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Arvaniti

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Arbërorë
Albanesi di Grecia
Pelopones ethnic.JPG
Mappa etnografica del Peloponneso di Alfred Philippson (1890). In rosso le aree albanofone.
 
Nomi alternativi Arbëreshët e Greqisë
Luogo d'origine Albania Albania
Periodo XIII-XXI secolo
Popolazione 50.000[1] locultori (Popolazione etnica: 200.000)[2]
Lingua arvanitico/albanese,
greco moderno
Religione cristianesimo ortodosso
Gruppi correlati Arbëreshë, Albanesi
Distribuzione
Grecia Grecia (Eubea, Peloponneso, Attica, Achea, Epiro/Ciamuria) 55.000 circa

Gli Arvaniti (così detti αρβανίτες/arvanites dai greci, arbëreshë o arbërorë/αρbε̰ρεσ̈ε̰ nella propria parlata albanese, arvanitica), ovvero gli albanesi di Grecia, sono una popolazione albanese di religione cristiana-ortodossa stanziata storicamente in Grecia (in modo articolare Peloponneso, gia Morea).

Essi si stanziarono dall'Albania e dall'Epiro nell'attuale stato greco tra il XII e il XIII secolo, in pieno periodo Medievale, creando numerossissime comunità, circa 900[3] ancora oggi esistenti, influenzando e costituendo l'elemento dominante della popolazione di alcune regioni del Peloponneso e dell'Attica fino al XIX secolo[4].

Molti degli attuali arbëreshë di Grecia, pur parlando nell'ambiente domestico la lingua albanese, si identificano oggi come "greci"[5][6][7] e non considerano generalmente di appartenere all'Albania o alla nazione albanese, questo come risultato di un processo politico preciso di assimilazione partito dal XX secolo per la creazione di uno stato greco "puro"[8][9].

Le comunità di arvanitë nella Grecia nord occidentale e nell'Epiro usano definirsi shqiptarë (così come usato dagli albanesi d'Albania)[6]. Gli arvanitë, al contrario degli arbëreshë in Italia, non sono riconosciuti come storica minoranza presente sul territorio e sono in stato di attrito con il governo greco a causa del forzato spostamento linguistico verso il neo-ellenico.

Distribuzione geografica[modifica | modifica wikitesto]

Comunità albanesi della Grecia[modifica | modifica wikitesto]

Uomo albanese di Tessalonica, litografia di Louis Dupré (1819)

Le regioni con una forte presenza tradizionale di arvanites si trovano principalmente in una zona compatta della Grecia sudorientale, cioè in Attica (in particolare nell'attica orientale), nella Boeotia meridionale, nel nord-est del Peloponneso, nel sud dell'isola di Euboea, nel nord Dell'isola di Andros e diverse isole del Golfo Saronico, tra cui Salamis. In alcune parti di questa zona formarono una solida maggioranza fino al 1900.

All'interno di Attica, alcune parti della capitale Atene (l'antica zona Plaka, dall'albanese antica) e delle sue periferie erano interamente albanesi fino alla fine del XIX secolo.

Ci sono anche insediamenti in altre parti del Peloponneso e in Phthiotis (villaggi Livanates, Malesina e Martino). Altri paesi e localita albanesi sono: Spata, Koropi, Lagonisi, Thive, Livadhja, Aspropirgos, Varibob. La cittadina di Maratona contiene un nucleo abitato arvanitas.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Migrazioni albanesi (1300-1350)
Inizio di un poema composto in arvanitika, con traduzione greca, in onore del matrimonio tra Alessandra di Grecia e l'Arciduca Paolo di Russia (1889)

Comunità arvanite si trovano in Eubea, in Attica, in Achea nel Peloponneso e in zone a nord della Grecia confinanti con l'Albania. Gli abitanti di queste ultime, tuttavia, usano definirsi Shqipëtarë e non Arbëreshë o Arbërorë. Lo stanziamento di queste popolazioni di origine albanese in territorio greco risale al XIII secolo e raggiunse il suo picco nel XIV secolo. Le cause di tali migrazioni non sono molto chiare e probabilmente furono insediati dai Bizantini e dai feudatari locali per ripopolare zone demograficamente depresse, come similmente accadde agli Arbëreshë nel sud Italia.

L'arvanitico rappresenta un antico dialetto albanese, probabilmente molto simile a un ipotetico proto-albanese comune, con forti influssi dalla lingua greca, appartenente al sottogruppo linguistico Tosco e simile al dialetto degli arbëreshë. Gli Arvaniti non hanno tuttavia ottenuto dallo stato greco lo status di minoranza linguistica riconosciuta come nel caso degli Arbëreshë in Italia.

Nel XVIII secolo, la comunità arvanitica raggiunse una certa autonomia con il patriarcato di Giannina e il governatore albanese ribelle Alì Pascià di Tepeleni.

La presenza della comunità di lingua albanese è particolarmente problematica nell'ambito dei rapporti tra Grecia e Albania e dei forti sentimenti nazionalistici coinvolti. La presenza di una recente e massiccia immigrazione albanese nelle regioni della Grecia settentrionale complica ulteriormente la questione.

Molti degli arbëreshë provengono proprio da questa popolazione arvanitica di religione cristiana ortodossa[10] stanziata da secoli in diverse regioni della Grecia.

Personalità arvanite[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ 300 villaggi, paesi e cittadine, su 900 originari, ancora parlanti albanese.
  2. ^ Ethnologue: Albanian, Arvanitika, ethnologue.com. URL consultato il 03 maggio 2017.
  3. ^ Rrëfimi i priftit arbëresh: Në Greqi ka 900 katunde shqiptare - Koha Jone, kohajone.com. URL consultato il 2 maggio 2017.
  4. ^ Hall, Jonathan M. Ethnic Identity in Greek Antiquity. Cambridge University Press, 2000, p. 29, ISBN 0-521-78999-0.
  5. ^ Botsi (2003: 90); Lawrence (2007: 22; 156).
  6. ^ a b GHM (1995).
  7. ^ Laurie Kain Hart, Culture, Civilization, and Demarcation at the Northwest Borders of Greece, in American Ethnologist, vol. 26, 1999, p. 196, DOI:10.1525/ae.1999.26.1.196.
  8. ^ Trudgill/Tzavaras (1977).
  9. ^ Guarda il Trattato di Losanna del 1923, che effettuao scambi di popolazioni tra Grecia e Turchia secondo il criterio dell'appartenenza religiosa (cristiani-musulmani), e - a cominciar dallo stesso periodo sino alla fine della Seconda Guerra Mondiale - del genocidio o dell'allontamnamento forzato della popolazione autoctona albanese dell'Epiro del sud, la Ciamuria, verso lo stato l'Albania.
  10. ^ Le comunità trasferite in Italia non sentirono una contrapposizione cattolici-ortodossi, ma solo una differenza di rito. Furono considerate perfettamente inserite nella chiesa cattolica, ma conservarono il rito greco e le sue regole canoniche anche per quello che riguarda l'ordinazione sacerdotale di uomini sposati.

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