Mario Brunetti

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Mario Brunetti

Deputato della Repubblica Italiana
Legislature XI, XII, XIII
Gruppo
parlamentare
Rifondazione Comunista
Coalizione Progressisti
Circoscrizione Calabria (XI e XII), Campania 2 (XIII)
Collegio Catanzaro-Reggio Calabria (XI), Corigliano Calabro (XII)
Incarichi parlamentari

*Componente della I Commissione affari costituzionali
  • Membro della Commissione Esteri e Comunitari
  • Presidente del Comitato per i Diritti Umani della Camera dei Deputati
Sito istituzionale

Dati generali
Partito politico PRC
Professione Giornalista

Mario Brunetti (Plataci, 20 ottobre 1932) è un politico, giornalista e scrittore italiano di origine arbëreshë.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nato a Plataci il 20 ottobre 1932. Vive a Cosenza. È giornalista professionista d'inchiesta, scrittore e meridionalista di ispirazione gramsciana. Suoi punti di riferimento formativo sono stati Antonio Gramsci e Rodolfo Morandi. Protagonista della storia politica e sociale italiana e del Mezzogiorno dagli anni Cinquanta. Ha fondato, nella seconda metà degli anni cinquanta, il periodico “La sinistra”; successivamente, ha dato vita a “Prospettiva socialista”. Ha fondato ed è direttore di una delle poche riviste meridionaliste, “Sinistra Meridionale”. È presidente del Centro Studi di Politica ed Economia della Calabria (Cespe.Ca). Dirige l'Istituto Mezzogiorno Mediterraneo (MeMe), trasformato successivamente in “Fondazione Brunetti”.

Ha coordinato una ricerca sulle origini calabro-albanesi della famiglia di Antonio Gramsci (Plataci), documentando la provenienza dal comune italo-albanese dell'Alta Calabria. Nell'ondata migratoria della metà del XV secolo la famiglia approdava sulle coste calabresi, partendo dal circondario di Gramsh, allora appartenente all'Epiro del nord. Da questa ricerca è scaturita la istituzione degli “Itinerari Gramsciani” a Plataci che annualmente danno vita ad un Convegno tematico a livello internazionale. Come giornalista ha scritto, tra gli altri, per L'Avanti!, Paese Sera, Mondo Nuovo, Il Manifesto, Il Giornale dei contadini, Realtà albanese , nonché per numerosi periodici italiani e stranieri, alcuni dei quali sono comparsi con due pseudonimi: “Ramon” e “Ivrás”. È stato direttore della Rivista sui problemi dell'Africa, “Due popoli”, con sede in Roma, che seguiva la tematica dei “paesi non allineati”. Per ragioni politiche e pratiche sospese le pubblicazioni. Ha fondato il periodico bilingue “Rilindja arbëreshe” che segue i problemi delle minoranze linguistiche con particolare riferimento a quella albanese.

Attività politica[modifica | modifica wikitesto]

Seguendo la tradizione familiare, si è iscritto ancora sedicenne, al PSI di cui è divenuto, poi, dirigente nazionale sino a far parte del Comitato Centrale, in rappresentanza del gruppo che si è opposto alla politica di Pietro Nenni. È considerato un componente eretico della storia del socialismo, avendo inseguito quella corrente del socialismo libertario, storico, rivoluzionario, con tendenza per il comunismo, ma non appartenente alla storia dei partiti comunisti. È stato, in sostanza, fuori dal branco.

È stato dirigente di organizzazioni contadine e bracciantili a livello nazionale. Ha fatto parte del Consiglio Generale della CGIL. Ha partecipato attivamente al movimento di lotta per le occupazioni delle terre.

Nel 1964, con l'entrata al Governo di Pietro Nenni, è tra i fondatori del Partito Socialista di Unità Proletaria (PSIUP) di cui è stato membro dell'Esecutivo Nazionale e responsabile del settore meridionale. Alla decisione della maggioranza autonomista di scioglimento del Partito, nel 1972, rifiutò la confluenza sia nel PSI che nel PCI e, con altri, organizzò la “resistenza” allo scioglimento con la costituzione “Nuovo PSIUP”. Da li a poco, fu tra i promotori del Partito di Unità Proletaria – DP, facendo parte del Gruppo Nazionale di Direzione Ristretto. Con Foa, Pintor, Rossanda, Magri, Ferraris, Miniati, Migone, Russo, Spena ed altri, ha dato origine al tentativo sfortunato di unificazione PdUP-Manifesto.

Con l'avventurismo terroristico che colpiva nel Centro Nord e il duro attacco della mafia in Calabria contro le organizzazioni di sinistra, nel 1980 per segnalare la necessità di una forte unità contro il terrorismo e alla criminalità organizzata, si avvicina al PCI, intravedendo, però, già allora la rottura che sarebbe avvenuta successivamente. Al Congresso di Rimini di questo Partito, nel 1991, è tra i promotori del Movimento per la Rifondazione Comunista di cui è diventato, successivamente, membro della Direzione Nazionale e responsabile del Dipartimento per il Mezzogiorno. Nel 1998, per impedire l'avvento delle destre al governo, agevola la costituzione del Gruppo dei Comunisti Italiani alla Camera dei Deputati, votando per il Governo Prodi, mantenendo, però, un'autonomia teorica e pratica che lo porta a prendere le distanze dalla scelta strategica del gruppo, opponendosi con molta forza, sia all'imminente guerre nei Balcani, sia alla riforma del titolo V della Costituzione che, annullava la specificità meridionale, decidendo di non ricandidarsi più al Parlamento. Grandi riflessi ha avuto l'ammissione della Commissione Esteri della Camera, da lui richiesta che ha avuto colloqui con i Dirigenti massimi del Kossovo, della Serbia e degli altri paesi balcanici interessati.

Dal momento della rottura tra Cossutta e Bertinotti in Rifondazione, si adopera, dando vita al Movimento per l'Unità della Sinistra Alternativa, per la ricomposizione della sinistra critica ritrovando le ragioni comuni che avevano dato vita a Rifondazione Comunista. Ha partecipato alla costituzione della Sinistra Europea, sino all'ultimo Congresso di Praga, dopo la elezione di Bertinotti alla Presidenza della Camera dei Deputati, di fatto, l'esperienza si chiuse. Continuò a mantenere aperto il dibattito sulla nuova Questione meridionale attraverso, l'istituto Mezzogiorno Mediterraneo e la istituzione degli “Itinerari gramsciani”.

Incarichi istituzionali e attività parlamentare[modifica | modifica wikitesto]

È stato eletto, giovanissimo, nel Consiglio Comunale di Plataci, paese arbëresh dell'Alta Calabria Jonica, ed è stato poi eletto Consigliere Comunale nella città di Cosenza dal 1970 al1980, determinando con il suo solo voto la costituzione della prima e unica giunta di sinistra. È stato Consigliere della Regione Calabria, dal 1975 all'1980, opponendosi fortemente alle politiche delle “larghe intese” propugnate dal PCI e presentando diversi disegni di legge tra cui la prima proposta di salvaguardia delle minoranze linguistiche. È stato eletto per la prima volta al Parlamento Italiano, col sistema proporzionale e le preferenze, nelle elezioni politiche del 5/6 aprile 1992 nella Circoscrizione Catanzaro – Cosenza – Reggio Calabria.

È stato rieletto al Parlamento nelle elezioni politiche del 1994 nel Collegio uninominale nr.3 della Circoscrizione Calabrese (Corigliano Calabro), con 20.689 voti. Nelle elezioni del 21 aprile 1996 è stato rieletto per la terza volta, come capolista del suo Partito, nella lista proporzionale di “Campania 2” (Benevento, Avellino, Caserta, Salerno). Nella XI legislatura ha fatto parte della Commissione Affari Costituzionali, della Presidenza del Consiglio e dell'Interno, oltre che della Commissione Speciale per l'esame dei progetti di legge concernenti la riforma dell'immunità parlamentare. Sostegno la necessità di dichiarare il patrimonio dei parlamentari all'entrata e al termine del mandato.

È stato relatore di minoranza contro la modifica della Legge elettorale proporzionale. È stato membro della Commissione interparlamentare, presieduta da Giulio Andreotti. Nella XII legislatura ha fatto parte, come capogruppo, della Commissione Affari Esteri e Comunitari, oltre che della Commissione d'inchiesta per la politica di cooperazione con i Paesi in via di sviluppo, denunciando le grandi malversazioni della mala-cooperazione nella relazione di minoranza presentata in Parlamento. Ha fatto parte della delegazione parlamentare italiana presso la Conferenza parlamentare Centro Europea, in cui ha sostenuto con molta forza il diritto delle minoranze degli Stati membri ad usare la propria lingua e ad avere rappresentanti in ogni istanza istituzionale dai Comuni al Parlamento Europeo.

Nella XIII Legislatura ha fatto parte della Commissione Esteri e della Commissione speciale per le politiche comunitarie, è stato Presidente del Comitato per i Diritti Umani della Camera dei Deputati, partecipando attivamente a numerose iniziative umanitarie in tutto il mondo.

È stato membro della Commissione bicamerale antimafia, membro del Consiglio d'Europa, dell'UEO e dell'OSCE, assolvendo le funzioni di Segretario della delegazione parlamentare italiana, presieduta da Nilde Iotti. Nel Consiglio d'Europa è stato membro delle seguenti Commissioni: a)Commission pour le respect des obligacions et engagements des Etas membres du Conseil de l'Europe (Commission de suivi) ; b)Commission des migrations, des réfugiés et de la démografhie ; c) Sous – commission des relations avec les pays non-membres. All'UEO è stato membro della Commissione difesa.

A Strasburgo è stato portavoce in Aula della posizione del gruppo GUE (Groupe pour la Gauche Unitaire Èuropienne).

È considerato il parlamentare del Mezzogiorno che ha assunto le più alte responsabilità nel corso della sua funzione.

Attività sul problema delle minoranze linguistiche[modifica | modifica wikitesto]

Ha contribuito all'inserimento nello Statuto regionale della Calabria, del diritto alla tutela delle minoranze linguistiche regionali, formalizzato nell'art.56-lettera r. È stato presentatore della prima proposta di legge regionale, negli anni Settanta, di istituzione delle scuole prescolari per la salvaguardia della minoranza arbëreshe. Ha fondato, con altri, nel 1980, la Lega Italiana della Minoranza arbëreshe, di cui è stato Presidente, che ha realizzato importanti scambi culturali con le strutture scientifiche dell'Albania.

Ha pubblicato (in collaborazione con D.Guagliardi) un vocabolario arbëresh a cui hanno partecipato anche studiosi dell'Università di Tirana. Ha coordinato e pubblicato le seguenti opere, a cui hanno partecipato borsisti, ricercatori e docenti dell'Università della Calabria: “Imparare l'Albanese – Mesoj Gjuhen Shqipe”; “Vecchie e nuove Minoranze Culturali: definizione di una mappa della presenza e dei beni da salvaguardare – Catalogo ragionato dei dati”; “Sussidiario antologico Arberesh”; “Chi Dona tramanda”, “La diaspora della diaspora” (a cura di Mario Bolognari).

Ha presentato, alla Camera dei Deputati, la proposta di legge sulla salvaguardia delle minoranze linguistiche (in occasione del dibattito sulla approvazione, ha parlato in Aula nella lingua arberesh). Alla fine del 1999 il Parlamento Italiano, unificando le proposte, ha approvato la Legge 482/99 di attuazione dell'art. 6 della Costituzione, che si attendeva dall'entrata in vigore della Carta Costituzionale, con la quale si introduce, tra l'altro, l'insegnamento della lingua albanese nelle scuole dell'obbligo dei paesi di origine arbëresh. Nell'ultima legislatura cui ha partecipato, ha presentato alla Camera la proposta di legge per la ratifica della Carta Europea delle lingue regionali e minoritarie.

Opere[modifica | modifica wikitesto]

È autore di varie pubblicazioni e saggi sulla “questione meridionale”, sulle politiche internazionali e sul problema delle Minoranze linguistiche in Europa. Tra le più significative:

  • Quale strategia per il Mezzogiorno”;
  • Contributo per una nuova strategia meridionalista”;
  • “Lotte proletarie e organizzazione del movimento nel Mezzogiorno” in “Il Sindacato ad una svolta”;
  • “La piazza della rivolta”;
  • “Il coraggio della coerenza”;
  • “L'attualità inattuale”;
  • “Il rovello permanente”;
  • “Le cose del mondo”;
  • “A sud di nessun Nord”.
  • “La sinistra perduta - L'itinerario politico di un protagonista eretico attraverso il socialismo rivoluzionario”, edito da Rubbettino 2013

Dirige la “Collana dell'Istituto Mezzogiorno Mediterraneo”.

Curatele

Ha curato la pubblicazione dei seguenti testi:

  • LA CULTURA COME RISORSA : Una sfida di cooperazione transfrontaliera tra la Calabria e l'Albania per fare delle minoranze linguistiche e delle risorse ambientali una comune potenzialità di sviluppo ”(2003);
  • IL CORAGGIO DELLA COERENZA – 2003;
  • “RIFLESSIONI SUL MEZZOGIORNO: comunità arbëreshë e Risorgimento Italiano”(2004);
  • ”EMERGENZA AMBIENTE: nuova emergenza nella Regione mediterranea” (2005);
  • PASSATO E PRESENTE: gli arbëresh nel ventennio fascista” (2007);
  • “GLI ANNIVERSARI CHE CI PARLANO” (2008);
  • LA MEMORIA COSMOPOLITA DEL MEDITERRANEO – 2010;
  • IL PASSATO PESA SUL PRESENTE – 2011;
  • IL RISORGIMENTO: Una rivoluzione conservatrice – 2012;

Incarichi speciali[modifica | modifica wikitesto]

Problemi politici

- Ha fatto parte, in un periodo delicatissimo della scena mondiale e in piena destalinizzazione della delegazione, come membro della minoranza di sinistra, del Partito socialista italiano (prima della scissione del PSIUP) che, si era posto il problema del distacco dall'URSS. La sua posizione a Mosca ha avuto ricadute polemiche in Italia che ebbero conseguenze anche nelle sue visite successive in Unione Sovietica.

- Limasol(Cipro) . Ha partecipato a Convegni sulla criminalità e la corruzione europea con la presenza di magistrati di “Mani Pulite”.

- Ha fatto parte di una delegazione a Cuba, ove ha conosciuto (allacciando legami di amicizia) e intervistato la sorella Celia e l'anziano padre di Che Guevara, Ernesto Guevara Lynch, e fu latore di un messaggio con la richiesta di mobilitazione per la liberazione del fratello del Che, Juan Martin, in quel periodo nelle mani del militari argentini.

Realizzò, inoltre, in quella occasione, una intervista con uno dei tre compagni superstiti del Che in Bolivia, Dario Alarcon, detto Benigno (con Pombo e Urbano), descrivendo le ultime ore della cattura del rivoluzionario cubano e del suo assassinio a La Paz.

- Ha fatto parte, con il magistrato Tullio Grimaldi, della delegazione ufficiale, alle manifestazioni del 50º Anniversario della Rivoluzione cinese. Si è trattata dell'unica delegazione politica italiana a Pechino.

Politica estera

- Quale membro della “Delegazione Centro-europea”, a Bucarest, è stato protagonista di una iniziativa in difesa delle “minoranze senza voce”, compresa quella degli arbëresh d'Italia.

- Quale membro del Consiglio d'Europa, ha affrontato, in Lettonia, il tema della Carta delle lingue regionali e minoritarie.

- Ha fatto parte di una delegazione ad Ankara, ove ha sollevato nei confronti del Governo turco il problema dei kurdi e del Kurdistan.

- Ha fatto parte di una delegazione nella Corea del Nord, la prima degli italiani dopo la fine della guerra. La delegazione ha fatto da apripista al presidente del Consiglio Dini che, qualche settimana dopo, recatosi a Pyongyang, realizzò l'apertura di una delegazione commerciale italiana.

- Ha fatto parte della Delegazione italiana, a New York, in occasione del Cinquantesimo anniversario della fondazione dell'ONU, assolvendo in quella occasione ed in un'Assemblea successiva, un ruolo importante nella spiegazione alle altre delegazioni della proposta italiana.

- Ha fatto parte di una delegazione della Commissione Esteri, capeggiata da Achille Occhetto, che in Jugoslavia e nel Kossovo hanno potuto verificare le prime avvisaglie della imminente guerra, confrontandosi con tutti i partiti politici e relazionando in parlamento.

- Ha fatto parte della Delegazione della Commissione Esteri che nel Medio Oriente, Israele, Gaza, Giordania, Siria, Egitto ha visitato i luoghi degli scontri israeliano- palestinesi e valutato i motivi del blocco del processo di pace, relazionando al Parlamento. Si è incontrato, in questa occasione, con Yasser Arafat che in quel periodo veniva tenuto prigioniero a Gaza.

- Come membro della Commissione Esteri ha partecipato, con un discorso alla Duma di Mosca, al dibattito sui problemi dell'“allargamento della NATO” e sulla posizione della Federazione russa.

- A Riga, come membro del CE, ha affrontato il tema del ruolo dell'Europa.

- In Libia ha discusso delle conseguenze delle politiche coloniali.

- Come membro dell'OSCE, a Copenaghen, ha fatto un discorso sulle “ prospettive dell'OSCE.

- È stato più volte Commissario di controllo, per conto della OSCE e del CIE della regolarità delle elezioni in vari paesi del mondo. Ha fatto parte della delegazione interparlamentare in Namibia e nell'Assemblea dei rappresentanti di tutti i Parlamenti del mondo, nella capitale Windhoek, prende la parola su due aspetti fondamentali: la questione dei diritti umani e la negazione delle guerre come mezzo di risoluzione delle controversie internazionali.

Commissioni speciali

- È stato membro della Commissione di indagine sulla Cooperazone internazionale, con poteri giudiziari.

- In Sud Africa, Kenia, Mozambico, Swaziland, Etiopia, Eritrea ha avuto un ruolo importante nel disvelare gli aspetti più deleteri della politica sulla Cooperazione Internazionale e italiana. A conclusione della Missione africana, ha presentato la relazione di minoranza, sulla “mala cooperazione”, in Parlamento.

- A Nairobi, Somalia (Mogadiscio), Eritrea, Gibuti ha seguito, dopo la drammatica uccisione di Ilaria Alpi e Miram Hrovatin, la “rotta delle scorie inquinanti”. Parte dei verbali della commissione, sono secretati.

- Come membro del Consiglio d'Europa e dell'OSCE, è stato nominato Commissario di controllo della regolarità delle elezioni in vari Paesi d'Europa. A Mosca, nel principale carcere della città, in questa occasione, sono avvenuti anche incresciosi incidenti che ha indicato nella relazione, sottoscritta anche dalla senatrice Tana De Zelueta.

Politica europea

- A Lisbona, è stato tra i più duri critici del trattato di Maasticht, e delle sue compatibilità, che è causa delle crisi che stiamo vivendo.

- Ad Atene, Lesbo, Mitilene, su incarico del gruppo GUE (Groupe pour la Gauche Unitaire Europènne) ha dibattuto il tema “La politica e l'Europa”.

- Su iniziativa di un gruppo di parlamentari ha realizzato una visita in Iran per valutare, con contatti politici a Teheran, le ragioni delblocco del processo di pace.

- A Madrid, nella sessione ufficiale dell'UEO, ha affrontato il tema della “difesa europea”.

- Negli USA, come membro dell'UEO, ha valutato con l'apposita delegazione, con contatti a Woshington, Alabama, ecc., il “sistema di difesa USA” e la struttura missilistica.

Diritti umani

- Come Presidente del Comitato per i Diritti Umani della Camera del Deputati, ha portato avanti due straordinarie indagini che hanno avuto ripercussioni forti a livello internazionale: la prima riguarda la condanna alla Nike per lo sfruttamento minorile in Africa; la seconda ha riguardato i Desaparecidos in Argentina e in Cile. Il risultato di questa indagine ha accelerato la condanna di Pinochet.

- In Brasile, Argentina e Cile la delegazione da lui capeggiata ha fatto emergere drammatici eventi che riguardano anche i connazionali italiani.

- Ha fatto parte di una delegazione che, in Iraq, attraversando rocambolescamente la Giordania, attraverso il deserto, ha denunciato le conseguenze tragiche dell'uso dell'uranio impoverito sulle popolazioni, cosa questa che è avvenuta anche nella guerra dei Balcani.

- Ha fatto parte di una delegazione a Beirut, per verificare le drammatiche vicende del massacro di Sabra e Shatila.

- Come Presidente del Comitato dei diritti umani, ha capeggiato una delegazione in Messico, per valutare le condizioni umane del carcere di massima sicurezza Cerro Uego, in cui i detenuti erano in sciopero della fame per le tragiche condizioni di vita.

Nella stessa missione, al Centro dei diritti umani di Cristobal de Las Casas, ha discusso col famoso vescovo, Frai Bartolomè de Las Casas; e in Chiapas nella selva La Candona (a La Realidad), assieme a Fausto Bertinotti ha incontrato il comandante Marcos.

- A Parigi, nel Parlamento francese, in occasione di una sessione della UEO, di cui faceva parte, ha fatto un duro discorso di condanna contro le mine anti persona.

- Sull'emergenza umanitaria nel Kurdistan, in una successiva riunione nell'Assemblea del UEO, sempre a Parigi, ha denunciato la politica della Turchia verso i Kurdi e le violazioni dei diritti umani.

- Sempre sulla situazione kurda, solleva un “incidente politico” con la Presidenza del Consiglio d'Europa, denunciando gli atti repressivi della polizia turca di Yarbakir, perché nonostante la presentazione delle credenziali da deputato, inveiva contro i deputati italiani presenti in una manifestazione di difesa dei diritti umani violati in Turchia.

- In Giappone, quale membro del Consiglio d'Europa, ha discusso sul massacro di Nanchino.

- Ad Istanbul ha sollevato il tema del massacro degli Armeni da parte dei “Giovani turchi”, facendo, poi, un duro intervento alla Camera dei Deputati.

- Ha partecipato come membro dell'OSCE, alla sessione tenuta nel Parlamento di San Pietroburgo (già Leningrado) con un discorso sul tema della difesa ambientale.

- Come Presidente dei Diritti Umani ha fatto parte della delegazione interparlamentare in Tibet e Cina per valutare la situazione locale a seguito della protesta dei seguaci del Dalai Lama a Lhasa; e ad Urumbi, capitale della regione di Xinjamig, una delle 5 regioni autonome della Cina, per valutare il grado di rispetto dei diritti di quella popolazione; e sulla complessa situazione di queste due aree è stata presentata una relazione finale.

- In qualità di Presidente dei Diritti Umani della Camera dei Deputati, ha preso tutte le iniziative possibili contro la guerra nei Balcani. Si è recato più volte a Belgrado e nel Kosovo, fino a proporre la decisione di offrirsi come scudo umano sotto i bombardamenti della “guerra umanitaria” che ha letteralmente distrutto quelle città

Attività antimafia

Come membro della Commissione Antimafia ha portato avanti una serie di denunce contro il traffico delle scorie radioattive ed inquinanti, con particolare riferimento ad alcune zone della Calabria e della Campania. La Commissione, in quella occasione, ha riscontrato forti complicità italiana nel traffico delle scorie e delle armi con un faccendiere locale a cui erano state “regalate” le navi dalla stessa cooperazione.

Per questa attività ha subito forti minacce, rifiutando però ogni sorta di protezione e di scorta.

Incontri straordinari

Ha avuto incontri con quasi tutti i Capi di Governo e Presidenti dei Paesi ove è stato in delegazione.

Le personalità che hanno avuto più significato, anche emotivamente, nei suoi incontri sono state: Yasser Arafat, Fidel Castro, Raul Castro, il padre di Che Guevara (Ernesto Guevara Lynch), Celia Guevara sorella del Che, il Comandante Marcos, Monsignor della Casas in Messico. Le personalità che sono state indicate nel libro “Le cose del Mondo”.

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

Il 20 luglio 2000 la città di Huntsville in Alabama gli ha conferito la cittadinanza onoraria. Il 20 maggio 2002 il Presidente della Repubblica dell'Albania lo ha insignito della medaglia ”per alti meriti civili”. Dal 3 dicembre 2003 il Ministero degli Affari Esteri italiano ratifica le lettere patenti con cui la Repubblica d'Albania lo nomina Console onorario.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • La sinistra perduta - L'itinerario politico di un protagonista eretico attraverso il socialismo rivoluzionario, ed. Rubbettino 2013, prefaz. di Fausto Bertinotti
  • La piazza della rivolta - Microstoria di un paese arbëresh in età giolittiana, ed. Rubbettino, prefaz. di Pino Ferraris
  • Il coraggio della coerenza, Collana dell'Istituto Mezzogiorno Mediterraneo, prefaz. di Giovanni Russo Spena
  • "Le cose del Mondo": ed. Rubbettino 2010; pref. di Alfio Nicotra.
  • "Il rovello permanente " ed. Nuovi Orizzonti 2008; pref.

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Fonte[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN61328983 · ISNI (EN0000 0000 4709 5650 · SBN IT\ICCU\UBOV\938713 · LCCN (ENno2007096126 · BNF (FRcb16584043r (data)