Nicola Latorre

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Nicola Latorre
Nicola Latorre datisenato 2013.jpg

Presidente della 4ª Commissione Difesa del Senato della Repubblica
Durata mandato 7 maggio 2013 –
22 marzo 2018
Predecessore Valerio Carrara
Successore Donatella Tesei

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature XIV (Dal 30/01/2005), XV, XVI, XVII
Gruppo
parlamentare
XIV:
- Democratici di Sinistra

XV - XVI - XVII:
- Partito Democratico

Circoscrizione Puglia
Collegio XIV:
2 (Bari-Bitonto)
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico Partito Democratico (Dal 2007)
In precedenza:
UCI (1968-1972)
PCI (1972-1991)
PDS (1991-1998)
DS (2001-2007)
Titolo di studio Laurea in Giurisprudenza
Università Università degli Studi di Bari Aldo Moro
Professione Avvocato

Nicola Latorre (Fasano, 14 settembre 1955) è un politico italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Avvocato, sposato con Stella Carparelli (preside dell'istituto Leonardo Da Vinci, Fasano), ha due figli.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Ha ricoperto la carica di assessore e Sindaco del comune di Fasano.

Comincia la sua militanza politica nel gruppo Unione dei Comunisti Italiani[1]. Nel 1972 si iscrive alla Federazione Giovanile Comunista Italiana. Seguirà l'evoluzione del PCI in PDS per poi passare nei DS ed infine aderire al Partito Democratico. Era considerato molto vicino alle posizioni di Massimo D'Alema.[senza fonte]

Dal 1998 è responsabile per le politiche istituzionali nella segreteria nazionale dei Democratici di Sinistra. Nello stesso anno è, insieme a Massimo D'Alema e Giuliano Amato, uno dei fondatori dell'Associazione Futura.

Elezioni a senatore[modifica | modifica wikitesto]

Alle elezioni suppletive del 2005 viene candidato al Senato della Repubblica, in regione Puglia, nel collegio uninominale n° 2 (Bari-Bitonto) sostenuto da L'Ulivo (in quota DS), venendo eletto senatore della XIV Legislatura.

Alle elezioni politiche del 2006 è ricandidato al Senato della Repubblica, in regione Calabria (come capolista) ed in regione Puglia (in seconda posizione), nelle liste dei Democratici di Sinistra (in seconda posizione), venendo rieletto senatore della XV Legislatura in entrambe le regioni ed optando per il seggio in Puglia.

Al Senato della Repubblica è vicepresidente del gruppo parlamentare L'Ulivo.

Alle elezioni politiche del 2008 è nuovamente candidato al Senato della Repubblica con il Partito Democratico, in regione Basilicata (come capolista) ed in regione Puglia (in seconda posizione), venendo nuovamente eletto senatore della XVI Legislatura in entrambe le regioni ed optando, come nel 2006, per il seggio in Puglia.

Nel 2008 è cofondatore di Riformisti e Democratici.

Alle elezioni politiche del 2013 è candidato per la quarta volta al Senato della Repubblica, in regione Puglia, nelle liste del Partito Democratico (in seconda posizione), venendo nuovamente eletto senatore della XVII Legislatura.

Il 7 maggio 2013 viene eletto Presidente della Commissione Difesa del Senato della Repubblica.

Non è più ricandidato in Parlamento nel 2018. In seguito allo scadere del suo mandato parlamentare, inizia a collaborare con Il Messaggero, di cui diventa editorialista.

Episodi controversi[modifica | modifica wikitesto]

Nell'estate del 2005 Latorre fu intercettato in una conversazione con Stefano Ricucci mentre questi, assieme alla Unipol di Giovanni Consorte, stava scalando la Banca Nazionale del Lavoro (BNL)[2] bypassando le normali procedure di mercato (OPA). In un'altra occasione D'Alema chiese a Consorte di mettersi d'accordo con Latorre. Latorre fu intercettato mentre organizzava l'incontro a cena a casa sua[2]. In una telefonata con Consorte, Latorre si lasciò andare in uno sfogo personale riguardo all'allora segretario del partito Piero Fassino, di cui disse "non capisce un tubo"[3]. Per Latorre è stato ipotizzato dal GIP Clementina Forleo il concorso in aggiotaggio[4] nell'ambito della scalata alla BNL organizzata dalla Unipol.

Latorre, intervistato da Repubblica Tv sulla divulgazione delle intercettazioni, commentò:

«Sono curioso di vedere quali motivazioni saranno date allo spargimento di veleni. Del resto in questi giorni abbiamo già letto molta spazzatura[3]

Il 14 novembre 2008, durante la trasmissione Omnibus sulla rete La7, la regia del programma scorse un suo comportamento controverso: il senatore suggeriva, su un foglio che cercava poi di far sparire, all'esponente del partito avverso PdL Italo Bocchino un'argomentazione per attaccare Donadi dell'IdV sulla questione, ampiamente dibattuta, della Commissione di Vigilanza per le Telecomunicazioni[5].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]