Armando Borghi

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Armando Borghi (Castel Bolognese, 6 aprile 1882Roma, 21 aprile 1968) è stato un politico, anarchico e giornalista italiano.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Le origini familiari e il paese di nascita[modifica | modifica wikitesto]

La famiglia di Borghi è una famiglia che ha radici nei movimenti risorgimentali. Il padre passa dal mazzinianesimo ad una impostazione politica in linea con le teorie di Michail Aleksandrovič Bakunin, uno dei padri spirituali del comunismo anarchico; altri mazziniani seguiranno lo stesso iter politico, come ad esempio il conterraneo Andrea Costa. Per quanto riguarda le tradizioni della terra d'origine, la famiglia vive in una zona in cui la peculiarità della situazione socio-politica spinge un rilevante numero di persone ad aderire agli ideali dell'anarchia[1] [2]. Fra questi ultimi vi è anche Giovanni Forbicini [3], la cui traiettoria umana e politica si intreccerà ancora con quella del Borghi nel secondo dopoguerra, all'epoca della travagliata riorganizzazione della frangia anarchica e della costruzione della FAI,[4] e Giuseppe Guidi, divenuto successivamente pittore di valore.

La prima guerra mondiale[modifica | modifica wikitesto]

Borghi aderisce fin dalla giovinezza al movimento anarchico. Nel 1898 viene arrestato per la prima volta, nel corso di uno sciopero agrario nel ravennate. Con le dimissioni della direzione interventista dell'Unione Sindacale Italiana (USI), diviene l'unico dirigente sindacalista rivoluzionario rimasto su posizioni neutraliste in netta opposizione all'interventista di sinistra Alceste De Ambris. Durante la Prima guerra mondiale viene internato in un paesino dell'Abruzzo. Riacquista la libertà nel 1918, ma nel 1920 è nuovamente arrestato, assieme ad altri anarchici. I socialisti, nel periodo che va dal primo dopoguerra all'avvento del fascismo, adottano una politica attendista e di debolezza nei confronti delle masse popolari e delle loro richieste e questo genera profondi dissidi sia a livello nazionale che locale in una zona tradizionalmente "insurrezionale" quale è il ravennate.

Il primo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Armando Borghi già nel 1918 e 1919, subito dopo i primi attacchi squadristici alle sede dell'Avanti, dimostra una visione politica di lungo respiro, si prodiga per la formazione di un comitato rivoluzionario e si oppone alla proposta di fare confluire l'USI nella CGdL essendo fautore, come alternativa, dello scioglimento delle leghe e della convocazione di una costituente sindacale, per poter dar vita a un nuovo organismo scaturito dalla libera volontà dei lavoratori mediante elezioni. La CGdL però, rifiuta. Nell'aprile 1919, dopo l'incendio dell'Avanti! da parte dei fascisti, spinge per la formazione di un comitato rivoluzionario formato da cinque membri in rappresentanza di USI, CGdL, PSI, Unione Anarchica Italiana (UAI) e SFI; tale azione agitatoria ed organizzativa ne provoca però l'arresto insieme all'intero comitato centrale dell'USI. In sostanza Armando Borghi ipotizza in anticipo un fronte unito sindacale-operaio che poi militarmente a livello nazionale si possa saldare alla formazione del Fronte Unito Arditi del Popolo. Nel ravennate infatti agirà successivamente il gruppo che fa capo ad Alberto Acquacalda.

I moti del carovita del giugno-luglio 1919, gli scioperi ed i morti fra i manifestanti della primavera (1920), la Rivolta dei Bersaglieri di Ancona (1920), l'occupazione delle fabbriche (1920), la stessa Impresa di Fiume, con gruppi non trascurabili di Legionari su posizioni bolsceviche-libertarie, sono indicativi di una situazione prerivoluzionaria[5] che poggia sia sulla consistente presenza dell'USI (che ha capi storici e gruppi che da interventisti passeranno su posizioni antifasciste armate), considerata ormai una valida alternativa per la classe operaia, sia sulla forza e le tradizioni del CGdL che danno al Borghi la spinta per intensificare la propria battaglia politica.

I rapporti con l'ambiente bolscevico ed anarchico russo[modifica | modifica wikitesto]

Dopo la presa di potere da parte dei bolscevichi ha rapporti sia con Zinov'ev che con Lenin, ma le sue posizioni sono più vicine a quelle di Victor Serge, bolscevico che presta particolare attenzione alle istanze anarchiche ed a quelle di Kropotkin, teorico del comunismo libertario in Russia. Costui, seppur per breve periodo, si può definire il più illustre interventista di sinistra a livello internazionale in quanto invitò le masse proletarie ad appoggiare la Triplice Intesa. Molti intellettuali marxisti sono critici rispetto allo sviluppo rivoluzionario del dopo "Ottobre Rosso": un carteggio fra Lenin e Kropotkin[6] lo dimostra, pur essendo altresì evidente il profondo rispetto esistente fra i due grandi teorici rivoluzionari.

Divergenze e relazioni nell'ambiente Sovietico[modifica | modifica wikitesto]

Nelle sue memorie Armando Borghi parla pure della sua diatriba con Bucharin.

Il periodo è assai teso in Italia e il problema pressante immediatamente successivo consiste nella risposta agli attacchi squadristici: si ricorda l'incontro fra Bucharin, che spesso tiene contatti con italiani, e Ruggiero Grieco, il cui scontro è determinato dal rifiuto della dirigenza comunista d'Italia del tempo di partecipare al Fronte Unito Arditi del Popolo.

Borghi nelle sue memorie ricorda appunto una conferenza a Piombino del 1921, dove è presente il deputato comunista Francesco Misiano rifugiatosi nella città toscana dopo essere stato cacciato dal parlamento dai fascisti con minaccia di morte. Piombino è tenuta ancora saldamente dalle frange anarchiche e dagli Arditi del Popolo, nelle quali, in spregio agli ordini del partito, sono precedentemente confluiti numerosi comunisti.

Borghi rientra quindi frettolosamente in Italia dalla Russia perché nel contempo si è sviluppata in patria l'occupazione delle fabbriche, raggiungendo Verona a tappe forzate il 16 settembre 1920. Al suo arrivo però il movimento di fabbriche e consigli operai è in via di esaurimento. Riesce comunque a tenere ancora dei comizi in alcune Formazioni di difesa proletaria a Genova#Difesa della Camera del Lavoro di Sestri Ponente quali Milano, Sestri Ponente, che da all'epoca parecchio filo da torcere agli squadristi, e, ovviamente, la stessa Verona. Fino al momento dell'arresto, avvenuto il 13 ottobre, continua ad incitare la classe operaia alla lotta. Pochi giorni più tardi verrà tratto in arresto anche Errico Malatesta insieme a numerosi altri militanti anarchici.

Il periodo del fascismo[modifica | modifica wikitesto]

Il 1922 è l'anno della marcia su Roma e della disfatta del movimento operaio e rivoluzionario italiano: la strada della conquista del potere da parte dei fascisti è ormai aperta. Durante il fascismo è esule prima a Berlino, in Germania, poi in altri Paesi europei e infine negli Stati Uniti.

Esilio in Europa[modifica | modifica wikitesto]

Nella capitale tedesca si svolge, dal 25 dicembre 1922 al 2 gennaio 1923, il congresso costitutivo dell'Asociación Internacional de los Trabajadores (AIT), organizzazione sindacale internazionalista con impostazione libertaria. Armando Borghi è un propugnatore di tale organismo internazionale per la riorganizzazione del movimento sindacale duramente sconfitto in molti paesi, fra cui l'Italia. Berlino in quel momento è anche il luogo in cui sono presenti gli anarchici russi, e Borghi tiene con questi stretti contatti. Come rappresentante dell'AIT viene mandato in Francia, in Portogallo, nei Paesi Bassi (1925), e successivamente in Spagna. La matrice libertaria di Borghi lo porta ad avversare sia il fascismo che il nuovo corso inaugurato dallo Stato sovietico. È questa l'epoca, infatti, della presa di potere assoluto da parte di Stalin ed è anche il periodo degli ammiccamenti fra fascismo e stalinismo.

Un suo studio L'Italia tra due Crispi viene pubblicato in questi anni: per Borghi è importante capire per poi mettere a frutto l'esperienza rivoluzionaria italiana degli anni immediatamente precedenti e tentare di riorganizzare le forze della sinistra, gran parte delle quali, per poter soprattutto avere un solido punto di riferimento, si avvicina sempre più al nuovo corso stalinista.

La riorganizzazione dell'ala anarchica è complessa a causa delle suddivisioni fra gli individualisti "puri" e gli organizzatori, con l'ulteriore problema di mantenere le distanze dalla frangia comunista di osservanza moscovita.

Nel fuoriuscitismo antifascista inizia anche il periodo degli infiltrati con personaggi molto singolari per le loro vicissituduni politiche. Fra questi vi è [7] Ricciotti Garibaldi junior [8](aderente al fascismo col fratello Ezio Garibaldi[9]) che, a differenza di un altro fratello Sante Garibaldi, fervente antifascista, si infiltra fra i fuoriusciti con intenti di provocazione, facendosi forte del nome che porta.

Il Borghi quindi si trova a diffidare anche della formazione antifascista "Avanguardie garibaldine", o sedicente tale, estremamente esposta a consistenti infiltrazioni di provocatori fascisti, e deve quindi allontanarsi dagli anarchici che si sono lasciati coinvolgere.

La vicenda non passa senza lasciar lacerazioni e spaccature nella frangia libertaria degli esuli in Francia. La posizione politica di Borghi a questo punto è quella di rendere sempre più autonoma la parte anarchica antifascista, dissentendo pure dall'aderire al Fronte Unito Antifascista, ipotesi caldeggiata da Errico Malatesta. Si avvicina pertanto alle posizioni dell'"Adunata dei Refrattari", che invece proprio nel primo dopoguerra, a causa delle posizioni eccessivamente individualiste dei suoi aderenti, era stata espulsa dalla FAI fondata anche da Armando Borghi.

Esilio negli USA[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1927 è negli USA, ancora in dissenso con altri gruppi anarchici che si muovono seguendo una strategia più vicina al Fronte Unito appoggiato da Errico Malatesta. Nello specifico, lo scontro sulla tattica da adottare nel periodo avviene con il gruppo di anarchici che ha come riferimento il giornale Il Martello di Carlo Tresca[10][11]. Tresca verrà ucciso, secondo la più recente ricostruzione storica, da un killer della mafia su invito di Benito Mussolini, che a sua volta ospiterà in Italia il boss Vito Genovese, mandante del delitto, quando questi si troverà in grossa difficoltà col governo USA[12][13]. Per l'arresto di Borghi ci son pressioni italiane presso gli organi di repressione statunitensi, ma questi riesce comunque a pubblicare il libro Mussolini in camicia che ha grande successo. Nel 1927, ancora negli Stati Uniti, viene arrestato per le dimostrazioni nella campagna agitatoria contro l'esecuzione di Nicola Sacco e Bartolomeo Vanzetti, i due anarchici giustiziati per un delitto mai commesso e recentemente riabilitati dal sindaco della stessa città in cui furono inquisiti, con pubblica cerimonia.

La morte di Virgilia D'Andrea, fino ad allora compagna della sua vita, getta il Borghi nel più profondo sconforto. Nel 1937 è in Spagna, dove suo figlio milita nelle brigate internazionali, ed i servizi segreti fascisti segnalano la sua presenza a Barcellona fra il 3 aprile e il 13 maggio 1937. Tale domicilio risulta plausibile vista la forte componente anarchica presente nella città catalana fra i miliziani antifascisti. A Barcellona partecipa ai tentativi di riorganizzazione della frangia anarchica ma non può agire allo scoperto in quanto è ricercato sia dai fascisti che dagli stalinisti. Nuovamente negli Usa al termine della guerra civile spagnola, viene registrato ed arrestato nel 1940 a causa delle conseguenze dell’Alien Registration Act[14], ma interventi di influenti e celebri amici personali, quali Walter e Arturo Toscanini nonché Gaetano Salvemini, lo riportano in libertà. La situazione ha dei risvolti tragicomici in quanto vengono arrestati con Armando Borghi diversi noti fascisti. Nel luglio del 1944 tenta, senza riuscirci, di tornare in Italia per partecipare attivamente alla lotta antifascista. Potrà rivedere la terra di origine solo nel 1945, in ottobre, a guerra finita.

Il secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

Alla caduta del regime rientra in Italia, ove assume un posto di rilievo nel movimento anarchico, dirigendo per oltre quindici anni Umanità Nova, il giornale della FAI, ricostituitasi dopo un complesso processo di ristrutturazione nel 1945 grazie agli sforzi di altri noti anarchici, tra cui Alfonso Failla ed Umberto Marzocchi.

Azione politica nel secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

La sua campagna politica in quegli anni, oltre al problema organizzativo della FAI, che non è un semplice problema burocratico ma soprattutto politico, è centrata su due grandi temi di derivazione libertaria cioè contro la Costituente, avversata perché costituisce per un libertario la formalizzazione di chi può fare politica e chi no, e quella contro il clericalismo e le intromissioni della chiesa nella politica. Borghi è fortemente critico anche contro la politica socialcomunista che a livello nazionale ha abbandonato, nei fatti, le istanze rivoluzionarie ed a livello internazionale è legata agli indirizzi dello stalinismo. Essendo morti i grandi dell'anarchia italiana, quali Errico Malatesta, Camillo Berneri, Luigi Fabbri[15] oramai Borghi è fra i pochi, insieme ad Alfonso Failla ed Umberto Marzocchi a costituire un solido riferimento sia per i vecchi compagni che per i nuovi che si avvicinano all'ideologia libertaria. È anche il periodo delle spaccature all'interno della sinistra comunista e libertaria con la nascista dei GAAP, Gruppi Anarchici di Azione Proletaria[16] e la formazioni di partiti quali Lotta Comunista di Arrigo Cervetto e Lorenzo Parodi. Le grandi masse tuttavia, sono ormai orientate verso i grossi partiti post-resistenziali che hanno sia possibilità economiche che appoggi internazionali di peso. Borghi inoltre si rende pienamente conto dei tentativi di avvicinamento fra lo schieramento socialcomunista e quello cattolico, e li combatte, data la sua impostazione coerente con gli ideali tradizionali dell'anarchia. È il periodo dei continui congressi e comizi cui si dedica instancabilmente sia a scopo agitatorio che didattico. Il suo libro Conferma anarchica (Due anni in Italia) del 1949 è in pratica una cronistoria del momento storico che vive la sinistra italiana: Borghi custode dell'ideologia anarchica si oppone ad ogni tentativo di ristrutturazione delle organizzazioni collegate alla frangia anarchica che comportino una eccessiva burocratizzazione e gerarchizzazione interna in quanto sminuirebbero la democrazia dal basso e darebbero troppo poteri agli apparati di partito.

Azione politica negli anni 50 e successivi[modifica | modifica wikitesto]

Fedele all'idea libertaria ed antistalinista condanna senza mezzi termini l'intervento Russo in Ungheria nel 1956 e dà la piena solidarietà agli insorti. Dopo i fatti di Genova ed il periodo immediatamente successivo, Borghi lancia meno strali contro le sinistre istituzionali a prende le difese di Fidel Castro. Il 28 ottobre 1962, con l'articolo Giù le mani da Cuba, "Umanità Nova", uscito subito dopo il tentativo di golpe filostatunitense appoggiato dalla Cia tramite gli elementi anticastristi che tentano, senza l'appoggio degli USA, uno sbarco alla Baia dei Porci, alcune frange anarchiche lo accusano di filocomunismo. Nel congresso della FAI dello stesso anno, a Senigallia, Borgi risponde alle critiche ed ottiene il consenso dei congressisti: ferma condanna alla involuzione totalitaria al regime che si va instaurando a Cuba ma salda difesa di Cuba stessa da ogni attacco involutivo e reazionario che provenga dall'esterno.

Dal 31 ottobre al 5 novembre 1965, durante i lavori Congresso di Carrara, prevale il documento che ipotizza una struttura FAI come patto associativo con norme vincolanti ed eventuali sanzioni discliplinari per gli aderenti; Borghi e la sua frangia sono contrari a questa linea per cui si vede costretto ad abbandonare la direzione di Umanità Nova. L'ala che fa capo a lui si scinde dalla FAI e Armando Borghi si dedica allo studio ed al riordino della enorme documentazione testimoniale che ha raccolto. Muore a Roma il 21 aprile 1968 e la sua ultima volontà sarà quella di essere sepolto a Castel Bolognese.

Opere di Armando Borghi[modifica | modifica wikitesto]

Opere precedenti all'avvento del fascismo e all'esilio[modifica | modifica wikitesto]

  • Armando Borghi "Il nostro e l'altrui individualismo. Riflessioni storico-critiche su l'anarchia, con pref. di Leda Rafanelli,esponente dei futuristi di sinistra, Brisighella, Tip. Servadei, 1907"
  • Armando Borghi "Prigionieri di guerra, con pref. di Leda Rafanelli, Bologna, Tip. Artistica Commerciale, 1908;
  • Armando Borghi "Fernand Pelloutier nel sindacalismo francese. E in Italia?", con documento di Georges Yvetot, Bologna, Coop. Tip. Azzoguidi, 1913
  • Armando Borghi "Davanti ai Giurati di Milano", Milano, Tip. Zerboni, 1921;
  • Armando Borghi "Anarchismo e sindacalismo".Atti Conferenza tenuta il 3 aprile 1922 a Roma dal Fascio sindacale di azione diretta, Roma, S.P.E.R., 1922
  • Armando Borghi "Verso l'Anarchia va la Storia", Ravenna, Tip. Zirardini, 1907
  • Armando Borghi "L'Italia tra due Crispi. Cause e conseguenze di una rivoluzione mancata", Parigi, Libreria Internazionale,ve ne sarà una seconda edizione

Opere del periodo dell'esilio e del secondo dopoguerra[modifica | modifica wikitesto]

  • Armando Borghi "Errico Malatesta in 60 anni di lotte anarchiche: storia, critica, ricordi"
  • Armando Borghi "Gli anarchici e le alleanze" 1927 Circolo operaio di cultura sociale
  • Armando Borghi, Vittorio Emiliani "Vivere da anarchici: antologia di scritti" 1966 Edizioni Alfa
  • Armando Borghi Il banchetto dei cacri 1925 Lavoratori industriali del mondo
  • Armando Borghi "Mussolini, Red and Black: With an Epilogue,Hitler: Mussolini's Disciple" 1974 Haskell House Publishers
  • Armando Borghi "Mezzo secolo di anarchia (1898-1945)." Con prefazione di Gaetano Salvemini 1954 Edizioni scientifiche italiane
  • Maurizio Antonioli, Armando Borghi "Armando Borghi e l'Unione sindacale italiana" USI 1990,
  • P. Lacaita, Armando Borghi "Mussolini en chemise" 1932 Les Éditions Rieder
  • Armando Borghi "Mezzo secolo di anarchia (1898-1945)"1954 Edizioni Scientifiche Italiane

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Libri riguardanti specificamente Armando Borghi[modifica | modifica wikitesto]

  • Teodoro Tagliaferri, Errico Malatesta,"Armando Borghi e compagni davanti ai giurati di Milano. Resoconto stenografico del processo svoltosi il 27, 28 e 29 luglio 1921", con una pref. di M. Mariani e 12 ill. del P. Crespi, Milano, Gamalero, s.d. [1921]
  • "Recensioni a Mezzo secolo di anarchia" (G. Granata, "Il Mondo", 4 gennaio 1955; M. Bortolotti, "Emilia", VII, 1955;
  • O. Pastore, "Rinascita", a.XII, n.6, giugno 1955;
  • "La "Settimana Rossa" e gli anarchici", "Rinascita", n.9, settembre 1955;
  • Gaetano Arfé, "Il Ponte", a.XI, n.6, giugno 1955;
  • G. Quazza, "RSR", a.XLII, n.4, ott.-dic. 1955; g.l.,
  • Nuova Rivista Storica, a.XXXIX, n.3, sett.-dic. 1955); H. Rolland ed E. Abate, Lettere agli anarchici, dicembre 1963, ciclostile.
  • B. Anatra, Borghi Armando, Enciclopedia dell'antifascismo e della Resistenza, vol. 1, Milano, La Pietra, 1968;
  • Giov. Procacci, Borghi Armando, DBI, vol. XIII, 1970;
  • A.Andreasi, Anarchismo e sindacalismo nel pensiero di Armando Borghi (1907-1922), in "Anarchici e anarchia nel mondo contemporaneo," Atti del Convegno promosso dalla Fondazione Luigi Einaudi (Torino, 5, 6 e 7 dicembre 1969), Torino, Fondazione Luigi Einaudi, 1971
  • V. Emiliani, Gli anarchici, Milano, Bompiani, 1973;
  • M. Antonioli – B. Bezza, Alcune linee interpretative per una storia dell'USI: un inedito di Armando Borghi, "Primo Maggio", n. 1, giu.-sett. 1973;
  • Giovanni Procacci, Borghi Armando, DBI, vol. XIII, 1970;
  • L. Casali, "Borghi Armando", MOIDB, vol. I, 1975;
  • G. Landi, "Armando Borghi, ovvero ottant'anni di storia dell'anarchismo italiano, in Associazioni e personaggi nella storia di Castelbolognese", Imola, Galeati, 1980;
  • G. Landi, "Tra anarchismo e sindacalismo rivoluzionario: Armando Borghi nell'U.S.I. (1912-1915)", Castel Bolognese, Casa Armando Borghi, 1982;
  • F. Tarozzi, "Armando Borghi organizzatore politico-sindacale a Bologna (1907-1911)", "BMR", a. XXVIII, 1983;
  • C. Doglio, "L'azione anarchica ovvero la vita di alcuni anarchici in esilio da Armando Borghi ad altri, in Antifascisti romagnoli in esilio", Firenze, La Nuova Italia, 1883;
  • "Dossier Armando Borghi" (con scritti di G. Landi, M. Antonioli, N. Berti), "A/Rivista Anarchica", a. XIII, n. 7 (113), ottobre 1983;
  • L. Farinelli, "Armando Borghi, un maestro di vita anarchica", "L'Internazionale", giugno 1988;
  • Atti del Convegno di Studi "Armando Borghi nella storia del movimento operaio italiano e internazionale", "BMR", a. XXXV, 1990;
  • M. Antonioli, "Armando Borghi e l'USI", Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 1990;
  • M. Antonioli, Borghi e l'USI, intervista a c. di P. Finzi, "A rivista anarchica", a. XX, n. 9 (178), dic.1990-genn.1991;
  • E. Falco, "Armando Borghi e gli anarchici italiani 1900-1922", con pref. di Enzo Santarelli, Urbino", QuattroVenti, 1992;
  • V. Emiliani, "Libertari di Romagna. Vite di Costa, Cipriani, Borghi," Ravenna, Longo, 1995.

Necrologi sui giornali

"L'Agitazione del Sud", a. XI, n.5 (n.s.), Alfonso Failla maggio 1968; "Umanità Nova", Umberto Marzocchi, 4 maggio 1968; Pier Carlo Masini, "Avanti!", 5 maggio 1968);

Opere riguardanti Armando Borghi[modifica | modifica wikitesto]

  • Piero Calamandrei "Il Ponte 1945" La Nuova Italia
  • Emilio Falco "Armando Borghi e gli anarchi italiani 1900-1922" 1992 Quattroventi
  • Paolo Spriano "L'occupazione delle fabbriche" 1964 Einaudi
  • Luciano Bergonzini "Lo schiaffo ad Arturo Toscanini: fascismo e cultura a Bologna" 1991Il Mulino
  • Leo Valiani, Alceste Della Seta "Il Partito socialista italiano nel periodo della neutralità, 1914-1915" 1977 Feltrinelli economica
  • Gaetano Salvemini "Lettere dall'America" 1967 Laterza,Originale depositato presso la University of Michigan
  • "Il Pensiero politico" "Rivista di storia delle idee politiche e sociali." 1968 L.S. Olschki Originale depositato presso la University of California
  • Gino Bianco, Gaetano Perillo"I partiti operai in Liguria nel primo dopoguerra" 1965 Istituto storico della Resistenza in Liguria,Originale depositato presso la University of Michigan
  • Enzo Santarelli"Aspetti del movimento operaio nelle Marche" 1956 Feltrinelli
  • Alibrando Giovannetti, Marco Genzone, Franco Schirone "Il sindacalismo rivoluzionario in Italia: l'azione diretta, le lotte" 2004 Collegamenti Wobbly
  • Gaetano Salvemini "Scritti vari, 1900-1957" 1978 Feltrinnelli
  • Giuseppe Galzerano "Giovanni Passannante: la vita, l'attentato, il processo, la condanna a morte" 1997 Galzerano
  • Cesare Bermani "La battaglia di Novara: (9 luglio-24 luglio 1922), occasione mancata della riscossa proletaria ed antifascista" 1973 Sapere
  • Antonio Gramsci "Socialismo e Fascismo: L'Ordine Nuovo 1921-1922" 1974 G. Einaudi
  • Arturo Toscanini "The Letters of Arturo Toscanini" 2006 University of Chicago Press
  • V. Mantovani, Mazurka blu. La strage del Diana, Milano, Rusconi, 1979
  • G. Cerrito, L'emigrazione libertaria italiana in Francia nel ventennio fra le due guerre, in Gli italiani fuori d'Italia. Gli emigrati italiani nei movimenti operai dei paesi d'adozione 1880-1940, *Atti del Convegno organizzato dalla Fondazione Giacomo Brodolini, a cura di B. Bezza, Milano, Franco Angeli, 1983
  • A.Dada', L'anarchismo in Italia: fra movimento e partito. Storia e documenti dell'anarchismo italiano, Milano, Teti, 1984
  • Errico Malatesta, Epistolario 1873-1932, a cura di Rosaria Bertolucci, Avenza, Centro Studi Sociali, 1984;
  • Il movimento anarchico a Castel Bolognese (1870-1945), Castel Bolognese, Grafica Artigiana, 1984;
  • F. Madrid Santos, Camillo Berneri, un anarchico italiano (1897-1937). Rivoluzione e controrivoluzione in Europa (1917-1937), Pistoia, Archivio Famiglia Berneri, 1985;
  • Maurizio Antonioli,[17] Azione diretta e organizzazione operaia. Sindacalismo rivoluzionario e anarchismo tra la fine dell'Ottocento e il fascismo, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 1990;
  • P. Finzi, La nota persona. Errico Malatesta in Italia dicembre 1919 luglio 1920, Ragusa, La Fiaccola, 1990;
  • L. Bergonzini, Lo schiaffo a Arturo Toscanini, Bologna, Il Mulino, 1991
  • T. Abse, Sovversivi e fascisti a Livorno. Lotta politica e sociale (1918-1922), Milano, Franco Angeli, 1991;
  • Una breve illusione. Gli anarchici italiani e la Russia sovietica 1917-1939, Milano, Franco Angeli, 1996;
  • Luce Fabbri, Luigi Fabbri. Storia di un uomo libero, Pisa, BFS, 1996;
  • Maurizio Antonioli, Il sindacalismo italiano. Dalle origini al fascismo, Pisa, BFS, 1997;
  • G. Sacchetti, La "Busta 78": gli anarchici italiani nelle carte di polizia, 1944-1966, "RSA", a.IV, n.2 (8), lug.-dic.1997;
  • Gianpietro Berti,[18] Il pensiero anarchico dal Settecento al Novecento, Manduria-Bari-Roma, Lacaita, 1998;
  • Cinquant'anni di Volontà,. Indici 1946-1996, "Volonta'", n. speciale, s.d. 1999;
  • Maurizio Antonioli – Pier Carlo Masini,[19] Il sol dell'avvenire. L'anarchismo in Italia dalle origini alla prima guerra mondiale, Pisa, BFS, 1999;
  • Congressi e convegni della Federazione Anarchica Italiana. Atti e documenti (1944-1995), a c. di U. Fedeli e G. Sacchetti, Pescara, Samizdat, 2001;
  • Luigi Di Lembo,[20] Guerra di classe e lotta umana. L'anarchismo in Italia dal biennio rosso alla guerra di Spagna (1919-1939), Pisa, BFS, 2001;
  • P. La Torre, Il Congresso della UAI di Bologna (1920), "RSA", a.VIII, n.2 (16), lug.-dic. 2001;

Intitolazioni[modifica | modifica wikitesto]

A Castel Bolognese (RA) esiste la Biblioteca Libertaria “Armando Borghi”.

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ biografie degli anarchi celebri di Castel Bolognese
  2. ^ che vengono citate sul volume I e II del dizionario degli Anarchici, Edizioni Zero in condotta
  3. ^ Giovanni Forbicini,(1874-1955), interviene in un comizio dopo la manifestazione operaia che rende pubblica, mediante una sfilata con inquadramento militare in centurie, la nascita degli Arditi del Popolo, organizzazione di fronte unito nata per contrastare le violenze fasciste. Dopo la riunione dell'Orto Botanico a Roma, fa parte del folto gruppo di anarchici di Castel Bolognese, fra i quali pure Armando Borghi
  4. ^ Biografia Forbicini
  5. ^ comune di Bologna Claudia Salaris
  6. ^ due lettere di Kropotkin scritte a Lenin nel 1920
  7. ^ discendenza
  8. ^
    « scoperto nel suo ruolo di agente provocatore tra i fuorusciti antifascisti in Francia per conto della polizia di Mussolini: un episodio oggetto di un severa rievocazione da parte di Aldo Garosci nella biografia di Carlo Rosselli »
    discendenza
  9. ^
    « L'ASSOCIAZIONE NAZIONALE VETERANI E REDUCI GARIBALDINI (ANVRG) deriva direttamente e vi si ispira a quella Società di Mutuo .....quando la situazione politica italiana in seguito al delitto Matteotti, determinò la rottura delle forze garibaldine fra gli oppositori ed i fautori del fascismo, questi capitanati da Ezio Garibaldi,....costituendo la “Federazione Italiana Volontari Garibaldini” la quale, nel 1936, fu trasformata in “Legione garibaldina” fortemente coinvolta nel fascismo. »
    ASSOCIAZIONE NAZIONALE VETERANI E REDUCI GARIBALDINI (ANVRG)
  10. ^ *Tutta la verità sul caso Tresca di Mauro Canali
  11. ^ Mauro Canali è professore ordinario di Storia contemporanea nell'Università di Camerino, fra i suoi libri «Il dissidentismo fascista» (Bonacci, 1983), «L'informatore. Silone, i comunisti, la polizia» (con D. Biocca, Luni, 2000); editore il Mulino: «Cesare Rossi. Da rivoluzionario a eminenza grigia del fascismo» (1991) e «Il delitto Matteotti» (1997; nuova ed. 2004)
  12. ^
    « Quando Tresca venne ucciso, Genovese era in Italia. Vi si era rifugiato alla fine del 1935 perché ricercato negli Usa per l'uccisione di un mafioso suo avversario. Il fatto singolare è che Genovese, sebbene ricercato oltreoceano, avesse trovato generosa ospitalità nel nostro Paese »
    USA Tutta la verità sul caso Tresca di Mauro Canali
  13. ^ I servizi segreti fascisti e gli infiltrati si daranno da fare per scaricare la colpa del delitto Tresca su Vittorio Vidali, fedele alla linea moscovita, presente negli USA ed in Messico e negli USA in particolare col compito di portar aventi la tattica del Fronte Unito Antifascista della sinistra, era nota l'avversione che aveva Vidali per gli anarchici e quindi ottimo soggetto, il Vidali stesso, per scaricargli addosso l'omicidio di Tresca, questo fu uno dei numerosi tentativi da parte del regime fascista di provocare conflitti cruenti all'interno del fuoriuscitismo antifascista
  14. ^ Stati Uniti: le politiche di internamento degli "Alien Enemies" di Luigi Carlo Schiavone
  15. ^ pensiero biografia di Luigi Fabbri, geocities.com. (archiviato dall'url originale il ).
  16. ^ stor mov anar
  17. ^ DIRETTORE dipartimento Storia società ed Istituzioni università di Milano
  18. ^ Gianpietro Berti, Dirigente del Polo Universitario di Rovereto
  19. ^ biografia da ANPI
  20. ^ scheda libro
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