Provincia di Cattaro

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Provincia di Cattaro
Lesser coat of arms of the Kingdom of Italy (1929-1943).svg
Informazioni generali
Nome ufficiale Provincia di Cattaro
Capoluogo Cattaro
10 000 abitanti (1941)
Dipendente da Italia Governatorato della Dalmazia
Suddiviso in 15 comuni
Amministrazione
Forma amministrativa Provincia
Prefetto Francesco Scassellati
Evoluzione storica
Inizio 1941
Causa Operazione 25
Fine 1943
Causa Armistizio di Cassibile
Preceduto da Succeduto da
Banovina della Zeta Coat of Arms of the Socialist Republic of Montenegro.svg Repubblica Socialista di Montenegro
Cartografia
ProvinciaDiCattaro.png

La provincia di Cattaro, esistita dal 1941 al 1943, era una suddivisione amministrativa del Governatorato di Dalmazia istituita durante la Seconda guerra mondiale, secondo il regio decreto legge del 18 maggio 1941 nº 452[1] e quanto stabilito dal regio decreto legge del 7 giugno 1941 nº 453.[2] L'istituto fu poi mantenuto in essere dalla Wehrmacht per un altro anno dopo la resa italiana e fino all'autunno del 1944.

Caratteristiche[modifica | modifica wikitesto]

Se la struttura del Governatorato della Dalmazia aveva la funzione transitoria di introdurre progressivamente la legislazione nazionale nella regione, il governo di Roma decise di istituire fin dall'inizio degli enti che prefigurassero la piena creazione degli ordinari uffici provinciali dopo la fine della guerra.

Mappa grossolana del Governatorato della Dalmazia

La Provincia di Cattaro comprendeva i centri di Cattaro, Perasto, Castelnuovo, con un piccolo entroterra per una superficie totale di circa 547 km² e 39 800 abitanti. Aveva quindi un territorio che seguiva grosso modo i vecchi limiti veneziani ed austriaci, a cui si aggiungevano la Val di Canali (note come Konavlje, Konavli e Konavle) con Gruda e l'isola di Saseno di fronte a Valona, sulle coste dell'Albania, che era stata scorporata dalla provincia di Zara, di cui aveva fatto parte dal 1920. Comprendeva anche un territorio appartenente all'estremo inferiore della Dalmazia croata, comprendente il centro abitato di Gruda.

La popolazione era maggioritariamente slava, ma vi erano circa tremila italiani residenti quasi tutti a Cattaro, Perasto e Budua[Budua è fuori dai confini provinciali]: molti di loro si dichiaravano "autoctoni", ossia discendenti dai dalmati italiani che abitavano l'area fin dal medioevo. La quasi totalità della popolazione era cattolica, ma vi era una piccola minoranza ortodossa.

Nell'estate 1943, di fronte alle notizie che giungevano dalla Sicilia invasa dagli angloamericani, la resistenza partigiana slava intensificò fortemente gli attacchi nella zona, tanto che il governo Badoglio fu costretto a decretare lo stato d'assedio e l'amministrazione militare diretta, sgomberando il personale civile. Dopo l'annuncio dell'armistizio di Cassibile la Wehrmacht attaccò il territorio, che resistette per diversi giorni sotto assedio, capitolando il 15 settembre. I tedeschi tennero quindi Cattaro sotto il loro diretto controllo per un anno, considerandolo punto militare strategico, fino all'arrivo delle truppe di Tito il 21 novembre del 1944.

Comuni della Provincia[modifica | modifica wikitesto]

Mappa della Provincia di Cattaro

I 15 comuni della Provincia di Cattaro erano i seguenti:[3].

Prefetti della Provincia[modifica | modifica wikitesto]

Comandante militare di Cattaro

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ R.D.L. 18 maggio 1941, nº 452
  2. ^ R.D. 7 giugno 1941, nº 453
  3. ^ Davide Rodogno Il nuovo ordine mediterraneo, Bollati Boringhieri, Torino 2003, p. 499. È indicata la denominazione ufficiale in lingua italiana e in lingua locale, così come riportata nel testo citato. Qualora il nome in lingua slava non sia conforme all'attuale, si riporta fra parentesi anche quest'ultima denominazione.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • De Castro, Diego. Appunti sul problema della Dalmazia. Roma, 1945
  • Praga, Giuseppe. Storia di Dalmazia. Dall'Oglio editore. Varese, 1981
  • Rodogno, Davide. Il nuovo ordine mediterraneo. Ed. Bollati Boringhieri. Torino, 2003
  • Mario Missori, Governi, alte cariche dello Stato, alti magistrati e prefetti del Regno d'Italia, Roma, Bibliografia Nazionale, 1989. p. 641: ISBN 88-7125-004-4 Estratto Sussidi, 2 (PDF), archivi.beniculturali.it.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

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