Minoranza nazionale

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Minoranza nazionale indica una porzione di popolazione che si differenzia da quella maggioritaria di uno stato per alcune caratteristiche sociali, culturali, linguistiche, etniche, religiose ecc. A causa della grande variabilità del fenomeno, in effetti non esiste una definizione legale di "minoranza nazionale" internazionalmente unitaria stabilita ma le soluzioni introdotte nella legislazione dei diversi stati nazionali sono a volte estremamente variegate.[1]

Le minoranze nazionali sono legalmente protette nel sistema europeo del Consiglio d'Europa dalla apposita "Convenzione-quadro per la protezione delle minoranze nazionali", sistema a cui anche l'Unione Europea ha aderito, mentre la Dichiarazione dell'Assemblea O.N.U. "Dichiarazione sui diritti delle persone appartenenti alle minoranze nazionali o etniche, religiose e linguistiche"[2] ha diversa valore legale.

Le incertezze sulla definizione del termine[modifica | modifica wikitesto]

Il concetto di minoranza nazionale viene utilizzato in vari documenti internazionali, compresa la Convenzione quadro del Consiglio d'Europa per la protezione delle minoranze nazionali (aperta alla firma a 1995 ) e nella Convenzione europea dei diritti dell'uomo.

Data la complessità ed eterogeneità dei gruppi sociali ricompresi, gli estensori della norma europea hanno lasciando spazio ad ogni Stato di definire a proprio modo cosa considerano "minoranza nazionale". Infatti, tutti i tentativi di formulare una definizione universalmente accettata del concetto hanno determinato un fallimento sul piano politico. Ma vi è una definizione abbastanza diffusa, e che, nonostante la sua informalità negli affari internazionali, sembra aver acquisito autorità. Questa è quella contenuta nella raccomandazione 1201, adottato il 1º febbraio 1993, dall'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, che ha richiesto agli Stati membri di adottare un protocollo addizionale alla Convenzione europea dei diritti dell'uomo sui diritti delle minoranze nazionali. L'articolo 1° del protocollo allegata alla proposta sopra citata raccomandazione contiene una definizione precisa, che è basata in gran parte su quella proposta nel 1979 dal professor Francesco Capotorti in una relazione a nome della sottocommissione per le minoranze l'ONU:

« L'espressione "minoranza nazionale" si riferisce a un gruppo di persone in uno Stato che:

a. risiede nel territorio dello Stato e sono cittadini;
b. mantiene antichi, solidi e duraturi rapporti con lo Stato;
c. mostra elementi distintivi su base etnica, culturale, religiosa o linguistica;
d. è sufficientemente rappresentativa, sebbene numericamente inferiore al resto della popolazione dello Stato o di una regione di detto Stato;
e. è animata dalla volontà di preservare insieme ciò che costituisce la propria comune identità, incluse la cultura, le tradizioni, la religione o la lingua. »

Minoranze nazionali e minoranze linguistiche[modifica | modifica wikitesto]

Le minoranze nazionali non sono da confondere con le minoranze linguistiche: Ad esempio in diversi casi le minoranze nazionali si distinguono dalla maggioranza per differenze su basi religiose[3] o etniche, non per la lingua.[4]

Consiglio d'Europa[modifica | modifica wikitesto]

Le minoranze nazionali vengono definite da ciascuna legislazione in conformità ai propri principi. Negli stati aderenti al Consiglio d'Europa.[5] sono attualmente riconosciute circa 40 minoranze nazionali.

Italia[modifica | modifica wikitesto]

L'articolo 6 della Costituzione italiana stabilisce che La Repubblica tutela con apposite norme le minoranze linguistiche. Gli statuti delle regioni a statuto speciale hanno espressamente regolato la materia.[6]

Nel testo originariamente proposto si parlava di minoranze etnico-linguistiche, ma nel testo poi approvato dalla Costituente, si fa riferimento solo alle minoranze linguistiche.[7] Per altro al livello di diritto vigente, il Consiglio d'Europa ha due strumenti, uno per le Minoranza Linguistiche ("Carta europea delle lingue regionali o minoritarie"), e uno per le minoranza nazionali ( "Convenzione Quadro per le Minoranza Nazionali").

L'art. 2 della legge 482/1999[8] riconosce l'esistenza di dodici minoranze linguistiche definite "storiche" e ne ammette a tutela le rispettive lingue:

« In attuazione dell'articolo 6 della Costituzione e in armonia con i princípi generali stabiliti dagli organismi europei e internazionali, la Repubblica tutela la lingua e la cultura delle popolazioni albanesi, catalane, germaniche, greche, slovene e croate e di quelle parlanti il francese, il franco-provenzale, il friulano, il ladino, l'occitano e il sardo. »

Questa legge tuttavia non riconosce alla minoranze linguistiche i diritti delle minoranze nazionali, dimostrando che le due questioni sono differenti nella sostanza. Il Consiglio d'Europa ha rilevato che la legislazione italiana, mentre accorda tutela alle minoranze linguistiche storiche avente una base territoriale, non la accorda alle minoranze nazionali prive di un riferimento ad un territorio determinato come Sinti e Rom.[9][10].

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ In uno studi croato si contrappone il modello canadese multinazionale con quello francese di integrazione, nel confronto tra stati con sistemi giuridici democratici.
  2. ^ ONU
  3. ^ In passato ci sono stati molti esempi di riconoscimento di minoranze nazionali sulla base della religione professata, ad esempio le capitolazioni ottomane
  4. ^ A partire dal secolo XIX con il diffondersi del concetto della laicità dello stato, le differenze su base religiosa non sono state più avvertite, mentre il legislatore nei singoli paesi ha accordato tutele alle minoranze linguistiche. Ad esempio in Italia l'art. 2 della legge 482/1999 riconosce l'esistenza di dodici minoranze linguistiche definite "storiche" e ne ammette a tutela le rispettive lingue.
  5. ^ Implementazione della Convenzione quadro
  6. ^ art. 38ss. l.cost. 26 febbraio 1948, n. 4 Val d'Aosta, artt 84 ss l. cost 26 febbraio 1948 n.5 Trentino-Alto Adige, art 3 l. cost. 31 gennaio 1963, n. 1 Friuli Venezia Giulia
  7. ^ Lattanzi, p.4 e seguente
  8. ^ Legge 15 dicembre 1999, n. 482 "Norme in materia di tutela delle minoranze linguistiche storiche", www.parlamento.it. URL consultato il 12 maggio 2012.
  9. ^ Università Padova
  10. ^ http://unipd-centrodirittiumani.it/public/docs/4th_Comment_Italydocx.pdf Commento autorità italiane]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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