Farneta (Castroregio)

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Farneta
frazione
Farneta
Farneta – Veduta
Localizzazione
Stato Italia Italia
Regione Coat of arms of Calabria.svg Calabria
Provincia Provincia di Cosenza-Stemma.png Cosenza
Comune Castroregio-Stemma.png Castroregio
Territorio
Coordinate 40°00′52″N 16°24′12″E / 40.014444°N 16.403333°E40.014444; 16.403333 (Farneta)Coordinate: 40°00′52″N 16°24′12″E / 40.014444°N 16.403333°E40.014444; 16.403333 (Farneta)
Altitudine 875 m s.l.m.
Abitanti 87[1]
Altre informazioni
Cod. postale 87070
Prefisso 0981
Fuso orario UTC+1
Patrono san Donato
Giorno festivo 17 agosto
Cartografia
Mappa di localizzazione: Italia
Farneta
Farneta

« Intra colline e piani
al piè del monte, cheta,
e dal frastuon lontana
s'erge Farneta. [...] »

(Domenico Liguori)

Farneta è l'unica frazione del comune di Castroregio in provincia di Cosenza, nella regione Calabria. Sorge a 875 metri sul livello del mare e vi risiedono circa 87 abitanti.

Piccola comunità arbëreshe, cioè italo-albanese, della Calabria, è distante 28 chilometri dal comune di Castroregio. Fondata nel XV secolo da profughi albanesi, rifugiatisi in Italia per sfuggire alle persecuzioni dei Turchi invasori dell'Albania, mantiene ancora oggi l'arbërisht, antica lingua albanese del centro-sud d'Albania; il rito bizantino; gli usi; le tradizioni e alla cultura degli avi.

Geografia fisica[modifica | modifica wikitesto]

L'abitato di Farneta si trova a circa 6,86 km (distanza aerea) dal comune di Castroregio, di cui è frazione, e ben 32 km (seguendo la tortuosa strada che si diparte dalla Strada statale 481). È arroccata su un'altura (tra 850 a 895 m s.l.m.) attigua al Timpone La Rotondella (1016 m s.l.m.), ai confini tra la Basilicata e la Calabria. Il territorio è notevolmente ricco di esemplari di farne, da cui deriva il toponimo di Farneta. Il territorio di Farneta rientra nell'area territoriale del capoluogo Castroregio, ma quest'ultimo è costituito da due divisioni territoriali distaccate, in una delle quali è ubicata la frazione di Farneta, che confina con i comuni di Oriolo (CS), Alessandria del Carretto (CS) e Cersosimo (PZ).

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Farneta fu fondata, con l'isediamento di profughi albanesi, per iniziativa della famiglia Sanseverino - dei principi di Salerno e dei conti di Laurìa - in una data sicuramente anteriore a quella di Castroregio e in un arco di anni che va dal 1468 al 1487 (oppure, ma con minore probabilità, tra il 1495 e il 1507). Lo si ricava dall'ampia e documentatissima storia locale scritta, nel XVII secolo, da uno studioso di Oriolo: Giorgio Toscano. I primi pagliai e le prime capanne degli Albanesi, fuggiti davanti ai Turchi, sorsero sull'altura di San Percopo, e da qui la sua denominazione primitiva, che durò almeno fino al 1543. In quest'anno, infatti, il Regio Percettore di Calabria Citra ordinò un censimento di tutti i villaggi albanesi della provincia e Farneta, appunto, venne registrata con il nome di Sancto Procopo e gli furono conteggiati 27 "fuochi" (nuclei familiari) per un totale di 89 abitanti, tutti arberesh. Invece Castroregio fu fondato, in una data compresa tra il 1508 e il 1517, da Giovanni Lopes de Vergara, suffeudatario di Oriolo e del suo territorio per conto del principe di Salerno, Roberto II Sanseverino. Quest'ultimo verrà poi privato nel 1551 di tutti i suoi feudi dall'imperatore Carlo V, per ribellione. Fino al 1811 Farneta faceva parte del comprensorio del comune di Oriolo, ma dal 1820 entrò a far parte del comune di Castroregio, diventandone frazione. Farneta (come Castroregio) è uno dei centri dell'Arbëria, l'area geografica del Sud Italia, nella quale si sono insediati tra il XV ed il XVIII secolo comunità arbëreshë.

Società[modifica | modifica wikitesto]

Evoluzione demografica[modifica | modifica wikitesto]

La popolazione di Farneta, che verso la fine del 1800 ammontava a 450 abitanti e nel 1920 a 900 circa, attualmente, a causa dell'emigrazione di una parte considerevole di essa verso i centri industriali del nord, si è notevolmente ridotta, non contando più di 300 abitanti totali. Oggi conta 100 residenti circa (qualche decina di famiglie), in prevalenza dediti all'agricoltura e all'allevamento del bestiame bovino. Essa è diminuita in modo esponenziale (nel 2001 si contavano 138 abitanti), anche se nella stagione estiva (soprattutto nella festa di San Donato, patrono del paese) l'abitato si popola di alcuni emigranti, che tornano per qualche giorno a visitare il piccolo centro. Farneta è il centro meno popolato di tutto l'Alto Ionio Cosentino.

Tradizioni e folclore[modifica | modifica wikitesto]

Le tradizioni culturali rimaste ancora oggi a Farneta si concentrano soprattutto nella musica di antichi strumenti popolari, alcuni di essi costruiti dai pochi artigiani locali (zampogna a chiave, surduline, ciaramelle) e nelle feste popolari, come quella del patrono San Donato, a cui è dedicata la suggestiva chiesa di Farneta. In questo periodo i suoni balcanici originari della popolazione si mischiano soprattutto con quelli popolari del luogo.

Cultura[modifica | modifica wikitesto]

A Farneta si costruiscono strumenti della musica popolare (zampogne a chiave, surduline, ciaramelle, ecc.), storicamente dalla famiglia Pisillo. Si stampa il giornale in lingua albanese Rilindia Jug (Rinascita Sud).

Persone legate a Farneta[modifica | modifica wikitesto]

  • Enza Scutari (1926), poetessa e scrittrice di opere in prosa, che approfondisce gli aspetti storici, linguistici, religiosi e tradizionali della cultura autoctona albanese, collaborando con vari periodici di cultura etnica.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Dato relativo al 2011

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]