Provincia di Zara

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Provincia di Zara
Provincia di Zara-Stemma.svg Provincia di Zara-Gonfalone.png
Informazioni generali
Nome completo Provincia di Zara
Capoluogo Zara
Superficie 110 km2 (1938)
Popolazione 25.302 (1938)
Dipendente da Italia Italia
Suddiviso in 2 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Provincia
Prefetto elenco
Evoluzione storica
Inizio 1923
Causa R.D.L. n. 54, 18 gennaio 1923
Fine 1944
Causa Trattato di Parigi
Preceduto da Succeduto da
Regno di Dalmazia Contea zaratina
Cartografia
Zara-Zadar-1920-1947.png

La Provincia di Zara fu una provincia italiana esistita in Dalmazia tra il 1923 e il 1944. La sua targa automobilistica era ZA.

Tutta la costa dalmata fu occupata militarmente dal Regio Esercito in seguito alla resa dell'Austria-Ungheria il 4 novembre 1918. Dato tuttavia che le trattative svoltesi a Versailles si indirizzarono presto in una direzione ritenuta insoddisfacente dal governo di Roma, l'Italia chiese e ottenne di rinviare le decisioni definitive sul confine orientale ad un successivo dibattito bilaterale diretto con la Jugoslavia, che sfociò nel Trattato di Rapallo (1920). I due comuni di Zara e Lagosta vennero dunque annessi all'Italia tramite la legge nº1778 del 19 dicembre 1920, ma si dovette attendere il regio decreto legge nº54 del 18 gennaio 1923 per istituire la nuova provincia dalmata con capoluogo Zara.

Nel 1938 la provincia aveva una superficie di 110,21 km² con una popolazione di 22.000 abitanti e una densità di 230 ab./km²[1]. Essendo stata istituita in età fascista, la Provincia di Zara non ebbe mai un suo consiglio provinciale né un presidente della provincia.

La provincia 1923-1941[modifica | modifica wikitesto]

Il gonfalone

Fino al 1941 la Provincia di Zara comprendeva:

La Provincia di Zara con un'estensione di 120 km², era la più piccola d'Italia e quella con meno comuni avendone solo due: Zara e Lagosta. Circa la metà (55 km²) era costituita dal comune della città di Zara. All'ultimo censimento ufficiale italiano del 1936, Zara contava 22.844 abitanti, Lagosta 2.458 residenti.

Nel corso degli anni trenta entrambi i comuni ed in particolare il capoluogo, grazie soprattutto alla zona franca e all'arrivo di numerosi esuli italiani dalle altre località dalmate sottoposte al Regno di Jugoslavia, registrarono un cospicuo incremento demografico che perdurò fino all'inizio degli anni quaranta.

È perciò altamente probabile che alla fine del 1940, a guerra scoppiata, il comune di Zara superasse i 25 000 abitanti mentre l'intera provincia ne contava circa 28 000[2].

Dal punto di vista amministrativo, i comuni della Provincia di Zara erano i seguenti:

Ampliamenti territoriali del 1941[modifica | modifica wikitesto]

Zara-Zadar-1920-1947.png

Con la Seconda guerra mondiale e l'occupazione della Jugoslavia da parte dell'Asse, la Provincia di Zara cambiò confini durante il biennio 1941-1943, tanto che con l'ampliamento del suo territorio provinciale si ebbe una superficie di 3.179 km² e una popolazione di 211.900 abitanti. La provincia così ampliata comprendeva la città di Sebenico come la più popolata.

Alla città di Zara veniva incluso il suo entroterra, fino a quel momento jugoslavo, più le isole davanti a Zara che passarono sotto sovranità italiana, e divenne parte del Governatorato della Dalmazia che fu istituito secondo il Regio Decreto Legge del 18 maggio 1941 n. 452[3] e quanto stabilito dal Regio Decreto Legge del 7 giugno 1941 n. 453[4].

All'interno dello stesso governatorato, tuttavia, le isole di Cazza, Lagosta e Pelagosa passarono alla neo-istituita provincia di Spalato, e Saseno a quella di Cattaro.

Dopo l'Armistizio di Cassibile dell'8 settembre 1943 l'intero territorio fu occupato e controllato militarmente dall'esercito tedesco. Le annessioni del 1941 vennero annullate, sia per il Governo Badoglio che dovette soggiacere alle esplicite clausole armistiziali in materia, sia per la Repubblica Sociale Italiana che dovette obbedire all'ordine militare nazista accondiscendente verso le richieste dello Stato Indipendente di Croazia. Tuttavia la sovranità e l'amministrazione civile italiana su Zara, nei suoi confini precedenti al 1941, fu mantenuta: il prefetto Vincenzo Serrentino il 2 novembre 1943 venne nominato Capo della Provincia di Zara dal governo della Repubblica Sociale Italiana.

Comuni della Provincia 1941-1943[modifica | modifica wikitesto]

Mappa della Provincia di Zara durante la guerra

I 20 comuni dell'ampliata Provincia di Zara erano i seguenti:[5] I dati sulla popolazione dei sottoindicati comuni sono i seguenti:[6]

  • Bencovazzo / Benkovac: 2.000 ab.
  • Bosavia o Bosava / Božava: 1.520 ab. (con Berbigno, Sauro, Sestrugno e Zaglava)
  • Chistagne / Kistanje: 2.000 ab.
  • Eso Grande / Iž Veliki (Iž Veli) : 1.300 ab.
  • Nona / Nin : 4.650 ab. (con Brevilacqua, Peterzane, Pogliazza, Puntadura, Rasanze, Verchè e Zatton)
  • Novegradi / Novigrad: 5.217 ab. (con Castel Venier e Possedaria)
  • Obbrovazzo / Obrovac: 1.400 ab. (con Ortopula)
  • Oltre / Preko: 7.560 ab. (con Cuclizza, Neviane, Pasman, Santa Eufemia, Tuconio e Ugliano)
  • Sale / Sali: 2.090 ab. (con Santo Stefano e Sman)
  • Scardona / Skradin: 2.000 ab.
  • Sebenico / Šibenik: 37.854 ab. (con Castell'Andreis e Zablacchie)
  • Selve / Silba: 4.229 ab. (con Isto, Melada, Premuda e Ulbo)
  • Stancovazzo / Stankovici: 1.000 ab.
  • Stretto / Tijesho: 7.190 ab. (con Bettina, Gessera, Morter e Slosella)
  • Timeto di Zara / Smilčić: 1.000 ab.
  • Vodizze / Vodice: 7.500 ab. (con Crappano, Provicchio e Zatton)
  • Zara / Zadar: 25.000 ab., capoluogo provinciale e sede di Tribunale
  • Zaravecchia / Biograd na Moru: 2.520 ab.
  • Zemonico / Zemunik: 1.000 ab.
  • Zlarino / Zlarin: 3.550 ab. (con Capri e Zuri)

Il Comune di Lagosta, comprendente oltre all'isola omonima anche quelle di Cazza e Pelagosa, fu trasferito alla Provincia di Spalato. La situazione precedente venne poi ripristinata sotto la Repubblica Sociale Italiana.

Prefetti della provincia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa dettagliata del Governatorato della Dalmazia, con la Provincia di Zara allargata nel 1941.

Il 19 novembre 1918, in seguito allo sbarco delle truppe italiane, l'ammiraglio Enrico Millo venne nominato governatore militare di tutta la costa dalmata occupata. Tale situazione si protrasse fino alla ratifica del Trattato di Rapallo (1920), in seguito al quale il 23 gennaio 1921 entrarono in vigore i nuovi confini con la Jugoslavia e, per la parte di territorio annessa dall'Italia, la suprema autorità passò dal Ministero della Guerra al Ministero dell'Interno.[7]

Governatori civili[modifica | modifica wikitesto]

La normalizzazione amministrativa del territorio avvenne tramite il regio decreto legge 17 ottobre 1922 nº1353, che istituì la normale prefettura in luogo del commissariato civile,[8] ed in seguito alla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del decreto di istituzione della nuova provincia, il RD 18 gennaio 1923 nº54.

Prefetti provinciali[modifica | modifica wikitesto]

Capo della Provincia[modifica | modifica wikitesto]

In seguito all'armistizio di Cassibile la Wehrmacht occupò Zara sottoponendo la Dalmazia al governatore militare Karl Eglseer. In seguito alla nascita della RSI fu tuttavia permesso a Mussolini di nominare un Capo della Provincia, la nuova figura prefettizia che nella visione del dittatore avrebbe dovuto superare ogni altra carica amministrativa e politica nelle varie province.

L'occupazione jugoslava[modifica | modifica wikitesto]

La provincia di Zara fu gravemente colpita dalla Seconda guerra mondiale, durante la quale il 90% degli edifici venne distrutto in 54 bombardamenti aerei, provocando almeno 2.000 morti. Zara venne occupata all'inizio di novembre del 1944 dalle truppe jugoslave.

Si stimano in diverse centinaia i sequestri e le deportazioni e in circa 200 i morti o scomparsi tra la popolazione italiana della provincia durante l'occupazione militare jugoslava, convertita unilateralmente nell'annessione alla Repubblica Socialista Federale di Jugoslavia ben prima della firma del trattato di pace, sebbene il riconoscimento del diritto internazionale giunse solo nel 1947.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Annuario Generale 1938-XVI, Consociazione Turistica Italiana, Milano 1938 p. 661
  2. ^ Olinto Mileta, Popolazioni dell'Istria, Fiume, Zara e Dalmazia 1850-2002, ediz. A.D.Es. Trieste 2005, pp. 171 ss.
  3. ^ R.D.L. 18 maggio 1941, n. 452
  4. ^ Regio Decreto Legge del 7 giugno 1941 n. 453 (pubblicato in Gazzetta Ufficiale I, 1941, No. 133. p. 2240 f.)
  5. ^ Davide Rodogno Il nuovo ordine mediterraneo, Bollati Boringhieri, Torino 2003, p. 499. È indicata la denominazione ufficiale in lingua italiana e in lingua locale, così come riportata nel testo citato. Qualora il nome in lingua slava non sia conforme all'attuale, si riporta fra parentesi anche quest'ultima denominazione.
  6. ^ Guida d'Italia del Touring Club Italiano - VENEZIA GIULIA E DALMAZIA - terza edizione Milano 1934
  7. ^ Regio decreto 17 dicembre 1920 n°1788, che provvede alla soppressione del governatorato della Dalmazia con la istituzione di un commissariato civile di Zara.
  8. ^ Lo stesso atto istituì le prefetture di Trieste e Trento.
  9. ^ Morto in carica.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Rodogno, Davide. Il nuovo ordine mediterraneo. Ed. Bollati Boringhieri. Torino, 2003
  • Mario Missori, Governi, alte cariche dello Stato, alti magistrati e prefetti del Regno d'Italia, Roma, Bibliografia Nazionale, 1989. pp. 630–631: ISBN 88-7125-004-4 Estratto Sussidi, 2 (PDF), archivi.beniculturali.it.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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