Minoranza slovena in Italia

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Sloveni in Italia
France Prešeren Theatre, Bagnoli della Rosandra (Boljunec).jpg
Il teatro France Prešeren in Val Rosandra
 
Luogo d'origineFriuli-Venezia Giulia
Popolazionecirca 100.000
Lingualingua slovena in Italia
Religionecattolicesimo
Distribuzione
Italia Italia

La minoranza slovena in Italia è una minoranza nazionale ricosciuta in Italia. La comunità slovena in Italia è formata prevalentemente da autoctoni residenti in Friuli-Venezia Giulia, ma anche da alcuni espatriati, specialmente nelle principali città (secondo l'ISTAT, erano 2.506 i cittadini sloveni in Italia al 31 dicembre 2016).[1]

Storia[modifica | modifica wikitesto]

La diffusione dell'uso dello sloveno in alcune zone nel Nord-est dell'Italia trova la sua origine nell'Alto Medioevo; risalgono infatti già all'VIII secolo i primi documenti storici che attestano l'arrivo, dall'area balcanico-danubiana, di gruppi di popolazioni slave ed il loro insediamento nelle zone marginali della pianura friulana e delle sponde nord-orientali del Mare Adriatico, che dopo molteplici vicende storiche furono parte dello Stato italiano.

I primi territori abitati da sloveni ad entrare a far parte del territorio dello Stato italiano furono quelli della Slavia Veneta (Benecija), ovvero la Val Resia (Rezija), le Valli del Torre (Terska dolina) e le Valli del Natisone (Nediške doline), nel 1866 a conclusione della terza guerra di indipendenza italiana. La partecipazione al plebiscito del 21-22 ottobre 1866 della minoranza friulana di lingua slovena,[2] fu particolarmente significativa.[3] L'Impero austriaco, infatti, dopo il trattato di Campoformio aveva annullato l'autonomia giuridica,[4] linguistica e fiscale un tempo riconosciuta dalla Serenissima Repubblica di Venezia alla comunità slovena, la quale anche per questo motivo aderì alle idee risorgimentali,[5] che andarono ampliandosi sempre di più dopo la breve parentesi del 1848. Il voto antiaustriaco degli sloveni fu unanime: su 3.688 votanti vi fu una sola scheda contraria al Regno d'Italia.[6] Il passaggio al Regno d'Italia comportò molti cambiamenti economici, sociali e culturali per tale territorio,[7] ma iniziò anche una politica di italianizzazione delle Valli del Natisone e del Torre,[8] che nei decenni successivi al plebiscito alimentò un progressivo sentimento di delusione delle speranze di riconoscimento dell'identità slovena.

L'assegnazione all'Italia degli altri territori ancora oggi con una presenza di parlanti sloveno (Val Canale, Gorizia e Trieste)[9], avvenne al termine della prima guerra mondiale in base al Trattato di Rapallo (1920)[10].

Nel 1922, con l'avvento del fascismo nei territori annessi all'Italia venne applicata l'assimilazione culturale attraverso l'italianizzazione forzata.

  • gran parte degli impieghi pubblici furono assegnati agli appartenenti al gruppo etnico italiano;
  • nelle scuole fu vietato l'insegnamento dello sloveno in tutte le scuole della regione. Con l'introduzione della Legge n. 2185 del 1/10/1923 (Riforma scolastica Gentile), fu abolito nelle scuole l'insegnamento della lingua slovena. Nell'arco di cinque anni tutti gli insegnanti sloveni delle scuole con lingua d'insegnamento slovena, presenti sul territorio abitato da sloveni assegnati all'Italia con il trattato di Rapallo, furono sostituiti con insegnanti originari dell'Italia, e l'insegnamento impartito esclusivamente in lingua italiana;[11][12]
Proclama del Comando Squadristi di Dignano
  • col Regio Decreto n. 800 del 29 marzo 1923 furono imposti d'ufficio nomi italiani a tutte le centinaia di località assegnate all'Italia col Trattato di Rapallo, anche laddove precedentemente prive di denominazione in lingua italiana:
    così Boljunc divenne Bagnoli,
    [...] Dolina - San Dorligo della Valle,
    [...] Dekani – Villa Decani,
    [...] Jelšane – Elsane,
    [...] Moščenice – Moschenizza,
    [...] Tinjan – Antignana,
    [...] Veprinac – Apriano, ...[13];
  • in base al Regio Decreto Legge N. 494 del 7 aprile 1926 furono italianizzati i cognomi a sloveni:
    così Adamich divenne Adami,
    [...] Dimnik - Dominici,
    [...] Klun - Coloni,
    [...] Polh - Poli, ...[14].

In base alla determinazione del confine italo-jugoslavo dopo la seconda guerra mondiale, le aree assegnate all'Italia risultavano abitate da circa 60.000 sloveni, mentre le aree assegnate alla Jugoslavia risultavano abitate da circa 300.000 italiani. L'Italia repubblicana, senza negoziare reciprocità, riconobbe agli sloveni residenti sul suo territorio i diritti riconosciuti alle minoranze linguistiche dalla nuova Costituzione:

«La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche.»

(Art. 6 della Costituzione della Repubblica Italiana)

Diffusione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Provincia di Udine[modifica | modifica wikitesto]

Ripartizione linguistica della popolazione
nella Provincia di Udine nel 1971[15]
madrelingua italiana (499.975)
  
96,7%
madrelingua slovena (16.935)
  
3,3%

I cittadini italiani di lingua slovena della provincia di Udine sono suddivisi in tre comunità autoctone, ognuna con specificità proprie.

La maggior parte è compresa nella Slavia friulana, dove si parlano i dialetti sloveni detti del Natisone (nadiški) e del Torre (terski). Essa comprende i comuni di Lusevera, Taipana, Pulfero, Savogna, Grimacco, Drenchia, San Pietro al Natisone, San Leonardo, Stregna e le frazioni montane dei comuni di Nimis, Attimis, Faedis, Torreano e Prepotto. L'arrivo delle popolazioni slave sulle sponde del fiume Natisone iniziato già nel VII secolo è documentato dallo storico Paolo Diacono[16]. Gli slavi si stabilirono in queste zone già in epoca longobarda, tanto che fu proprio il potere longobardo ad accogliere i primi coloni e ad imporre il confine orientale tra popolazione romanza e slava, quasi coincidente al limite naturale esistente tra la pianura (romanza) e il territorio montuoso delle prealpi (slavo).

Gli abitanti di Resia parlano un dialetto sloveno arcaico (il resiano) che viene percepito da molti parlanti, che hanno sviluppato una propria peculiare identità etno-linguistica, come idioma a sé stante.

I parlanti sloveno della Val Canale vivono nei comuni di Malborghetto-Valbruna (frazioni Valbruna, Bagni di Lusnizza, Santa Caterina, Ugovizza), Pontebba (frazione Laglesie San Leopoldo), a Tarvisio (frazioni Camporosso, Cave del Predil, Fusine in Valromana). Storicamente hanno fatto parte, fino al 1918, della Carinzia e della Carniola (frazione tarvisiana di Fusine in Valromana) e sono l'unica comunità slovena della provincia di Udine che ha storicamente goduto di un sistema scolastico in lingua slovena.

In base al censimento del 1921 gli Sloveni in provincia di Udine erano circa 34.000.[17]

Comuni a maggioranza slavofona nella provincia di Udine:

Le origini del nome

Il nome italiano Gorizia deriva dal sostantivo slavo gorica (leggi gorìza), diminutivo di gora (monte), e significa collina.[18] Si tratta di un toponimo slavo comune in Friuli - es. Goricizza (frazione di Codroipo, UD), Gorizzo (frazione di Camino al Tagliamento, UD), ecc. - che probabilmente sta ad indicare il ripopolamento della zona ad opera di genti slave dopo le devastanti incursioni degli Ungari (IX secolo).

Provincia di Gorizia[modifica | modifica wikitesto]

Il nome di Gorizia compare per la prima volta nell'anno 1001, in una donazione imperiale che Ottone III fece redigere a Ravenna, mediante la quale egli cedeva il castello di Salcano e la villa denominata Goriza (medietatem predii Solikano et Gorza nuncupatum), a Giovanni, patriarca di Aquileia, ed a Guariento, conte del Friuli. La località è ricordata successivamente nel 1015 (medietatem unius villae que sclavonica lingua vocatur Goriza).

Comunità di lingua slovena sono presenti anche nei centri industriali della Bisiacaria.

In base ai dati del censimento del 1910, nell'area compresa nell'attuale provincia di Gorizia risiedevano circa 20.000 Sloveni, di cui circa 11.000 nella città di Gorizia, che in quel tempo contava circa 31.000 abitanti.[17][19]

Ripartizione linguistica della popolazione
nella Provincia di Gorizia nel 1971[15]
madrelingua italiana (131.879)
  
92,6%
madrelingua slovena (10.533)
  
7,4%

Lo sloveno standard è parlato da parte della minoranza di lingua slovena della città di Gorizia e in alcune zone dei comuni di Monfalcone, di Ronchi dei Legionari e di Sagrado, mentre nei comuni di San Floriano del Collio, Savogna d'Isonzo, Doberdò del Lago e nelle frazioni di Oslavia, Piuma, Groina e Sant' Andrea lo sloveno è la lingua parlata dalla maggior parte della popolazione. Nel comune di San Floriano del Collio e in alcune frazioni di Cormons, Dolegna del Collio e Gorizia (Podgora/Piedimonte) è diffusa la variante detta dialetto del Collio (briško narečje), mentre nei comuni del Carso goriziano e nei sobborghi meridionali di Gorizia si parla il dialetto carsico (kraško narečje).

Comuni a maggioranza di lingua slovena nella provincia di Gorizia:

Provincia di Trieste[modifica | modifica wikitesto]

Il carnevale del Carso di Opčine/Opicina, Trieste
Ufficio del comune di Trieste riservato ai residenti di madrelingua slovena.
Indicazione della sede del distretto sanitario ad Aurisina

In provincia di Trieste, dove risiede la comunità di lingua slovena più numerosa[20] della regione, lo sloveno è parlato, dagli appartenenti della minoranza, su quasi tutto il territorio della provincia, tranne che nel centro abitato di Muggia ed in alcune sue frazioni. Nel comune di Trieste lo sloveno è minoritario in città, ma maggioritario in alcuni sobborghi periferici e nelle frazioni dell'entroterra carsico.

Gli antenati slavi degli attuali appartenenti alla minoranza slovena iniziarono a stabilirsi nelle aree disabitate nei dintorni della città di Trieste già all'epoca di Carlo Magno[21][22], come risulta documentato dal Placito del Risano[23][24] formulato nell'804 presso il fiume Risano a soli 12 km a sud di Trieste.

In base ai dati del censimento del 1910, nell'area compresa dall'attuale provincia di Trieste risiedevano circa 69.000 Sloveni, di cui circa 56.000 nel comune di Trieste, che in quel tempo contava circa 230.000 abitanti[17][19]

Ripartizione linguistica della popolazione
nella Provincia di Trieste nel 1971[15]
madrelingua italiana (275.597)
  
91,8%
madrelingua slovena (24.706)
  
8,2%

Nelle zone rurali del comune di Muggia, nella maggior parte delle frazioni del comune di Dolina-San Dorligo della Valle e in alcuni rioni periferici di Trieste è diffuso il dialetto istriano-variante di Risano. Nei comuni di Monrupino, Sgonico e in alcune frazioni di Dolina-San Dorligo della Valle è diffuso il dialetto carniolino centrale (notranjsko narečje). Lo sloveno è diffuso come dialetto carsico (kraško narečje) anche su tutto il territorio del comune di Duino-Aurisina (ad esclusione della frazione Villaggio del Pescatore), dove però è minoritario rispetto all'italiano.

Comuni a maggioranza di lingua slovena nella provincia di Trieste:

Istituzioni[modifica | modifica wikitesto]

La minoranza slovena in Italia è rappresentata da due strutture organizzative che complessivamente coordinano la quasi totalità delle attività comunitarie slovene: la Slovenska kulturno gospodarska zveza (SKGZ - Unione Culturale Economica Slovena) e lo Svet slovenskih organizacij (SSO - Confederazione delle Organizzazioni Slovene). Le istituzioni culturali cardinali invece sono il teatro, la Glasbena Matica (Centro musicale sloveno), la biblioteca (Narodna in Studijška Knjižnica) e lo SLORI (Istituto sloveno di ricerche). A Trieste viene stampato il quotidiano Primorski Dnevnik, a Cividale del Friuli il settimanale Novi Matajur.

Personaggi celebri[modifica | modifica wikitesto]

Igo Gruden (poeta)
Boris Pahor (scrittore)
Edvard Rusjan (costruttore e pilota)

Tra i cittadini italiani di lingua slovena ricordiamo:

  • Letterati:
    • David Bandelj (1978), poeta e saggista;
    • Rafko Dolhar (1933), scrittore e alpinista;
    • Igo Gruden (1893 - 1948), poeta
    • Marica Gregorič-Stepančič (1874 - 1954), scrittrice e traduttrice;
    • Dušan Jelinčič (1953), scrittore e alpinista;
    • Miroslav Košuta, poeta;
    • Marko Kravos (1943), poeta;
    • Erna Muser, poetessa, traduttrice;
    • Boris Pahor (1913), scrittore;
    • Alojz Rebula (1924), scrittore;
    • Alojzij Remec, scrittore;
    • Alojzij Res, scrittore e traduttore;
    • Ivan Rob, scrittore satirico;
    • Tatjana Rojc, critica letteraria e traduttrice, senatrice;
    • Aldo Rupel, scrittore;
    • Smiljan Samec, scrittore satirico;
    • Silvester Škerl, traduttore e editore;
    • Karel Vladimir Truhlar (1912 - 1977), poeta e teologo;
  • Studiosi e ricercatori:
    • Lavo Čermelj, fisico e intellettuale;
    • Boris Furlan, giurista, cattedratico e traduttore;
    • Boris M. Gombač, storico;
    • Miran Košuta (1960), storico letterario;
    • Alessio Lokar, economista;
    • Boris Merhar, storico letterario;
    • Pavle Merkù (1927 - 2014), compositore, linguista e etnomusicologo;
    • Boris Paternu, storico letterario;
    • Jože Pirjevec (1940), storico;
    • Marija Pirjevec (1941), storica della letteratura, traduttrice;
    • Mirko Rupel, storico della letteratura;
    • Erdvad Rusian (1886 - 1911), costruttore di aerei e pioniere del volo;
    • Igor Škamperle (1962), sociologo e scrittore;
    • Božo Škerlj, antropologo;
    • Marta Verginella (1960), storica e sociologa;
    • Ubald Vrabec, compositore.
  • Giornalisti:
  • Personaggi del teatro, TV e della musica:
    • Edi Bucovaz, musicista;
    • Miranda Caharija, attrice;
    • Ferdo Delak, regista teatrale;
    • George Dolenz (1908 - 1963), attore sloveno-statunitense;
    • Ivan Grbec (1889 - 1966), musicista;
    • Boris Kobal, commediografo, direttore del Teatro civico di Lubiana;
    • Marij Kogoj, compositore;
    • Elvira Kralj, attrice;
    • Andro Merkù, cabarettista;
    • Mirko Polič (1890 - 1951), compositore e direttore d'orchestra.
    • Stojan Kuret, Direttore d'orchestra e coro
    • Igor Coretti Kuret, Direttore d'orchestra
  • Pittori:
  • Architetti e designer:
    • Max Fabiani (1865 - 1962);
    • Marco Pozzetto;
    • Boris Podrecca;
  • Politici:
Frančišek Borgia Sedej, Arcivescovo di Gorizia dal 1906 al 1931
Lapide in memoria di Anton Ukmar, comandante partigiano in Liguria
    • Tamara Blažina (1952), senatrice;
    • Darko Bratina (1942 - 2007), sociologo, critico cinematografico, senatore;
    • Miloš Budin (1949), deputato;
    • Ivan Marija Čok; politico liberale jugoslavo;
    • Josip Ferfolja, politico socialista jugoslavo;
    • Rudolf Golouh; politico socialista jugoslavo;
    • Gustav Gregorin; politico liberale sloveno;
    • Igor Kocijančič (già Canciani), consigliere regionale;
    • Ivan Nabergoj, uomo politico, parlamentare;
    • Bogumil Remec; politico conservatore sloveno;
    • Mitja Ribičič (1919 - 2013); politico comunista, premier jugoslavo;
    • Otokar Rybar, politico sloveno di origine ceca;
    • Augusto Sfiligoj; politico cristiano-sociale;
    • Stojan Spetič, senatore;
    • Mirko Špacapan
    • Ludwig Taučer, partigiano, sindaco di Pirano;
    • Anton Ukmar (1900 - 1978), partigiano, deputato al parlamento socialista sloveno;
    • Josip Vilfan (1955), parlamentare italiano;
    • Joža Vilfan, diplomatico jugoslavo.
  • Religiosi:
    • Frančišek Borgia Sedej (1854 - 1931), Arcivescovo di Gorizia dal 1906 al 1931
    • msgr. Jakob Ukmar (1878 - 1971), uomo di fede in processo di beatificazione;
    • Virgil Šček, sacerdote e politico, deputato alla Camera;
    • msgr. Ivan Trinko, sacerdote, poeta e traduttore;
    • Dušan Jakomin, sacerdote, etnografo e operatore culturale;
    • Natalino Zuanella, sacerdote e storico della Slavia Friulana.
  • Partigiani e attivisti anti-fascisti:
  • Sportivi:
    • Matej Černič (1978), pallavolista;
    • Arianna Bogatec, velista;
    • Jan Budin (1975), ex cestista;
    • Claudia Coslovich (1972) , ex giavellottista;
    • Samo Kokorovec, campione mondiale di pattinaggio;
    • Marco Lokar (1969), ex cestista;
    • Loris Manià (1979), pallavolista;
    • Katja Milič, campionessa tennis tavolo;
    • Edoardo Reja (1945), ex calciatore e allenatore di calcio;
    • Tanja Romano (1983), campionessa mondiale di pattinaggio;
    • Adalbert Taučer, campione di lotta libera e greco-romana;
    • Marko Verginella (1978), ex cestista
    • Boris Vitez, cestista;
    • Mateja Bogatec, skirollista;
    • Sandra Vitez, pallavolista.
  • Altri personaggi del mondo della cultura e della politica:
    • Lojze Bratuž (1902 - 1937), musicista, vittima del terrore fascista;
    • Guglielmo Cerno/Viljem Černo (1937 - 2017), insegnante, poeta e operatore culturale;
    • Lambert Ehrlich, politico, attivista cattolico e martire anticomunista;
    • Carlo Podrecca (1839 - 1916), volontario garibaldino e scrittore;
    • Ivan Regent (1884 - 1967), attivista comunista sloveno;
    • Boris Ziherl, leader comunista e filosofo marxista sloveno;
  • Tra gli italiani celebri con ascendenze slovene, non identificabili con la comunità slovena del Friuli-Venezia Giulia, ricordiamo:
  • Manlio Cecovini (1914 - 2010), ex-sindaco di Trieste e parlamentare europeo (famiglia di origini slovene)[25];
  • Armando Cossutta (1926 - 2015), politico italiano (famiglia di origini slovene triestine);
  • Mauro Covacich (1965), scrittore italiano (nonno paterno sloveno di Divaccia);
  • Danilo Dolci (1924 - 1997), sociologo e attivista (nato a Sesana da madre slovena);
  • Michl Ebner (1952), politico altoatesino (il nonno materno, di cognome Flis, era sloveno di Polzela);
  • Luigi Faidutti (1861 - 1931), politico friulano (nato a Scrutto nella Slavia friulana);
  • Gregor Fučka (1971), cestista (nato in Slovenia, naturalizzato italiano);
  • Giorgio Gaber (1939 - 2003) (Gaberščik), cantautore, attore e commediografo italiano (famiglia di origini slovene goriziane);
  • Franco Giraldi (1931), sceneggiatore e regista cinematografico (nato a Comeno da madre slovena);
  • Gaetano Kanizsa (1913 - 1993), psicologo (madre slovena di Trieste);
  • Cesare Maldini (1932 - 2016), allenatore e calciatore italiano (entrambi i genitori sloveni triestini);
  • Paolo Maldini (1968), calciatore italiano (nonni paterni sloveni triestini);
  • Dara Kotnik Mancini, giornalista e scrittrice italo-canadese (figlia dell'eroe antinazista e diplomatico sloveno Ciril Kotnik);
  • Guglielmo Oberdan (1858 - 1882), (Wilhelm Oberdank) irredentista italiano (madre slovena);
  • Guido Podrecca (1865 - 1923), politico e giornalista (padre originario della Slavia veneta);
  • Vittorio Podrecca (1883 - 1959), marionettista (padre originario della Slavia friulana);
  • Walter Veltroni (1955), politico e regista, ex sindaco di Roma, ex segretario del Partito Democratico (madre slovena).

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ ISTAT 2016
  2. ^ Così gli sloveni nel 1866 entrarono nel Regno d'Italia, in Il Piccolo, 21 ottobre 2016 (archiviato il 25 ottobre 2016).
  3. ^ Le Valli fra Italia, Austria e il rimpianto di Venezia, in Messaggero Veneto, 19 ottobre 2016 (archiviato il 25 ottobre 2016).
  4. ^ In particolare, l'Austria abolì la comunione della terra, che venne divisa ed affittata a privati.
  5. ^ Si veda a tal fine la poesia Predraga Italija, preljubi moj dom (Carissima Italia, amatissima mia casa) di don Pietro Podrecca e l'esperienza garibaldina di Carlo Podrecca.
  6. ^ Michela Iussa, Le Valli del Natisone dal risorgimento all'avvento del fascismo, in Lintver (archiviato il 25 ottobre 2016).
  7. ^ (SLIT) Posledice plebiscita na posvetu / Il post plebiscito in un convegno, in Dom, 20 ottobre 2016 (archiviato il 25 ottobre 2016).
  8. ^ (SLIT) Benečija in Rezija 150 let v Italiji / Benecia e Resia da 150 anni in Italia, in Dom, 14 ottobre 2016 (archiviato il 25 ottobre 2016).
  9. ^ Carta linguistica del Littorale Austro Illirico giusta le statistiche ufficiali dei singoli comuni e località (31 dicembre 1900), Istituto Geografico De Agostini, Novara; riportata in: Sandi Volk, Esuli a Trieste, Edizioni Kappa Vu, Udine, 2004
  10. ^ Bojan Brezigar, Tra le Alpi e l'Adriatico - Gli Sloveni nell'Unione Europea, pg.7, Centro d'Informazione di Bruxelles - Ufficio Europeo per le Lingue Meno Diffuse, 1996, ISBN 90-74851-30-4
  11. ^ Pavel Strajn, La comunità sommersa – Gli Sloveni in Italia dalla A alla Ž, - Editoriale Stampa Triestina, Trieste 1992
  12. ^ Boris Gombač, Atlante storico dell'Adriatico orientale (op. cit.)
  13. ^ Gazzetta Ufficiale del Regno d'Italia, n. 99, 27 aprile 1923.
  14. ^ Paolo Parovel, L'identità cancellata, Eugenio Parovel Editore, Trieste 1985
  15. ^ a b c Pavel Stranj, La comunità sommersa, Založba tržaškega tiska, Trst 1992
  16. ^ Paolo Diacono, Historia Langobardorum, libro V
  17. ^ a b c Boris Gombač, Atlante storico dell'Adriatico orientale, op.cit.
  18. ^ "Il castello di Gorizia", Sergio Tavano, Libreria Adamo, 1978
  19. ^ a b Paolo Parovel, L'identità cancellata, op.cit.
  20. ^ Raoul Pupo, Il Lungo esodo, pag.304, Rizzoli, Milano, 2005, pag. 304 ISBN 88-17-00562-2
  21. ^ Janko Jež - Monumenta Frisingensia: la prima presentazione in Italia dei Monumenti letterari sloveni di Frisinga del X-XI secolo...: con traduzione dei testi, cenni di storia del popolo sloveno e dati sugli Sloveni in Italia – Trieste: Mladika; Firenze: Vallecchi Editore, 1994 - ISBN 88-8252-024-2
  22. ^ Boris Gombač, Atlante storico dell'Adriatico orientale, Bandecchi &Vivaldi, Pontedera, 2007 - ISBN 978-88-86413-27-5
  23. ^ Storia - Istria - MEDIOEVO: Il placito di Risano[collegamento interrotto] Centro di Documentazione Multimediale delle Culture Giuliana, Istriana, Fiumana, Dalmata: Medievale – Il Placito di Risano
  24. ^ Storia Liceo F. Petrarca – Trieste – a.s. 2001/2002: Il Carso tra natura e Cultura
  25. ^ Carteggio scazonte: corrispondenza tra Alojz Rebula e Manlio Cecovini" Province: Trieste, 2001

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Boris Gombač, Atlante storico dell'Adriatico orientale, Bandecchi & Vivaldi Editori, Pontedera 2007.
  • Joachim Hösler, Slovenia: storia di una giovane identità europea (Trieste: Beit, 2008).
  • Milica Kacin-Wohinc & Jože Pirjevec, Storia degli Sloveni in Italia (Venezia: Marsilio, 1998).
  • Bogomila Kravos, Un teatro per la città: breve storia del teatro sloveno di Trieste dal 1850 al 2000, Trieste-Lubiana, SLORI-SSG-SLOGI, 2015.
  • Paolo Parovel, L'identità cancellata, Eugenio Parovel Editore, Trieste 1985.
  • Aleksander Rojc, Cultura musicale degli sloveni a Trieste, Trieste, Editoriale Stampa Triestina, 1978.
  • Pavel Stranj, La comunità sommersa, 2ª ed., Trieste, Editoriale Stampa Triestina, 1992, ISBN 88-7174-031-9.
  • Vida Valenčič, Botta e risposta sugli sloveni in Italia (Trieste: SLORI Istituto sloveno di ricerche, 2003).
  • Marta Verginella, Il confine degli altri: La questione giuliana e la memoria slovena (Roma: Donzelli, 2008).
  • Marta Verginella, Sandi Volk, Katja Colja, Storia e memoria degli sloveni del Litorale (Trieste: Istituto regionale per la storia del movimento di liberazione nel Friuli-Venezia Giulia, 1994).

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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