La città dolente

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La città dolente
Titolo originaleLa città dolente
Paese di produzioneItalia
Anno1948
Durata80 min
Dati tecniciB/N
Generedrammatico
RegiaMario Bonnard
SoggettoMario Bonnard
SceneggiaturaMario Bonnard, Aldo De Benedetti, Anton Giulio Majano, Federico Fellini
Casa di produzioneIstria, Scalera Film
Distribuzione in italianoScalera Film
FotografiaTonino Delli Colli
MontaggioGiulia Fontana
MusicheGiulio Bonnard
ScenografiaMario Rappini
CostumiMario Rappini
Interpreti e personaggi
Doppiatori originali

La città dolente è un film del 1948 diretto dal regista Mario Bonnard.

Il film, una coproduzione "Istria" - Scalera Film, contiene alcune scene documentarie (dirette da Enrico Moretti) sull'esodo istriano.

Trama[modifica | modifica wikitesto]

In seguito ai Trattati di Parigi la città di Pola e il suo territorio vengono assegnati alla recente costituita nazione jugoslava. La maggioranza degli italiani è partita (28.000 su circa 31.000 abitanti), costretta da abbandonare tutto al momento dell'evacuazione organizzata da Roma tramite la motonave Toscana. Solo pochi di loro vengono convinti a restare, tra questi Berto, giovane operaio lusingato dalla promessa di diventare padrone di una delle fabbriche sottoposte a prossima nazionalizzazione forzata. Promessa ovviamente non mantenuta dal regime comunista che ostacola la permanenza degli optanti. In un clima sempre più oppressivo e di forte angoscia per la propria sorte, con l'aiuto di una funzionaria governativa jugoslava riesce a fare partire per Trieste la moglie Silvana ed il figlio a cui promette di raggiungerli quanto prima; viene invece rinchiuso in un campo di concentramento per aver rifiutato il proprio sostegno al regime istauratosi. Riuscito a fuggire e raggiunta la costa, ruba una barca con la quale spera di raggiungere l'Italia, ma al momento viene raggiunto da una raffica di mitra.

Distribuzione[modifica | modifica wikitesto]

Il film venne distribuito nelle sale cinematografiche italiane il 4 marzo 1949, ricevendo un basso riscontro di pubblico. Riceve, successivamente, diversi passaggi televisivi, da ultimo il 10 febbraio 2021, in occasione del Giorno del Ricordo.[1]

Riconoscimenti[modifica | modifica wikitesto]

La pellicola è stato proiettata nella retrospettiva Questi fantasmi: Cinema italiano ritrovato al 65ª Mostra internazionale d'arte cinematografica di Venezia[2] Il film è stato selezionato tra i 100 film italiani da salvare[3].

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Roberto Chiti, Enrico Lancia, Roberto Poppi e Giovanni Grazzini, Dizionario del cinema italiano - i film, vol. 2, Roma, Gremese, 1991, ISBN 88-7605-548-7.

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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