Giovanni Giovannini

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Giovanni Giovannini con Carlo Azeglio Ciampi (30 settembre 2004)

Giovanni Giovannini (Bibbiena, 30 maggio 1920Torino, 8 ottobre 2008) è stato un giornalista e scrittore italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Laureatosi in Diritto internazionale all'Università di Torino, intraprese l'attività di giornalista collaborando con il quotidiano cittadino, La Stampa, nel quale proseguirà la sua intera carriera divenendone infine presidente.

Inviato speciale per il giornale nelle principali crisi internazionali della seconda metà del novecento, rientrò in Italia diventando nel 1976 presidente della FIEG, la federazione italiana editori giornali, carica che mantenne fino al 1996.

Dal 1985 al 1994 fu presidente dell'ANSA[1], e a partire dal 1983 presidente della scuola di giornalismo dell'Università LUISS Guido Carli di Roma. Fu inoltre il primo presidente del Movimento sviluppo e pace.[2]

Nel 2004 gli venne assegnato il Premio Saint Vincent per il giornalismo[3], per avere portato lustro alla categoria. È sepolto nel Cimitero monumentale di Torino.

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Il Presidente Ciampi si congratula con Giovannini dopo avergli conferito la Medaglia d'argento al merito civile (9 giugno 2005).
Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— 2 febbraio 1993[4]
Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Grande ufficiale dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
«Di iniziativa del Presidente della Repubblica»
— 15 maggio 1968[5]
Medaglia d'argento al valor civile - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'argento al valor civile
«Internato dopo l'8 settembre 1943, insieme a circa seicentomila soldati italiani, nei campi di sterminio tedeschi di Limburg e Offenburg per non aver aderito alla Repubblica di Salò e per aver rifiutato ogni forma di collaborazionismo, seppe animare la resistenza dei commilitoni, richiamandoli al senso dell'onore e al sentimento della Patria. Brillante giornalista, in un diario ha raccontato l'esperienza di quei terrificanti venti mesi di prigionia, a testimonianza della disumanità dei lager e di amore per la libertà, la fratellanza e la solidarietà fra i popoli. Settembre 1943/Aprile 1945 - Germania.»
— 21 aprile 2005[6]
Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte - nastrino per uniforme ordinaria Medaglia d'oro ai benemeriti della scuola, della cultura e dell'arte
— 2 giugno 1990[7]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Giovanni Giovannini, voce su www.treccani.it
  2. ^ Terzo mondo, Edizioni 1-2, Centro studi terzo mondo, anno 1968, on-line su Google books, consultato il 14 settembre 2015
  3. ^ Addio a Giovanni Giovannini, protagonista del giornalismo italiano articolo del'8 ottobre 2008 su Il Sole 24 ore
  4. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  5. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  6. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.
  7. ^ Sito web del Quirinale: dettaglio decorato.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Giovanni Giovannini, Congo nel cuore delle tenebre, Milano, Mursia, 1966.
  • Giovanni Giovannini, Giappone domani, Torino, AEDA, 1967.
  • Giovanni Giovannini, Frontiere senza pace, Milano, Mursia, 1975.
  • Giovanni Giovannini, Il quaderno nero: settembre 1943 - aprile 1945, Scheiwiller, 2004.

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