]

Sulla vicenda, nel 2013, è stato realizzato un libro a firma di Mario Spezi e Douglas Preston edito in Germania, per l'editore Droemer Knaur, dal titolo Der Engel mit den Eisaugen. Il rifiuto di pubblicazione a cui il libro andò incontro, secondo i due autori, è dovuto probabilmente alle nuove forti critiche (secondo lui, "interrogatori senza avvocati e non legali; prove scientifiche completamente falsate; testimoni impresentabili"[25]). I due autori sono autori anche di altre pubblicazioni, in cui il caso viene riletto come una persecuzione dettata da fantasie degli inquirenti, pregiudizi, simpatie personali e misoginia nei confronti di Amanda.[77] Una tesi simile fu sostenuta dalla giornalista Daria Bignardi nel 2009.[78]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Mario Spezi § Il caso Meredith Kercher.

Ricorso dell'accusa[modifica | modifica wikitesto]

La Procura Generale della Repubblica di Perugia si oppose. Il 14 febbraio 2012 viene proposto ricorso per cassazione, con un atto di 112 pagine, articolato in dieci motivi. Il ricorso è rivolto sia contro l'ordinanza del 18 dicembre 2011 con cui è stato disposto il rinnovo dell'istruzione dibattimentale con la perizia genetica perché radicalmente immotivata, quello contro altre due ordinanze e gli altri contro la sentenza, accusando la Corte d'Assise d'Appello di gravi errori logico-giuridici, riconducibili al concetto di "petizione di principio", alla visione parcellizzata delle prove e all'utilizzo dei soli aspetti che potessero rafforzare le argomentazioni difensive, con completa obliterazione di quegli aspetti che collimavano con l'ipotesi accusatoria. Inoltre, la Procura Generale di Perugia ha contestato il fatto che la contaminazione dei reperti fosse stata considerata solo possibile in astratto ma che non fosse stata mai provata. Il giudizio che il ricorso dà del metodo seguito dai giudici d'appello è duro specie nei confronti del relatore, accusato di avere anticipato la decisione addirittura nella relazione introduttiva, come era stato fatto nella requisitoria.[79][80][81][82]

Knox ha impugnato la propria condanna per il reato di calunnia, mentre la famiglia Kercher ha impugnato la sentenza d'appello, chiedendo la condanna degli imputati anche per i reati per i quali era intervenuta l'assoluzione, in particolare per l'omicidio di Meredith.[81]

La ricostruzione innocentista[modifica | modifica wikitesto]

La sentenza di secondo grado, come quella definitiva del 2015, si basò sulle nuove perizie, già richieste ma non concesse in primo grado, che avrebbero escluso la certezza della presenza di Knox e Sollecito sul luogo del delitto in quelle ore, mancando prove genetiche certe, presenti invece per quanto riguarda Guede.[64] Secondo le nuove perizie, le impronte di scarpe attribuite a Sollecito in realtà sarebbero compatibili con la dimensione dei piedi di Guede e il coltello da cucina sarebbe in realtà stato usato negli ultimi tempi solo per sbucciare patate.[64]

Nel 2009 un'associazione di esperti statunitensi aveva scritto una lettera aperta alla corte mettendo in dubbio le conclusioni dei test: «Un esame chimico per la presenza di sangue sul coltello ha dato esito negativo, ma non è stato preso in considerazione. Inoltre il Dna trovato era sufficiente solo per un profilo parziale». Secondo Bruce Budoweles e Carlo Torre, il coltello sequestrato non era nemmeno compatibile con la ferita.[83]

I periti Carla Vecchiotti e Stefano Conti hanno smentito le perizie del primo grado[84] e dichiarato che i rilievi furono fatti in ambiente che poteva essere già stato contaminato geneticamente: quindi gli avvocati della difesa si sono lamentati per gli errori della polizia scientifica e per il diniego a nuove perizie della corte giudiziaria di primo grado.[85]

Al centro del contendere, il presunto DNA della Knox e di Meredith sul coltello da cucina di Sollecito: secondo i periti d'appello, tale DNA non ci sarebbe, mentre secondo l'accusa sarebbe presente; altri periti affermarono la sola presenza del DNA della Knox che avrebbe usato il coltello per cucinare a casa di Sollecito.[64] La prova dell'elettroforesi (il test usato per il DNA in questi casi) viene solitamente considerata valida, negli Stati Uniti, solo se dà picchi sopra 150, mentre quelli sotto 50 sono ritenuti da scartare, e quelli presi in esame per l'accusa erano tutti sotto questo livello.[83] Sempre secondo Vecchiotti e Conti, ma anche altri esperti, il metodo stesso seguito per le analisi non è neppure adatto a piccoli quantitativi di DNA, comportando spesso dei falsi positivi.[83] La prova contro Amanda verrà quindi scartata.[83] Il giudice Hellmann dirà che «sulla lama del coltello le tracce erano talmente labili che la mappa genetica dei Dna a cui potevano essere ascritte era troppo ampia. Quelle tracce leggere - oltre alla Knox e a Sollecito - potevano essere ricondotte perfino a me, cioè in grado di compatibilità con il Dna del presidente della Corte», mentre il DNA di Meredith era «assente».[86] La mancanza probabile di DNA della Kercher è stata affermata anche in una successiva perizia (2013) degli stessi RIS.[87]

Il presunto DNA di Sollecito sul gancetto del reggiseno (inizialmente attribuito al fatto della biancheria forse scambiata tra Meredith e Amanda) - spostato e calpestato, poi repertato circa 47 giorni dopo, quando la scena del crimine era rimasta parzialmente incustodita e in parte anche ripulita, oltre che inquinata da molte persone che si aggiravano senza le dovute precauzioni - è spiegato come contaminazione accidentale, forse ad opera della stessa polizia scientifica, o come errore, data la presenza di diversi DNA e la scarsità di materiale genetico, che rendeva il profilo compatibile con moltissimi soggetti maschili e non solo con Sollecito, e mancando quindi la perfetta coincidenza, ma solo una "generica compatibilità".[83] La prova difatti «conteneva diversi DNA di cui uno compatibile con Sollecito, ma i giovani si frequentavano, quindi potrebbe essere finito lì in diversi modi innocenti».[83][88] Il giudice asserì poi in un'intervista che «vero che c’era un DNA ascrivibile a Sollecito, ma compariva anche quello di altri tre uomini. Dimostrando che la prova era stata compromessa dall’inquinamento della scena del delitto. Quel reperto, fotografato il primo giorno di indagini, era stato lasciato lì, nella camera da letto. Solo un mese e mezzo dopo è stato deciso di recuperarlo e analizzarlo. Ma si era subito notato che, rispetto alle foto della scena del delitto, il reggiseno era stato spostato di oltre un metro ed era finito sotto un tappeto».[86]

Il DNA di Sollecito, con tracce ben più visibili, era presente anche in altri luoghi della casa, per via della frequentazione della stessa durante la relazione con Amanda, o tramite trasferimento da Sollecito alla Knox, e da questa all'ambiente. Ad esempio la traccia genetica fu ritrovata su un mozzicone di sigaretta non riferibile alla scena del delitto, e non si poté escludere che fosse su altri oggetti sequestrati, rendendo verosimile che la tenue traccia fosse contaminazione da imperizia e incuria, mescolata ad altri DNA presenti nel luogo, come quello, abbondante, di Guede.[88] Inoltre Sollecito ha aiutato anche la polizia a sfondare la porta della camera chiusa di Meredith, cosa che avrebbe contribuito a diffondere il suo DNA nell'ambiente.[89]

Il DNA è stato inoltre repertato dove toccato dagli uomini della scientifica, con guanti forse contaminati, cioè sul gancetto, mentre è assente nei punti non toccati dai guanti sul reggiseno, cioè sulla stoffa nella quale è stato repertato solo il DNA di Rudy Guede; questa distribuzione selettiva del DNA, secondo l'avvocato Bongiorno, sarebbe stata molto improbabile in una colluttazione.[90][91][92][93]

Tutto questo portò all'esclusione della prova come falsa o inammissibile, come proposto dal teorema difensivo, facendo cadere le accuse a Sollecito.[94]

La difesa ha ricostruito anche l'omicidio con Rudy Guede come unico colpevole.[95] Tale ricostruzione è stata approfondita anche da vari giornalisti investigativi, criminologi e scrittori, come Mario Spezi e Douglas Preston e accolta dal giudice d'appello grazie all'accanita difesa portata avanti dall'avvocato Bongiorno[96], che riuscì a ribaltare un caso che sembrava chiuso.[97]

Rudy Guede sarebbe entrato nella casa a scopo di furto, dopo aver effettuato un sopralluogo nei giorni precedenti, in cui sarebbe stato visto e aveva parlato con alcuni ragazzi nel vicino campo da basket (sport praticato da Guede fino a poco tempo prima). Guede aveva già sulla sua fedina penale alcune denunce per furto. Le modalità erano quelle di spaccare una finestra con un sasso ed entrare nella casa e talvolta anche fermarsi per andare in bagno; anche nella casa di Perugia la finestra fu rotta in quel modo e Guede si fermò in bagno.[64][98]

Entrato quindi rompendo con un sasso (non sarebbe un depistaggio, anche perché Knox e Sollecito non conoscevano il modus operandi di Guede nelle precedenti effrazioni) la finestra della camera da letto di Filomena Romanelli, assente, una volta in casa avrebbe sottratto denaro, cellulari e carte di credito, rovistando tra le stanze.[99][95] Si ferma a bere, va in bagno, convinto che la casa sia vuota.[99] Imbattutosi in Meredith, la aggredì, riuscendola a sopraffare per la sua corporatura fisica maggiore, la spinse a terra e la violentò; successivamente, per eliminare una testimone (Meredith forse lo aveva visto nei giorni precedenti), la uccise con l'arma da taglio che portava con sé. Poi, dopo aver lasciato impronte insanguinate nella stanza e fuori, sarebbe andato forse in bagno per tentare di ripulirsi e infine avrebbe abbandonato la casa, forse dalla porta o più probabilmente dalla stessa finestra (essendo atletico e allenato), e durante la fuga avrebbe urtato alcuni vicini. In alternativa, sarebbe entrato dalla porta, aperta dalla vittima che lo conosceva, avrebbe tentato di violentarla perché respinto, poi la uccise, si impossessò della refurtiva e inscenò il furto, per simulare la rapina andata male.[99][14] Dopo essere fuggito, andò in discoteca, gettò via i cellulari e si disfò dell'arma del delitto; infine scappò in Germania con i soldi di cui disponeva, dove sarà poi individuato, arrestato ed estradato, quasi un mese dopo.[100]

Il sasso con cui la finestra sarebbe stata rotta, secondo Raffaele Sollecito e i suoi legali non è mai stato analizzato in maniera approfondita.[54]

L'assenza delle impronte[modifica | modifica wikitesto]

Uno dei cardini dell'assoluzione piena del 2011 e di quella per mancanza di prove del 2015 è anche la totale assenza di impronte insanguinate dei due (che era stata invece affermata dalla sentenza del 2009, e, in maniera più sfumata, da quella del 2014) e l'impossibilità di ripulire selettivamente le proprie tracce, lasciando solo ed esclusivamente quelle di Rudy Guede.[64] Inoltre non c'è prova che il pavimento abbia subito alcuna "pulizia selettiva" con qualche prodotto chimico. Un'impronta di piede di Guede venne poi inizialmente confusa con quella di Sollecito[64]; la mancanza di impronte inficiò il teorema accusatorio, poiché risulta fisicamente impossibile percorrere il pavimento insanguinato senza lasciare tracce e poi ripulire in maniera precisa impronte e DNA, lasciando solo, tranne minuscole tracce rilevate come contaminazione (anche perché molto scarse), quelle attribuite alla vittima e a Guede. Se camminarvi senza sporcare venne ritenuto impossibile, una tale azione selettiva venne considerata estremamente difficile anche per esperti dotati di apparecchiature per l'identificazione delle tracce, quindi ancora di più per due giovani senza esperienza in quel campo, che avrebbero dovuto agire in poche ore.[64][101]

La presunta confessione di Guede e altre indiscrezioni su un "quarto uomo"[modifica | modifica wikitesto]

Nel marzo 2010 attraverso i media si diffonde la notizia secondo la quale Guede avrebbe proposto a Meredith Kercher di partecipare a un festino erotico, ma al rifiuto di lei sarebbe seguito un tentativo di stupro da parte di un ulteriore uomo non identificato (chiamato il "quarto uomo" dopo che Guede divenne il "terzo uomo", nel linguaggio dei mass media, in seguito al proscioglimento di Lumumba), degenerato in una ferita mortale con arma da taglio. Guede avrebbe tentato di soccorrere la ragazza ma l'altro, minacciandolo, gli avrebbe intimato di uccidere la ragazza, ciò che egli avrebbe poi fatto. Successivamente i due si sarebbero reincontrati casualmente in una discoteca e l'uomo misterioso gli avrebbe lasciato una somma di denaro per scappare in Germania, luogo dove si trovava al momento dell'arresto.[102] Questa ricostruzione, raccontata da Mario Alessi, muratore siciliano condannato all'ergastolo per il delitto di Tommaso Onofri (un bambino di tre anni rapito a scopo di estorsione e ucciso con alcuni complici nel 2006), che stava scontando la pena nello stesso carcere di Guede, a Viterbo, scagionerebbe i due imputati Sollecito e Knox ma è stata ritenuta dai magistrati, nello specifico dal procuratore Airone, totalmente infondata; infondate furono ritenute altre presunte rivelazioni, tra le quali la dichiarazione di Luciano Aviello (noto poi come Lucia in seguito al suo cambiamento di sesso), pentito di mafia che per un periodo fu in cella con Sollecito, il quale ha accusato suo fratello (un mafioso nel frattempo defunto) dell'omicidio, che avrebbe commesso in concorso con Rudy Guede.[103]

Si parlò, sui giornali, anche di uno spacciatore di cocaina, un italiano presunto conoscente o "ex amante" della Knox, come presunto complice di Guede, di nome "Federico"; egli venne già identificato in un'informativa della polizia nel 2007, ma è stato totalmente ignorato successivamente e tale rimarrà.[104]

Un altro sospetto fu un "biondino" tossicodipendente, indossante "una felpa Napapijri" e non meglio identificato, che si sarebbe vantato dell'omicidio, di cui parlò Rudy Guede (questa volta senza smentire in seguito). Questo sospetto fu nominato nella sua prima versione difensiva e a casa sua sarebbero stati trovati jeans insanguinati, ma la polizia non lo avrebbe sospettato; Guede disse invece che Meredith, che l'aveva invitato a casa sua, fu aggredita mentre lui era in bagno ed «era per terra, colpita, e aveva i jeans. Chino su di lei c’era un giovane biondo, con una cuffia bianca e una felpa Napapijri. Ha cercato di colpirmi con un coltello.»[105] In seguito, Guede disse ancora di aver visto l'assassino o gli assassini, ma non li identificò mai con certezza in Knox e Sollecito (parlò di Amanda, che avrebbe rubato soldi a Meredith, solo in una rivelazione fatta ai suoi avvocati circa due anni dopo, ma la testimonianza era in contraddizione con molti fatti); disse di essere fuggito, dopo aver cercato di soccorrere la ragazza, secondo lui sua amica intima, ed essere tornato più tardi a coprire il corpo.[106] In precedenza, in una conversazione via Skype dalla Germania, Guede aveva detto ad un amico che Knox non c'entrava nulla, che il ragazzo biondo poteva anche essere Sollecito ma che non era sicuro[107], e che nemmeno lui era colpevole. In aula, solo in appello, gli avvocati lessero invece una sua dichiarazione ulteriore dove affermava che, secondo lui, Amanda e Raffaele erano colpevoli, ma rifiutò sempre di dire se li avesse davvero visti, presentando la sua dichiarazione nella forma di una semplice opinione; secondo indiscrezioni, non confermate, avrebbe poi anche accusato Sollecito, affermando però che lui non era in bagno mentre lei veniva aggredita, bensì sul letto ad ascoltare musica con le cuffie, che gli impedirono di accorgersi di nulla. I suoi legali hanno ripetuto in seguito la versione del ragazzo biondo con la felpa, smentendo il riconoscimento. Guede non ha voluto riferire altri particolari, né versioni più precise, sostenendo sempre che il vero killer fosse questo misterioso uomo, mai identificato.[108]

Procedimenti correlati[modifica | modifica wikitesto]

Amanda Knox è stata rinviata a giudizio, con prima udienza il 15 novembre 2011, nuovamente per calunnia nei confronti di alcuni poliziotti della Questura di Perugia, tra cui l'ispettore Oreste Volturno, e l'interprete. La Knox ha accusato in più circostanze, anche durante il dibattimento in primo grado e tramite il padre successivamente, di aver subito insulti, minacce e anche leggere percosse dalla Polizia, durante l'interrogatorio che ha preceduto il suo arresto (lamenterà poi anche molestie sessuali in carcere, ottenendo una querela[109]).[110] I magistrati non hanno trovato riscontro per tali affermazioni e hanno ottenuto un nuovo processo per la cittadina americana con l'accusa di calunnia.[111] Il secondo processo per calunnia contro la Knox è iniziato a Firenze il 10 giugno 2015.[112]

L'avvocato Giulia Bongiorno, legale di Sollecito

Nel 2008 Sollecito denunciò quattro giornalisti di Mediaset - Claudio Brachino, Michaela Bohle, Remo Croci (poi divenuto amico della famiglia Sollecito[113]) e Rossella Volta - per averlo diffamato durante la trasmissione Top Secret riferendo presunte confidenze di Rudy Guede e la sintesi di un interrogatorio in cui Guede parlava del presunto assassino, aggiungendo però, presentantolo come parte della sintesi delle parole dell'ivoriano (non specificando che si trattava solo di una voce diffusa, derivata dalla conversazione in chat di Guede) che Guede aveva riconosciuto nel "ragazzo biondo" l'imputato, cosa non vera in quanto Guede aveva parlato di "una figura maschile vicino alla porta" dicendo "che la luce era debole e che tale soggetto giratosi in maniera veloce aveva in mano un coltello ed aveva cercato di colpirlo"; nel 2015 tre posizioni furono archiviate e la sola Michaela Bohle è stata rinviata a giudizio "per aver offeso il decoro e la reputazione" di Raffaele Sollecito.[114] L'accusa riguarda anche la descrizione di Sollecito come un tossicodipendente abituale. Nella trasmissione si disse che emergeva dai verbali che gli imputati fumavano "ogni sera 10-15 canne, anzi cannoni, per avere un supporto maggiore" e altre affermazioni.[115]

Il pm di Perugia Giuliano Mignini ha querelato Raffaele Sollecito nel 2013, sentendosi diffamato dalle affermazioni contenute nel libro Honor Bound (scritto con Andrew Gumbel) nel 2012; nel libro Sollecito parla di una trattativa per incolpare Amanda, che sarebbe stata da ricondurre al magistrato, il quale avrebbe offerto al giovane un ingente sconto di pena o l'assoluzione in cambio della sua accusa contro Amanda.[116] Sollecito avrebbe respinto questa proposta, in nome di un "vincolo d'onore" (da cui il titolo del libro) e della verità (ha sempre ritenuto - a suo dire - che Amanda fosse innocente).[117] In particolare, l'oggetto del contendere sarebbero alcune espressioni presenti nel libro, in cui si parla di manovre "sporche" dell'accusa e di "macabro abbraccio" fra "la procura e i media scandalistici", oltre a ricostruzioni giudicate offensive o irridenti dell'operato degli inquirenti.[118] In particolare nel libro viene affermato: «Io credo che il nostro processo fosse, tra le altre cose, un grande diversivo allo scopo di mantenere l’attenzione dei media lontano dalla battaglia legale condotta da Mignini a Firenze [il magistrato era allora sotto accusa per abuso d'ufficio nel caso del Mostro di Firenze, il processo cadrà in prescrizione, dopo una condanna e un annullamento, nel 2014, NDR], e per fornirgli quella vittoria in un processo di alto profilo di cui aveva disperatamente bisogno per ripristinare la sua reputazione. (...) Il suo approccio era particolarmente vendicativo.».[118] Il procedimento per diffamazione nei confronti di Mignini e per vilipendio[119] alla polizia di Perugia[118], contro Sollecito e Gumbel, si è aperto ufficialmente nel 2015 a Firenze[120] e Sollecito è stato rinviato a giudizio. Un'altra denuncia è stata sporta nel maggio 2015 dal pm Mignini e altri inquirenti contro l'avvocato Maori e contro un giornalista.[121] Le accuse contenute nel libro di Sollecito, in particolare quelle della cosiddetta trattativa per incolpare la Knox, che sono il principale oggetto del contendere secondo i legali del pubblico ministero, sono state però smentite in seguito dallo stesso padre dell'imputato, nel corso di una rubrica di Porta a Porta, a cui è intervenuto anche il giornalista politologo Maurizio Molinari; tuttavia non sono mai state espunte dal libro (mai pubblicato in Italia). Anche del libro della Knox era stato chiesto il sequestro nel 2013, per alcuni frasi ritenute ingiuriose verso gli inquirenti e la persona del pubblico ministero.[122]

Annullamento dell'assoluzione da parte della Cassazione[modifica | modifica wikitesto]

La Procura Generale della Repubblica di Perugia ha presentato ricorso in Cassazione contro la sentenza di assoluzione di Amanda Knox e Raffaele Sollecito. Il 25 marzo 2013 il Procuratore Generale della Corte di Cassazione Luigi Riello ha esposto la sua requisitoria con i due imputati assenti.[123]

In data 26 marzo 2013 la Cassazione, Prima Sezione penale, ha annullato le sentenze di assoluzione del grado di giudizio precedente, rinviando lo stesso dinanzi alla Corte d'assise d'appello di Firenze.[124] La stessa Corte di Cassazione ha anche respinto il ricorso della Knox contro la condanna per calunnia che è divenuta, così, definitiva. Il 18 giugno 2013 sono state depositate le motivazioni della sentenza di annullamento con rinvio della Corte di Cassazione. La sentenza contiene una dura critica sulle illogicità, omissioni e contraddizioni che caratterizzavano la sentenza d'appello. La Corte di Cassazione ha accolto i motivi di ricorso della Procura Generale di Perugia, a partire dal nesso tra la calunnia per la quale la Knox è stata definitivamente condannata e l'omicidio, per finire alla smentita delle prove disposte nel processo d'appello e alla loro acritica condivisione da parte dei giudici di secondo grado.[81] La Prima Sezione ha fissato una serie di principi di diritto vincolanti per il giudizio di rinvio.

Sollecito e Knox affermano di nuovo la loro innocenza; il giovane afferma di sentirsi parte di una situazione kafkiana.[125]

Il processo in Corte di Assise di Appello e la nuova condanna[modifica | modifica wikitesto]

Non vengono disposte misure cautelari; Sollecito rientra dalle vacanze a Santo Domingo, tra le polemiche di chi ventilava una possibile fuga, mentre Amanda rimane a Seattle. Il 30 gennaio 2014 la Corte d'Assise d'Appello di Firenze, rovesciando il precedente giudizio di secondo grado, ha affermato la colpevolezza degli imputati condannando Amanda Knox a 28 anni e 6 mesi di reclusione e Raffaele Sollecito a 25 anni, accogliendo le richieste del pm Alessandro Crini. Nei confronti di entrambi non sono state disposte misure restrittive in carcere, ma a Sollecito è imposto il divieto di espatrio e il ritiro del passaporto.[126] Il giudice Alessandro Nencini, presidente del collegio giudicante, definisce come lunga e "sofferta" l'elaborazione della decisione[127], mentre il padre di Sollecito sostiene «che i giudici riconoscono a mio figlio Raffaele e ad Amanda Knox il dono dell'ubiquità» (una sorta di "sentenza suicida", cioè palesemente incoerente).[128]

Raffaele Sollecito (2015)

Per aver rilasciato un'intervista in cui anticipava le motivazioni della sentenza e dichiarava di non aver separato le posizioni degli imputati, processando Sollecito solo per favoreggiamento, perché il giovane non aveva accettato di essere nuovamente interrogato, il giudice Nencini venne messo sotto inchiesta e poi prosciolto dal Consiglio Superiore della Magistratura, anche se ricevette comunque un richiamo ufficiale.[129]

La mattina del 31 gennaio, quest'ultimo è raggiunto dalla Polizia nel comune di Venzone (UD), a pochi chilometri dal confine austriaco. Sollecito ha dichiarato di essersi effettivamente recato in Austria il pomeriggio precedente con la sua fidanzata Greta Menegaldo e di essere poi rientrato in Italia dopo poche ore, senza avere intenzione di fuggire; il giovane si presenta quindi in questura a consegnare il passaporto[130].

Viene quindi riaffermata la presenza del DNA della Knox sul coltello considerato l'arma del delitto, e Sollecito considerato coinvolto per la mancanza di un alibi preciso e le dichiarazioni contraddittorie, mentre resta in secondo piano il DNA sul gancetto, a causa di possibile contaminazione, pur essendo elencato tra le prove. Il movente viene però modificato da movente sessuale a lite per le pulizie in casa tra Knox e Kercher, specialmente a causa del fatto che Guede, secondo i giudici amico di Amanda, avrebbe sporcato il bagno.[64]

I legali dei due condannati annunciano che proporranno nuovamente ricorso in Cassazione.[130] Amanda si difese in diversi talk show statunitensi, mentre Sollecito partecipa a programmi televisivi italiani in cui ribadisce la sua innocenza; fece scalpore la difesa del giornalista Vittorio Feltri, innocentista, a causa di frasi offensive pronunciate da Feltri stesso contro la vittima Meredith Kercher.[131]

Nonostante i pareri contrastanti dei giuristi, si diffonde l'opinione che è possibile che Amanda Knox non avrebbe scontato mai l'intera pena (ossia il restante computo, con l'esclusione dei 4 anni già scontati), e quindi che ci sia un rifiuto di estradizione da parte del Dipartimento di Stato, poiché gli Stati Uniti considerano non valido un doppio giudizio, se la condanna segue un'assoluzione ("double jeopardy"). Secondo cablogrammi dell'ambasciata, pubblicati nel 2015, già nel 2013, dopo l'innocenza riconosciuta dal primo processo d'appello, i diplomatici avrebbero dichiarato che gli Stati Uniti considerano "chiuso questo caso".[132][133]

Assoluzione definitiva di Knox e Sollecito in Cassazione[modifica | modifica wikitesto]

Gli avvocati di Knox e Sollecito hanno depositato il ricorso in Cassazione il 16 giugno 2014, chiedendo l'annullamento della sentenza senza rinvio, che equivale all'assoluzione per i loro clienti e al ripristino della verità emersa nel primo processo d'appello, o perlomeno un terzo appello.[134] I legali di Sollecito, oltre a ripresentare gli argomenti della contaminazione accidentale, dell'assenza di prove, dell'impossibilità fisica di cancellare ogni traccia lasciando solo quelle di Guede hanno cercato di separare per la prima volta la posizione di Sollecito da quella di Amanda, e chiedendo anche la modifica dell'imputazione, da concorso in omicidio a favoreggiamento personale, ricordando che la testimonianza del clochard Antonio Curatolo, accolta come veritiera dalla sentenza di condanna, sembrava fornire un alibi.

Amanda Knox (a destra) ad un convegno del National Innocence Network (2014)

La sentenza del 27 marzo 2015, pronunciata dal giudice della Suprema Corte Gennaro Marasca dopo 10 ore di camera di consiglio (un tempo molto lungo per il giudizio di legittimità), ha assolto dall'accusa di omicidio Sollecito e Knox, "per non aver commesso il fatto", cassando il secondo giudizio d'appello e accogliendo la richiesta della difesa di annullamento senza rinvio (cosiddetta cassazione senza rinvio con decisione nel merito), con la Knox che vede confermata, in via definitiva, la condanna a 3 anni per calunnia nei confronti di Lumumba, già scontati.[135].

Per i supremi giudici della Quinta sezione il quadro accusatorio «non è sorretto da indizi sufficienti» nei confronti di Knox e Sollecito[136]; Marasca ha citato nel dispositivo il secondo comma dell'articolo 530 del codice di procedura penale italiano, che afferma anche che «il giudice pronuncia sentenza di assoluzione anche quando manca, è insufficiente o contraddittoria la prova che l'imputato lo ha commesso [il fatto, ndr]» e ha configurato in pratica un'assoluzione per mancanza di prove ritenuta ormai incolmabile, anche da un nuovo appello.[137][138][139] La Cassazione ha quindi annullato ritenendo superfluo il rinvio e ha dato, come "provvedimento occorrente", l'assoluzione piena degli imputati[3] e la fine del procedimento.[140] Le motivazioni sono in fase di scrittura e deposito.[141]

Raffaele Sollecito, che ha atteso la sentenza nella casa di Bisceglie, ha commentato: «Sono immensamente felice, torno a riprendermi la mia vita. Quella stessa magistratura che mi ha condannato ingiustamente mi ha restituito oggi la dignità e la libertà»[142], paragonando in seguito la sua vicenda a un sequestro di persona.[143]

Amanda Knox, a Seattle (sua città di origine, dove vive e sta per sposarsi con il musicista Colin Sutherland, e dove lavora come giornalista per il West Seattle Herald), ha invece dichiarato di essere «molto grata che giustizia sia stata fatta. Grazie. Sono grata di riavere la mia vita. Meredith era una mia amica. Meritava moltissimo nella vita. Io sono quella fortunata».[144]

In controtendenza con l'opinione pubblica statunitense, per la maggior parte innocentista, il celebre penalista Alan Dershowitz (in passato fu uno dei consulenti della difesa di O.J. Simpson in un celebre caso) afferma che la condanna di Amanda, come complice di Guede, sarebbe stata "fondata" anche nel sistema giudiziario americano, secondo lui meno garantista di quello italiano[145]; nei mass media italiani viene fatto intendere che Dershowitz avrebbe affermato la colpevolezza della Knox, ma l'avvocato si limitò a ritenere "non impossibile" un'eventuale condanna.[146][147] Precedentemente aveva invece espresso dei dubbi sulla condanna in primo grado.[148]

Rudy Guede, l'unico condannato, in concorso con ignoti, ha commentato che il caso è chiuso anche per lui, e vuole solo laurearsi in Lettere e uscire dal carcere, rifiutando altresì di confessare[149], ma prendendo in considerazione la possibilità di chiedere un nuovo processo a causa del "concorso con ignoti" per cui è stato condannato (in alternativa alla possibile assoluzione o alla condanna come unico colpevole). In realtà la legge italiana prevede, per i delitti in concorso, che se uno o più dei concorrenti viene assolto, il rimanente o i rimanenti restino comunque colpevoli.[150] I suoi avvocati smentiranno poi che Guede voglia chiedere la revisione.[151][152][153]

Causa di risarcimento[modifica | modifica wikitesto]

Gli avvocati dei due imputati assolti hanno annunciato che verrà chiesto un risarcimento per errore giudiziario, danni morali e ingiusta detenzione; la Knox ha poi deciso di rinunciarvi a causa della condanna per calunnia.[154][155][156] In realtà i legali sono parsi intenzionati a richiedere un risarcimento solo per l'ingiusta detenzione, da Sollecito ritenuta troppo lunga e troppo restrittiva[157] (non essendoci secondo la difesa pericolo di fuga, aveva chiesto la detenzione domiciliare o il ritiro del passaporto, che gli è stato accordato solo dopo la seconda condanna, quando già era in libertà da tre anni); l'avvocato Bongiorno ha affermato anche di non volere utilizzare la nuova normativa sulla responsabilità civile.[158]

Resta pendente anche un ricorso dei legali della Knox alla Corte Europea per i Diritti dell'Uomo, in riferimento alla richiesta di rinvio alla Corte Costituzionale della possibile questione di incostituzionalità degli articoli 627 e 628 del codice di procedura penale[159], in quanto secondo loro violerebbero il divieto di doppio giudizio e il diritto al giusto processo, poiché «consentono all'infinito la ripetizione dei processi quando, come nel caso di omicidio, non c'è prescrizione e si assiste ad un balletto di verdetti».[160]

Influenze nella cultura di massa[modifica | modifica wikitesto]

Musica[modifica | modifica wikitesto]

Amanda Knox viene citata nel singolo Killer Star di Immanuel Casto[161] e nel singolo Maria Salvador di J-Ax feat. Il Cile.

Film[modifica | modifica wikitesto]

Amanda Knox[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Amanda Knox (film).

Sulla vicenda, nel 2011, è stato realizzato un film per la televisione intitolato Amanda Knox (Amanda Knox: Murder on Trial in Italy)[162] per la regia di Robert Dornhelm. Il cast comprende Amanda Fernando Stevens nel ruolo di Meredith Kercher, Hayden Panettiere è Amanda Knox, Paolo Romio è Raffaele Sollecito e Djibril Kebe interpreta Rudy Guede. Diverse scene di questo film sono state girate a Roma all'interno del Complesso del Buon Pastore.

The Face of an Angel[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: The Face of an Angel.

Un altro film viene realizzato nel 2014 con la regia di Michael Winterbottom. Questo film segue la vicenda con gli occhi di un giornalista ed un reporter che osservano il caso. Il film ha tuttavia modificato il nome dei protagonisti (Amanda è chiamata Melanie). Nel cast Kate Beckinsale, Daniel Brühl, la modella Cara Delevingne (nel ruolo ispirato alla Knox) e Valerio Mastandrea.

Televisione[modifica | modifica wikitesto]

Alla vicenda viene fatta allusione nell'episodio Viaggio in Italia della serie animata I Griffin: il personaggio di Peter parla con Brian di sua moglie Lois, che è scappata con un italiano, dicendo di non preoccuparsi poiché "è una donna americana in Italia. Uscirà, ucciderà la coinquilina in un gioco erotico e poi starà bene", facendo riferimento al presunto movente erotico della condanna di Amanda Knox. La battuta, andata in onda su Italia 2, è stata invece censurata durante la messa in onda su Italia 1.

Amanda Knox compare inoltre, in un'immagine di repertorio, nell'episodio L'applicazione killer della serie televisiva Lie to Me. Infine, oltre a vari documentari in tutto il mondo, sono state dedicate alla vicenda varie puntate di programmi televisivi.

Anche una serie televisiva, Guilt (2015), si è vagamente ispirata alla vicenda.[163]

Note[modifica | modifica wikitesto]

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  2. ^ Caso Meredith/ Ricorso del pg contro l'assoluzione su Affaritaliani.it, 14 febbraio 2012. (archiviato dall'url originale il 16 febbraio 2012).
  3. ^ a b Il codice di procedura penale permette il giudizio di merito alla Cassazione, in maniera residuale (cosiddetto principio di economia processuale):
    « Art. 620 c.p.p. - Annullamento senza rinvio - 1. Oltre che nei casi particolarmente previsti dalla legge, la Corte pronuncia sentenza di annullamento senza rinvio [Vengono di seguito elencati diversi motivi tecnici, come, ad esempio, "il fatto non è reato", NDR]: a) (...) se l'azione penale non doveva essere iniziata o proseguita (...) l) in ogni altro caso in cui la Corte ritiene superfluo il rinvio ovvero può essa medesima (...) dare i provvedimenti necessari. »
    « Art. 621 c.p.p. - Effetti dell'annullamento senza rinvio - 1. Nel caso previsto dall'articolo 620 comma 1 (...) in quello previsto dalla lettera l), procede alla determinazione della pena o dà i provvedimenti che occorrono. »

    Cfr.: Articolo 620 cpp; in particolare le note del sito brocardi.it alle lettere citate (nota 1, a: «Va rilevato che anche la formula di assoluzione piena in facto rientri tra quelle adottabili dalla corte di cassazione, pur se non espressamente menzionata»; nota 10, l: «Si tratta di una norma di chiusura, che rinnega il carattere a prima vista tassativo dei casi di annullamento senza rinvio, enunciando il discrimen tra essi e i casi di annullamento con rinvio».

  4. ^ "Uno scandaloso flop giudiziario". La stampa estera demolisce i pm
  5. ^ (EN) Students hold vigil for Meredith in BBC News, 7 novembre 2007. URL consultato il 28 marzo 2015 (archiviato il 10 novembre 2007).
  6. ^ Massimo Parrini, Ecco chi sono Meredith, Amanda e Raffaele in Il Foglio, 11 novembre 2007. (archiviato il 28 marzo 2015).
  7. ^ (EN) Meredith Kercher ‘killed after refusing orgy’ in The Times, 7 novembre 2009. URL consultato il 5 dicembre 2009.
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  17. ^ a b Omicidio Meredith: il movente e la ricostruzione nelle quattro sentenze
  18. ^ Spezi-Preston 2011, p. 28-35
  19. ^ Il racconto di Raffaele Sollecito: "Amanda in questura chiedeva aiuto"
  20. ^ a b Spezi-Preston 2011, p. 22
  21. ^ Sollecito scrive a Tgcom24: "Ma quale verità, i giudici volevano solo un film dell'orrore"
  22. ^ Raffaele Sollecito: “Ero al pc mentre Meredith Kercher moriva: la prova”
  23. ^ La difesa di Sollecito: “Era davanti al pc a guardare Amélie e Naruto, va assolto”
  24. ^ "Amanda e Raffaele innocenti. E il mio libro in Italia non vogliono pubblicarlo"
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  60. ^ a b Processo Meredith, un alibi ad Amanda dal testimone dell'accusa
  61. ^ Per la Corte non vi furono motivi per rinnovare gli esami (questo verrà accettati solo dalla corte d'appello). La Corte aveva a disposizione gli accertamenti della Polizia, specie quelli della Polizia Scientifica della Direzione Centrale Anticrimine e gli accertamenti delle difese e i giudici della Corte di primo piano, tutti esperti in materia penale, che avevano valutato il materiale imponente raccolto dalle parti, pubblica e private, e hanno deciso secondo la loro valutazione, dandone poi conto nella motivazione della sentenza.
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  68. ^ Amanda, sentenza a pressione. Dubbi sul ruolo di Clinton nel verdetto
  69. ^ Claudio Pratillo Hellmann: "Per aver assolto Amanda e Raffaele venni linciato anche dai magistrati"
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  91. ^ Gabriella Pasquali Carlizzi, Meredith Kercher. Un delitto imperfetto, 2015, Estratto da Google Books
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  94. ^ Delitti di Perugia e Garlasco: sentenze senza ombra di dubbio? Medico legale discute prove e risultanze investigative
  95. ^ a b Ron Hendry Rudy Guede entrò nel cottage attraverso la finestra di Filomena Romanelli?
  96. ^ La Bongiorno userà anche delle suggestive metafore letterarie e cinematografiche, definendo Raffaele "Forrest Gump" e "un personaggio di Proust" e accusando i pm e la stampa di aver trasformato Amanda «nella Venere in pelliccia» o «femme fatale dominatrice», mentre per lei era una "Jessica Rabbit" «apparentemente una mangiatrice di uomini ma in realtà una donna fedele e innamorata» (cfr. Meredith, Giulia Bongiorno: Amanda Knox come la «Venere in pelliccia» e «Jessica Rabbit»)
  97. ^ Mario Spezi, Douglas Preston, Der Engel mit den Eisaugen ("L'angelo dagli occhi di ghiaccio"). Knaur, Germany, 2013
  98. ^ Storia di Amanda Knox e Raffaele Sollecito, due ragazzi travolti dalla giustizia
  99. ^ a b c Sollecito, difesa e show «Mez uccisa da un ladro»
  100. ^ Rudy Guede colpevole, indizi sufficienti: Sentenza di condanna in via definitiva di Rudy Hermann Guede, Suprema Corte di Cassazione
  101. ^ Omicidio Meredith: Amanda e Raffaele assolti
  102. ^ Processo Meredith, Alessi: «Amanda e Raffaele sono innocenti»
  103. ^ Omicidio Meredith, la verità del pentito: «Confermo, è stato mio fratello»
  104. ^ Mez, Amanda Knox frequentava uno spacciatore di cocaina con cui aveva anche fatto sesso
  105. ^ Tamara Ferrari, Meredith, Amanda e Raffaele: ma il quarto uomo (forse) c’era davvero, su Vanity Fair
  106. ^ Spezi-Preston 2011, p. 56 e segg.
  107. ^ Trascrizione della chat di Rudy Guede
  108. ^ Omicidio Meredith, il memoriale di Guede dal carcere: "Ecco perché sono innocente"
  109. ^ Amanda Knox e le molestie nel carcere umbro: "La guardia mi chiedeva di fare sesso con lui"
  110. ^ Spezi-Preston 2011, p. 104
  111. ^ Il processo è stato trasferito nel 2013 a Firenze, come il principale, ma è rimasto fermo da allora (pur avendo aggiunto tra le parti lese anche il pm Giuliano Mignini), fino al 2015. Il reato si prescriverà entro il 2018 se non ci sarà un verdetto definitivo. Cfr.: Meredith, passa a Firenze il processo per calunnia ad Amanda Knox
  112. ^ Meredith: per Amanda iniziato processo calunnia a Firenze
  113. ^ Raffaele Sollecito assolto: la prime parole e il commento di suo padre
  114. ^ «Diffamato da Rete 4». Sollecito in tribunale come parte offesa
  115. ^ Sollecito denuncia 4 giornalisti per diffamazione
  116. ^ Spezi-Preston 2011, p. 103
  117. ^ Meredith, Mignini querela Sollecito e le "ombre USA"
  118. ^ a b c Raffaele Sollecito insulta il pm e parte un nuovo processo
  119. ^ Fattispecie di "Vilipendio della Repubblica, delle istituzioni costituzionali e delle Forze Armate"
  120. ^ Raffaele Sollecito torna in tribunale: è accusato di diffamazione
  121. ^ La nuova vita di Raffaele Sollecito: scrive un altro libro e fonda un'azienda
  122. ^ OMICIDIO MEREDITH/ IL PM MIGNINI: “E’ PROBABILE CHE IL PROCESSO IN APPELLO FINISCA CON UNA CONDANNA”. QUERELE E RICHIESTA DI SEQUESTRO PER IL LIBRO DI AMANDA
  123. ^ Caso Meredith, la Cassazione prende tempo Il pg: "Annullare assoluzione Sollecito-Knox" - Repubblica.it
  124. ^ Luca Romano, Processo Meredith, assoluzione annullata, ilgiornale.it, 26 marzo 2013.
  125. ^ Sollecito: mi sento in romanzo di Kafka
  126. ^ Delitto Meredith, sentenza ribaltata: 28 anni e mezzo ad Amanda, 25 a Raffaele, Corriere della Sera, 30 gennaio 2014
  127. ^ Amanda e Raffaele, parla il giudice: «Ho figli anch’io, è stata una scelta sofferta»
  128. ^ Meredith uccisa per una lite. Per i giudici non fu un gioco erotico
  129. ^ Alessandro Nencini, caso archiviato per il giudice del processo Meredith. Ma il Csm lo ‘bacchetta’
  130. ^ a b Omicidio Meredith, Sollecito fermato a Udine. Tolto il passaporto per il divieto d’espatrio, Corriere della Sera, 31 gennaio 2014
  131. ^ Meredith, Feltri a Sollecito: “Ti volevi scopare una neanche eccezionale?”
  132. ^ Meredith, pubblicati cablogrammi Usa su Amanda Knox: Per noi caso chiuso
  133. ^ Infatti ci sono casi che hanno definito il possibile rifiuto di estradizione da parte di un paese per un cittadino o residente in un altro, se quest'ultimo non offre garanzie giuridiche ritenute sufficienti: ad esempio l'Italia rifiuta l'estradizione dove c'è la pena di morte, compresi gli USA (cfr. Il caso di Pietro Venezia e il "no" all'estradizione, la Francia utilizzò la dottrina Mitterrand e gli Stati Uniti non ritengono corretto proseguire un processo dopo un giudizio di assoluzione (ne bis in idem), come detto. Alcuni giuristi sostengono invece che l'estradizione potrebbe invece anche essere richiesta con successo, ma solo col parere favorevole del Dipartimento di Stato, finora contrario (cfr. U.S. ‘Can’t Deny Extradition’ In Amanda Knox Murder Case: What’s The Truth Behind Ongoing Trial?)
  134. ^ Amanda Knox e Raffaele Sollecito, depositate le richieste di assoluzione
  135. ^ Amanda Knox e Raffaele Sollecito assolti, non hanno ucciso Meredith
  136. ^ Omicidio Meredith, riscritta la verità. «Guede solo sul luogo del delitto»
  137. ^ Assolti Amanda e Raffaele. La famiglia di Meredith: "Sentenza choc"
  138. ^ Gianluca Abate, «Amanda Knox e Raffaele Sollecito, le prove erano insufficienti»
  139. ^ Tale assoluzione nel merito è configurabile in un giudizio di legittimità, tramite l'annullamento senza rinvio, in alcuni casi specifici e non per motivo tecnico (dove si configura il rinvio), quali quelli previsti dagli articolo 620 ("rinvio superfluo") e 606, comma 1, lettera C: "inosservanza delle norme processuali stabilite a pena di nullità, di inutilizzabilità, di inammissibilità o di decadenza" (Articoli 606 e 620 del c.p.p.), probabilmente per aver usato una prova da dichiararsi nulla, cioè il gancetto repertato dopo troppo tempo e forse contaminato, e il coltello con DNA contraddittorio.
  140. ^ Il primo prosecutore dell'omicidio, Giuliano Mignini, ha dichiarato (in una querela contro l'avvocato Luca Maori) che la sentenza della Cassazione, seppur non più impugnabile in nessun caso non esistendo la revisione in caso di assoluzione, sarebbe irregolare (citando gli art. 609 e 628) poiché a suo avviso è un unicum della giurisprudenza della Suprema Corte in materia di omicidio. La Corte si è infatti pronunciata nel merito e non nella legittimità, senza poter ripristinare una sentenza di assoluzione nel merito (poiché la Prima Sezione aveva definitivamente annullato l'assoluzione di Pratillo del 2011). Occorre però ricordare che, oltre ad esistere un precedente simile (cioè l'assoluzione di Francesco Liparota per favoreggiamento in omicidio, nel 2003) e la normativa stessa lo permette. Per l'opinione del pm, cfr.: Atto di denuncia di G. Mignini presso la procura di Firenze, 28 maggio 2015;
  141. ^ Omicidio Meredith: Amanda e Raffaele assolti
  142. ^ Sentenza Meredith, Sollecito: "Ora ritorno a vivere"
  143. ^ Caso Kercher, dopo l'assoluzione Sollecito attacca: "Come liberato da un sequestro. Ora torno alla vita"
  144. ^ Sentenza Mez, Amanda Knox: grazie Italia, ho riavuto la mia vita
  145. ^ "Salvata dal processo in Italia. In America condanna sicura"
  146. ^ Amanda Knox verdict: The real evidence and why (almost) everything you think you know about the case is wrong
  147. ^ Il giurista dichiarò in particolare che «Amanda dovrà essere felice che il processo che l'ha coinvolta si sia svolto in Italia... le basi probatorie avevano posto in bilico l'esito della causa, ma sicuramente il sistema giudiziario americano non le avrebbe offerto tanti casi di riesame come è accaduto in Italia...la dinamica giudiziaria ha funzionato in suo favore. E se nel frattempo ha pagato con alcuni anni di carcere un'accusa dalla quale è stata alla fine scagionata, ricordiamoci che ha tentato di mettere nei guai un innocente, e che per questo ha meritato in ogni caso una punizione. Chi ha criticato per anni in Usa la giustizia italiana, oggi dovrebbe chiedere scusa e rallegrarsi per l'esito di questa storia». Cfr. Omicidio Meredith, parla il giurista Dershowitz: "Amanda fortunata ad essere processata in Italia"
  148. ^ Dershowitz: "Amanda, i miei dubbi sul verdetto"
  149. ^ Rudy Guede, l'unico in cella per l'omicidio Meredith: «Caso chiuso anche per me»
  150. ^ Valentina Minerva, Caratteristiche dei sette possibili esiti assolutori del processo penale, TesiOnLine
  151. ^ Rudy Guede non ci sta: "Innocente, lo dimosterò"
  152. ^ Rudy Guede: "Se Amanda e Raffaele sono innocenti, lo sono pure io"
  153. ^ Omicidio Meredith, il legale di Rudy Guede: "Non consideriamo la revisione del processo"
  154. ^ Sollecito: «Voglio mezzo milione. Io Forrest Gump? Ha fatto grandi cose»
  155. ^ Amanda Knox: "Finalmente assolta Quella verità io l'ho gridata per anni"
  156. ^ Raffaele Sollecito ai giornalisti: «Non chiamatemi mai più assassino»
  157. ^ Caso Meredith, ecco quanto può chiedere per il risarcimento
  158. ^ Meredith: avvocato Bongiorno, valuteremo istanza risarcimento
  159. ^ Meredith: ancora pendente il ricorso di Knox a Corte europea
  160. ^ "Amanda e Raffaele colpevoli, condannateli"
  161. ^ IMMANUEL CASTO: guarda il video di "Killer Star" il nuovo singolo!, Rock Rebel Magazine, 19 settembre 2011. URL consultato il 5 gennaio 2015.
  162. ^ (EN) Via della Rosa in Internet Movie Database, IMDb.com Inc.
  163. ^ Guilt, la serie tv ABC Family che ricorda la vicenda Amanda Knox: le anticipazioni

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Fiorenza Sarzanini, Amanda e gli altri. Vite perdute intorno al delitto di Perugia, Bompiani, 2008, pp. 188
  • Candace Dempsey, Murder in Italy: The Shocking Slaying of a British Student, the Accused American Girl, and an International Scandal, Penguin/Berkley Books, 2010. ISBN 978-1-101-18711-1
  • Maria D'Elia, Il delitto di Perugia. L'altra verità, prefazione di Umberto Brindani (solo nella seconda edizione, per il settimanale Oggi), 2010
  • Gary C. King, The Murder of Meredith Kercher, John Blake Publishing, 2010
  • Barbie Latza Nadeau, Steve Helling, Angel Face: Sex, Murder and the Inside Story of Amanda Knox, Beast Books, 2010
  • John Follain, Death in Perugia: The Definitive Account of the Meredith Kercher Case from her Murder to the Acquittal of Raffaele Sollecito and Amanda Knox. ISBN 978-1-84894-207-3 Hodder & Stoughton, 2011
  • John Follain, A Death in Italy: The Definitive Account of the Amanda Knox Case, St. Martin's Press, 2012
  • Rocco Girlanda, Io vengo con te. Colloqui in carcere con Amanda Knox, Piemme, 2011
  • Nina Burleigh, The Fatal Gift of Beauty: The Trials of Amanda Knox. Broadway 2011. ISBN 978-0-307-58859-3
  • Gabriella Pasquali Carlizzi, Meredith Kercher. Un delitto imperfetto, Mondadori, 2012
  • Raffaele Sollecito, Andrew Gumbel, Honor Bound: My Journey to Hell and Back with Amanda Knox, 2012, Gallery Books. ISBN 978-1-4516-9598-4.
  • Raffaele Sollecito, Un passo fuori dalla notte. Tutto quello che non avete mai immaginato di me, Longanesi, ottobre 2015
  • John Kercher, Meredith: Our Daughter's Murder and the Heartbreaking Quest for the Truth, 2012, ISBN 978-1-4447-4279-4.
  • Leila Schneps e Coralie Colmez, Math on trial. How numbers get used and abused in the courtroom, Basic Books, 2013. ISBN 978-0-465-03292-1. (Fourth chapter: "Math error number 4: double experiments. The case of Meredith Kercher: the test that wasn't done").
  • Amanda Knox, Waiting to Be Heard: A Memoir, 2013. Harper. ISBN 978-0-06-221720-2.
  • Mario Spezi e Douglas Preston, La strega di Perugia, autopubblicato, 2001. - on-line, pag. 125
  • Mario Spezi, Douglas Preston, Der Engel mit den Eisaugen ("L'angelo dagli occhi di ghiaccio"). Knaur, Germany, 2013
  • Douglas Preston, Lincoln Child, Trial By Fury: Internet Savagery and the Amanda Knox Case, e-book, Amazon Kindle Single, 2013
  • Douglas Preston, John Douglas, The Forgotten Killer: Rudy Guede and the Murder of Meredith Kercher, Kindle, 2014
  • Vincenzo Maria Mastronardi, Giuseppe Castellini, Meredith: luci e ombre a Perugia, Armando Editore, 2009
  • Mariangela Montagna (a cura di), L'assassinio di Meredith Kercher. Anatomia del processo di Perugia, Ed. Aracne, 2012
  • Luciano Garofano, Paul Russell, Graham Johnson, Assassini per caso. Luci e ombre del delitto di Perugia, Rizzoli, 2010
  • Luciano Garofano, Paul Russell, Andrea Vogt, Uomini che uccidono le donne. Da Simonetta Cesaroni a Elisa Claps storie di delitti imperfetti, Rizzoli, 2011
  • Francesco Brunoro, Jacopo Pezzan, Uomini che uccidono le donne. Francesca Alinovi, Alberica Filo della Torre, Meredith Kercher, La Case Books, 2012
  • Annalisa Chirico, Condannati preventivi. Le manette facili di uno Stato fuorilegge, Rubbettino, 2012.
  • AA.VV. (a cura di A. Greco), Il futuro che non c'era. Storie di donne e di vite negate, Psiconline, 2013
  • Davide La Cara e Antonio Castorina, Viaggio nelle carceri, con la partecipazione di Laura Coccia, Roberto Giachetti, Rita Bernardini e un’intervista a Raffaele Sollecito, ed. Eir e Giovani Democratici, 2014
  • Antonio Giangrande, Meredith Kercher. Il delitto di Perugia. Amanda Knox e Raffaele Sollecito colpevoli di innocenza: quello che non si osa dire, 2015
  • Gennaro Francione, Paolo Franceschetti e Ferdinando Imposimato, Temi Desnuda (Vademecum per creare una giustizia giusta), Roma, Herald, 2015

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