Stefano Pedica

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Stefano Pedica

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XVI
Circoscrizione Lazio
Sito istituzionale

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XV
Circoscrizione Lombardia 1
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Italia dei Valori (2006-2012)
Centro Democratico (2012-2013)
Professione Dirigente d'azienda, giornalista
Stefano Pedica

Stefano Pedica (Roma, 13 ottobre 1957) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Pedica ha una formazione in geologia[1] ed è stato funzionario della SCAC, Società calcestruzzi.[2]

Nella Democrazia Cristiana e nella sua diaspora[modifica | modifica wikitesto]

Allievo di Francesco Cossiga, inizia la sua militanza nella Democrazia Cristiana e diventa assistente parlamentare di Francesco D'Onofrio. Nel 1994, dopo lo scioglimento della DC, entra con D'Onofrio nel Centro Cristiano Democratico (CCD) ed è capo segreteria di Pier Ferdinando Casini[1].

Nel 1998 abbandona il CCD per seguire Cossiga nell'UDR, a sostegno dei governi di centrosinistra,[3] divenendo consigliere del ministro UDR Gianguido Folloni.

Dopo lo scioglimento dell'UDR (1999), passa prima all'Unione per la Repubblica di Cossiga e poi a Democrazia Europea di Andreotti e D'Antoni.[4] Nel febbraio del 2000 Pedica dà vita, insieme ad Alessandro Meluzzi (un altro ex UDR), ai "Cristiano Democratici Europei", un movimento di ispirazione centrista, presente soprattutto nel Lazio,[4] che aderisce all'Unione Democratici per l'Europa (UDEUR) di Mastella.

Si candida alle elezioni europee del 2004 per il Patto Segni Scognamiglio, ottenendo 164 preferenze nella circoscrizione Italia nord-occidentale[5] e 865 nella circoscrizione Italia centrale.[6]

Negli anni successivi si avvicinò al progetto della nuova Democrazia Cristiana per le Autonomie di Gianfranco Rotondi, per staccarsene dopo la scelta di questo per il centrodestra, e approdò infine all'Italia dei Valori.[4]

Deputato e senatore per l'Italia dei Valori[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni politiche italiane del 2006 è eletto deputato alla Camera nella lista IdV della circoscrizione Lombardia 1, subentrando in seguito alle dimissioni di Giorgio Calò, nel frattempo nominato sottosegretario. Antonio Di Pietro lo nomina capo gabinetto del ministero Infrastrutture.

Nella XVI Legislatura viene eletto al Senato della Repubblica, sempre nelle liste dell'Italia dei Valori. Nel novembre 2012 lascia l'Italia dei Valori seguendo Massimo Donadi e Aniello Formisano nel movimento "Diritti e Libertà"[7] che alle elezioni politiche italiane del 2013 forma la lista Centro Democratico, per cui Pedica è candidato non eletto nella circoscrizione Lazio 1.[8]

Nel Partito Democratico[modifica | modifica wikitesto]

Dopo le elezioni, Pedica lascia Centro Democratico fondando il movimento "Cantiere Democratico", entrando successivamente nel Partito Democratico.

Il 10 febbraio 2016, Pedica è uno dei candidati alle primarie del centrosinistra per il Sindaco di Roma.[9]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Il moralista «moralizzato» «La casa? Ho lo zio prete...», Il Giornale, 4 giugno 2010. URL consultato il 22 febbraio 2016.
  2. ^ Stefano Filippi, Pedica, il moralista Idv nella casa dello scandalo e l’auto a disposizione, Il Giornale, 20 maggio 2010. URL consultato il 22 febbraio 2016.
  3. ^ Gabriele Maestri, INTERVISTA Stefano Pedica (Pd): “Io, rottamatore prima di Renzi”, Termometro Politico, 19 febbraio 2015. URL consultato il 22 febbraio 2016.
  4. ^ a b c All'armi, siam dipietristi: ecco le squadracce di Tonino, il Giornale, 25 luglio 2009. URL consultato il 27 aprile 2014.
  5. ^ Europee del 12 giugno 2004 - Circoscrizione ITALIA NORD-OCCIDENTALE - P.SEGNI SCOGNAMIGLIO, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 27 aprile 2014.
  6. ^ Europee del 12 giugno 2004 - Circoscrizione ITALIA CENTRALE - P.SEGNI SCOGNAMIGLIO, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 27 aprile 2014.
  7. ^ “Diritti e libertà”, il partito di Donadi “Non i chiederemo finanziamenti”, La Stampa, 22 novembre 2012. URL consultato il 27 aprile 2014.
  8. ^ Camera del 24 febbraio 2013 - Circoscrizione LAZIO 1 - CENTRO DEMOCRATICO, in Archivio Storico delle Elezioni, Ministero dell'Interno. URL consultato il 27 aprile 2014.
  9. ^ Comunali a Roma, sei i candidati alle primarie del centrosinistra, Corriere della Sera. URL consultato il 16 febbraio 2016.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]