Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia

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Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia
AbbreviazioneANGVD
Fondazione20 giugno 1948
Sede centraleItalia Roma (segreteria di presidenza a Trieste)
PresidenteItalia Renzo Codarin
Sito web

L'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD) è un'associazione italiana di esuli dell'Istria, di Fiume e della Dalmazia.

Storia[modifica | modifica wikitesto]

In base alle informazioni del sito web di tale organismo[1] la costituzione risale al 1947 a Milano. Secondo Mario de Vidovich, esule da Zara, fu fondata a Roma il 20 giugno 1948 con la partecipazione di ottanta comitati provinciali di esuli istriani, fiumani e dalmati già attivi nelle singole realtà locali[2].

All'inizio le associazioni di profughi erano tante e diversificate. L'ANGVD fu l'unica a strutturarsi a livello nazionale, caratterizzandosi fin dall'inizio per una spiccata fede religiosa ed un impegno ideologico apartitico[3]. Secondo le ricerche archivistiche di Silvia Arrigoni nella sede nazionale dell'ANVGD, a Roma[3]: "Nel 1948 questo insieme variegato di profughi si denominava Comitato Nazionale per la Venezia Giulia e Zara. Si trasformò in Associazione Nazionale per la Venezia Giulia e Zara, per assumere poi definitivamente il nome attuale, ovvero Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia. Nel febbraio 1947 si era tenuta un'assemblea a Bologna, la prima, che cercava di dare un corpo unitario alle organizzazioni sorte in Italia. Era evidente a tutti che soltanto un'organizzazione unita, compatta e forte avrebbe potuto conseguire dei risultati ed avrebbe potuto far sentire la propria voce presso i numerosi interlocutori governativi cui l'Associazione doveva rivolgersi se intendeva perseguire gli obiettivi che si era posta". Nel 2013 scrive Paolo Scandaletti: A seguito del pieno rientro di Trieste in Italia, ma con la rinuncia al restante territorio, nel 1954 si verifica la scissione dell'Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (ANVGD), accusata dall'interno di essere filogovernativa. Ne escono quasi in trentamila, circa un terzo degli iscritti, e nasce l'Unione degli Istriani[4].

Soci[modifica | modifica wikitesto]

Possono associarsi gli esuli, i familiari e i simpatizzanti. Per aiutare i profughi, dal 1945, esistevano varie organizzazioni che aderirono poi all'ANVGD. La più nota era il Comitato Nazionale per la Venezia Giulia e Zara.

Zara-Zadar-1920-1947

La prima e la seconda generazione degli esuli istriani, fiumani e dalmati in tutta Italia collaborano e si confrontano per fare emergere quella pagina di storia italiana negata per decenni, a causa di motivi di politica internazionale. Ne consegue anche la battaglia quotidiana per il mantenimento dei valori culturali e tradizionali di quelle terre a cui sono stati strappati, agevolata dalla Legge 92/2004 di istituzione del Giorno del Ricordo che ogni 10 febbraio riporta sotto i riflettori quei dolorosi eventi. Nel contempo si rafforzano anche i valori di identità nazionale a cui gli esuli istriani, fiumani e dalmati sono legati. Ciò fa del Giorno del Ricordo un momento di riflessione per tutta la nazione, in cui le parole foibe ed esodo istriano, fiumano e dalmata vengono ravvivate nel loro significato più drammaticamente profondo, ma nel contempo in una fiduciosa prospettiva per il futuro.

Presidenti[modifica | modifica wikitesto]

Alla presidenza dell'ANVGD, nel 1948, fu chiamato il padre dott. Alfonso Orlini, da Cherso. I presidenti succedutisi da allora sono: Elio Bracco, Libero Sauro, Maurizio Mandel, Paolo Barbi, Gianni Bartoli, Lucio Toth, Antonio Ballarin e Renzo Codarin.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Vedi: http://www.anvgd.it/chi-siamo.html
  2. ^ Vedi: Mario de Vidovich (a cura di),Cinquanta anni di vita delle associazioni della diaspora. L'Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia, 31 ottobre 1998, fotocopie. Marco Cuzzi-Guido Rumici-Roberto Spazzali, Istria Quarnero Dalmazia. Storia di una regione contesa dal 1796 alla fine del XX secolo, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata di Trieste, Gorizia, Libreria Editrice Goriziana, 2009, pag. 282. ISBN 978-88-6102-052-8
  3. ^ a b Silvia Arrigoni, Per una storia dell'ANVGD (PDF), in "Difesa Adriatica, XVI, nº 1, gennaio 2010, pp. 1-2 (archiviato il 23 Aprile 2016).
  4. ^ P. Scandaletti, Storia dell'Istria e della Dalmazia. L'impronta di Roma e di Venezia, le foibe di Tito e l'esodo degli italiani, Pordenone, Biblioteca dell'Immagine, 2013, p. 201. ISBN 978-88-6391-130-5

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Silva Arrigoni, Per una storia dell'ANVGD, "Difesa Adriatica", XVI, 1, gennaio 2010, pagg. 1-2.
  • Marco Cuzzi-Guido Rumici-Roberto Spazzali, Istria Quarnero Dalmazia. Storia di una regione contesa dal 1796 alla fine del XX secolo, Istituto Regionale per la Cultura Istriano-Fiumano-Dalmata di Trieste, Gorizia, Libreria Editrice Goriziana, 2009. ISBN 978-88-6102-052-8
  • Mario de Vidovich (a cura di),Cinquanta anni di vita delle associazioni della diaspora. L'Associazione Nazionale Venezia Giulia Dalmazia, 31 ottobre 1998, fotocopie.
  • Ministero dell'Istruzione Università e Ricerca, Direzione Generale per gli Ordinamenti Scolastici e per l'Autonomia Scolastica, Le vicende del confine orientale ed il mondo della scuola, Annali della Pubblica Istruzione, Firenze, Le Monnier, 2010.http://www.annaliistruzione.it/riviste/quaderni/pdf/SDAPI133_2010.pdf
  • Guido Rumici, Foibe. Dramma dei deportati e scomparsi sul confine orientale d'Italia, lungometraggio, ed. ANVGD, Videoblu, Cormons (Go), 2005.
  • Padre Flaminio Rocchi L'Esodo dei 350.000 Giuliani, Fiumani e Dalmati (edizione originale: Roma 1971), ristampato dalle Edizioni Difesa Adriatica, ANVGD, Roma, 1990.
  • P. Scandaletti, Storia dell'Istria e della Dalmazia. L'impronta di Roma e di Venezia, le foibe di Tito e l'esodo degli italiani, Pordenone, Biblioteca dell'Immagine, 2013, p. 201. ISBN 978-88-6391-130-5
  • Elio Varutti,Il Campo Profughi di Via Pradamano e l'Associazionismo giuliano dalmata a Udine. Ricerca storico sociologica tra la gente del quartiere e degli adriatici dell'esodo, 1945-2007, Udine, Associazione Nazionale Venezia Giulia e Dalmazia, Comitato Provinciale di Udine, 2007.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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