Caraffa di Catanzaro

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search
Caraffa di Catanzaro
comune
(IT) Comune di Caraffa di Catanzaro
(AAE) Bashkia e Garrafës
Caraffa di Catanzaro – Stemma Caraffa di Catanzaro – Bandiera
Localizzazione
StatoItalia Italia
RegioneCoat of arms of Calabria.svg Calabria
ProvinciaCoat of Arms of the Province of Catanzaro.svg Catanzaro
Amministrazione
SindacoAntonio Giuseppe Sciumbata (lista civica Impegno popolare) dal 7-5-2012 (2º mandato dall'11-6-2017)
Territorio
Coordinate38°53′N 16°29′E / 38.883333°N 16.483333°E38.883333; 16.483333 (Caraffa di Catanzaro)Coordinate: 38°53′N 16°29′E / 38.883333°N 16.483333°E38.883333; 16.483333 (Caraffa di Catanzaro)
Altitudine358 m s.l.m.
Superficie25,05 km²
Abitanti1 786[1] (30-11-2019)
Densità71,3 ab./km²
Comuni confinantiCatanzaro, Cortale, Maida, Marcellinara, San Floro, Settingiano
Altre informazioni
LingueLingua italiana, Lingua arbëreshë
Cod. postale88050
Prefisso0961
Fuso orarioUTC+1
Codice ISTAT079017
Cod. catastaleB717
TargaCZ
Cl. sismicazona 1 (sismicità alta)[2]
Nome abitanticaraffoti (in arbëreshë Gharafjotë)
PatronoSanta Domenica
Giorno festivo6 luglio
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Caraffa di Catanzaro
Caraffa di Catanzaro
Caraffa di Catanzaro – Mappa
Posizione del comune di Caraffa di Catanzaro all'interno della provincia di Catanzaro
Sito istituzionale

Caraffa di Catanzaro (Garrafë in arbëreshë[3]) è un comune italiano di 1 786 abitanti della provincia di Catanzaro in Calabria.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

È situata alle porte della città di Catanzaro, e la parte a valle del centro storico ospita un'area industriale soggetta negli ultimi anni ad un forte sviluppo.

Nelle giornate serene, e nel punto più alto del paese, è possibile ammirare contestualmente il mar Ionio e il mar Tirreno.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo Domenico Zangari, autore de “Le Colonie Italo Albanesi di Calabria”, gli albanesi giunsero a Caraffa verso il 1550, e provenivano dall’insediamento di Arenoso (o anche Santa Barbara) dove si erano stanziati intorno al 1467, epoca in cui erano giunti nel regno di Napoli.[4]

Nel 1466, poco prima dell’arrivo degli albanesi, il territorio di Tiriolo, dove sarebbero sorti alcuni casali albanesi, tra i quali quelli di Arenoso e di Usito, apparteneva al regio demanio. Nel 1481, il re Ferdinando I d'Aragona vendette il territorio di Tiriolo comprendente "Castra seu Terras Roccae Poverellae (Rocca Falluca), Gimignani (Gimigliano), et Tiriolo", a Galeotto Carafa.[5]

Per guadagnare spazio alle colture, gli Albanesi di Arenoso fecero disboscare la vicina montagna, causando delle frane che, piano piano, si avvicinarono all’abitato sino a inghiottire il casale, così che, verso il 1550, Ferdinando I Carafa, nipote di Galeotto Caraffa e Barone di Tiriolo, permise a molte famiglie albanesi di Arenoso di trasferirsi nella vicina località di "Serra Mazza" (arb. Rahj i Croit), a patto che il nuovo insediamento prendesse il nome del suo casato "Carafa".[5]

Il 17 maggio del 1567 a Caraffa ci fu la prima numerazione dei fuochi. Da questa numerazione ci risulta che gli "avventizi del casale renusa" erano venuti da 15 anni.[4]

Il 28 marzo del 1783 un disastroso terremoto con magnitudo 6.9 con epicentro a nord-est di Vallefiorita venne registrato in oltre 300 siti e scosse l’intera regione. Seguirono repliche per circa tre anni. La crisi sismica lasciò un territorio devastato dai crolli, dalle frane, dalle faglie, spaccature nel terreno, crateri, nuove sorgenti e laghi. In totale valutati circa 25.000 morti. Il terremoto causò anche una frana nei pressi dell’antico casale di Usito interrompendo la strada che portava a Catanzaro. Anche gran parte di Caraffa venne distrutto dal terremoto, e ci fu un elevato numero di morti. Quindi, non ritenendo conveniente riedificare Caraffa nel luogo primitivo, si decise di ricostruir-lo o in San Giovanni di Truchi, o negli Ortali.[6]

Nel sito dove rinacque Caraffa, iniziarono i lavori per la costruzione della chiesa; il 18 ottobre del 1792 iniziarono i lavori del tetto e di tutte le parti in legno; i lavori terminarono il 18 settembre 1798, con la benedizione della chiesa.[7]

Monumenti e luoghi d'interesse[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa dei Maiorana[modifica | modifica wikitesto]

La Chiesa dei Maiorana, dedicata alla Madonna delle Grazie, in piena campagna, è una modesta costruzione eclettica di maestranze locali, che presenta alcuni affreschi d'epoca tardo-romanica. Nei costumi albanesi, indossati in particolari circostanze, presentano elementi originali orientali.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

Abitanti censiti[8]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Ha perso il rito bizantino, ma mantiene ancora la cultura e la lingua arbëreshe.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

Musei[modifica | modifica wikitesto]

Nel Comune di Caraffa di Catanzaro il museo più importante è l'Istituto della Cultura Arbëreshe "Giuseppe Gangale", con testimonianze della vivace cultura Italo-albanese del luogo.

Infrastrutture e trasporti[modifica | modifica wikitesto]

Il comune è interessato dalle seguenti direttrici stradali: Strada Provinciale 49 Italia.svg

Amministrazione[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato Istat - Popolazione residente al 30 novembre 2019.
  2. ^ Classificazione sismica (XLS), su protezionecivile.gov.it.
  3. ^ AA. VV., Dizionario di toponomastica. Storia e significato dei nomi geografici italiani, Milano, GARZANTI, 1996, p. 139.
  4. ^ a b Domenico Zangari, Le colonie italo albanesi di Calabria - Storia e demografia, Napoli, Caselli, 1941, p. 123.
  5. ^ a b Tiriolo - Verso l’Età Moderna, su tirioloturistica.it. URL consultato il 13 febbraio 2021.
  6. ^ Giovanni Vivenzio, Istoria de Tremuoti, Napoli, Stamperia Reale, 1788, p. 247.
  7. ^ Antonio Sciumbata, Storia di Caraffa, su documen.site, p. 13. URL consultato il 13 febbraio 2021.
  8. ^ Statistiche I.Stat - ISTAT;  URL consultato in data 28 dicembre 2012.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Altri progetti[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

Controllo di autoritàVIAF (EN160635469 · LCCN (ENno2010207373
Calabria Portale Calabria: accedi alle voci di Wikipedia che parlano della Calabria