Massimo Donadi

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on. Massimo Donadi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Camera dei deputati
Massimo Donadi
Titolo di studio Laurea in giurisprudenza
Professione Avvocato
Partito Italia dei Valori (2006-2012)
Diritti e Libertà (dal 2012)
Legislatura XV e XVI
Gruppo Italia dei Valori
Gruppo Misto
Coalizione L'Unione (2006-2008)
PD-IdV (2008-2012)
Circoscrizione XXI Puglia (XV)
VIII Veneto 2 (XVI)
Incarichi parlamentari
  • XV Legislatura, membro:
    • Conferenza dei Capigruppo
      dal 3 maggio 2006 al 28 aprile 2008
    • I Commissione (Affari Costituzionali)
      dal 6 giugno 2006 al 21 febbraio 2007
    • VII Commissione (Cultura)
      dal 21 febbraio 2007 al 4 ottobre 2007
    • I Commissione (Affari Costituzionali)
      dal 4 ottobre 2007 al 28 aprile 2008
  • XVI Legislatura, membro:
    • Conferenza dei Capigruppo
      dal 5 maggio 2008 al 6 novembre 2012
    • IV Commissione (Difesa)
      dal 14 maggio 2008 al 16 novembre 2009
    • Commissione di Vigilanza RAI
      dal 30 gennaio 2009 al 2 aprile 2009
    • I Commissione(Affari Costituzionali)
      dal 18 novembre 2009 al 13 novembre 2012
    • XIII Commissione (Agricoltura)
      dal 13 novembre 2012 al 14 marzo 2013
Pagina istituzionale
sen. Massimo Donadi
Bandiera italiana
Parlamento italiano
Senato della Repubblica
Partito Italia dei Valori
Legislatura XIV[1]
Gruppo Gruppo Misto
Coalizione L'Ulivo
Circoscrizione Veneto
Collegio Rovigo
Incarichi parlamentari
  • II Commissione (Giustizia)
    dal 23 febbraio 2005 al 27 aprile 2006
Pagina istituzionale

Massimo Donadi (Venezia, 11 febbraio 1963) è un politico e avvocato italiano. È stato senatore nella XIV Legislatura e deputato della XV Legislatura e XVI Legislatura per l'Italia dei Valori, movimento politico di Antonio Di Pietro che ha lasciato nel novembre 2012 in forte polemica con il leader del partito. Ha successivamente fondato il movimento Diritti e Libertà.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Studi e vita familiare[modifica | modifica wikitesto]

Nativo del sestiere veneziano di Santa Croce, Donadi ha dichiarato di aver studiato presso il Liceo Foscarini di Venezia e di essersi laureato in giurisprudenza con 110 e lode all'Università di Bologna[2].

Attività accademica e professionale[modifica | modifica wikitesto]

Per cinque anni Donadi è stato assistente del professor Francesco Galgano, civilista e docente d'istituzioni di diritto privato, presso l'Università di Bologna. Ha scritto pubblicazioni nel campo del diritto bancario e assicurativo[2]. Dal 1987 esercita la professione di avvocato, a Venezia e dal 1997 a Mestre[2].

Donadi è consulente legale dell'Adusbef[2].

Nel giugno 2006 ha fondato, insieme al professor Sandro Trento, il Centro Studi Folder, Forum Liberal Democratico per le riforme, di cui è presidente[2].

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1998 si candida al consiglio comunale di Venezia per la lista civica “Insieme per Venezia e Mestre” di Paolo Costa, nella coalizione di centrosinistra che sosteneva la rielezione del sindaco Massimo Cacciari[2].

Partecipa alla fondazione dell'Italia dei Valori, che più tardi insieme al movimento dei Sindaci denominato Centocittà[3], a Rinnovamento Italiano, ad Unione Democratica e alla Lista Prodi darà vita sul piano nazionale ai Democratici dell'Asinello, di cui il Donadi è stato coordinatore regionale per il Veneto[2].

In seguito ha ripreso i propri ruoli nell'Italia dei Valori, quando questa ha ricominciato un percorso autonomo dalle altre formazioni[2]. Nel 2003 è stato il responsabile nazionale dell'iniziativa referendaria per l'abrogazione del lodo Schifani, coordinando la campagna che in tre mesi ha raccolto un milione di firme contro la legge, poi dichiarata incostituzionale dalla Corte Costituzionale[2]. Nel 2004 è stato responsabile nazionale della lista Di Pietro-Occhetto-Società Civile nella campagna nazionale per le elezioni europee[2].

Nel giugno del 2004 è entrato nell'amministrazione provinciale di Venezia, governata dal centrosinistra, come assessore alla Cultura, caratterizzando l'assessorato per le iniziative nel campo teatrale destinate ai giovani della scuola dell'obbligo e nell'ambito dell'interculturalità religiosa[2].

Senatore IdV (2005-2006)[modifica | modifica wikitesto]

Viene candidato dalla coalizione di centro-sinistra L'Ulivo alle elezioni suppletive del 23 gennaio 2005 e viene eletto senatore[4].

Aderisce al Gruppo Misto del Senato creando la componente Italia dei Valori.

Capogruppo IdV alla Camera (2006-2012)[modifica | modifica wikitesto]

Viene eletto alla Camera nella legislatura seguente candidandosi però alle elezioni dell'aprile 2006 nelle liste dell'Ulivo come rappresentante della quota del diritto di tribuna concesso all'IdV nel caso il movimento non avesse superato gli sbarramenti; pertanto gli fu attribuita, col sistema della nuova legge proporzionale a liste bloccate, una posizione utile nella lista dell'Ulivo in Puglia, che gli permise di essere eletto. Fu poi nominato capogruppo del gruppo parlamentare dell'Italia dei Valori alla Camera[2].

Nelle elezioni del 2008 viene rieletto deputato, stavolta nelle liste dell'Italia dei Valori, e successivamente riconfermato capogruppo. È membro della Commissione Affari Costituzionali.

Massimo Donadi è stato vittima dello scandalo del pizzino tra il democratico Nicola Latorre e l'allora deputato PdL Italo Bocchino avvenuto negli studi di Omnibus su LA7 il 18 novembre 2008[5] dove il senatore Latorre, di fronte all'evidente stato di difficoltà in cui versava Italo Bocchino per gli attacchi di Donadi, gli andava in soccorso suggerendogli come mettere in difficoltà Donadi e l'Italia dei Valori a proposito dell'elezione del Presidente della Regione Siciliana.

Nel corso della primavera e nell'estate del 2009 Massimo Donadi prende in diverse occasioni le distanze da Antonio Di Pietro, a causa degli attacchi di quest'ultimo al Capo dello Stato Giorgio Napolitano[senza fonte]. Nel gennaio 2010 invia una lettera allo stesso Napolitano, in seguito alla missiva del Presidente della Repubblica ad Anna Craxi, esprimendo totale dissenso; alla lettera del Donadi Napolitano ha dato risposta[6].

L'abbandono dell'IdV e la nascita di Diritti e Libertà[modifica | modifica wikitesto]

A ottobre 2012 all'interno dell'IdV si inaspriscono forti polemiche sulla nuova linea politica del partito e sul ruolo del leader e presidente dell'IdV Antonio Di Pietro. A capo della dissidenza interna, Donadi critica duramente Di Pietro per aver dato una linea politica al partito spostata verso il Movimento 5 Stelle di Beppe Grillo: egli paventa l'ipotesi di scioglimento del partito al fine di creare una nuova lista alleata dei grillini con conseguente, definitiva rimozione di IdV dall'alveo del centrosinistra e rischio di ridurre il partito all'irrilevanza nel quadro politico nazionale. Inoltre Donadi critica una gestione troppo personalistica e padronale da parte del leader nella linea politica volta ad attacchi continui contro il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, il Presidente del Consiglio Mario Monti e gli alleati del Partito Democratico, nonché nella gestione economica e finanziaria dei beni del partito.

Il 5 novembre rassegna le sue dimissioni da Capogruppo dell'IdV alla Camera dopo la notizia che la maggioranza del gruppo alla Camera vicino al leader Di Pietro era pronto a sfiduciarlo a causa delle sue critiche.

L'8 novembre, dopo una riunione dei gruppi congiunti IdV di Camera e Senato che ha ribadito pieno sostegno alla linea politica del leader del partito Antonio Di Pietro messa duramente in discussione dallo stesso ex capogruppo, Donadi insieme al Senatore e Coordinatore regionale dell'IdV in Campania Aniello Formisano rassegna le sue dimissioni da tutti gli incarichi del partito e del gruppo parlamentare per fondare il movimento Diritti e Libertà, presentato il 22 novembre e confluito un mese dopo in Centro Democratico, lista elettorale fondata con Bruno Tabacci, entrando così a far parte della coalizione Italia. Bene Comune che candidava Pier Luigi Bersani alla Presidenza del Consiglio, ma non verrà rieletto rimanendo comunque fuori dal Parlamento

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dal 25 gennaio 2005 in quanto supplisce al senatore Guido Mainardi deceduto
  2. ^ a b c d e f g h i j k l Autobiografia sul sito ufficiale di Massimo Donadi
  3. ^ Movimento che pochi mesi dopo confluirà ne I Democratici.
  4. ^ Suppletive, il centrosinistra vince a Bari e Rovigo - la Repubblica, 24 gennaio 2005
  5. ^ Rai, spunta il biglietto di Latorre: consigli ad An contro Di Pietro, La Repubblica, 19 novembre 2008
  6. ^ Botte Da Orbi Sul Processo Breve. Berlusconi: Non È Anticostituzionale – Napolitano Cazzia Donadi:

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Capogruppo dell'Italia dei Valori alla Camera dei Deputati Successore Simbolo IdV.png
gruppo non costituito 17 maggio 2006 - 28 aprile 2008 Massimo Donadi I
Massimo Donadi 8 maggio 2008 - 5 novembre 2012 Antonio Borghesi II