Cinesi in Italia

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Cinesi in Italia
ViaSarpi4.jpg
Via Paolo Sarpi, centro della Chinatown di Milano
 
Luogo d'origineCina Cina
Popolazione299 823 dalla Cina (2019)
LinguaCantonese, mandarino, inglese, italiano
ReligioneAteismo/Agnosticismo, Religione popolare cinese, Buddhismo, Cattolicesimo romano
Gruppi correlatiCinesi, Diaspora cinese

La comunità cinese d'Italia è cresciuta rapidamente nel primo decennio del XXI secolo. Secondo i dati ISTAT al 1 gennaio 2018 i cinesi residenti in Italia erano 290 681,[1] a cui si aggiungono 581 taiwanesi,[2] pari allo 0,4% del totale della popolazione residente in Italia; quindi la comunità cinese è la quarta per numero di residenti, dietro a quella romena, albanese e marocchina.[3] Nei numeri precedenti non sono però compresi i numerosi cinesi che hanno acquisito la cittadinanza italiana.

Demografia[modifica | modifica wikitesto]

Secondo uno studio condotto nel 2010 congiuntamente dal CESNUR e dall'Università di Torino su oltre 4 000 individui della comunità cinese di Torino, il 48% di essi sono donne e il 30% minori; il 90% viene dallo Zhejiang, specialmente da Wenzhou e dalle città satellite. Per quanto riguarda l'occupazione, il 70% lavora nella ristorazione e più del 20% nel commercio.[4]

Religione[modifica | modifica wikitesto]

Religione dei cinesi in Italia
CESNUR 2010[5][6] ISTAT 2011-2012[7]
Religione Percentuale
Religione popolare cinese
  
38,4%
Buddismo
  
13,7%
Chiesa cattolica
  
3,6%
Protestantesimo
  
3,3%
Testimoni di Geova
  
1,1%
Non religiosi
  
39,9%
Religione Percentuale
Buddismo
  
44,4%
Chiesa cattolica
  
5,0%
Protestantesimo
  
2,3%
Testimoni di Geova
  
1,1%
Altre religioni
  
3,8%
Non religiosi
  
44,5%

Secondo il sondaggio del CESNUR, la maggioranza dei cinesi (59,3%) dichiara di non seguire alcuna religione, il 38,4% seguono la religione cinese, il 31,6% sono buddhisti (il 13,7% buddhisti puri, mentre il resto buddhisti in seno alla religione cinese), l'8% sono cristiani (di cui cattolici 3,6%, protestanti 3,3% e testimoni di Geova 1,1%) e i taoisti sono l'1,1%.[8] Secondo i dati raccolti dall'ISTAT relativi a tutti i cinesi residenti in Italia, il 44,4% sono buddhisti, il 5% cattolici, il 2,3% protestanti, l'1,1% testimoni di Geova e il 3,8% di altre religioni, mentre il 44,5% non sono religiosi.[7]

Il primo grande tempio buddhista cinese in Italia, il Puhua Si 普花寺 ("Tempio del Fiore Universale"),[9] fu aperto a Prato nel 2009, mentre nel 2012 l'Associazione buddhista Italia-Cina inaugurò a Roma lo Huayi Si 華義寺 ("Tempio della Virtù Fiorente", ma Huayi si presta anche all'interpretazione "Cina-Italia", essendo Hua e Yi anche i nomi brevi per i due Paesi).[10] Esistono altri templi minori e più informali, come il Tempio Putuoshan del rione Esquilino di Roma dedicato all'omonimo monte (Putuo) nello Zhejiang sacro ai buddhisti. L'organizzazione religiosa popolare cinese Yiguandao (一贯道) è presente tra i cinesi in Italia; il primo luogo di culto dello Yiguandao è stato inaugurato nel 2011 nel quartiere di Torpignattara di Roma.[11]

Integrazione[modifica | modifica wikitesto]

Uno scorcio della "Chinatown di Roma", nel Quartiere Esquilino. Roma, insieme a Milano e Prato, ospita la più numerosa comunità cinese in Italia.
La "Chinatown di Prato", che insieme a quelle di Roma e Milano è la più grande e importante d'Italia.
Il tempio buddista cinese Putuoshan in via Ferruccio, Esquilino, Roma.

Negli anni non sono mancate situazioni di tensione, generate da una difficile integrazione. Nel 2007, parecchie decine di cinesi hanno sfilato per le strade di Milano per protestare contro la discriminazione subita.[12] La città di Treviso ha ordinato ai negozi gestiti da cinesi di togliere le loro lanterne perché sembravano "troppo orientali".[13]

In generale, è nelle grandi città dove risiedono le comunità più numerose che contrasti e differenze tendono inevitabilmente ad amplificarsi, specie laddove le attività economiche cinesi entrano in concorrenza con quelle italiane, com'è accaduto a Prato nel settore tessile.[14][15] Al tempo stesso, è proprio in tali realtà che gli immigrati di seconda generazione, nati e cresciuti in Italia, cominciano a chiedere maggiore attenzione e a cercare di integrarsi sempre di più.[8]

Comunità cinesi per città[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

  1. ^ Cinesi in Italia, tuttitalia.it
  2. ^ Taiwanesi in Italia, tuttitalia.it
  3. ^ Cittadini Stranieri. Bilancio demografico anno 2010 e popolazione residente al 31 dicembre - Tutti i paesi di cittadinanza Italia, Istat, 31 dicembre 2010. URL consultato il 1º novembre 2011.
  4. ^ Torino: l'integrazione dei cinesi passa per le seconde generazioni. Indagine del Cesnur sulla comunità del capoluogo piemontese, su immigrazioneoggi.it. URL consultato il 28 agosto 2010 (archiviato dall'url originale il 22 luglio 2011).
  5. ^ Pierluigi Zoccatelli; Religione e religiosità fra i cinesi a Torino. "Religione cinese", identità secolare e presenze di origine cristiana. In: Luigi Berzano, Carlo Genova, Massimo Introvigne, Roberta Ricucci, Pierluigi Zoccatelli; Cinesi a Torino: la crescita di un arcipelago; Il Mulino, 2010. ISBN 9788815137913. p. 223: «In conclusione il risultato dell'indagine, per quanto riguarda l'atteggiamento religioso dei cinesi a Torino, sembra essere così descritto: l'identità secolare – 39,9% – ricomprende poco meno della metà della popolazione. Il resto ha qualche forma di credenza o di pratica religiosa. Circa la metà di costoro può essere inserito nella categoria della "religione cinese", all'interno della quale predomina il riferimento buddhista. L'"identità buddhista forte" interessa il 13,7% del campione, mentre il 3,6% è cattolico, il 3,3% protestante e l’1,1% Testimone di Geova.»
  6. ^ Pierluigi Zoccatelli. Religion and Spirituality among the Chinese Immigrants in Turin, Italy. 2009 CESNUR Conference, Salt Lake City, Utah, 11–13 giugno, 2009.
  7. ^ a b Appartenenza e pratica religiosa tra i cittadini stranieri, su www.istat.it, 30 ottobre 2014. URL consultato il 22 ottobre 2017.
  8. ^ a b Pierluigi Zoccatelli, Religione e spiritualità fra gli immigrati cinesi a Torino, in CESNUR, 31 novembre 2009. URL consultato il 1º novembre 2011.
  9. ^ "Tempio Buddista Pu Hua Si", tripadvisor.it
  10. ^ "Tempio Buddista Hua Yi Si", tripadvisor.it
  11. ^ Roma: inaugurazione tempio a Torpignattara. www.tvreporter.it.
  12. ^ Dacid Willey, Milan police in Chinatown clash, in BBC News, 13 aprile 2007. URL consultato il 22 aprile 2008.
  13. ^ Oriental decor not allowed, in Taipei Times, 8 maggio 2007. URL consultato il 22 aprile 2008.
  14. ^ Rachel Donadio, Chinese Remake the ‘Made in Italy’ Fashion Label, in New York Times, 12 settembre 2010. URL consultato il 04-05-20114.
  15. ^ Gabriele Villa, Chinatown, le città invisibili nel cuore d'Italia, in ilgiornale.it, 15 aprile 2007. URL consultato il 29 novembre 2011.
  16. ^ Tra Barge e la vicina Bagnolo, appena quattro chilometri, i cinesi sono circa 1.500: è la seconda comunità in Europa per densità rispetto alla popolazione locale.

Voci correlate[modifica | modifica wikitesto]

Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]