Rocco Girlanda

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Rocco Girlanda

Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti
Durata mandato 3 maggio 2013 –
21 febbraio 2014
Presidente Enrico Letta
Predecessore Guido Improta
Successore Umberto Del Basso De Caro

Segretario del CIPE Comitato Interministeriale Programmazione Economica
Durata mandato 14 luglio 2013 –
21 febbraio 2014
Predecessore Fabrizio Barca
Successore Matteo Renzi

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XVI
Circoscrizione Umbria
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Nuovo Centrodestra
Professione dirigente d'azienda

Rocco Girlanda (Gubbio, 31 gennaio 1966) è un politico, dirigente d'azienda e giornalista italiano, è stato Parlamentare della Repubblica nella XVI legislatura e Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti nel Governo Letta e Segretario del CIPE Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica. In tutta la storia del CIPE è stato l'unico Sottosegretario di Stato ad avere contemporaneamente la delega alle infrastrutture e la responsabilità del Comitato.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nasce e vive a Gubbio. Divorziato è padre di cinque figli.

Dirigente di I° livello di ANAS dal settembre 2016.

Giornalista pubblicista, iscritto all'ordine professionale dell'Umbria, è stato fino a settembre 2016 dirigente della Gruppo Corriere Srl, dove dal 2006 ha ricoperto anche la carica di amministratore delegato, carica dalla quale si è dimesso a seguito della nomina a sottosegretario di stato avvenuta il 3 maggio 2013. La società pubblica i quotidiani Corriere dell'Umbria, Corriere della Maremma, Corriere di Arezzo, Corriere di Siena, Corriere di Viterbo, Corriere di Rieti e della Sabina. È stato responsabile del controllo di gestione ed in seguito responsabile per le relazioni esterne ed istituzionali del gruppo Barbetti la cui holding è la Cementerie Aldo Barbetti di Gubbio, di cui Girlanda è stato dipendente ed uno dei massimi dirigenti dal 1986 al 2012.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Consigliere comunale a Gubbio dal 1997 al 2007, fino al 1999 per il CDU e poi per Forza Italia, è stato candidato alla Camera alle elezioni politiche del 2001 e del 2006 senza essere eletto. Nel 2008 è stato eletto alla Camera dei deputati per il Popolo della Libertà dove è stato membro delle Commissioni Bilancio, Giustizia, Affari Sociali.

Dal 2009 al 2011 è stato presidente della Fondazione Italia USA.

Il 24 gennaio 2013 è stato nominato da Silvio Berlusconi Coordinatore Regionale del PDL per la Regione Umbria, unico tra le regioni italiane con delega piena e quindi senza la presenza di un coordinatore vicario. È stato successivamente confermato, sempre per volontà del Presidente Berlusconi, Coordinatore Regionale di Forza Italia.[1]

Il 2 maggio 2013 è stato nominato Sottosegretario di Stato al Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti sotto il Ministro Maurizio Lupi nel Governo Letta. Il 10 maggio 2013 il Consiglio dei Ministri lo ha nominato Segretario del Cipe.

Il 28 novembre 2013 si è dimesso dall'incarico di coordinatore regionale dell'Umbria di Forza Italia a seguito della sua decisione di non rassegnare le dimissioni da sottosegretario e di continuare a lavorare nel governo Letta[2] [3] [4] [5].

Nel marzo 2014, con la nascita del Governo Renzi, il Ministro Lupi lo nomina quale Primo Consigliere Esperto del Ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti con delega specifica ai rapporti con il CIPE, ruolo nel quale Girlanda rimarrà oltre le dimissioni del Ministro Lupi avvenute nell'aprile 2015.[6]

Controversie e questioni giudiziarie[modifica | modifica wikitesto]

  • Nel marzo 2015, a seguito di una inchiesta della Procura della Repubblica di Firenze, è stato indagato per turbativa d'asta, relativamente ad una gara di collaudo nel porto di Trieste, risultata poi mai esperita[7]. Il 23 settembre del 2016 il GIP di Firenze ha archiviato, su richiesta del pubblico ministero, la posizione di Girlanda che non è mai stato sentito nell'ambito dell'inchiesta e che è uscito completamente dalla vicenda[8].
  • Come presidente della Fondazione Italia USA si è recato in carcere a far visita ad Amanda Knox, ottenendo numerosissimi consensi negli Stati Uniti. Sulla vicenda della detenuta americana Girlanda ha ottenuto anche l'attenzione del Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano che è intervento con una lettera pubblica in risposta alle sollecitazioni dell'onorevole[9]. Dopo la sentenza di condanna in primo grado, ha scritto anche un libro dove riporta i suoi colloqui in carcere con la detenuta americana i cui diritti sono stati donati interamente alla Fondazione di cui era Presidente.
  • Nell'ottobre 2011 il suo nome è emerso tra quello di parlamentari a cui fanno capo giornali che ricevono contributi governativi in base a normative approvate dallo stesso Parlamento di cui fanno parte ma nella realtà nessuna delle testate edite dalle società in cui Girlanda era amministratore delegato ha mai ricevuto tali contributi.[10]
  • Il 17 marzo 2015 fu chiamato a deporre presso il Tribunale di Viterbo come testimone in difesa di Silvano D'Ascanio, titolare dell'agenzia pubblicitaria Studio Uno che pubblicava annunci pubblicitari riferibili secondo l'accusa a prostitute, sotto processo ed imputato per il reato di sfruttamento della prostituzione insieme ai proprietari di appartamenti trasformati, sempre secondo l'accusa, in case chiuse. L'imputato D'Ascanio pubblicava tali annunci sui quotidiani di cui Girlanda divenne Amministratore Delegato successivamente agli eventi contestati a D'Ascanio. Girlanda, in qualità di Amministratore Delegato del Corriere di Viterbo, venne chiamato a testimoniare per confermare che tecnicamente le pagine del quotidiano edito erano formate da 120 moduli tipografici. Silvano D'Ascanio è stato successivamente assolto con formula piena da tutte le accuse[11].
  • Nel novembre 2011 alla guida della sua auto è stato causa di un grave incidente stradale che ha coinvolto diversi veicoli, le cui modalità hanno suscitato una ampia discussione sui media locali, in particolare circa il rifiuto da parte di Girlanda di sottoporsi ai test alcolemici prescritti dalle normative in questi casi, adducendo le sue prerogative parlamentari come ragioni del rifiuto. Ciò ha suscitato critiche circa l'operato dei Carabinieri, che sono stati costretti ad emettere un comunicato in cui si confermava che i Carabinieri di Gubbio avevano seguito scrupolosamente le procedure[12]

Libri[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autorità VIAF: (EN168478567