Gennaro Cassiani

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Gennaro Cassiani
Gennaro Cassiani.jpg

Deputato dell'Assemblea Costituente
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Collegio Catanzaro

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature I, II, III, IV
Gruppo
parlamentare
Democratico Cristiano
Collegio Catanzaro
Incarichi parlamentari
  • Componente della Giunta delle elezioni - I legislatura
  • Componente della III Commissione (Giustizia) - I legislatura
  • Componente della VII Commissione (Lavori pubblici) - I legislatura
  • Componente della Commissione d'indagine per giudicare sul fondamento delle accuse mosse dal deputato Nasi al deputato Ivan Matteo Lombardo nella seduta dell'11/07/1951 - I legislatura
  • Componente e Presidente della IV Commissione (Giustizia) - III legislatura
  • Componente della IX Commissione (Lavori pubblici) - III legislatura
  • Componente della II Commissione (Interni) - IV legislatura
  • Componente della IV Commissione (Giustizia) - IV legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare per le questioni regionali - IV legislatura
  • Componente della Commissione parlamentare per il parere al Governo sull'emanazione di un Testo Unico delle disposizioni di legge concernenti la disciplina degli interventi nel Mezzogiorno - IV legislatura

Senatore della Repubblica Italiana
Legislature V, VI

Dati generali
Partito politico Democrazia Cristiana
Titolo di studio laurea in giurisprudenza
Professione avvocato

Gennaro Cassiani (Spezzano Albanese, 13 settembre 1903Roma, 14 luglio 1978) è stato un politico, avvocato penalista e saggista italiano.

È stato ministro della Repubblica.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Fu in età giovanile socialista, mazziniano di formazione radicale; nel 1925 discusse la tesi di laurea su "Il diritto di resistenza individuale e collettivo". Per la sua inclinazione politica non fu ammesso alla scuola allievi ufficiali.

Fondò e diresse negli anni trenta la rivista Tribunali calabresi, alla quale collaborarono illustri giuristi e letterati. Fondò e diresse anche altri periodici giuridici e politici (Tribunali, Tribune, Oggi e domani).

A metà degli anni trenta si iscrisse al Movimento Laureati di Azione Cattolica e iniziò a scrivere su Parola di vita, sottolineando il dovere dell'impegno politico. Organizzò quindi, dal 1942, la Democrazia Cristiana in Calabria. Partecipò al Congresso dei partiti antifascisti a Bari nel gennaio 1944, in rappresentanza della DC, e nel luglio dello stesso anno viene eletto alla Direzione nazionale dello Scudo crociato.

Nel secondo e nel terzo Governo Bonomi fu nominato sottosegretario ai Lavori pubblici, ed è stato sottosegretario al Lavoro e previdenza sociale nel Governo Parri e nel I e II Governo De Gasperi.
Consultore nazionale, deputato costituente e parlamentare fino al 1976, è stato sottosegretario alla Giustizia nel IV e nel V Governo De Gasperi, sottosegretario al Tesoro nel VII Governo De Gasperi (con delega ai danni di guerra) e nell'VIII Governo De Gasperi, oltre che nel Governo Pella.
È stato Ministro delle poste e delle telecomunicazioni nel I Governo Fanfani e nel Governo Scelba, e Ministro della marina mercantile nel I Governo Segni, nel Governo Zoli e nel I Governo Andreotti.

Seguace di Luigi Sturzo, cercò di promuovere nella sua regione le industrie naturali, collegate all'agricoltura, che consentissero la salvaguardia del patrimonio naturale della Calabria.

Gennaro Cassiani e la cultura arbëreshë[modifica | modifica wikitesto]

Gennaro Cassiani fu anche un profondo studioso della cultura della minoranza italo-albanese, a cui apparteneva e si adoperò per mantenere vive le parlate arbëreshë, la fedeltà al rito bizantino originario e la loro diversità linguistica. Egli stesso non mancava di partecipare alle funzioni di rito bizantino-greco dell'eparchia di Lungro. Nel 1965, a Santa Sofia d'Epiro, parlò a migliaia di arbëreshë, provenienti da tutte le comunità d'Italia e d'America, in occasione della celebrazione della “Primavera degli Italo-albanesi”. Fu presidente della commissione per il V centenario della morte di Giorgio Castriota Scanderbeg e, il 25 aprile 1968, ne tenne la commemorazione ufficiale davanti a migliaia di arbëreshë ed esuli albanesi convenuti a Roma, in Piazza Albania, davanti al monumento dell'eroe. Tra i suoi sogni c'era l'insegnamento della lingua albanese nelle scuole, che fu introdotto molti anni dopo, con la legge n. 482 del 1999[1].

Onorificenze[modifica | modifica wikitesto]

Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana - nastrino per uniforme ordinaria Cavaliere di gran croce dell'Ordine al merito della Repubblica italiana
— Roma, 5 luglio 1976[2]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Predecessore Ministro delle poste e delle telecomunicazioni della Repubblica Italiana Successore Flag of Italy.svg
Modesto Panetti 18 gennaio 1954 - 8 febbraio 1954 Gennaro Cassiani I
Gennaro Cassiani 10 febbraio 1954 - 2 luglio 1955 Giovanni Braschi II
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