Governo Fanfani II

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Governo Fanfani II
Fanfani1.jpg
Stato Italia Italia
Presidente del Consiglio Amintore Fanfani
(DC)
Coalizione DC, PSDI
Legislatura III Legislatura
Giuramento 2 luglio 1958
Dimissioni 26 gennaio 1959
Governo successivo Segni II
16 febbraio 1959
Left arrow.svg Zoli Segni II Right arrow.svg

Il Governo Fanfani II è stato il tredicesimo governo della Repubblica Italiana, il primo della III legislatura.

È rimasto in carica dal 2 luglio 1958[1] al 16 febbraio 1959[2] per un totale di 229 giorni, ovvero 7 mesi e 14 giorni.

Composizione[modifica | modifica wikitesto]

Camera dei Deputati Seggi
Democrazia Cristiana
Partito Socialdemocratico Italiano
Partito Repubblicano Italiano
Südtiroler Volkspartei
Union Valdôtaine
Totale Maggioranza
273
22
6
3
1
305
Partito Comunista Italiano
Partito Socialista Italiano
Movimento Sociale Italiano
Partito Liberale Italiano
Partito Monarchico Popolare
Partito Nazionale Monarchico
Movimento Comunità
Totale Opposizione
140
84
24
17
14
11
1
291
Totale 596
Senato della Repubblica Seggi
Democrazia Cristiana
Partito Socialdemocratico Italiano
Südtiroler Volkspartei
Totale Maggioranza
123
5
2
130
Partito Comunista Italiano
Partito Socialista Italiano
Partito Liberale Italiano
Movimento Sociale Italiano
Partito Monarchico Popolare
Partito Nazionale Monarchico
Indipendenti di Sinistra
Totale Opposizione
60
36
8
5
4
2
1
116
Totale 246

Presidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Amintore Fanfani

Vicepresidente del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Segni

Segretario del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Antonio Maxia

Sottosegretari alla Presidenza del Consiglio dei ministri[modifica | modifica wikitesto]

Egidio Ariosto, Gustavo De Meo

Ministeri senza portafoglio[modifica | modifica wikitesto]

Presidente del comitato dei ministri per la Cassa per il Mezzogiorno Giulio Pastore
Rapporti fra Governo e Parlamento Rinaldo Del Bo
Riforma della pubblica amministrazione Camillo Giardina

Ministeri[modifica | modifica wikitesto]

Affari esteri[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Amintore Fanfani, ad interim
Sottosegretari Alberto Folchi, Giuseppe Lupis

Interno[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Fernando Tambroni
Sottosegretari Crescenzo Mazza, Antonio Romano

Grazia e Giustizia[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Guido Gonella
Sottosegretari Lorenzo Spallino

Bilancio[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giuseppe Medici
Sottosegretari Athos Valsecchi

Finanze[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Luigi Preti
Sottosegretari Salvatore Mannironi, Lorenzo Natali

Tesoro[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giulio Andreotti
Sottosegretari Emanuele Guerrieri, Mario Riccio, Angelo Salizzoni

Partecipazioni Statali[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Edgardo Lami Starnuti
Sottosegretari Fiorentino Sullo

Difesa[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Antonio Segni
Sottosegretari Giuseppe Caron, Edoardo Martino, Carlo Russo

Pubblica Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Aldo Moro
Sottosegretari Angelo Di Rocco, Giovanni Battista Scaglia

Lavori Pubblici[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giuseppe Togni
Sottosegretari Guido Ceccherini, Tommaso Spasari

Agricoltura e Foreste[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Mario Ferrari Aggradi
Sottosegretari Luigi Angrisani, Giuseppe Garlato

Trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Armando Angelini
Sottosegretari Dario Antoniozzi, Virginio Bertinelli

Poste e Telecomunicazioni[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Alberto Simonini
Sottosegretari Umberto Delle Fave

Industria e Commercio[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giorgio Bo
Sottosegretari Eugenio Gatto, Filippo Micheli

Sanità[modifica | modifica wikitesto]

Dicastero istituito con legge 13/03/1958 n. 296.

Ministro Vincenzo Monaldi
Sottosegretari Angela Gotelli

Commercio con l'Estero[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Emilio Colombo
Sottosegretari Giovanni Spagnolli

Marina Mercantile[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Giuseppe Spataro
Sottosegretari Italo Giulio Caiati

Lavoro e Previdenza Sociale[modifica | modifica wikitesto]

Ministro Ezio Vigorelli
Sottosegretari Ferdinando Storchi, Benigno Zaccagnini

Eventi[modifica | modifica wikitesto]

  • 1º luglio 1958. Amintore Fanfani forma il suo governo denominandolo di centrosinistra (è la prima volta che si usa in Italia una tale denominazione).
  • 17 luglio 1958. Il Senato vota la fiducia con 128 sì, 111 no e 2 astenuti. La Camera si esprime con 295 sì, 287 no e 9 astenuti.
  • 14 agosto 1958. Viene istituito il Ministero della Sanità (l'Italia era uno dei pochi Paesi occidentali a non possederlo).
  • 20 agosto 1958. Scoppia il Caso Giuffrè: si tratta di un finanziere che, con manovre oscure, era riuscito a sottrarre miliardi usurpando i risparmi della gente. Nel processo vengono coinvolti anche il ministro Luigi Preti e il suo predecessore Giulio Andreotti: il Parlamento istituisce una commissione d'inchiesta dove la sinistra chiede di abolire il segreto d'ufficio dei bancari coinvolti.
  • 20 settembre 1958. Entra in vigore la Legge Merlin che prevede la chiusura delle case di tolleranza (per regolamentare la prostituzione).
  • 23 ottobre 1958. Dalla Sicilia proviene un attacco politico nei confronti del premier Fanfani. Teatro dello scontro è l'elezione del presidente della Regione: l'uomo scelto da Fanfani (che attualmente è segretario della Dc) viene battuto da Silvio Milazzo, democristiano appartenente alla corrente di Scelba, che si fa appoggiare dalla sinistra (Pci, Psi, Psdi). Fanfani espelle Milazzo dal partito. È l'inizio di un duro scontro.
  • 10 dicembre 1958. Il Governo viene battuto sulla tassa del gas liquido per auto e sulla soprattassa per la benzina; poi ancora sulla legge che liberalizza i mercati all'ingrosso. Si apre la crisi, che coinvolge l'esecutivo ma tutta la Dc più in generale.
  • 26 gennaio 1959. Si dimettono il ministro del Lavoro, Ezio Vigorelli (Psdi), e il ministro dei Lavori Pubblici, Giuseppe Togni (Dc), quest'ultimo per contrasti con Fanfani sull'introduzione del Codice della Strada. Il presidente si dimette dal governo e anche dalla segreteria del partito.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Enzo Forcella, I nuovi ministri hanno giurato e tengono oggi la prima riunione, in "La Nuova Stampa", 3 luglio 1958, p. 1.
  2. ^ Enrico Altavilla, La cerimonia al Quirinale, in "La Stampa", 17 febbraio 1959, p. 1.

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