Infanticidio

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Nota disambigua.svg Disambiguazione – Se stai cercando il reato previsto dall'art. 578 del codice penale italiano, vedi Infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale.

Il termine infanticidio indica genericamente l'uccisione di un neonato.[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svgLo stesso argomento in dettaglio: Eugenetica § Antecedenti e Wa'd al-banat.

La condotta, considerata criminale nelle società moderne, è stata invece pratica comune nel passato per motivi diversi, ad esempio in forma di sacrificio rituale[2] o a causa di deformità (ad esempio nell'Antica Grecia).

Diritto[modifica | modifica wikitesto]

Varia è la considerazione giuridica e criminologica dell'infanticidio, a seconda del soggetto che compie l'azione delle circostanze temporali e di altre condizioni. In diritto penale, l'uccisione di un bambino si considera il più delle volte un omicidio comune. L'infanticidio si potrebbe quindi intendere in senso etimologico (uccisione dell'infante, colui che non sa ancora parlare), ma non è esattamente così: per varie ragioni, gli ordinamenti considerano meno gravi, rispetto all'omicidio, i reati speciali individuati come infanticidio, e le delimitano in un ambito molto stretto. L'Infanticide Act britannico, ad esempio, chiama infanticidio un delitto specifico, che può essere commesso solo dalla madre nel primo anno di vita del bambino. Il codice penale italiano individua una sola ipotesi: quella dell'infanticidio in condizioni di abbandono materiale e morale (art. 578 c.p.) commesso dalla madre durante il parto (feticidio) o immediatamente dopo. In tutti gli altri casi, l'uccisione di un bambino è semplicemente reato di omicidio. L'art. 578 prevede infatti una pena più lieve (da 4 a 12 anni di reclusione) solo in ragione delle particolari condizioni emotive della puerpera; il trattamento di favore non si estende nemmeno a coloro che eventualmente concorrano nel reato, puniti con la stessa pena prevista per l'omicidio (non meno di 21 anni). Analoga soluzione è accolta da altri ordinamenti, come quello brasiliano attuale (art. 123 c.p.). In alcuni paesi (ad esempio di lingua spagnola) hanno rilevato o rilevano ulteriori elementi. Può essere disposto un preciso limite temporale (24 ore, 72 ore, 7 giorni) dal parto oppure, soprattutto in passato, sono stati inclusi nella previsione altri consanguinei (oltre alla madre), specie in relazione a motivi d'onore. Anche l'ordinamento italiano dava rilievo alla causa d'onore prima che la legge 442 del 1981 la espungesse definitivamente. Al termine tecnico infanticidio, con valenza giuridica limitata ai casi esposti, si sovrappongono talvolta nozioni come neonaticidio e figlicidio, che di tale valenza sono invece completamente prive. La seconda è ad esempio individuabile nelle aggravanti degli artt. 576 e 577 c.p. italiano, che peraltro corrispondono al concetto più generale di parricidio.

Figlicidio[modifica | modifica wikitesto]

Secondo uno studio del "Canadian Centre for Justice Statistics" del 2004 il 91% degli omicidi di bambini con meno di un anno avverrebbe per mano di un familiare. "Figlicidio" è un neologismo che indica l'uccisione di uno o più figli da parte di uno o entrambi i genitori [3] naturali o adottivi.

Una classificazione del figlicidio è quella proposta da Resnick nel 1969, a seguito di una ricerca effettuata fra il 1951 e il 1967 su figlicidio per mano di madre. La classificazione è basata su cause e motivazioni del delitto. Anche Resnick sottolinea che il periodo più a rischio per il minore è quello fino ai sei mesi. Resnick propone 5 categorie:

• Nel figlicidio altruistico, uccidendo il figlio, il genitore intenderebbe salvarlo dalle sofferenze (omicidio compassionevole o omicidio pietatis causa). Questo tipo di figlicidio sarebbe spesso caratterizzato dall'idea dalla rovina imminente causata dalla propria inadeguatezza. Spesso il genitore si suicida dopo aver ucciso il figlio.

• Nel figlicidio sarebbe presente una elevata componente psicotica: la madre uccide in preda ad allucinazioni.

• Nel figlicidio di bambino indesiderato, la vittima è frutto di relazione extraconiugale o figlio madre immatura, in fase adolescenziale.

• Il figlicidio accidentale sarebbe associato alla sindrome del bambino maltrattato. La madre è comunque abitualmente avversa alle violenze sul figlio e ne causerebbe la morte in occasione di un gesto impulsivo, conseguente ai ricorrenti pianti o alle urla del bambino. Spesso queste madri sono ignorate dal partner, affetti da disturbi di personalità, irritabilità, comportamento impulsivo e hanno subito violenza da piccoli.

• Figlicidio per vendetta sul coniuge. [4]

Le statistiche di diversi istituti mostrano come il figlicidio sia più frequente nei primi mesi di vita. In Italia tra il 2004 e il 2008 le vittime sotto i dieci anni rappresentavano il 56,7%, quelle con meno di un anno il 24,8% del totale.[5] In Canada tra il 1997 e il 2006, circa un quarto (26%) dei bambini uccisi da un familiare avevano meno di un anno. I dati del “Centre for Justice Statistics” relativi al 2003, indicano che tra gli omicidi di bambini sotto i 12 anni esaminati il 42% è avvenuto nel primo anno di vita.[6] In Germania tra il 1996 ed il 2005 il numero di bambini sotto i sei anni uccisi all’anno oscilla tra 75 e 106. L'indice è di 1,93 ogni 100.000 bambini uccisi sotto i sei anni, mentre si abbassa a 0,63 tra i sei e i tredici anni (tra 26 e 65 casi annui).

In merito al sesso dell'autore, a un primo sguardo i dati non sono uniformi. In generale si può affermare che le madri uccidono soprattutto neonati, mentre più si alza l'età della vittima, più diviene rilevante la quota di padri che uccidono i figli. Una distinzione in base al sesso dell'autore del delitto ha quindi senso solo se differenziata in base all'età della vittima.[7][8]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giangiacomo Perrando, Raffaele Corso, Infanticidio, su treccani.it.
  2. ^ È questo, ad esempio, il caso del wa'd al-banat, o "seppellimento delle fanciulle", in epoca preislamica in ambito arabo.
  3. ^ figlicidio, in Treccani, 2014.
  4. ^ Vincenzo Mastronardi, Luana De Vita, Federica Umani Ronchi, Alcune ricerche italiane sul fenomeno del figlicidio (PDF), Il Pensiero Scientifico Editore, 2012.
  5. ^ figlicidio, in Treccani, 2014.
  6. ^ Child / Youth Murder / Homicide Statistics in Canada, su canadiancrc.com.
  7. ^ Theresia Höynck, Thomas Görgen, Tötungsdelikte an Kindern (PDF), in gesis - Leibniz-Institut für Sozialwissenschaften, 2006.
  8. ^ Cristina Virduzzoi, Il figlicidio - “Atto contro natura” (PDF), su qualepsicologia.com, marzo 2017. URL consultato il 25 novembre 2020.

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