Giuseppe Spataro
Giuseppe Spataro (Vasto, 12 giugno 1897 – Roma, 30 gennaio 1979) è stato un politico e dirigente d'azienda italiano.
Biografia
[modifica | modifica wikitesto]Inizi in politica
[modifica | modifica wikitesto]Quando si trasferì a Roma per studiare giurisprudenza entrò nella Federazione universitaria cattolica italiana, di cui fu presidente dal 1920 al 1922. Impegnato in politica già da giovane, aderì al Partito Popolare Italiano di don Luigi Sturzo, di cui fu vicesegretario nazionale. Durante la dittatura fascista svolse un'importante opera di preparazione alla riorganizzazione democratica del Paese, tenendo insieme le file dell'ormai disciolto Partito Popolare Italiano e di alcuni ambienti antifascisti organizzando riunioni clandestine nella sua abitazione romana in via Cola di Rienzo 217[1]. Partecipò al Comitato di Liberazione Nazionale centrale insieme ad Alcide De Gasperi e Giovanni Gronchi, e contribuì in maniera rilevante alla fondazione della Democrazia Cristiana e alla riorganizzazione del quotidiano il Popolo.
Nella Resistenza romana
[modifica | modifica wikitesto]In qualità di delegato della DC presso la giunta militare del CLN, sin dalla fine del 1943 Giuseppe Spataro, preoccupato dalle azioni dei partigiani comunisti dei Gruppi di Azione Patriottica, «manifesta[va] in ogni occasione la necessità di osservare cautela per non provocare le rappresaglie»[2].
In seguito contestò l'attentato di via Rasella effettuato dai GAP il 23 marzo 1944, al quale il giorno successivo i tedeschi risposero commettendo per rappresaglia l'eccidio delle Fosse Ardeatine. Nella riunione della giunta militare del CLN, tenutasi il 26 marzo, Giuseppe Spataro non solo si oppose all'emanazione di un comunicato di rivendicazione proposta da Giorgio Amendola, rappresentante del Partito Comunista Italiano ed ideatore dell'azione partigiana, ma gli contrappose una mozione con cui al contrario chiedeva un comunicato di dissociazione. Poiché la giunta deliberava solo all'unanimità, non fu approvata nessuna delle due mozioni e i comunisti rivendicarono l'attentato autonomamente su l'Unità del 30 marzo[3]. Giuseppe Spataro omise ogni riferimento alla vicenda nel suo libro sull'attività della DC nella Resistenza e, interrogato sulla questione, preferì non rispondere[4].
Secondo le memorie del gappista Rosario Bentivegna, protagonista dell'azione del 23 marzo, l'atteggiamento tenuto da Giuseppe Spataro determinò l'annullamento di un analogo attacco partigiano programmato per il 28 marzo[5].
Attività politica dal dopoguerra
[modifica | modifica wikitesto]Dopo la guerra rivestì importanti incarichi di governo: fu sottosegretario alla presidenza del Consiglio dei ministri, ministro delle poste e delle telecomunicazioni, ministro dei lavori pubblici, ministro della marina mercantile, ministro dell'interno e ministro dei trasporti. Dal 1946 al 1951 fu inoltre presidente della Radio Audizioni Italiane.
Nel 1960 fu ministro dell'interno del Governo Tambroni ed in tale veste autorizzò il congresso del Movimento Sociale Italiano a Genova, da cui derivò una forte protesta popolare. Da non dimenticare la sua opera culturale, essendo stato per molti anni presidente dell'Istituto Luigi Sturzo.
Autonomia del Molise
[modifica | modifica wikitesto]Anche se ufficialmente non ebbe un ruolo chiave nel ruolo dell'autodeterminazione molisana, suo nipote Giacomo Sedati, all'epoca deputato della DC, fu aiutato dallo zio nell'opera di convincimento sia nazionale che locale per portare a compimento la tanto agognata autonomia regionale per il Molise.
Opere
[modifica | modifica wikitesto]- Direttive e propositi della Radio italiana, Roma, Stabilimento tipografico UESISA, 1947;
- La radio italiana dalla liberazione ad oggi. Dalla relazione al comitato consultivo per la determinazione delle direttive di massima culturali, educative ed artistiche, Torino, SET, 1947;
- Per lo sviluppo del credito in Abruzzo, discorso pronunciato a Pescara il 3 luglio 1955, Pescara, Tipografia Artigianelli, 1955;
- I democratici cristiani dalla dittatura alla Repubblica, Milano, Mondadori, 1968.
Intitolazioni
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- La città natale del Vasto gli ha intitolato uno slargo con monumento in piazza del Popolo e una scuola primaria;
- Nel comune di Gissi vi è un istituto tecnico commerciale a lui intitolato.
Riconoscimenti
[modifica | modifica wikitesto]- Targa Coerenza della Fondazione Adone Zoli nel 1976.
Note
[modifica | modifica wikitesto]- ^ Targa in memoria di Giuseppe Spataro, su rerumromanarum.com.
- ^ Amendola (1973), p. 243.
- ^ Amendola (1973), pp. 295-296.
- ^ Spataro (1968), passim; Spataro contrario all'attentato di via Rasella, in il Centro, Pescara, 24 settembre 2003 (archiviato dall'url originale il 2 maggio 2015) (nella testimonianza raccolta nell'articolo si sostiene erroneamente che l'attentato fu discusso e messo ai voti prima della sua attuazione).
- ^ Bentivegna (2004), p. 208.
Bibliografia
[modifica | modifica wikitesto]- Giorgio Amendola, Lettere a Milano: ricordi e documenti, 1939-1945, Roma, Editori Riuniti, 1973, SBN RAV0108340.
- Rosario Bentivegna, Achtung Banditen! Prima e dopo via Rasella, presentazione di Walter Veltroni, contributi di Alessandro Portelli et al., 2ª ed., Milano, Mursia, 2004, ISBN 88-425-3218-5.
- Carmelita Della Penna, Il giovane Spataro dall'associazionismo alla politica, Galatina, Congedo Editore, 2012, ISBN 978-88-8086-979-5.
- Licio Di Biase, Giuseppe Spataro. Una vita per la democrazia, presentazione del senatore Giulio Andreotti, Altino, Ianieri Editore, 2006, ISBN 88-88302-20-4.
- Gabriella Fanello Marcucci, Giuseppe Spataro: lineamenti per una biografia, Roma, Edizioni Cinque Lune, 1982, SBN SBL0612129.
- Gabriella Fanello Marcucci (a cura di), Lettere a Giuseppe Spataro, 1922-1959, Roma, Istituto Luigi Sturzo, 1989, SBN UBO0032968.
- Gabriella Fanello Marcucci, Storia di un'amicizia: G. B. Montini e Giuseppe Spataro, Brescia, La Morcelliana, 1984, ISBN 88-372-1214-3.
- Edoardo Tiboni, Giuseppe Spataro e il suo impegno per l'Abruzzo, 3ª ed., Pescara, Ediars, 2004, SBN TER0012287.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- SPATARO, Giuseppe, in Enciclopedia Italiana, III Appendice, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 1961.
- Spataro, Giusèppe, su sapere.it, De Agostini.
- Francesco Malgeri, SPATARO, Giuseppe, in Dizionario biografico degli italiani, vol. 93, Istituto dell'Enciclopedia Italiana, 2018.
- Giuseppe Spataro, su siusa.archivi.beniculturali.it, Sistema Informativo Unificato per le Soprintendenze Archivistiche.
- Giuseppe Spataro, in Donne e Uomini della Resistenza, Associazione Nazionale Partigiani d'Italia.
- Giuseppe Spataro, su storia.camera.it, Camera dei deputati.
- Giuseppe Spataro (IV legislatura della Repubblica Italiana) / V legislatura / VI legislatura, su Senato.it, Parlamento italiano.
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