Caraffa di Catanzaro
| Caraffa di Catanzaro comune | |
|---|---|
| Localizzazione | |
| Stato | |
| Regione | |
| Provincia | |
| Amministrazione | |
| Sindaco | Antonio Giuseppe Sciumbata (lista civica Alleanza Libera e Popolare per Caraffa) dal 12-6-2022 |
| Territorio | |
| Coordinate | 38°53′N 16°29′E |
| Altitudine | 358 m s.l.m. |
| Superficie | 25,05 km² |
| Abitanti | 1 682[1] (31-12-2025) |
| Densità | 67,15 ab./km² |
| Comuni confinanti | Catanzaro, Cortale, Maida, Marcellinara, San Floro, Settingiano |
| Altre informazioni | |
| Lingue | Lingua italiana, Lingua arbëreshë |
| Cod. postale | 88050 |
| Prefisso | 0961 |
| Fuso orario | UTC+1 |
| Codice ISTAT | 079017 |
| Cod. catastale | B717 |
| Targa | CZ |
| Cl. sismica | zona 1 (sismicità alta)[2] |
| Cl. climatica | zona D, 1 409 GG[3] |
| Nome abitanti | caraffoti (in arbëreshë Gharafjotë) |
| Patrono | Santa Domenica |
| Giorno festivo | 6 luglio |
| Cartografia | |
| Sito istituzionale | |
Caraffa di Catanzaro (Garrafë in arbëreshë[4]) è un comune italiano di 1 682 abitanti[1] della provincia di Catanzaro in Calabria. È un borgo di lingua e cultura arbëreshë, fondato intorno al XV secolo da profughi albanesi in seguito all'invasione ottomana dei balcani.
Geografia fisica
[modifica | modifica wikitesto]È situata alle porte della città di Catanzaro, e la parte a valle del centro storico ospita un'area industriale soggetta negli ultimi anni ad un forte sviluppo.
Nelle giornate serene, e nel punto più alto del paese, è possibile ammirare contemporaneamente il mar Ionio e il mar Tirreno.
Storia
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Secondo Domenico Zangari, autore de Le colonie italo albanesi di Calabria, gli albanesi giunsero a Caraffa verso il 1550, e provenivano dall’insediamento di Arenoso (o anche Santa Barbara) dove si erano stanziati intorno al 1467, epoca in cui erano giunti nel regno di Napoli.[5]
Nel 1466, poco prima dell’arrivo degli albanesi, il territorio di Tiriolo, dove sarebbero sorti alcuni casali albanesi, tra i quali quelli di Arenoso e di Usito, apparteneva al regio demanio. Nel 1481, il re Ferdinando I d'Aragona vendette il territorio di Tiriolo comprendente "Castra seu Terras Roccae Poverellae (Rocca Falluca), Gimignani (Gimigliano), et Tiriolo", a Galeotto Carafa.[6]
Per guadagnare spazio alle colture, gli Albanesi di Arenoso fecero disboscare la vicina montagna, causando delle frane che, piano piano, si avvicinarono all’abitato sino a inghiottire il casale, così che, verso il 1550, Ferdinando Carafa, nipote di Galeotto Caraffa e Barone di Tiriolo, permise a molte famiglie albanesi di Arenoso di trasferirsi nella vicina località di "Serra Mazza" (arb. Rahj i Croit), a patto che il nuovo insediamento prendesse il nome del suo casato "Carafa".[6]
Il 17 maggio del 1567 a Caraffa ci fu la prima numerazione dei fuochi. Da questa numerazione ci risulta che gli "avventizi del casale renusa" erano venuti da 15 anni.[5]
Il 28 marzo del 1783 un disastroso terremoto con magnitudo 6.9 con epicentro a nord-est di Vallefiorita venne registrato in oltre 300 siti e scosse l’intera regione. Seguirono repliche per circa tre anni. La crisi sismica lasciò un territorio devastato dai crolli, dalle frane, dalle faglie, spaccature nel terreno, crateri, nuove sorgenti e laghi. In totale valutati circa 25 000 morti. Il terremoto causò anche una frana nei pressi dell’antico casale di Usito interrompendo la strada che portava a Catanzaro. Anche gran parte di Caraffa venne distrutto dal terremoto, e ci fu un elevato numero di morti. Quindi, non ritenendo conveniente riedificare Caraffa nel luogo primitivo, si decise di ricostruirlo o in San Giovanni di Truchi, o negli Ortali.[7]
Nel sito dove rinacque Caraffa, iniziarono i lavori per la costruzione della chiesa; il 18 ottobre del 1792 iniziarono i lavori del tetto e di tutte le parti in legno; i lavori terminarono il 18 settembre 1798, con la benedizione della chiesa.[8]
Simboli
[modifica | modifica wikitesto]Il gonfalone è un drappo di azzurro.
Monumenti e luoghi d'interesse
[modifica | modifica wikitesto]La Chiesa dei Maiorana
[modifica | modifica wikitesto]La Chiesa dei Maiorana, dedicata alla Madonna delle Grazie, in piena campagna, è una modesta costruzione eclettica di maestranze locali, che presenta alcuni affreschi d'epoca tardo-romanica. Nei costumi albanesi, indossati in particolari circostanze, presentano elementi originali orientali.
Società
[modifica | modifica wikitesto]Evoluzione demografica
[modifica | modifica wikitesto]Abitanti censiti[9]

Religione
[modifica | modifica wikitesto]Ha perso il rito bizantino, ma mantiene ancora la cultura e la lingua arbëreshe.
Cultura
[modifica | modifica wikitesto]Musei
[modifica | modifica wikitesto]Nel Comune di Caraffa di Catanzaro il museo più importante è l'Istituto della Cultura Arbëreshe "Giuseppe Gangale", con testimonianze della vivace cultura Italo-albanese del luogo.
Infrastrutture e trasporti
[modifica | modifica wikitesto]Il comune è interessato dalle seguenti direttrici stradali:
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Il Paese ospita anche il VORTAC CDC (117,300 MHz).
Amministrazione
[modifica | modifica wikitesto]| Periodo | Primo cittadino | Partito | Carica | Note | |
|---|---|---|---|---|---|
| 1995 | 1999 | Attilio Mazzei | Progressisti | Sindaco | |
| 1999 | 2003 | Attilio Mazzei | Lista civica | Sindaco | |
| 2003 | 2007 | Giovanni Schinea | Lista civica | Sindaco | |
| 2007 | 2012 | Antonio Migliazza | Lista civica | Sindaco | |
| 2012 | 2017 | Antonio Giuseppe Sciumbata | Lista civica | Sindaco | |
| 2017 | 2022 | Antonio Giuseppe Sciumbata | Lista civica | Sindaco | |
| 2022 | in carica | Antonio Giuseppe Sciumbata | Lista civica | Sindaco | |
Note
[modifica | modifica wikitesto]- 1 2 Bilancio demografico mensile anno 2025 (dati provvisori), su demo.istat.it, ISTAT.
- ↑ Classificazione sismica (XLS), su rischi.protezionecivile.gov.it.
- ↑ Tabella dei gradi/giorno dei Comuni italiani raggruppati per Regione e Provincia (PDF), in Legge 26 agosto 1993, n. 412, allegato A, Agenzia nazionale per le nuove tecnologie, l'energia e lo sviluppo economico sostenibile, 1º marzo 2011, p. 151. URL consultato il 25 aprile 2012 (archiviato dall'url originale il 1º gennaio 2017).
- ↑ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani., Milano, Garzanti, 1996, p. 139, ISBN 88-11-30500-4.
- 1 2 Domenico Zangari, Le colonie italo albanesi di Calabria - Storia e demografia, Napoli, Caselli, 1941.
- 1 2 Tiriolo - Verso l'Età Moderna, su tirioloturistica.it. URL consultato il 13 febbraio 2021.
- ↑ Giovanni Vivenzio, Istoria de Tremuoti, Napoli, Stamperia Reale, 1788.
- ↑ Antonio Sciumbata, Storia di Caraffa, su documen.site, p. 13. URL consultato il 13 febbraio 2021.
- ↑ Dati tratti da:
- Popolazione residente dei comuni. Censimenti dal 1861 al 1991 (PDF), su ebiblio.istat.it, ISTAT.
- Popolazione residente per territorio – serie storica, su esploradati.censimentopopolazione.istat.it.
Nota bene: il dato del 2021 si riferisce al dato del censimento permanente al 31 dicembre di quell'anno.
Voci correlate
[modifica | modifica wikitesto]Altri progetti
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Wikimedia Commons contiene immagini o altri file su Caraffa di Catanzaro
Collegamenti esterni
[modifica | modifica wikitesto]- Sito ufficiale, su comune.caraffadicatanzaro.cz.it.
| Controllo di autorità | VIAF (EN) 160635469 · LCCN (EN) no2010207373 |
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