Consultazioni del presidente della Repubblica Italiana

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La delegazione della coalizione di centro-destra rilascia dichiarazioni dopo il colloquio con il presidente della Repubblica, 12 aprile 2018

Le consultazioni del presidente della Repubblica sono una procedura portata avanti per consuetudine dal capo dello Stato italiano per dare avvio all'iter procedurale di formazione di un nuovo esecutivo o per la risoluzione di una crisi di governo che si conclude poi con un rimpasto.

Prassi[modifica | modifica wikitesto]

Il presidente della Repubblica non è condizionato da alcun articolo della Costituzione ad intavolare delle consultazioni: si tratta pertanto di galateo istituzionale, secondo una prassi consolidata fino al punto di essere stata definita[1] convenzione costituzionale[2].

Egli convoca i presidenti dei gruppi parlamentari e i rappresentanti delle coalizioni di schieramento, con l'aggiunta dei presidenti dei due rami del Parlamento, i quali devono essere comunque sentiti in occasione dello scioglimento delle Camere, oltre che, come forma di cortesia e rispetto, gli ex-presidenti della Repubblica.

Varianti[modifica | modifica wikitesto]

Come detto, sebbene non sia espressamente previsto dalla carta costituzionale, nel caso di crisi di governo caratterizzate da incertezza o litigiosità, il conferimento dell'incarico di formazione del nuovo governo può essere preceduto anche da un eventuale mandato esplorativo che viene generalmente conferito dal capo dello Stato ad una carica istituzionale come quella del presidente della Camera o del Senato, mandato che si rende necessario quando le consultazioni del presidente della Repubblica non abbiano portato ad indicazioni concludenti.

Differisce invece dall'istituto del mandato esplorativo il preincarico[3], che viene affidato alla personalità cui viene richiesto di svolgere ulteriori consultazioni informali: ciò nell'intento di acquisire dai partiti il ragionevole affidamento che un'eventuale sua nomina otterrebbe, nelle Camere, la fiducia di un numero sufficiente di parlamentari. Per questo il nome del preincaricato, solitamente, ma non sempre[4], coincide con quella cui poi il presidente della Repubblica affiderà verosimilmente l'incarico di formare il nuovo governo.

Ulteriore fattispecie è quella del reincarico, che si ha quando dopo una crisi di governo il capo dello Stato assegna nuovamente l'incarico di formare un nuovo Esecutivo allo stesso presidente del Consiglio appena dimessosi, che procede solitamente con un rimpasto.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ "Gran parte del procedimento di formazione del Governo e, in particolare, la fase delle consultazioni si basa esclusivamente su convenzioni costituzionali": Convenzione costituzionale, in Enciclopedia Treccani.
  2. ^ Propende invece per la natura di consuetudine costituzionale "facultizzante" G. Buonomo, Adelante Pedro ... Cronoprogramma di inizio legislatura, laCostituzione.info, 2 marzo 2018, p. 4.
  3. ^ Cfr. in Alessandro Gigliotti, Incarico, preincarico e mandato esplorativo, 23 marzo 2013.
  4. ^ Per il caso di Bersani nel 2013, v. Esploratore o reincarico? ADN-kronos, 17/04/2018, 11:51

Riferimenti normativi[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Augusto Barbera e Carlo Fusaro, Corso di diritto pubblico, Bologna, il Mulino, 2012.
  • Paolo Barile, Enzo Cheli, Stefano Grassi, Istituzioni di diritto pubblico, Cedam, 2011. ISBN 978-88-13-30850-6
  • Roberto Bin e Giovanni Pitruzzella, Diritto pubblico, Giappichelli Editore, Torino, 2005, ISBN 88-348-5674-0
  • Paolo Caretti e Ugo De Siervo, Diritto costituzionale e pubblico, Torino, Giappichelli Editore, 2012. ISBN 978-88-348-2832-8
  • Carlo Fusaro, Il presidente della Repubblica, Bologna, il Mulino, 2003.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]