Emigrazione veneta

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Una famiglia di emigrati in Brasile.

L'emigrazione veneta ha inizio all'incirca con l'unificazione del Veneto con il regno d'Italia.

Storia[modifica | modifica sorgente]

Il grafico evidenza l'emigrazione dal Veneto per destinazioni europee e transoceaniche, tra il 1886 e il 1925.

Inizialmente il fenomeno fu di carattere perlopiù temporaneo o stagionale, diretto in particolare verso la Germania, l'Austria e l'Ungheria, soprattutto dalle zone montane, ma la fine dell'Ottocento vide abbattersi nel Veneto una profonda crisi economica, che diede l'inizio alla grande emigrazione, che si sarebbe protratta sin dopo la prima guerra mondiale: con la nascita di nuove rotte transoceaniche iniziò l'emigrazione verso il Nuovo Mondo.[1]

Il Veneto fu probabilmente la regione che subì più danni, tra le regioni del Nord, dall'unificazione italiana:[2] prima del 1859 il Regno Lombardo-Veneto, per quanto assoggettato all'Austria-Ungheria, era il più ricco stato italico[3], ma l'unificazione della Lombardia con l'Italia prima, nel 1859, e del Veneto poi, nel 1866, portarono ad un depauperamento delle risorse della regione, obbligando i veneti a migrare verso stati più ricchi, tanto che nel periodo tra il 1876 ed il 1900 è stata la regione col tasso più alto di migranti.[4] Il Veneto vanta il maggior numero di migranti dal 1876 al 1976,[5] furono ben 3.300.000 i veneti che fuggirono dalla povertà creata dall'Italia Sabauda.

Diaspora[modifica | modifica sorgente]

Nel 2008 vi erano 260.849 cittadini veneti che vivevano all'estero (il 5,4% della popolazione della regione): la maggior parte risiedeva in Brasile (57.052 veneti), numerosi anche in Svizzera (38.320 veneti) e Argentina (31.823 veneti). Ci sono diversi milioni di persone di origine veneta in tutto il mondo, in particolare in Brasile, negli stati di Rio Grande do Sul, Santa Catarina, Paraná e Espírito Santo. I nomi di alcuni comuni del Brasile meridionale, come Nova Schio, Nova Bassano, Nova Brescia, Nova Treviso, Nova Veneza, Nova Padova e Monteberico, denotano l'origine veneta dei loro abitanti.[6] Negli ultimi anni persone di origine veneta provenienti dal Brasile e Argentina rimpatriati in Italia.[7]

Veneti all'estero (2008)[8]
Brasile Brasile 57.052 italo-brasiliani (categoria)
Svizzera Svizzera 38.320 italo-svizzeri (categoria)
Argentina Argentina 31.823 italo-argentini (categoria)
Francia Francia 23.906 italo-francesi (categoria)
Germania Germania 19.590 italo-tedeschi (categoria)
Altri 90.158
Totale 260.849

L'emigrazione veneta ha riguardato molte nazioni estere, ed in ognuna di esse vi sono ancora associazioni che ricordano le origini degli oriundi[9]: Argentina, Australia, Austria, Belgio, Brasile, Canada, Cile. Colombia, Danimarca, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Messico, Olanda, Italia, Québec, Romania, Sudafrica, Svizzera, Uruguay, USA e Venezuela. Questi migranti parlano ancora la lingua veneta degli antenati,[10] e hanno lottato per il suo riconoscimento ancora prima che fosse riconosciuta da parte della Regione Veneto tramite la legge regionale n. 8 del 13-4-2007.

La povertà che venne portata dall'assoggezione alle potenze francese e austriaca prima, e dall'assorbimento del Veneto all'Italia poi, fu palese e venne raccontata anche attraverso filastrocche molto famose in veneto all'epoca:

« Co San Marco comandava
se disnava e se senava;
soto Franza, brava gente,
se disnava solamente;
soto casa de Lorena
no se disna e no se sena;
soto casa de Savoia
de magnar te ga voja! »
( Giuseppe de Stefano e G.Antonio Palladini, Storia di Venezia 1797-1997, Venezia, Supernova, 1997, vol. II, p. 276. )
Canzone degli immigrati veneti

"Dalla Italia noi siamo partiti
Siamo partiti col nostro onore
Trentasei giorni di macchina e vapore,
e nella Merica noi siamo arriva
Merica, Merica, Merica,
cossa saràlo 'sta Merica?
Merica, Merica, Merica,
un bel mazzolino di fior.
E alla Merica noi siamo arrivati
no' abbiam trovato né paglia e né fieno
Abbiam dormito sul nudo terreno
come le bestie andiam riposar.
E la Merica l'è lunga e l'è larga,
l'è circondata dai monti e dai piani,
e con la industria dei nostri italiani
abbiam formato paesi e città.
Canção dos imigrantes
(fine del XIX secolo)[11]

Canzone degli immigrati veneti

"América América
si campa a meraviglia
andiamo nel Brasile
con tutta la famiglia
América América
si sente cantare
andiamo nel Brasile
Brasile a popolare"

Canzone dei veneti
(1896)[12]

Persone legate all'emigrazione veneta[modifica | modifica sorgente]

Note[modifica | modifica sorgente]

  1. ^ G. Priante, L'Arena e Verona: 140 anni di storia, Verona, Athesis, 2006, p. 31.
  2. ^ Gianfranco Cavallin, Gli ultimi Veneti, Padova, Zephyrus Edizioni, 2009.
  3. ^ A. Balbi, Annali universali di statistica, 1832, p. 313.
  4. ^ speakers-corner.it. URL consultato il 16-01-2010.
  5. ^ speakers-corner.it. URL consultato il 16-01-2010.
  6. ^ Italiani all'estero - progetto "storie di gente veneta nel mondo". Dal rapporto migrantes italiani nel mondo 2008: 260.849 i veneti nel mondo. URL consultato il 01-02-2010.
  7. ^ Museo Nazionale Emigrazione Italiana. URL consultato il 01-02-2010.
  8. ^ [Museo Nazionale Emigrazione Italiana 01-02-2010] .
  9. ^ raixevenete.net. URL consultato il 16-01-2010.
  10. ^ Gianna Mercato, Parlarveneto, Firenze, Edizioni del Riccio, 1981.
  11. ^ L'Italia in Brasile - Musica Italiana - 'Merica-Merica' - Coro
  12. ^ http://www.consiglio.basilicata.it/mondo_basilicata/mb11-12/mb_11_12_8.pdf

Bibliografia[modifica | modifica sorgente]

  • Giuseppe de Stefano e G.Antonio Palladini, Storia di Venezia 1797-1997, Venezia, Supernova, 1997, vol. II.
  • Gianna Mercato, Parlarveneto, Firenze, Edizioni del Riccio, 1981.
  • Gianfranco Cavallin, Gli ultimi Veneti, Padova, Zephyrus Edizioni, 2009.

Voci correlate[modifica | modifica sorgente]

Collegamenti esterni[modifica | modifica sorgente]