Lingua arbëreshe

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Lingua arbëreshe
Gluha arbëreshe
Parlato in Italia
Regioni Abruzzo, Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sicilia
Locutori
Totale 100.000 parlanti (nel 2007)[1]
Altre informazioni
Scrittura Alfabeto latino
Tipo SVO
Tassonomia
Filogenesi Lingue indoeuropee
 Albanese
  Tosk
   Arbëresh
Statuto ufficiale
Ufficiale in Italia
Codici di classificazione
ISO 639-3 aae (EN)
Glottolog arbe1236 (EN)

La lingua arbëreshe[2] (gluha arbëreshe o arbërishtja nelle parlate albanesi locali) è la lingua parlata dalla minoranza etno-linguistica albanese d'Italia. Appartenente al gruppo della lingua albanese, è una varietà linguistica della parlata del sud dell'Albania (tosk) da dove ha avuto origine in massa la diaspora.

Gli arbëreshë, discendenti delle popolazioni albanesi che in varie ondate, a partire dalla seconda metà del XV secolo, migrarono dall'Albania, dall'Epiro e dalle numerose comunità albanesi della Morea verso l'Italia Meridionale e insulare, sono circa 100.000 persone.

La lingua albanese in Italia è tutelata dallo Stato in base alla legge-quadro n. 482 del 15 dicembre 1999[3].

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Exquisite-kfind.png Lo stesso argomento in dettaglio: Arbëria e Comuni dell'Arberia.

La lingua albanese in Italia è tutelata nelle seguenti regioni:

  1. Abruzzo Abruzzo, provincia di Pescara (1 comunità)
  2. Basilicata Basilicata, provincia di Potenza (5 comunità)
  3. Calabria Calabria, provincia di Catanzaro, Cosenza e Crotone (33 comunità)
  4. Campania Campania, provincia di Avellino (1 comunità)
  5. Molise Molise, provincia di Campobasso (4 comunità)
  6. Puglia Puglia, provincia di Foggia e Taranto (3 comunità)
  7. Sicilia Sicilia, provincia di Palermo (3 comunità)

Comunità albanesi d'Italia[modifica | modifica wikitesto]

Le comunità italo-albanesi si trovano dislocate in sette regioni d'Italia: in Abruzzo, provincia di Pescara; Basilicata, provincia di Potenza; in Calabria, provincia di Catanzaro, Cosenza e Crotone; in Campania, provincia di Avellino; in Molise, provincia di Campobasso; in Puglia, provincia di Foggia e di Taranto; e in Sicilia, provincia di Palermo. Nelle 50 comunità l’arbërisht è ancora la lingua madre, continuando a essere ampiamente parlato e diffuso; in alcuni casi, insieme all'italiano, è lingua comunale co-ufficiale.

Secondo le stime del linguista statunitense Leonard Newmark, nel 1963 i parlanti arbëresh erano 80.000 persone su una popolazione totale, secondo lo scrittore gallese Meic Stephens, di 260.000 persone (dato del 1976)[4], mentre secondo il linguista Fiorenzo Toso si tratterebbe di 100 000 persone[5][6], di cui una percentuale tra il 70 e l'80% in grado di parlare una delle varietà dell'arbëresh.

Dal dizionario arbëresh-italiano del 1963 di Papàs Emanuele Giordano, il Fjalor i Arbëreshvet t'Italisë (Dizionario degli Albanesi d'Italia), si evince che i paesi albanofoni sono 55 (50, con 5 oscillanti[7]: Cervicati, Mongrassano e Rota Greca in Calabria; Mezzojuso e Palazzo Adriano in Sicilia) con 135.811 abitanti, ed i paesi albanesi ormai italofoni, che hanno perso la lingua d'origine, sono 40, con 182.128 abitanti.

All'interno di alcune comunità dell'Arbëria viene purtroppo segnalata una generale tendenza alla dismissione dell'uso della lingua albanese, causata da vari fattori (dal non insegnamento della lingua nelle scuole locali, dai matrimoni misti, da altre situazioni particolari). Secondo stime recenti si assegna tra l'80% e il 90% dei residenti una competenza linguistica totale a livello di comprensione orale, mentre il restante 10% parlerebbe l'italiano mantenendo una comprensione passiva dell'albanese. Ancora oggi continua ad essere una lingua tutto al più tramandata oralmente. C'è, comunque, oggi la controtendenza dei giovani non solo di esprimersi e di riscoprire la lingua, ma di scriverla, di solito adottando l'alfabeto italiano.

Fino al secolo scorso i centri a radice albanese in Italia erano un centinaio. Successivamente, molte di esse, più di trenta, dall'Emilia-Romagna fino in Sicilia, hanno perso l'uso della lingua e delle tradizioni d'origine. Attualmente le località dove si parla la lingua albanese sono circa cinquanta, di cui la maggior parte nella provincia di Cosenza.

Le comunità di lingua albanese in Italia sono le seguenti:

Storia[modifica | modifica wikitesto]

L'evoluzione linguistica[modifica | modifica wikitesto]

Classificazione dei dialetti albanesi

La lingua arbëreshe, anche detta "arberesco"[8][9], si è conservata e poco evoluta in cinquecento anni, mantenendo la struttura fonetica e morfosintattica d'origine. L'aspetto interessante è che, essendosi distaccata dall'Albania e dalla Grecia durante le diaspore albanesi avvenute a partire dalla fine del Quattrocento, essa si presenta sostanzialmente immutata, con tratti arcaici della lingua albanese e altre caratteristiche del tosco, con prestiti linguistici dal greco, e più recentemente dai dialetti meridionali, ma non influenzata dalla lingua degli invasori turchi, come invece è accaduto per l'albanese parlato in Albania.

Le comunità arbëresh si presentano come isole etniche e linguistiche, nel mezzo di un ambiente linguistico romanzo diretta erede del latino, ma che mantengono tenacemente la propria lingua madre. Le parlate arbëreshe, differenti già inizialmente dai luoghi di provenienza degli esuli albanesi, nell'arco dei secoli hanno registrato piccole variazioni, rendendo unici e particolari termini che, a volte, tra loro mutano da paese a paese arbëreshë. Così le parlate arbëreshe, pur mantenendo nella loro struttura fonetica, grammaticale e lessicale tratti comuni, registrano piccole variazioni. Partendo dal lessico si può costatare che l'arbëreshë ha saputo conservare la base del lessico fondamentale. Tale fatto si può chiaramente osservare non solo nella lingua parlata popolare e nel folclore, ma anche nelle pubblicazioni di vari autori italo-albanesi. La conservazione di questo fondo lessicale ha anche garantito il mantenimento e il ripristino della lingua, e ha fornito, da tempo e in vasta scala, unità lessicali della lingua scritta, contribuendo così allo sviluppo della letteratura albanese. Recentemente ha avuto contatti diretti e continui con altre parlate. Influenzano notevolmente i vari dialetti regionali e la lingua italiana. Per tali ragioni, pur mantenendo nella loro integrità la lingua, costantemente a rischio d'estinzione, è pienamente riconosciuta come lingua di minoranza etno-linguistica dallo stato, nell'ambito delle amministrazioni locali e dalle scuole dell'obbligo. La consapevolezza della necessità di una valorizzazione e tutela della cultura albanese ha favorito la nascita di associazioni e circoli culturali, e ha dato luogo a iniziative e manifestazioni culturali; anche se tra gli aspetti fondamentali della tradizione degli arbëreshë, un posto decisivo spetta alla religione cristiana di rito orientale. Si ritiene che l'arberesh abbia il 45% delle parole in comune con la lingua albanese parlata oggi in Albania[10][11][12], e che il 15% del lessico sia composto da neologimi creati dagli scrittori arberesh, entrati anche nell'albanese moderno. Il resto dei vocaboli arberesh deriva da prestiti linguistici.

Svolgimento della letteratura[modifica | modifica wikitesto]

La letteratura arbëresh fa parte organicamente della letteratura albanese. Gli scrittori e i poeti italo-albanesi hanno contribuito alla genesi e all'evoluzione di tutta la letteratura albanese. Sia per i contenuti sia per il valore poetico, gli autori arbëreshë, compaiono con grande rilievo in tutte le storie della letteratura dell'Albania. Tra l'altro le parlate arbëreshë hanno avuto anche un ruolo di fonte di arricchimento lessicale della lingua letteraria albanese.

La letteratura albanese nella variante tosca, nasce con "E Mbësuame e Krështerë"[13] del 1592, scritta da Luca Matranga (Lekë Matrënga), papàs di rito bizantino-greco e scrittore arbëreshë di Piana degli Albanesi in Sicilia. In questa opera si trova la prima poesia religiosa in arbëreshë. Vari letterati e poeti produrranno poi componimenti con motivi religiosi e, più raramente, popolari, anche se i due elementi spesso si intrecciano.

Per tutto il XVIII secolo gli scrittori e i poeti arbëreshë mantengono come fonte di ispirazione il motivo religioso folkloristico. Nel secolo successivo la letteratura degli arbëreshë si arricchisce di contenuti civili e politici. Con Girolamo De Rada, poliedrico letterato di Macchia Albanese, i motivi della rinascita del popolo albanese e della indipendenza della madre patria, l'Albania, si incrociano con l'interesse per lo studio della lingua albanese e della conservazione della tradizione folkloristica. Sulla stessa scia di De Rada, si costituisce un gruppo di intellettuali italo-albanesi che pongono al centro della loro opera la necessità di rafforzare la identità arbëreshë e il suo collegamento con le vicende dell'Albania. Attraverso scritti di vario genere (saggi linguistici, poemi epico-lirici, raccolte di canti popolari e di pubblicazioni di carattere estetico e grammaticale), la questione albanese raggiunge così ambiti nazionali ed europei.

Altra personalità, tra le più rappresentative della letteratura arbëreshë, è Giuseppe Schirò, che partecipò attivamente alla rinascita albanese e arricchì significativamente la tradizione culturale e letteraria arbëreshë di Sicilia. Con l'indipendenza dell'Albania (1912) si esauriscono i motivi patriottici propri della Rilindja (Rinascita) albanese.

In seguito molti intellettuali italo-albanesi si trovano a fiancheggiare le mire nazionalistiche ed espansionistiche del fascismo, anche a scapito della vicina Albania. Solo dopo la fine della seconda guerra mondiale la letteratura arbëreshë riacquista vigore e vitalità. A partire dalla prima metà del XX secolo, e ancora più chiaramente negli anni '60 e '70 e fino ai giorni nostri, si ha un'attenzione sempre crescente per un risveglio culturale e per la valorizzazione della minoranza italo-albanese. Accanto alla consueta presenza del motivo della diaspora, si affiancano motivi legati all'attualità e a temi esistenziali di valore universale, presenti nell'ambiente culturale esterno. Alcuni tra i più rappresentativi ricordiamo, per esempio, Carmine Abate e Giuseppe Schirò Di Maggio.

L'alfabeto arbëresh[modifica | modifica wikitesto]

Sia la lingua arbëreshe che la lingua albanese condividono lo stesso alfabeto composto da 36 lettere, ovvero 7 vocali e 29 consonanti, tuttavia sono presenti differenze nella pronuncia di alcune lettere.

Grafemi Albanese Arbëresh
a a italiana stesso suono
b b italiana stesso suono
c z sorda di “pizza” stesso suono
ç c dolce di “ciliegia” stesso suono
d d italiana stesso suono
dh th inglese di “that” stesso suono
e e italiana stesso suono
ë e semimuta stesso suono
f f italiana stesso suono
g g dura di gallo stesso suono
gj suono intermedio tra gi e ghi stesso suono
h h inglese di “hotel” stesso suono (a volte ”gh” fricativo)
i i italiana stesso suono
j i italiana di “ieri” stesso suono (pronunziata spesso "hj" fricativo se posta a fine parola)
k c dura di “cadere” stesso suono
l l italiana l tendente a gl di “aglio”
ll doppia l italiana stesso suono (a volte ”gh” fricativo)
m m italiana stesso suono
n n stesso suono
nj gn di “gnomo” stesso suono
o o italiana stesso suono
p p italiana stesso suono
q suono intermedio tra ci e chi stesso suono
r r ammorbidita r italiana
rr doppia r italiana stesso suono
s s italiana stesso suono
sh sc di “sciolto” stesso suono
t t di “tavola” stesso suono
th th inglese di “think” stesso suono
u u italiana stesso suono
v v italiana stesso suono
x z dolce di “zenzero” stesso suono
xh g dolce di “gioco” stesso suono
y ü tedesca i italiana di “indaco”
z s tendente alla z dolce stesso suono
zh j francese di “jour” stesso suono

Particolarità di Pronuncia :

1)     Trasformazione  ll > gh  ( Es: molla > mogha )                                                                                                           Pallagorio (KR) – San Nicola dell'Alto (KR) – Carfizzi (KR) – Maschito (PZ) – Campomarino (CB) – Ururi (CB) – Montecilfone (CB) – Greci (AV) – Piana degli Albanesi (PA) – Santa Cristina Gela (PA) – Palazzo Adriano (PA) – Contessa Entellina (PA) – Casalvecchio di Puglia (FG).

2)     Trasformazione  h > gh  ( Es: njoh > njogh )                                                                                                               Falconara Albanese (CS) – San Cosmo Albanese (CS) – San Giorgio Albanese (CS) –                                                            San Demetrio Corone (CS) – Macchia Albanese (CS) – Vaccarizzo Albanese (CS) – Marri (CS) –  Santa Sofia d'Epiro (CS)

3)     Trasformazione  ë tonica > a  ( Es: këmba > kamba )                                                                                                  Vaccarizzo Albanese (CS) – Caraffa di Catanzaro (CZ) – Vena di Maida (CZ)

4)     Trasformazione  ë tonica > o  ( Es: këmba > komba )                                                                                                        Pallagorio (KR) – San Nicola dell'Alto (KR) – Carfizzi (KR) – San Basile (CS)      

5)     Trasformazione  h > f ( Es: ngrohtë > ngroftë )                                                                                                             Acquaformosa (CS) – Lungro (CS) – San Marzano di San Giuseppe (TA)

Classificazione delle parlate italo-albanesi[modifica | modifica wikitesto]

Le parlate italo-albanesi del Sud italia possono essere classificate in base ai nessi consonantici che esse presentano. Si scindono, quindi in parlate arcaiche, parlate innovative, parlate miste.

Area Nessi Consonantici Esempi
Arcaica: Comunità nelle Province di

Potenza, Catanzaro, Avellino, Foggia,Taranto, Palermo.

Castroregio, Farneta, Plataci e Civita in Provincia di Cosenza.

Portocannone in Provincia di Campobasso.

kl – pl – fl  – bl  – gl kleva = fui

plak = vecchio

flas = parlo

blenj = compro

gluhë = lingua

Innovativa: Restanti comunità della provincia di Cosenza

e le comunità in Provincia di Crotone.

kl > q  –  pl > pj  –  fl > fj –  bl > bj  –  gl > gj qeva = fui

pjak = vecchio

fjas = parlo

bjenj = compro

gjuhë = lingua

Mista: Restanti comunità del Molise e

Villa Badessa in Provincia di Pescara.

kl > q  –  pl  –  fl –  bl  –  gl > gj qeva = fui

plak = vecchio

flas = parlo

blenj = compro

gjuhë = lingua

L'accento[modifica | modifica wikitesto]

L'accento è un altro tratto che accomuna gli arbëresh. Esso, anche se inserito in aree e regioni diverse d'Italia, è sostanzialmente immutato e suona uguale o simile tra le diverse comunità, a men che non ci sia stata una recente influenza dal territorio circostante non arbëresh. Di solito l'accento è sulla penultima sillaba, come in Albania e nel resto dei territori albanofoni. L'accento degli italo-albanesi è simile a quello parlato nel sud d'Albania, oltre il fiume Shkumbini, e nella regione della Ciamuria, l'Epiro del sud, oggi parte dello stato greco e trova molte similitudini con gli arvaniti presenti in Grecia. Per i non albanofoni gli arbëreshë tendono a sembrare un po "sardi" quando parlano in arbëresh o in italiano. Si pronunciano le parole con un'enfasi che permette loro di distinguerli dagli altri italiani.

Lessico[modifica | modifica wikitesto]

L'arbëresh, come l'albanese, ha 7 vocali: a, e, ë, o, i, y, u. La differenza è che la y arbëreshe si pronunzia come la i italiana di "indaco", mentre la y albanese si rende con lo stesso suono della ü tedesca. L'alfabeto è stato conformato definitivamente nel congresso di Monastir nel 1908, accettando l'alfabeto latino. Dal punto di vista del lessico si nota la mancanza di vocaboli per la denominazione di concetti astratti, sostituiti, nel corso dei secoli, con perifrasi o con prestiti dell'italiano. Ci sono comunque inflessioni che derivano dal ghego (gegërishtja), il dialetto parlato nel nord dell'Albania. Le colonie albanesi di Vaccarizzo Albanese e San Giorgio Albanese in Calabria hanno mantenuto molte caratteristiche arcaiche del dialetto ghego.

Confronto tra parlate arbëreshë[modifica | modifica wikitesto]

Italia Spezzano Albanese (CS) Vaccarizzo Albanese (CS) Lungro (CS) Civita (CS) Pallagorio (KR) Caraffa di CZ (CZ) Maschito

(PZ)

S. Marzano di SG.

(TA)

Piana degli Albanesi

(PA)

S. Cristina Gela

(PA)

Albania
ëh agh ëh ëh ne oh uej enje ëj ara po
no jo jo jo jo jo jo jo jo jo jo jo
grazie graxie faleminderit faleminderit faleminderit graxie haristis graxie haristis haristis haristis faleminderit
prego faregjë faregjë faregjë faregjë faregjë faregjë faragjë faregjë të parkales të parkales të lutem
come ti chiami? si thërrite? Si thërrite? si të thonë? si të thëjin? si hërritej? si quhej? si thërrita? si thërritën? si të thonë? si të thonë? si quhesh?
mi chiamo… thërritem… thërritem… më thonë… më thëjin… hërritem… quhem… thërritam… thërritëm … më thonë… më thonë… quhem…
camminando ti ho visto tue ngarë të pe tue ngarë të pe ture tirartur të pe ture ecur të pe kute ngarë të kam parë kur kaminaja të pe ture ecur të pe ta ngarë të pe tue vatur të pashë tue vatur të pashë duke shkuar të pashë
ho 16 anni kam 16 vjet kam 16 vjet kam 16 vjet kam 16 vjet kam 16 vjet kam 16 vjet kam 16 vjet kam 16 vjet kam 16 vjet kam 16 vjet jam 16 vjeç
prima t’parën tek e para herë t’parzin më parë mo parë ma parë ma parë më ‘rpara më parë më parë më parë
dopo dopu pëstaj pra pas dopu dopu pas dopu pas pas pas
essi parlano ata fjasen (fjasnjën) ata fjasen (fjasnjën) ata fjasjin ata foljin ata fjasnjin ata fjasnë ata fjasnjan ata folnjën ata flasjën ata flasën ata flasin
io vengo u vinj u vinj u vinj u vinj urë vinja u vinja u vinj u vinj u vinj u vinj unë vij
quanti anni hai? sa vjet ke? sa vjet ke? sa vjet ke? sa vjet ke? sa vjet ke? sa vjet ke? sa vjet ke? sa vjet ke? sa vjet ke? sa vjet ke? sa vjeç je?
ho…anni kam…vjet kam…vjet kam…vjet kam…vjet kam…vjet kam…vjet kam…vjet kam…vjet kam…vjet kam…vjet jam…vjeç

Gli elementi del discorso[modifica | modifica wikitesto]

Abbiamo studiato quali sono i segni che costituiscono le parole della lingua arbëreshe, come pronunciarli e come scriverli correttamente. Adesso analizzeremo le varie categorie di parole che unite tra loro permettono di esprimere i nostri pensieri e quali trasformazioni esse subiscono durante il discorso.

Secondo la loro funzione, le parole si possono dividere in dieci categorie o parti del discorso, alcune variabili ed altre invariabili.

Elementi variabili Elementi invariabili
sostantivo aggettivo numerale pronome verbo avverbio preposizione congiunzione particella interiezione
shpi (casa)

ulli (olivo) ujë (acqua)

vaj (olio)

i bardhë (bianco)

i gjatë (lungo)

kuntjend (contento)

një (uno)

dy (due) tri (tre)

katër (quattro)

u (io)

ti (tu) tona (nostre)

jote (tua)

pi (bere)

jam (essere) bjenj (comprare)

mirë (bene) lig (male)

shpejt (presto)

mbi (su)

prapa (dietro) afër (vicino)

përposh (sotto)

e (e)

çë (che)

o (o)

prandaj (perciò)

tue (del gerundio) të (del congiuntivo) ëh (sì)

rroftë (viva) forca! (forza!)

I pronomi personali[modifica | modifica wikitesto]

io tu egli ella esso noi voi essi esse
u ti ai ajo ata na ju ata ato
atij asaj atij atyre atyre
mua, më tij, të atij, i asaj, i atij,i neve juve, ju atyre, i atyre, i
mua, më tij, të atë, e atë, e atë, e ne, na ju ata, i ato, i
meje teje atij asaj atij nesh jush atyre atyre

NB:

Essi (neutro) si declina come esse.

Gli articoli prepositivi[modifica | modifica wikitesto]

Gli articoli prepositivi vengono preposti agli aggettivi articolati e declinati in concordanza di numero genere e caso con il sostantivo che li precede mentre l'aggettivo rimane invariato. L'articolo prepositivo viene preposto ai sostantivi facenti parte della seconda declinazione dei nomi neutri e rimane tale indipendentemente dai casi, dal numero e dalla forma (Es: të folur = discorso).

Forma indeterminata
maschile sing femminile sing neutro sing maschile pl femminile pl neutro pl
i e
Forma determinata
maschile sing femminile sing neutro sing maschile pl femminile pl neutro pl
i e e e e e
e e e e e e

Esempio:

Burri i bukur L’uomo bello
(i - e - të - së) Burrit bukur Dell’uomo bello
Burrit bukur All’uomo bello
Burrin e bukur L’uomo bello
(prej) Burrit bukur Dall’uomo bello

NB: Burr-i è della prima declinazione maschile.

NB: L'aggettivo è i bukur .

Da ricordarsi che il caso ablativo (5ª riga) non ha nessun valore se non viene preposto da una preposizione che ne presupponga l'utilizzo, ad esempio: prej (da) , larg (lontano) , afër (vicino).

Da ricordare che il caso genitivo (2ª riga) va sempre preceduto dall'articolo prepositivo che si declina in concordanza a genere, numero, caso e forma al sostantivo che precede il genitivo.

Gli aggettivi possessivi[modifica | modifica wikitesto]

Gli aggettivi possessivi richiedono sempre un sostantivo con il quale concordano in genere, numero e caso.

Quando non sono accompagnati dal nome e si trovano in forma determinata assumono la funzione di pronomi.

Aggettivi possessivi arbëreshë nella loro completa declinazione ( voci al singolare )
mio mia mio (neu) tuo tua tuo (neu) suo                  (poss.masc) sua (poss.masc) suo         (poss.masc) (neu) suo                  (poss.fem) sua (poss.fem) suo         (poss.fem) (neu) nostro nostre nostro (neu) vostro vostra vostro (neu) loro   (ma) loro (fe) loro               (neu)
im ime tim yt jote tat i tij e tij e tij i saj e saj e saj ynë jonë tanë jij juaj taj i tyre e tyre e tyre
tim time tim tënd tënde tat të tij të tij të tij të saj të saj të saj tënë tënë tanë tëj tëj taj të tyre të tyre të tyre
tim time tim tënd tënde tat të tij të tij të tij të saj të saj të saj tënë tënë tanë tëj tëj taj të tyre të tyre të tyre
tim time tim tënd tënde tat e tij e tij e tij e saj e saj e saj tënë tënë tanë tëj tëj taj e tyre e tyre e tyre
tim time tim tënd tënde tat të tij të tij të tij të saj të saj të saj tënë tënë tanë tëj tëj taj të tyre të tyre të tyre
Aggettivi possessivi arbëreshë nella loro completa declinazione ( voci al plurale )
miei mie miei (neu) tuoi tue tuoi (neu) suoi                  (poss.masc) sue (poss.masc) suoi         (poss.masc) (neu) suoi                  (poss.fem) sue (poss.fem) suoi         (poss.fem) (neu) nostri nostre nostri (neu) vostri vostre vostri (neu) loro       (ma) loro          (fe) loro               (neu)
tim time time tat tote tote e tij e tija e tija e saj e saja e saja tanë tona tona taj tuaja tuaja e tyre e tyre e tyre
tim time time tat tote tote të tij të tija të tija të saj të saja të saja tanë tona tona taj tuaja tuaja të tyre të tyre të tyre
tim time time tat tote tote të tij të tija të tija të saj të saja të saja tanë tona tona taj tuaja tuaja të tyre të tyre të tyre
tim time time tat tote tote e tij e tija e tija e saj e saja e saja tanë tona tona taj tuaja tuaja e tyre e tyre e tyre
tim time time tat tote tote të tij të tija të tija të saj të saja të saja tanë tona tona taj tuaja tuaja të tyre të tyre të tyre

Sono illustrati nel seguente modo:

Voce in italiano
Nominativo
Genitivo
Dativo
Accusativo
Ablativo

neu = neutro

fe = femminile

ma = maschile

poss.masc = possessore maschile

poss.fem = possessore femminile

Gli aggettivi indefiniti[modifica | modifica wikitesto]

Aggettivi indefiniti arbëreshë nella loro completa declinazione ( voci al singolare )
l'altro l'altra un altro un'altra
tjetri tjetra njetër njetër
tjetrit tjetrës njetri njetrje
tjetrit tjetrës njetri njetrje
tjetrin tjetrën njetër njetër
tjetrit tjetrës njetri njetrje
Aggettivi indefiniti arbëreshë nella loro completa declinazione ( voci al singolare )
gli altri le altre alcuni altri alcune altre
tjetrët tjetrat tjetrë tjetra
tjetrëvet tjetravet tjetrëve tjetrave
tjetrëvet tjetravet tjetrëve tjetrave
tjetrët tjetrat tjetrë tjetra
tjetrëvet tjetravet tjetrëve tjetrave

Sono illustrati nel seguente modo:

Voce in italiano
Nominativo
Genitivo
Dativo
Accusativo
Ablativo

Esistono, inoltre :

nga, çdo (ogni, qualsiasi). Sono indeclinabili. Çdo si trova solo nella letteratura arbëreshe. (Es: naga jave = ogni settimana)

ndo, ndonjë qualche. Ndo è indeclinabile. Ndonjë si declina come l'articolo indeterminativo një e quindi resta invariato nel genere e nel numero ma assume la desinenza -i nei casi obliqui (gen., dat., abl.) diventando ndonjëi . (Es: ndo ditë = qualche giorno)

Declinazione di mosnjeri (nessuno)[modifica | modifica wikitesto]

Declinazione
mosnjeri
mosnjeriu
mosnjeriu
mosnjeri
mosnjeriu

Secondo questo schema si declinano anche: nganjeri (ognuno) e çdonjeri (qualcuno).

NB: L'accento cade sempre sulla i finale, non si scrive in quanto la lingua arbëreshe, così come l'albanese, non prevede l'uso dell' accento grafico.

Il sistema verbale[modifica | modifica wikitesto]

Nella parlata arbëreshe, così come avviene in albanese, il verbo viene indicato con la prima persona singolare del presente indicativo e non con l'infinito presente come avviene in italiano. Analogamente a quanto avviene in albanese, il verbo arbëresh possiede un paradigma ed i temi sono 3: presente, passato remoto e participio (esiste solo il participio passato e quello presente si rende con una perifrasi). Nel sistema verbale arbëresh si perde il tempo ammirativo ma si mantiene l'ottativo con le stesse desinenze in uso nella lingua albanese. E'inoltre uguale nei due idiomi la formazione dell'infinito.

Paradigmi di alcuni verbi arbëreshë :

Tema del presente Tema del passato remoto Tema del participio
kujtonj (ricordo) kujtova (ricordai) kujtuar (ricordare)
fjas (parlo) fola (parlai) folur (parlato)
bie (cado) re (caddi) rarë (caduto)

Paradigmi di alcuni verbi albanesi :

Tema del presente Tema del passato remoto Tema del participio
kujtoj (ricordo) kujtova (ricordai) kujtuar (ricordato)
flas (parlo) fola (parlai) folur (parlato)
bie (cado) rashë (caddi) rënë (caduto)

( Da notare che per marcare alcune differenze sono stati riportati in albanese i verbi analoghi a quelli arbëreshë )

Esistono inoltre 3 differenti coniugazioni :

Coniugazioni Parlata Arbëreshe Lingua Albanese
-nj (Es: shkruanj) -j (Es: shkruaj)
-consonante (Es: qesh) -consonante (Es: qesh)
-vocale (Es: pi) -vocale (Es: pi)

In alcune parlate delle provincie di Catanzaro e Crotone, come ad esempio Marcedusa (CZ) e Pallagorio (KR), la desinenza della prima coniugazione muta da -nj in -nja (Es: shkruanj = shkruanja) .

Coniugazione del presente indicativo attivo:

Persone (Arbëresh) Persone (Albanese) 1° coniug. (Arbëresh) 1° coniug. (Albanese) 2° coniug. (Arbëresh) 2° coniug. (Albanese) 3° coniug. (Arbëresh) 3° coniug. (Albanese)
u unë shkrua-nj shkrua-j qesh qesh pi pi
ti ti shkrua-n shkrua-n qesh qesh pi pi
ai / ajo ai / ajo shkrua-n shkrua-n qesh qesh pi pi
na ne shkrua-mi shkrua-jmë qesh-mi qesh-im pi-mi pi-më
ju ju shkrua-ni shkrua-ni qesh-ni qesh-ni pi-ni pi-ni
ata / ato ata / ato shkrua-njën shkrua-jnë qesh-ën qesh-in pi-njën pi-në

 Coniugazione del presente indicativo passivo:

Persone (Arbëresh) Persone (Albanese) 1° coniug. (Arbëresh) 1° coniug. (Albanese) 2° coniug. (Arbëresh) 2° coniug. (Albanese) 3° coniug. (Arbëresh) 3° coniug. (Albanese)
u unë marto-ham marto-hem qas-am qas-em -ham -hem
ti ti marto-ha marto-hesh qas-a qas-esh -ha -hesh
ai / ajo ai / ajo marto-hat marto-het qas-at qas-et -hat -het
na ne marto-hami marto-hemi qas-ami qas-emi -hami -hemi
ju ju marto-hani marto-heni qas-ani qas-eni -hani -heni
ata / ato ata / ato marto-han marto-hen qas-an qas-en -han -hen

Da notare che in alcune comunità arbëreshë, come ad esempio Caraffa di Catanzaro, nelle quali è d'uso la forma passiva riflessiva in -hem / -em come in albanese aggiungendo alla seconda persona singolare la desinenza -j e non -sh come in albanese (Es: qasesh = qasej) ed in alcune zone alla seconda e alla terza persona del presente indicativo della terza coniugazione aggiungono la -n ( pi > pin ).

Per far comprendere meglio quanto detto in precedenza (così non sbagliate):

2° coniug. Presente

passivo-riflessivo (Arbëresh)

qas-em
qas-ej (non qase-sh)
qas-et
qas-emi
qas-eni
qas-en

Nelle parlate arbëreshë che adottano queste desinenze, esse valgono anche per la prima e la terza coniugazione aggiungendo la -h- tra la radice le desinenze (Es: Marto-hem).

Coniugazione dei verbi al presente nella parlata arbëreshe innovativa della Provincia di Cosenza[modifica | modifica wikitesto]

Prima coniugazione

(terminazioni in –nj)

Seconda coniugazione

(terminazioni in –inj)

Terza coniugazione

(terminazioni in –vocale)

shkruanj (scrivo) sosinj (finisco) pi (bevo)
shkrua-nj sos-inj pi
shkrua-n sos-in pi
shkrua-n sos-in pi
shkrua-mi sos-mi pi-mi
shkrua-ni sos-ni pi-ni
shkrua-njën sos-njën pi-njën (pi-në)*
Coniugazioni di verbi irregolari
vete (vado) bie (cado) jap (do) vinj (vengo) dua (voglio) fjas (parlo) thom (dico)
vete bie jap vinj dua fjas thom
vete bie jep vjen do fjet thua
vete bie jep vjen do fjet thotë
vemi bimi japmi vimi dumi fjasmi thomi
veni bini jipni vini doni fjini thoni
venjën binjën japën vinjën donjën fjasën thonjën
Coniugazione di verbi dotti dall’italiano (assimilabili alla 1 coniugazione)
partirënj (parto) arrëvonj (arrivo)
partir-ë-nj arrëvo-nj
partir-ë-n arrëvo-n
partir-ë-n arrëvo-n
partir-mi arrëvo-mi
partir-ni arrëvo-ni
partir-njën arrëvo-njën

*da notare:

pi-njën si usa di nella parlata di Spezzano Albanese.

pi-në si usa nella parlata di Santa Sofia d'Epiro o San Cosmo Albanese.

Formazione del gerundio :[modifica | modifica wikitesto]

Arbëresh Albanese
tue / tura / ta  +  participio duke  +  participio
tue / tura / ta  ngarë  (andando) duke lexuar (leggendo)
tue / tura / ta  bërë (facendo) duke punuar (lavorando)

Nella parlata arbëreshe non esiste il verbo modale duhet (necessita, si deve) accompagnato dal congiuntivo per indicare dovere o necessità come in albanese, ma si usa il verbo kam (avere) accompagnato dal congiuntivo presente. Tuttavia, a volte, le voci di kam assorbono il “ të “ del congiuntivo creando un elemento invariabile per tutte le persone che può essere kat o ket .

Nello stesso identico modo si forma in arbëresh il futuro, che in albanese è reso con do + congiuntivo.

Forme Arbëresh Albanese
Forma estesa u kam të shërbenj unë duhet të punoj
Forma contratta u kat shërbenj non esiste

U kam të shërbenj = io lavorerò / io devo lavorare.

Unë do të punoj = io lavorerò.

Aoristo dei verbi nella parlata arbëreshe innovativa della Provincia di Cosenza[modifica | modifica wikitesto]

Seconda coniugazione
Verbi che non prendono suffisso e aggiungono le desinenze del passato remoto direttamente alla radice. Verbi che non prendono suffisso ma mutano la vocale e/o consonante finale del tema: -as, -es in -it Verbi che non prendono suffisso ma mutano la consonante finale del tema: -s a -v, solo nella prima e seconda persona singolari. Verbi che mutano il gruppo -je o -ie del tema in -o Verbi che oltre a mutare il gruppo -je o -ie del tema in -o, subiscono la palatalizzazione della consonante finale
sos (finisco) shes (vendo) shkas (scivolo) nxjerr (tolgo) djeg (brucio)
sos-a shit-a shka-va nxor-a dogj-a
sos-e shit-e shka-ve nxor-e dogj-e
sos-i shit-i shka-u nxor-i dogj-i
sos-im shit-im shka-më nxor-im dogj-im
sos-it shit-it shka-të nxor-it dogj-it
sos-in shit-in shka-në nxor-in dogj-in
Irregolari della seconda coniugazione
fjas (parlo) marr (prendo) jap (do) shoh (vedo) vdes (muoio)
fola mora dhe pe vdiqa
fole more dhe pe vdiqe
foli muar dha pa vdiq
folim muartim dhamë pamë vdiqim
folit muartit dhatë patë vdiqit
folin muartin dhanë panë vdiqin
Prima coniugazione
-a-nj / -ua-nj / -ie-nj / -ye-nj / -ë-nj / -i-nj / -y-nj -o-nj -e-nj Verbo

bënj

Verbo

hynj

bjuanj (macino) harronj (dimentico) kursenj (risparmio) bënj (faccio) hynj (entro)
bj-ua-jt-a harr-o-va kurs-e-va -r-a hy-r-a
bj-ua-jt-e harr-o-ve kurs-e-ve -r-e hy-r-e
bj-ua-jt-i harr-o-i kurs-e-i -r-i hy-r-i
bj-ua-jt-im harr-u-am kurs-y-am -më hy-r-im
bj-ua-jt-it harr-u-at kurs-y-at -të hy-r-it
bj-ua-jt-in harr-u-an kurs-y-an -në hy-r-in
Terza coniugazione
Verbi che nelle persone singolari aggiungono alla radice del verbo il suffisso -r e che modificano la vocale tematica in -u Verbi che prendono il suffisso -jt- Il verbo pi (bevo) prende nelle prime due persone singolari il suffisso -v-
vë (metto) di (so) pi (bevo)
v-ur-a di-jt-a pi-va
v-ur-e di-jt-e pi-ve
v-ur-i di-jt-i pi-u
v-u-më di-jt-im pi-më
v-u-të di-jt-it pi-të
v-u-në di-jt-in pi-në
Irregolari della terza coniugazione
vete (vado) ha (mangio) bie (cado) dua (voglio) lë (lascio)
va-jt-a hëngr-a r-e desh-a l-e
va-jt-e hëngr-e r-e desh-e l-e
va-te hëngr-i r-a desh-i l-a
va-më hëngr-im r-a-më desh-im l-a-më
va-të hëngr-it r-a-të desh-it l-a-të
va-në hëngr-in r-a-në desh-in l-a-në

Confronto linguistico[modifica | modifica wikitesto]

Gli italo-albanesi possiedono un patrimonio linguistico con parole spesso andate perdute nella stessa Albania, qui ricordate dagli anziani o che si ritrovano solo in testi antichi. Queste parole si incontrano in entrambi i dialetti albanesi.

Gli arbëreshë, avendo avuto contatti sporadici anche con altri popoli prima della diaspora, possiede alcuni prestiti che derivano in origine dal latino, dallo slavo o dal bizantino-greco, o almeno condivide la stessa etimologia delle rispettive parole. Si tratta di poche parole presenti nel lessico abituale.

La gran parte delle parole albanesi con origine greca non sono del tutto adozioni antiche e derivano dall'uso della stessa nella liturgia bizantina, prese dopo la nascita delle colonie albanesi nella mancanza o scomparsa di verbi e di sinonimi.

Alcuni esempi sicuri, o presunti, dal greco sono:

  • haristís (faleminderit in albanese) viene dal greco "εὐχαριστῶ" e ha significato di "grazie" (in alcune comunità arbëreshë si dice come in albanese)
  • parkalés (lyp in albanese) viene dal greco "παρακαλώ" e vuol significare "pregare".
  • hórë (katund o fshat in albanese) si presume viene dal greco "χωρα" e vuol significare "città", "città principale". In alcune zone dell'Albania viene ancora usato ed esiste un paese con questo nome: Horë Vranisht (in arbëresh si può dire anche katund).
  • amáj ("betejë" o "luftë" in albanese) si presume viene dal greco "μάχη" e significa "battaglia" o "guerra".

I sostantivi[modifica | modifica wikitesto]

Nella parlata arbëreshe, così come avviene in albanese, i sostantivi sono suddivisi in 3 generi: maschile, femminile e neutro. Esistono 2 forme: indeterminata e determinata che si rende con alcuni suffissi.

mal = una montagna mal-i = la montagna

Esistonole declinazioni ed ognuna possiede 5 casi in seguito elencati. Nell'uso del genitivo si raccomanda di preporre l'articolo prepositivo ( i, e, të, së ) secondo le regole dell'albanese.

Il plurale dei sostantivi[modifica | modifica wikitesto]

Si forma aggiungendo alcune desinenze a seconda del sostantivo.

Aggiunta della desinenza -ë
Singolare Plurale
Gur (pietra) Gur
Arbëresh (albanese d’Italia) Arbëresh
Dhëmb (dente) Dhëmb
Aggiunta della desinenza -a
Singolare Plurale
Dardhë (pera) Dardh-a
Burrë (uomo) Burr-a
Gjemb (spina) Gjemb-a
Aggiunta della desinenza -e
Singolare Plurale
Det (mare) Det-e
Vend (luogo) Vend-e
Gëzim (contentezza) Gëzim-e
Aggiunta della desinenza -ra
Singolare Plurale
Ujë (acqua) Ujë-ra
Vaj (olio) Vaj-ra
Shi (pioggia) Shi-ra
Aggiunta della desinenza -nj
Singolare Plurale
Kalli (spiga) Kalli-nj
Ftua (melacotogna) Fto-nj
Mulli (mulino) Mulli-nj
Plurali invariati (nomi femminili)
Singolare Plurale
Shpi (casa) Shpi
Lule (fiore) Lule
Dele (pecora) Dele
Plurali irregolari (nomi maschili)
Singolare Plurale
Ka (bue) Qe
Njeri (persona) Njerëz
Vit (anno) Vjet
Plurali irregolari (nomi femminili)
Singolare Plurale
Dorë (mano) Duar
Derë (porta) Dyer
Natë (notte) Net
Nomi esclusivamente plurali
të korra (mietitura)
të fala (saluto)
të vjela (vendemmia)
Plurali tramite modificazione di suono della radice della parola.
Modificazione del suono Singolare Plurale
Metafonia vocalica dash (ariete)

kunat (cognato)

desh

kune

Palatalizzazione della consonante finale fik (fico)

kungull (zucca)

fiq

kunguj

Metafonia vocalica + Palatalizzazione della consonante finale mashkull (maschio)

pjak (vecchio)

meshkuj

pjeq

Palatalizzazione della consonante finale + aggiunta della -e dushk (frasca)

disk (disco)

dushqe

disqe

Va ricordato che i nomi neutri al plurale diventano femminili.

Le declinazioni dei sostantivi maschili[modifica | modifica wikitesto]

Nella parlata arbëreshe, così come avviene in albanese, i sostantivi maschili sono suddivisi in 4 gruppi in base alla declinazione che seguono.

1º gruppo: Sostantivi che, al nominativo della forma singolare indeterminata, presentano qualunque uscita, fuorchè -h -k -g o vocale tonica (con eccezioni).

2º gruppo:  Sostantivi che presentano uscita in vocale tonica al nominativo della forma singolare indeterminata o uscite  -h  -k  -g  ed acquistano al nominativo della forma singolare determinata la desinenza  -u .

3º gruppo:  Sostantivi che presentano uscita in vocale tonica al nominativo della forma singolare indeterminata e prendono al nominativo della forma singolare determinata l'uscita in -ri .

4º gruppo:  Sostantivi che presentano uscita in consonante al nominativo della forma plurale indeterminata.

Declinazione del 1º gruppo:

Casi Singolare indeterminato Singolare determinato
nominativo (një) mal mal-i
genitivo (njëi) mal-i mal-it
dativo (njëi) mal-i mal-it
accusativo (një) mal mal-in
ablativo (njëi) mal-i mal-it
Casi Plurale indeterminato Plurale determinato
nominativo (ca) male male-t
genitivo (ca) male-ve male-vet
dativo (ca) male-ve male-vet
accusativo (ca) male male-t
ablativo (ca) male-sh male-vet

Declinazione del 2º gruppo:

Casi Singolare indeterminato Singolare determinato
nominativo (një) treg treg-u
genitivo (njëi) treg-u treg-ut
dativo (njëi) treg-u treg-ut
accusativo (një) treg treg-un
ablativo (njëi) treg-u treg-ut
Casi Plurale indeterminato Plurale determinato
nominativo (ca) tregje tregje-t
genitivo (ca) tregje-ve tregje-vet
dativo (ca) tregje-ve tregje-vet
accusativo (ca) tregje tregje-t
ablativo (ca) tregje-sh tregje-vet

Declinazione del 3º gruppo:

Casi Singolare indeterminato Singolare determinato
nominativo (një) mulli mulli-ri
genitivo (njëi) mulli-ri mulli-rit
dativo (njëi) mulli-ri mulli-rit
accusativo (një) mulli mulli-rin
ablativo (njëi) mulli-ri mulli-rit
Casi Plurale indeterminato Plurale determinato
nominativo (ca) mullinj mullinj-të
genitivo (ca) mullinj-ve mullinj-vet
dativo (ca) mullinj-ve mullinj-vet
accusativo (ca) mullinj mullinj-të
ablativo (ca) mullinj-sh mullinj-vet

Declinazione del 4º gruppo:

Casi Singolare indeterminato Singolare determinato
nominativo (një) korrës korrës-i
genitivo (njëi) korrës-i korrës-it
dativo (njëi) korrës-i korrës-it
accusativo (një) korrës korrës-in
ablativo (njëi) korrës-i korrës-it
Casi Plurale indeterminato Plurale determinato
nominativo (ca) korrës korrës-it
genitivo (ca) korrës-ve korrës-vet
dativo (ca) korrës-ve korrës-vet
accusativo (ca) korrës korrës-it
ablativo (ca) korrës-ish korrës-vet

( mal = montagna / treg = mercato / mulli = mulino / korrës = mietitore )

La declinazione dei sostantivi femminili[modifica | modifica wikitesto]

Nella parlata arbëreshe, così come avviene in albanese, i sostantivi femminili sono suddivisi in 4 gruppi in base alla declinazione che seguono.

1º gruppo:  Sostantivi che, al nominativo della forma singolare indeterminata, presentano l'uscita in   o consonante ed acquistano al nominativo forma singolare determinata la desinenza  -a .

2º gruppo:  Sostantivi che presentano uscita in  -e  al nominativo della forma singolare indeterminata o ed acquistano al nominativo della forma singolare determinata la desinenza  -ja .

3º gruppo:  Sostantivi che presentano uscita in vocale al nominativo della forma singolare indeterminata e prendono al nominativo della forma singolare determinata l'uscita in -ja .

4º gruppo:  Sostantivi che presentano uscita in  -i tonica al nominativo della forma singolare indeterminata e prendono al nominativo della forma singolare determinata l'uscita in -a .

Declinazione del 1º gruppo:

Casi Singolare indeterminato Singolare determinato
nominativo (një) vajzë vajz-a
genitivo (njëi) vajz-je vajz-ës
dativo (njëi) vajz-je vajz-ës
accusativo (një) vajzë vajz-ën
ablativo (njëi) vajz-je vajz-ës
Casi Singolare indeterminato Singolare determinato
nominativo (ca) vajza vajza-t
genitivo (ca) vajza-ve vajza-vet
dativo (ca) vajza-ve vajza-vet
accusativo (ca) vajza vajza-t
ablativo (ca) vajza-sh vajza-vet

 

Declinazione del 2º gruppo:

Casi Singolare indeterminato Singolare determinato
nominativo (një) lule lul-ja
genitivo (njëi) lule-je lule-s
dativo (njëi) lule-je lule-s
accusativo (një) lule lule-n
ablativo (njëi) lule-je lule-s
Casi Plurale indeterminato Plurale indeterminato
nominativo (ca) lule lule-t
genitivo (ca) lule-ve lule-vet
dativo (ca) lule-ve lule-vet
accusativo (ca) lule lule-t
ablativo (ca) lule-sh lule-vet

Declinazione del 3º gruppo:

Casi Singolare indeterminato Singolare determinato
nominativo (një) fe fe-ja
genitivo (njëi) fe-je fe-së
dativo (njëi) fe-je fe-së
accusativo (një) fe fe-në
ablativo (njëi) fe-je fe-së
Casi Plurale indeterminato Plurale determinato
nominativo (ca) fe fe-të
genitivo (ca) fe-ve fe-vet
dativo (ca) fe-ve fe-vet
accusativo (ca) fe fe-të
ablativo (ca) fe-sh fe-vet

Declinazione del 4º gruppo:

Casi Singolare indeterminato Singolare determinato
nominativo (një) shpi shpi-a
genitivo (njëi) shpi-je shpi-së
dativo (njëi) shpi-je shpi-së
accusativo (një) shpi shpi-në
ablativo (njëi) shpi-je shpi-së
Casi Plurale indeterminato Plurale determinato
nominativo (ca) shpi shpi-të
genitivo (ca) shpi-ve shpi-vet
dativo (ca) shpi-ve shpi-vet
accusativo (ca) shpi shpi-të
ablativo (ca) shpi-sh shpi-vet

( vajzë = ragazza / lule = fiore / fe = fede / shpi = casa )

Declinazione dei sostantivi neutri[modifica | modifica wikitesto]

Nella parlata arbëreshe, così come avviene in albanese, i sostantivi neutri sono suddivisi in 3 gruppi in base alla declinazione che seguono.

1º gruppo: Sostantivi che, al nominativo della forma singolare indeterminata, presentano l'uscita in

2º gruppo: Sostantivi che presentano uscita varia ma l'articolo prepositivo

3º gruppo: Sostantivi che presentano uscita in consonante al nominativo della forma singolare indeterminata

Declinazione del primo gruppo:

Casi Singolare indeterminato Singolare determinato
nominativo ujë ujë-t
genitivo uj-i uj-it
dativo uj-i uj-it
accusativo ujë ujë-t
ablativo uj-i uj-it
Casi Plurale indeterminato Plurale determinato
nominativo ujëra ujëra-t
genitivo ujëra-ve ujëra-vet
dativo ujëra-ve ujëra-vet
accusativo ujëra ujëra-t
ablativo ujëra-sh ujëra-vet

Declinazione del secondo gruppo:

Casi Singolare indeterminato Singolare determinato
nominativo të folur të folur-it
genitivo të folur-i të folur-it
dativo të folur-i të folur-it
accusativo të folur të folur-it
ablativo të folur-i të folur-it
Casi Plurale indeterminato Plurale determinato
nominativo të folura të folura-t
genitivo të folura-ve të folura-vet
dativo të folura-ve të folura-vet
accusativo të folura të folura-t
ablativo të folura-sh të folura-vet

Declinazione del terzo gruppo:

Casi Singolare indeterminato Singolare determinato
nominativo mish mish-të
genitivo mish-i mish-it
dativo mish-i mish-it
accusativo mish mish-të
ablativo mish-i mish-it
Casi Plurale indeterminato Plurale determinato
nominativo mishra mishra-t
genitivo mishra-ve mishra-vet
dativo mishra-ve mishra-vet
accusativo mishra mishra-t
ablativo mishra-sh mishra-vet

( ujë = acqua / të folur = discorso / mish = carne )

Tutela della lingua arbëreshe[modifica | modifica wikitesto]

La lingua arbëreshe è riconosciuta dallo Stato italiano in base alla legge-quadro n.482 del 15.12.1999, che porta la firma, tra gli altri, dell'on. Felice Besostri e dell'on. Mario Brunetti, quest'ultimo di origine arbëreshë. Ma non esiste ancora una struttura ufficiale politica, culturale e amministrativa che rappresenti la comunità arbëreshë. È da rilevare il ruolo di coordinamento istituzionale svolto in questi anni dalle province del Meridione con presenza italo-albanese, in primis quello della provincia di Cosenza e della provincia di Palermo, che hanno creato un apposito assessorato alle minoranze linguistiche.

Ufficialmente esiste l'insegnamento della lingua arbëreshe per le scuole dell'obbligo. Tra le principali norme emanate dalla legge con la legge-quadro del 1999, c'è l'introduzione della lingua minoritaria albanese come materia di studio nelle scuole e per lo svolgimento delle attività educative. Esistono cattedre di lingua e letteratura albanese presso il liceo-ginnasio di San Demetrio Corone e il magistrale psicopedagogico Giorgio Guzzetta di Piana degli Albanesi.

A livello universitario ci sono alcune università dove si insegna lingua e letteratura albanese: Università degli studi della Calabria, l'Università di Palermo, l'Università di Napoli, l'Università di Bari, e l'Università La Sapienza di Roma. Molto importante è stata la cattedra di lingua e letteratura di Napoli, eretta dal poeta Giuseppe Schirò. È da sottolineare il ruolo di promozione scientifica della diversità linguistica e culturale arbëreshë esercitato dalla cattedra di albanologia dell'Università di Palermo, grazie all'impulso dato da Papàs Gaetano Petrotta, dal professore Antonino Guzzetta e attualmente diretta dal professore Matteo Mandalà, e dalla sezione di albanologia dell'Università della Calabria, quest'ultima creata nel 1975 dal professore Papas Francesco Solano, e attualmente diretta dal professore Francesco Altimari.

Alcuni “sportelli linguistici” provinciali sono stati attivati in Calabria a Catanzaro e Cosenza in collaborazione con la Sezione di Albanologia del Dipartimento di Linguistica dell'Università della Calabria, presso la quale sono attualmente attivati gli insegnamenti di Lingua e letteratura albanese (dal 1973), Dialetti albanesi dell'Italia meridionale (dal 1980) e Filologia albanese (dal 1993).

Vi sono inoltre varie associazioni che cercano di proteggere e valorizzare questa cultura, in particolare nelle province di Cosenza, Palermo, Crotone, Potenza e Campobasso. Gli statuti regionali di Molise, Basilicata, Calabria e Sicilia fanno riferimento alla lingua e alla tradizione arbëreshë, ma gli Albanesi d'Italia continuano ad avvertire la propria sopravvivenza culturale minacciata.

La lingua arbëreshë è usata in radio private (Es. Radio Hora, Radio Shpresa, Radio Skanderbeg, Radio Arbëreshe International) e in diverse riviste e giornali locali (Es. Arbëria Catanzaro, Basilicata Arbëreshë, Besa, Biblos, Jeta Arbëreshe, Kamastra, Katundi Ymë, Kumbora, Lidhja, Mondo Albanese, Rilindja Jug, Uri, Zëri i Arbëreshëvet, Zgjimi, Zjarri).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ethnologue Albanian, Arbëreshë (1963 L. Newmark)
  2. ^ Riconoscendo l'arbitrarietà delle definizioni, nella nomenclatura delle voci viene usato il termine "lingua" se riconosciute tali nelle norme ISO 639-1, 639-2 o 639-3. Per gli altri idiomi viene usato il termine "dialetto".
  3. ^ Legge 15 dicembre 1999, n. 482 > "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche", www.camera.it. URL consultato il 28 aprile 2000.
  4. ^ dati popolazione etnica di Ethnologue per l'arbëreshë (1976, Linguistic minorities in Western Europe, Meic Stephens).)
  5. ^ Fiorenzo Toso, Lingue d'Europa: la pluralità linguistica dei paesi europei fra passato e presente, Baldini Castoldi Dalai, Milano 2006, p. 90-91
  6. ^ Fiorenzo Toso, Le minoranze linguistiche in Italia, Il Mulino, Bologna 2008, p. 149 e seguenti.
  7. ^ Per oscillanti si intendono quelle comunità albanesi che non sono più albanofone, o almeno non integralmente, e i parlanti in lingua albanese sono pochi.
  8. ^ Giovanni Giudice, Poesie di Giuseppe Gangale, Rubbettino editore, 2003, pp. 29, 30, 93 e ss., 111 e ss., 316.
  9. ^ Enrico Ferraro, Intervista immaginaria al Prof. Giuseppe Gangale in occasione del centenario della morte di Girolamo De Rada (1903-2003), Arbitalia, 2003. URL consultato il 30 gennaio 2012.
  10. ^ dati parlanti di Ethnologue per l'arbëreshë "Lexical similarity: 45% with Tosk Albanian"
  11. ^ http://www.fp6migratoryflows.uniba.it/html/Italia/ProfiloCultAlbanese.pdf
  12. ^ Dizionario degli Albanesi d'Italia.
  13. ^ La "Dottrina Cristiana" Albanese > di Lekë Matrënga (PDF), www.albanianorthodox.com. URL consultato il 21 aprile 2006.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Emanuele Giordano, Fjalor: Dizionario degli Albanesi d'Italia, Vocabolario italiano-arberesh, 1963

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]