L'Adunata dei Refrattari

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L'Adunata dei Refrattari (Call of the Refractaries)
Stato Stati Uniti Stati Uniti
Lingua italiano
Periodicità settimanale
Genere politico anarchico
Fondazione 15 aprile 1922
Chiusura 24 aprile 1971
Sede New York
Direttore Costantino Zonchello (1922-1925), Ilario Margarita (1927), Max Sartin (1928-1971)
 

L'Adunata dei Refrattari (Call of the refractaries) è stato un giornale anarchico in lingua italiana pubblicato a New York dal 15 aprile 1922 al 24 aprile 1971[1].

Storia, caratteristiche e orientamenti[modifica | modifica wikitesto]

Il periodico venne fondato con il massiccio appoggio del gruppo che faceva riferimento a Luigi Galleani[2].

Tra il 1922 e il 1927 la testata fu diretta da Costantino Zonchello, seguito da Ilario Margarita. Nel 1928 ne assunse la direzione Max Sartin, pseudonimo di Raffaele Schiavina che la tenne fino alla chiusura del giornale stesso nel 1971[1].
Al giornale collaboravano Camillo Berneri e Armando Borghi, tra gli italiani anche Virgilio Gozzoli, autore anche della pubblicazione Chanteclair ed aveva una proiezione internazionale nella "galassia" libertaria. La rivista era conosciuta anche al di fuori dell'ambiente anarchico ed ebbe anche gran importanza per l'aiuto fornito a suo tempo al comitato in favore di Sacco e Vanzetti. Con differenti funzioni e ruoli ruotarono attorno alla rivista, per lunghi anni, personalità del calibro di Malatesta, Armando Borghi, Gigi Damiani, Michele Schirru. Su L'Adunata dei Refrattari dell'11 maggio 1929, col titolo I nostri caduti: Dante Carnesecchi, comparve l'elogio funebre per Dante Carnesecchi a firma del Futurista di sinistra Auro d'Arcola (Tintino Persio Rasi). La rivista fu pubblicata settimanalmente per oltre 40 anni, per poi divenire bisettimanale. Il direttore clandestino rimase Max Sartin, in primo luogo perché perseguitato dai fascisti in quanto miliziano degli Arditi del Popolo ed ideatore di un attentato contro il console fascista a Parigi e poi perché ricercato negli Stati Uniti quale sovversivo e passibile pertanto di espulsione. Grazie alla perseveranza di Max Sartin, l'immensa raccolta dei numeri de L'Adunata è stata depositata presso la Public Library di Boston e registrata sotto il nome di «Fondo l'Adunata».[3]

I giornali libertari "italo-americani"[modifica | modifica wikitesto]

Negli Stati Uniti, pur mancando una struttura organizzatrice anarchica sul territorio, oltre a L'Adunata dei Refrattari venivano redatti molti giornali in lingua italiana: La questione sociale , Il Martello di Carlo Tresca, Germinal[4] e Cronaca sovversiva , Controcorrente[5], pubblicati nelle città di Boston e Chicago. Erano giornali a più bassa tiratura. Accanto a questi vi erano inoltre pubblicazioni, il cui scopo era propagandistico o sindacale, che venivano redatti nelle zone minerarie e in California. La scelta degli anarchici italo-americani e dei rifugiati a causa del fascismo, permise una propaganda efficiente dell'ideologia libertaria fra gli immigrati. Tali pubblicazioni fungevano spesso da "luoghi d'incontro" per scambi culturali e organizzazione di eventi sociali non necessariamente legati all'ideologia politica.

Raccolte de "L'Adunata dei Refrattari "[modifica | modifica wikitesto]

  • Numero del 1º novembre 1944:

Pagina 1, Pagina 2, Pagina 3, Pagina 4, Pagina 5, Pagina 6, Pagina 7, Pagina 8

  • Numero del 1º dicembre 1944:

Pagina 1, Pagina 2, Pagina 3, Pagina 4, Pagina 5, Pagina 6, Pagina 7, Pagina 8

  • Numero del 15 marzo 1945:

Pagina 1, Pagina 2, Pagina 3, Pagina 4, Pagina 5, Pagina 6, Pagina 7, Pagina 8

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ a b Leonardo Bettini, Bibliografia dell'Anarchismo, v. I, t. 2, Periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana pubblicati all'estero (1872-1971), Firenze, Crescita politica, 1976, p. 212-214.
  2. ^ Galleani ed i suoi son così ricordati da Francesco Leone, uno dei capi degli Arditi del Popolo operanti nella zona di Biella, Vercelli e Novara.

    « .....Vedi, c'era un gruppo di anarchici. Qui c'era stato Luigi Galleani, che era stato in America e per un certo periodo poi era stato anche qui. Anzi, io credo che questo gruppo di anarchici si chiamasse il gruppo Galleani. E questo gruppo era composto da elementi molto decisi, molto decisi. Ricordo, per esempio, dopo quella lotta lì con i fascisti, io son sempre uscito tutte le sere, nonostante che ci fossero sempre scontri, una volta mi hanno anche sparato da un viale: a pochi metri di distanza non m'hanno preso. Ebbene, questi anarchici, a mia insaputa, dopo questo atto, si distribuivano la notte nei giardini proprio a mia difesa, senza che io neanche lo sapessi..... »

    [1] intervista rilasciata a Cesare Bermani
  3. ^ da Fondo Camillo Berneri notizie su Max Sartin
  4. ^ che fra l'altro era un altro nome con cui veniva chiamata L'internazionale la storia della famosa canzone della sinistra
  5. ^ su cui scrive Giovannina Caleffi, moglie di Camillo Berneri Alcune schede tratte dal «Dizionario Biografico degli Anarchici Italiani»

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Leonardo Bettini, Bibliografia dell'Anarchismo, v. I, t. 2, Periodici e numeri unici anarchici in lingua italiana pubblicati all'estero (1872-1971), Firenze, Crescita politica, 1976, p. 212-214.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

  • Scheda della Library of Congress [2]