Capoverdiani in Italia

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Capoverdiani in Italia
Luogo d'origineCapo Verde Capo Verde
Popolazioneda 3.000 a 10.000
LinguaCreolo capoverdiano, portoghese, italiano[1]
ReligioneCattolicesimo, Ateismo/Agnosticismo
Gruppi correlatiDiaspora capoverdiana

La presenza di cittadini capoverdiani in Italia risale agli anni '60.[2]

Numeri[modifica | modifica wikitesto]

Ci sono diversi dati in conflitto circa la dimensione della popolazione del Capo Verde in Italia. Il censimento italiano del 2001 ha trovato 3.263 residenti in Italia nati a Capo Verde, di cui 628 cittadini italiani.[3] Al contrario, il progetto Caboverde Informatics dell'Università di Massachusetts Dartmouth ha stimato che entro il 1995 la loro popolazione aveva già raggiunto i 10.000.[4] Un altro studio ha affermato che l'Italia aveva 4.004 residenti legali del Capo Verde nel 2002.[5] L'ambasciata del Capo Verde in Italia ha elencato 9.978 dei loro cittadini in Italia dal 2007.[6]

Storia migratoria[modifica | modifica wikitesto]

I primi migranti del Capo Verde sono arrivati in Italia nel 1957.[6] La migrazione iniziale era quasi esclusivamente femminile. I migranti consistevano di giovani donne reclutate per il lavoro domestico in Italia dai frati cappuccini che vivono a São Nicolau, Capo Verde. Circa 3.500 erano giunti in Italia in questo modo entro la fine del 1972. I migranti si stabilirono principalmente a Roma e Napoli, con concentrazioni minori a Palermo e Milano.

Impiego[modifica | modifica wikitesto]

Il lavoro domestico rimane un'importante fonte di impiego per le donne del Capo Verde, anche se la maggioranza è poi passata ad altri tipi di lavoro dipendente.[5] Due fattori hanno limitato il passaggio dal lavoro domestico ad altre linee di occupazione come l'industria: solo un numero limitato di uomini del Capo Verde sono migrati in Italia e i Capoverdiani sono concentrati nelle parti meridionali e meno industrializzate dell'Italia, dove si trovano ad affrontare una crescente concorrenza per l'occupazione da parte degli immigrati dell'Est Europa.[5] C'è una debole tendenza verso l'imprenditorialità e l'auto-occupazione nella comunità capoverdiana in Italia.[6]

Istruzione[modifica | modifica wikitesto]

I migranti capoverdiani avevano generalmente un basso livello di istruzione al loro arrivo.[5] L'analfabetismo non era raro.[5] Molti migranti, tuttavia, hanno approfittato dell'istruzione offerta dalla Scuola Portoghese di Roma, ufficialmente riconosciuta dal Ministero portoghese dell'Istruzione, e sono successivamente entrati nelle università italiane.[6]

Integrazione sociale[modifica | modifica wikitesto]

In generale, i capoverdiani non hanno dovuto affrontare un alto livello di discriminazione come altri gruppi di migranti. La loro presenza in Italia è stata caratterizzata da un'invisibilità sociale e politica, che è terminata negli anni '80 e '90, quando gli italiani hanno iniziato a capire che il loro paese era diventato un importatore piuttosto che un esportatore di lavoro migrante come era stato tradizionalmente, e una maggiore attenzione pubblica si è focalizzata sulla presenza capoverdiana in Italia.[5]

Secondo uno studio, circa la metà dei capoverdiani in Italia sono sposati con italiani. È comune che i bambini ritornino a Capo Verde per la formazione primaria e completino in seguito gli studi in Italia.[5]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Ramos,  p. 8
  2. ^ Andall,  p. 81
  3. ^ OECD, 2004.
  4. ^ Cape Verdean Diaspora Population Estimates (Caboverde Informatics Project, University of Massachusetts Dartmouth). URL consultato il 26 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 29 agosto 2009).
  5. ^ a b c d e f g Andall, 2008.
  6. ^ a b c d Ramos, 2008.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Jacqueline Andall, Cape Verdeans in Italy, in Luís Batalha e Jorgen Carling (a cura di), Transnational Archipelago: Perspectives on Cape Verdean Migration and Diaspora (Amsterdam University Press), 2008, ISBN 978-90-5356-994-8.
  • Maria Silva Ramos, The Cape Verdean community in Italy (PDF) (International Organisation for Migration), 2008. URL consultato il 26 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 12 agosto 2011).
  • International migration database (XLS) (Organisation for Economic Co-operation and Development), 2004. URL consultato il 26 agosto 2009 (archiviato dall'url originale il 17 giugno 2009).