Pescatori di corallo italiani in Algeria

Da Wikipedia, l'enciclopedia libera.
Jump to navigation Jump to search

Intorno a Bona (attuale Annaba) in Algeria tra il 1850 ed il 1880 si insediò una attiva comunità di pescatori di corallo. Questi provenivano dalla Toscana, dal golfo di Napoli e da altre località delle coste della penisola italiana. In particolare la pesca del corallo, particolarmente lucrosa, era quasi un monopolio italiano.

Fino al 1861 la cosa non preoccupava i francesi che avevano da poco tempo conquistato l'Algeria, in quanto anche se numerosi, questi marinai provenivano dai vari regni preunitari. Dal punto di vista statistico dopo l'Unità d'Italia i sudditi italiani superarono il numero di francesi presenti sul suolo africano. Da quel momento in poi la Francia iniziò una politica volta a limitare la presenza italiana nella colonia. L'atto più eclatante fu il decreto che trasformava in cittadini francesi tutti i figli degli italiani nati in Algeria.

La guerra commerciale tra Francia ed Italia ebbe il punto più alto nel 1881.

Il console italiano a Bona, ex console del granducato di Toscana, cosciente dell'importanza del lavoro di questi pescatori per l'economia nazionale, fu combattuto apertamente dal console italiano ad Algeri, ex console del regno di Napoli, che favorì così la politica francese.

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Fonti esterne[modifica | modifica wikitesto]

Migranti Portale Migranti: accedi alle voci di Wikipedia che trattano di migranti