Croati in Italia

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Croati in Italia
Popolazione circa 20.000
Lingua croato, croato molisano
Religione cattolicesimo
Distribuzione
Italia Italia

I croati in Italia sono una minoranza nazionale formata da cittadini della Repubblica di Croazia residenti in Italia (17.698 al 31 dicembre 2016[1], concentrati soprattutto in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Lombardia[2]) e da cittadini italiani di lingua e cultura croata. Tra questi ultimi, hanno particolare rilevanza la comunità dei croati del Molise (circa 1.000 persone croatofone), stabilitisi in centro Italia sin dal Medioevo, così come la comunità dei croati di Trieste.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

Croati del Molise[modifica | modifica wikitesto]

Magnifying glass icon mgx2.svg Lo stesso argomento in dettaglio: Croati del Molise.

I croati del Molise sono una minoranza etno-linguistica presente nei comuni di Montemitro, Acquaviva Collecroce e San Felice del Molise. Si tratta di una comunità slavofona cattolica che lasciò le sponde orientali dell'Adriatico prima dell'invasione ottomana, trovando rifugio nel Regno di Napoli, e che ha mantenuto fino ad oggi la sua lingua croata molisana e le sue tradizioni tipiche.

Croati di Trieste[modifica | modifica wikitesto]

La città di Trieste ha accolto una presenza croata nel corso di tutta la sua storia. Le prime associazioni croate di mutuo soccorso si formano a Trieste alla fine del XIX secolo. Da un punto di vista culturale ed economico, l'italianizzazione e l'impatto del fascismo nel primo dopoguerra portano ad un indebolimento delle forme organizzate di socializzazione tra i croati e gli altri slavi (prevalentemente sloveni).

A differenza degli sloveni, più numerosi e radicati, i croati di Trieste non riescono a mantenere le loro strutture di riferimento nell'Italia repubblicana. La convenzione italo-jugoslava vedrà il riconoscimento reciproco della minoranza slovena in Italia e della minoranza italiana in Jugoslavia, ma non di quella croata. I croati di Trieste tornano all'associazionismo negli anni '90 durante la guerra d'indipendenza croata, con la nascita del "Comitato Pro Croazia" nel 1992 e della Matica hrvatska (Matrix Croatica) nel 1996, attiva fino ai primi anni 2000. Infine nel 1999 si consolida la "Comunità Croata di Trieste" (Hrvatska Zajednica u Trstu) come associazione culturale della minoranza croata triestina.[3]

Dal 1999 la Comunità croata di Trieste organizza l'insegnamento della lingua croata a Trieste, sulla base del “Curriculum dell’insegnamento di croato all’estero” del Ministero dell’istruzione e dello sport croato. Le lezioni si tengono dal 2003 presso la scuola elementare slovena “J. Ribičič-K. Širok” sita in Via Frausin 12.[4]

A Trieste ha anche sede un consolato generale della Repubblica di Croazia.[5]

Bibliografia
  • “I croati a Trieste” (Ed. Comunità Croata di Trieste).

Croati di Roma[modifica | modifica wikitesto]

San Girolamo degli Schiavoni, Roma

Una comunità croata è presente a Roma già prima e durante il periodo jugoslavo, anche in relazione ai legami tra la Chiesa cattolica croata e il Vaticano, attorno al Pontificio Collegio Croato di San Girolamo (via Di Ripetta).[6]

Durante la guerra d'indipendenza croata e la successiva guerra in Bosnia, varie iniziative civiche si organizzano per sensibilizzare la popolazione italiana e portare aiuti umanitari alle popolazioni in conflitto. Tra questi, il Comitato Pro Croazia e gli Amici di Dubrovnik. Nel 1993 viene fondata l'Associazione Italo–Croata di Roma.[7]

A partire dal 1995, l'associazione croata romana si focalizza sulle iniziative culturali e linguistiche e sulle relazioni con la minoranza croata del Molise. L'associazione pubblica la rivista bilingue Zajedno/Insieme.[7]

Noti croati in Italia[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]